22/10/2026
La domanda che mi fanno sempre: dopo la blefaroplastica si vedrà che l'ho fatta?
È una domanda che il Prof. Contreas sente spesso durante le visite di consulenza.
Ed è una domanda giusta, perché la risposta dice molto su come si intende la chirurgia.
La risposta è: dipende da cosa si intende con "si vede".
Se la domanda è "si capirà che sono stata operata?"
Un intervento eseguito correttamente non lascia tracce leggibili come tali.
Non ci sono occhi tirati, palpebre arrossate nel tempo, asimmetrie evidenti.
La cicatrice si trova nel solco palpebrale naturale e diventa pressoché impercettibile.
Se la domanda è "cambierà qualcosa?"
Sì. Ed è questo il punto.
Lo sguardo risulterà più riposato, le palpebre meno pesanti, l'area orbitale più luminosa.
Non perché si sia aggiunto qualcosa, ma perché si è tolto ciò che appesantiva il naturale.
La blefaroplastica agisce sulla palpebra superiore (pelle in eccesso, grasso), sulla inferiore (borse, cedimento), o su entrambe secondo la necessità clinica.
Non è indicata uguale per tutti.
Le condizioni del muscolo orbicolare, la presenza di ptosi palpebrale o di patologie oculari associate, l'età e le aspettative determinano quale approccio è corretto.
La valutazione clinica è il punto di partenza.
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