Psicologa Roma- Dott.ssa. Ester Quaranta

Psicologa Roma- Dott.ssa. Ester Quaranta Questo é uno spazio dove personale e professionale si incontrano. Qui la diversità di ognuno é un

Qui la diversità di ognuno é una ricchezza da proteggere e rispettare.

L'ATTESA DEI REGALI: UNA VERA E PROPRIA LEZIONE DI VITA!Domani è Natale. Già da un po' i regali di Natale sono sotto l'a...
24/12/2017

L'ATTESA DEI REGALI: UNA VERA E PROPRIA LEZIONE DI VITA!
Domani è Natale. Già da un po' i regali di Natale sono sotto l'albero e i bambini sono in fermento. Sono emozionati ed impazienti e vorrebbero scartarli tutti e subito...non è facile parlargli e spiegare che non si possono ancora aprire! Oppure, spiegare loro che i regali li porta Babbo Natale e manca ancora del tempo! E' compensibile...chi di noi non ha almeno un ricordo di quando era bambino e cercava di scuotere il pacco per capire cosa ci fosse dentro? Oppure, di quando tartassava i propri genitori chiedendo preoccupato se Babbo Natale potesse perdersi o sbagliare indirizzo! Eppure, a ben pensarci, è proprio questa la magia del Natale: l'attesa, il DESIDERIO, l'impazienza che diventa speranza che arrivi presto il momento di scartare, la gioia quando si raggiunge l'obiettivo.
Il Natale coi bambini è tutta una magia! Un modo giocoso e magico per insegnare ai l'arte di saper aspettare, accompagnata dalla gioia ineguagliabile quando arriva finalmente il momento di scartare i regali! Nella società del tutto e subito, della fretta, della mancanza di desideri (siamo abituati ad avere tutto e disimpariamo a desiderare qualcosa) allora il mio pensiero è...W l' , w l' che ci fa sperare di trovare nel pacco proprio ciò che che desideriamo, w l'adrenalina appena prima di aprire il pacco....!
Auguri di a tutti!

Chi ha modo di osservare un gruppo di bimbi giocare in un asilo, può facilmente rendersi conto che i bambini utilizzano ...
13/12/2017

Chi ha modo di osservare un gruppo di bimbi giocare in un asilo, può facilmente rendersi conto che i bambini utilizzano cucinette e pentoline, bambole, trenini e macchinine indipendentemente dal fatto che siano maschi o femmine! Il concetto di "giochi da femmina" e "giochi da maschio" é un preconcetto dell' adulto 😉

Facilissima mini guida per la scelta dei regali 😉 (C)

PROPOSTE DI  '  -  CON BAMBINI 0-6 ANNI :Premessa indispensabile per capire come strutturare attività grafico-pittoriche...
02/12/2017

PROPOSTE DI ' - CON BAMBINI 0-6 ANNI :

Premessa indispensabile per capire come strutturare attività grafico-pittoriche adeguate all'età dei bambini, è avere chiaro alcune tappe evolutive di un bambino:
1) (fino a 12 mesi circa): La prima lasciata da un bambino NON E'INTENZIONALE: durante lo sviluppo della motricità, il bambino, in maniera del tutto involontaria, muovendo il suo corpo o il braccio, lascia una traccia da qualche parte. Incuriosito e stupito, sarà invogliato a ripetere questo movimento per produrre tracce.
2) (12-14 mesi) Il bambino prende consapevolezza che, muovendosi, lascia una traccia. Si diverte e si incuriosisce cominciando a sperimentare intenzionalmente le tracce che può lasciare
3) (15-18 mesi) Il bambino ha una motricità fine via via più sviluppata, che gli consente di lasciare tracce intenzionali su fogli attraverso l'ausilio di strumenti (pennelli, pastelli...).
4) (20-24 mesi)Le tracce lasciate sul foglio diventano articolate, compaioni i primi cerchi, vortici e spirali.
5) (24-30 mesi): la traccia ha l'intento di abbozzare volontariamente volti e figure umane, che diventano via via sempre più dettagliati e comprensibili.
6) (dai 2 anni e mezzo)Il disegno diventa prevalentemente simbolico: l'intento non è lasciare una traccia ma rappresentare forme, volti e figure.
7) (dai 3 anni circa) acquisisce schemi logici del dentro-fuori e competenze di motricità fine che gli permettono di “colorare dentro” spazi predefiniti, riempire parti di un disegno strutturato.

Perchè questa PREMESSA E'FONDAMENTALE?
Perchè ci permette di comprendere che:
- lo scarabocchio di un bambino è prezioso: non è un inutile groviglio di colore su un foglio, ma una tappa fondamentale di un processo evolutivo
è inutile proporre ad un bambino in piena fase orale (= mette tutto in bocca) attività di pittura con tempere o altri elementi tossici: passeremmo tutto il tempo a dirgli “no non si mette in bocca”e lui sarebbe solo frustrato dalla situazione
è inutile proporre ad un bambino di 1 anno e mezzo schede precompilate con disegni prestampati, quando non ha ancora le competenze logiche del dentro-fuori;
è inutile proporre ad un bambino non ancora consapevole della sua capacità di lasciare tracce, un'attività grafico- pittorica che preveda fogli, pennelli o colori: appallottolerà o straccerà il foglio, e giocherà con il pennello.

Veniamo quindi al COSA PROPORRE:

Fino ai 14-15 mesi (circa): : proponiamogli vassoi dal bordo non troppo alto (perfetti i coperchi delle scatole degli stivali da donna) dipingiamo il fondo di un colore scuro (blu) e mettiamogli dentro farina gialla o bianca (colore a contrasto col blu): il bambino si divertirà a sperimentare che muovendo la mano o il dito lascia delle tracce!

