01/06/2026
Praticare Yoga e’ anche studiare e comprendere testi di riferimento come lo Yoga Sutra di Patanjali.
Nel primo volume, o pada, Patanjali ci dice come funziona la mente e cosa accade quando non osserviamo con consapevolezza corpo, pensieri ed azioni. La prima parte di questo sutra prepara il terreno per la pratica meditativa e di pranayama avanzato.
Leggere questo testo senza praticare e’ come leggere un testo di fisica senza studiare la matematica.
La bellezza dello Yoga è che è una scienza e che ci piaccia o meno svela esattamente come funziona la realtà attorno a noi. La domanda da farsi è: con quale mente sto agendo? Cosa mi motiva? Quali sono gli impulsi che creano le condizioni al contorno per ciò che dirò, ciò che farò? Con quale mente sto considerando le cose?
Il sutra 1.30 ci dice chiaramente che corpo e mente sono uno manifestazione dell’altro. Patanjali elenca in che modo facilmente ricadiamo nel nostro mondo abitudinario. Lo Yoga è un percorso di espansione e di conoscenza di sé stessi. Anche se non c’è qualcosa da aggiustare intrinsecamente. Anche se un albero è magnifico con le sue varietà. Eppure possiamo essere sinceri nel riconoscere che potremmo fare le cose in un modo diverso, con meno ansie, meno rabbia, meno aggressività. Nel nostro cuore lo sappiamo ma rifiutiamo che sia reale.
Ci abituiamo alla “spazzatura” e lasciamo anche ci dicano che quella tossicità va anche bene e che possiamo conviverci. Deleghiamo quindi all’altro divenendo preda delle azioni manipolatorie altrui.