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Laboratorio Cognitivo Roma Studio di Neuropsicologia, Logopedia, Terapia Cognitivo-Comportamentale e Terapia della Neuropsicomo

Oggi scrivo da professionista, ma soprattutto da persona profondamente amareggiata.In questo periodo siamo immersi nei G...
30/10/2026

Oggi scrivo da professionista, ma soprattutto da persona profondamente amareggiata.

In questo periodo siamo immersi nei GLO. Ore di confronti, spiegazioni, strategie condivise, indicazioni su come comprendere e gestire le difficoltà dei bambini, soprattutto quelle comportamentali.

Eppure, troppo spesso, ho la sensazione che tutto questo rimanga soltanto sulla carta.

Si continua a parlare di bambini che disturbano, che non ascoltano, che non rispettano le regole. Si continua a chiedere ai genitori di intervenire, di fare qualcosa, di trovare soluzioni.

Ma quanto siamo davvero disposti, noi adulti, a cambiare il nostro approccio?

Non voglio generalizzare. Conosco insegnanti straordinari, preparati e profondamente attenti ai bisogni dei loro alunni. Ma incontro anche situazioni in cui manca la conoscenza del funzionamento neurodivergente e, cosa ancora più dolorosa, la disponibilità a mettersi in discussione.

E sapete cosa mi pesa di più?

Pensare a quei bambini che ogni giorno vengono rimproverati, fraintesi, etichettati. A quelli che iniziano a sentirsi sbagliati. E alle loro famiglie, che troppo spesso si ritrovano sole a difenderli.

Sono triste.

Perché possiamo fare tutti i GLO del mondo, scrivere i migliori PEI e condividere le strategie più efficaci, ma se poi non cambiamo il nostro modo di guardare e accompagnare questi bambini, tutto questo perde significato.

L’inclusione non è una dichiarazione di intenti. È una responsabilità quotidiana.

E un bambino che fatica a regolare il proprio comportamento non ha bisogno dell’ennesimo adulto che gli ricordi quanto sia difficile.

Ha bisogno di qualcuno che sappia aiutarlo. E che abbia davvero voglia di farlo. 🤎

Dott.ssa Federica Rizza
Neuropsicologa e Psicoterapeuta

Animiamo il post di commenti non per like ma per sensibilizzare sull’argomento

BUON VENTO 🤎Crescere significa anche cambiare. E a volte i cambiamenti, anche quelli più difficili, portano con sé nuove...
28/10/2026

BUON VENTO 🤎

Crescere significa anche cambiare. E a volte i cambiamenti, anche quelli più difficili, portano con sé nuove opportunità.

Negli ultimi mesi il Laboratorio Cognitivo ha vissuto molti cambiamenti importanti. Anche nel team. Dopo tanti anni condivisi, alcuni professionisti hanno scelto, per motivi personali, di intraprendere nuovi percorsi professionali.

A loro va il mio grazie sincero per il tempo trascorso insieme, per il contributo dato a questo progetto e per i tanti bambini e famiglie accompagnati lungo il cammino. 🤎

Chi mi conosce sa quanto tenga al Laboratorio Cognitivo e alle persone che ne fanno parte.

Il mio ruolo non è sempre semplice. Significa anche trovare ogni giorno un equilibrio tra le esigenze dei professionisti, le scelte personali e, soprattutto, i bisogni dei nostri pazienti.

Perché dietro ogni cambiamento ci sono persone, relazioni e legami di fiducia che meritano attenzione e rispetto.

Ho imparato che non possiamo fermare i cambiamenti, ma possiamo scegliere come affrontarli: con responsabilità, sensibilità e la voglia di trasformarli in occasioni di crescita.

Ho imparato a lasciar andare e a dare sempre più spazio a chi vuole continuare ad abbracciare questo progetto.

Il Laboratorio Cognitivo continua così il suo percorso, accogliendo nuove professionalità e nuove energie, senza perdere mai di vista ciò che conta davvero: il benessere dei nostri bambini e la serenità delle loro famiglie.

Questi piccoli zainetti, che ho voluto fortemente per i nostri bambini, mi ricordano proprio questo: ognuno di noi percorre la propria strada, il proprio viaggio, e mentre alcuni restano, altri intraprendono strade diverse al bivio della vita ma ciò che conta è lasciare qualcosa di bello lungo il cammino.

A chi prende nuove strade auguro il meglio. A chi continua a sceglierci prometto lo stesso impegno, la stessa cura e la voglia di fare sempre meglio. 🤎🍀

🧠❤️ Le emozioni non si spengono, si imparano a riconoscere, comprendere e regolare!Rabbia, tristezza, paura e frustrazio...
19/10/2026

🧠❤️ Le emozioni non si spengono, si imparano a riconoscere, comprendere e regolare!

Rabbia, tristezza, paura e frustrazione fanno parte della crescita. Ma per un bambino imparare a gestire ciò che prova non è sempre semplice.

✨ L’autoregolazione emotiva è una competenza che si costruisce nel tempo, attraverso le esperienze, la relazione con l’adulto e l’utilizzo di strategie concrete.

E se potessimo allenarla anche attraverso il gioco?

Oggi vi presento due piccoli alleati della linea Moodies di Nathan: Calmy e Huggy! ❤️

🔥 CALMY – Per imparare a gestire la rabbia
Una piccola fiammella che si illumina di rosso quando rappresenta la rabbia. Soffiando lentamente su di essa, il bambino osserva il colore schiarirsi progressivamente. Un modo divertente per esercitare la respirazione consapevole e accompagnare il ritorno alla calma.

❤️ HUGGY – Per accogliere la tristezza
Un tenero cuoricino che, quando viene abbracciato, riproduce attraverso delicate vibrazioni il ritmo regolare del battito cardiaco. Un supporto sensoriale che può favorire conforto, sicurezza e distensione.

🌱 Perché questi strumenti sono interessanti dal punto di vista neuropsicologico?

Perché permettono di lavorare, attraverso esperienze concrete e multisensoriali, sulla consapevolezza emotiva, sull’attenzione alle sensazioni corporee e sull’apprendimento di strategie di autoregolazione.

Questi piccoli strumenti possono diventare preziosi alleati, a casa come nei percorsi terapeutici, se inseriti all’interno di un’esperienza educativa consapevole.

❤️ Non dobbiamo insegnare ai bambini a non provare emozioni difficili, ma aiutarli a scoprire che possono attraversarle e imparare a gestirle.

E voi? Utilizzate giochi o strumenti per aiutare i vostri bambini a regolare le emozioni? 👇

Genitori empatici, figli più sicuri. 🤎Essere genitori empatici non significa dire sempre di sì, evitare le frustrazioni ...
16/10/2026

Genitori empatici, figli più sicuri. 🤎

Essere genitori empatici non significa dire sempre di sì, evitare le frustrazioni o avere una risposta giusta per ogni situazione.

Significa imparare a guardare il mondo attraverso gli occhi dei nostri figli, riconoscere le loro emozioni e accompagnarli nella crescita con presenza, ascolto e rispetto. 🌱

🧠 Le neuroscienze e la psicologia dello sviluppo ci ricordano che la sicurezza emotiva si costruisce attraverso le esperienze quotidiane: uno sguardo accogliente, un’emozione validata, un limite posto con fermezza e gentilezza, un errore che diventa occasione di apprendimento.

✨ L’empatia non elimina le difficoltà, ma offre ai bambini gli strumenti emotivi per affrontarle.

Non servono genitori perfetti, ma adulti capaci di mettersi in discussione, riparare quando sbagliano e costruire, giorno dopo giorno, una relazione basata sulla fiducia.

📖 Come racconto anche nel mio libro Genitori Empatici (FrancoAngeli), educare con empatia significa crescere insieme ai propri figli, sostenendo la loro autonomia senza rinunciare a regole e confini.

💬 E tu, quale piccolo gesto quotidiano utilizzi per far sentire tuo figlio ascoltato e compreso?

📌 Salva questo post e condividilo con un genitore a cui potrebbe essere utile!

PsicologiaDelloSviluppo

13/10/2026
Il migliore stimolo sei TU 🧸☀️
13/10/2026

Il migliore stimolo sei TU 🧸☀️

A scuola, un bambino con ADHD non ha bisogno di sentirsi dire continuamente “stai attento”, “concentrati”, “sbrigati”. 🧠...
30/09/2026

A scuola, un bambino con ADHD non ha bisogno di sentirsi dire continuamente “stai attento”, “concentrati”, “sbrigati”. 🧠

Ha bisogno di un ambiente che lo aiuti a organizzare l’attenzione, gestire i tempi e rendere il compito più accessibile.

A volte bastano piccoli cambiamenti: consegne brevi e una alla volta, routine prevedibili, pause attive, compiti suddivisi in tempi più brevi, rinforzi positivi e strumenti visivi.

Non significa “facilitare” il bambino.
Significa offrirgli strategie adeguate al suo funzionamento, affinché possa esprimere davvero le proprie capacità. 💚

Perché dietro a un “non sta attento” può esserci un bambino che sta facendo molta più fatica di quanto vediamo.

Meno giudizi. Più strategie.

📌 Salva questo post per averlo a portata di mano.
📤 Condividilo con insegnanti, educatori e genitori: può essere un piccolo promemoria capace di fare una grande differenza.

Cognitivo Roma

Da quando sono diventata mamma, la parola responsabilità ha assunto per me un significato ancora più profondo.Mi sento r...
22/09/2026

Da quando sono diventata mamma, la parola responsabilità ha assunto per me un significato ancora più profondo.

Mi sento responsabile dei miei pazienti, delle famiglie che si affidano a me, del mio team, delle persone che ogni giorno lavorano insieme a me e di tutto ciò che abbiamo costruito nel Laboratorio.

E poi c’è mio figlio.

La responsabilità più grande, più intima, più potente.

Essere una donna, una professionista, un’imprenditrice e una mamma significa spesso avere la sensazione che qualcuno abbia bisogno di te in ogni direzione.

E quando lavori con una partita IVA o hai una tua attività, non esiste davvero un interruttore da spegnere.
Non c’è sempre qualcuno che possa sostituirti, non tutto può essere rimandato e, a volte, anche mentre cerchi di rallentare, continui a sentirti responsabile di ciò che accade.

Ci sono giorni in cui questo peso si sente tutto.

Ma ho imparando anche un’altra cosa.

Non dobbiamo essere ovunque per continuare ad esserci.

Possiamo costruire persone, squadre e relazioni capaci di camminare anche quando noi facciamo un passo indietro.

Possiamo essere madri presenti senza smettere di essere donne appassionate del proprio lavoro.

Possiamo avere paura di non riuscire a tenere insieme tutto e, contemporaneamente, scoprire una nuova forma di equilibrio.

Forse non sarà mai un equilibrio perfetto.

Ma può essere un equilibrio nostro.

E oggi voglio credere soprattutto in questo:
che non siamo costrette a scegliere tra ciò che abbiamo costruito e ciò che amiamo.

Possiamo continuare a crescere, cambiare ritmo, chiedere aiuto, delegare, ricominciare.

E magari scoprire che diventare madri non riduce ciò che siamo.

Ci insegna semplicemente un modo nuovo di essere forti. 🤍

Raccontami la tua esperienza se ti va, ci sfoghiamo nei commenti. 😘☀️

🧠 BABY BRAIN LAB | Perché guarda più te che i suoi giochi? 👀Hai comprato palestrina, sonagli, carte ad alto contrasto… e...
20/09/2026

🧠 BABY BRAIN LAB | Perché guarda più te che i suoi giochi? 👀

Hai comprato palestrina, sonagli, carte ad alto contrasto… e poi lui sembra preferire guardare te. 🤍

Nei primi mesi il volto umano è uno degli stimoli più significativi per il bambino: cambia continuamente, si muove, esprime emozioni e soprattutto è accompagnato da una voce che progressivamente diventa familiare.

Dal punto di vista neuropsicologico, mentre ti osserva il suo cervello sta facendo esperienza di attenzione visiva, integrazione tra informazioni visive e uditive, reciprocità e primi scambi comunicativi.

E c’è una cosa semplicissima che possiamo fare: lasciargli il tempo di rispondere.

Avvicinati quando è sveglio e tranquillo, parlargli lentamente, sorridi… e poi fermati.

Potrebbe guardarti, muovere la bocca, vocalizzare, agitare braccia e gambe o sorridere. E potrebbe anche voltarsi: non dobbiamo richiamare continuamente la sua attenzione. Anche una pausa può essere parte dello scambio.

Perché stimolare un neonato non significa riempire ogni momento di attività.

A volte lo stimolo più ricco non è un gioco.

Sei tu: il tuo volto, la tua voce e il modo in cui rispondi ai suoi segnali. 🤍

📌 Salva questo post e oggi prova una cosa: parlagli, fermati e osserva cosa fa.

Seguici su Baby Brain Lab 🧠🌱

Indirizzo

Viale Bruno Rizzieri 204
Rome
00173

Orario di apertura

Lunedì 08:00 - 20:00
Martedì 08:00 - 20:00
Mercoledì 08:00 - 20:00
Giovedì 08:00 - 20:00
Venerdì 08:00 - 20:00
Sabato 08:00 - 13:00

Telefono

+393792922230

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