15-18 mesi: via ai grandi e spessi, ai gessi (quelli grandi però!), ai colori a dita su fogli (meglio gli A3, che sono più grandi), ai primi (grandi e maneggevoli, sono perfetti i pennelli da barba!)su cartelloni di varie dimensioni e colori, PRIVI DI elementi predefiniti, disegni precompilati, sagome. Se il bambino è ancora in fase orale e mette tutto in bocca, un'alternativa alle tempere sono i colori ottenuti dagli alimenti, come i pomodori, le barbabietole rosse, gli spinaci e la purea di carote: sarà un'esperienza sensoriale a 360 gradi!

20-24 mesi: diamo il via alle e ai pennelli a punta fina, spugne, acquerelli, timbrini fatti in casa (internet offre molte idee).

Dai 3 anni in su: possiamo sperimentare i primi dentro- fuori (colorare dentro una parte del foglio, dare schede con strutturate.

Se un bimbo dopo aver colorato appallottola il foglio, o se dipinge con troppa tempera fino a bucare il foglio, non rimaniamoci male...quello che conta è l'ESPERIENZA PREZIOSA che ha fatto, e non il PRODOTTO FINITO! (quello piace più che altro a noi adulti!)
Spero di avervi dato delle dritte utili, nel prossimo post parlerò dell'attività grafico-pittorica e le emozioni, ma questa infarinata mi sembrava necessaria!

RIFERIMENTI BIBLIOGRAFICI:
“Nido d'infanzia 2. Il disegno narrativo al nido”, Cappelletti A, Erickson editore, 2009.
“Felice come un bambino che dipinge”, di Stern A., Lindbergh P., Armando editore, 2006.
“Pasticci, macchie e scarabocchi” di Dallari M, editrice La scuola

Buon week end a tutti!

IDEE REGALO PER NATALE PER I VOSTRI BAMBINI!Il Natale è alle porte, e un'infinità di giochi di ogni tipo stanno per arri...
19/11/2017

IDEE REGALO PER NATALE PER I VOSTRI BAMBINI!
Il Natale è alle porte, e un'infinità di giochi di ogni tipo stanno per arrivare nelle case dei vostri bambini.
I libri non sempre sono espressamente richiesti da loro, poichè prevalgono desideri di giochi associati alle pubblicità, ma scegliere di regalare libri di qualità a un bambino è un investimento a medio e lungo termine perchè:

1) E' un primo approccio a familiarizzare con la lettura e all'amore per i libri quando sarà più grande

2) E' utile per creare piacevoli routine e momenti di condivisione all'interno della famiglia (es.leggere insieme la favola della buonanotte)

3) Veicola messaggi importanti in maniera naturale e giocosa

4) Stimola ed arricchisce il linguaggio dei bambini

5) Aiuta ad aumentare gradualmente i tempi di concentrazione.

Qui di seguito, alcune proposte di libri relativamente alle EMOZIONI (soprattutto rabbia, tristezza, paura) per la fascia d'età 1-6 anni:

Dentale Helga, Caterina e Giacomone, youcanprint, 2016: adatto soprattutto ai più piccoli, è un libro interattivo utile per promuovere l'empatia e la condivisione.

Ramadier C., Bourgeau V., Il libro arrabbiato, L'Ippocampo, 2017 : adatto ai bambini del nido e della scuola dell'infanzia, un libro interattivo che con dolcezza si avventura nell'emozione della rabbia.

D'Allancè M., Che rabbia!, Babalibri, 2016: adatto ai bambini tra i 2 e i 6 anni, affronta l'emozione della rabbia con più veemenza rispetto a Il libro arrabbiato, ma è utile nella rielaborazione degli scoppi di rabbia.

Van Hout M., Emozioni, Lemniscaat, 2017 : adatto anche ai piccolissimi per familiarizzare con le varie emozioni e, per i più grandi, per ampliare il vocabolario delle emozioni.

Iudica A., Vignocchi C. e Borando S., Un mare di tristezza, Minibombo, 2016: adatto sia ai bambini del nido che a quelli della scuola dell'infanzia, si addentra nell'emozione della tristezza mostrando come tutto può cambiare...vedendo le cose da un'altra prospettiva!

Burfoot E., Ballando con il buio, Lapis edizioni, 2008, dai 2 anni circa in su, affronta la paura del buio con tatto e delicatezza

D'Allancè M., Quando avevo paura del buio, Babalibri, 2002: ancora sulla paura del buio, ma per i bambini un po' più grandi (dai 3 ai 6) poiché la tematica è affrontata in maniera più “forte” rispetto al precedente.

Che ne pensate di queste idee?
Nei prossimi post, altre idee regalo di qualità per i vostri bambini!
Buona settimana!

LE EMOZIONI: PERCHè è IMPORTANTE SAPERLE COMUNICARE E STRATEGIE DA UTILIZZARE CON I PROPRI FIGLILa società dell'OGGI:  p...
19/11/2017

LE EMOZIONI: PERCHè è IMPORTANTE SAPERLE COMUNICARE E STRATEGIE DA UTILIZZARE CON I PROPRI FIGLI

La società dell'OGGI: piena, frenetica, stressante.
Inzeppiamo impegni con precisione millesimale, siamo abili organizzatori di spazi temporali ai limiti del surreale, le nostre frasi abituali sono “ho una finestra dalle...alle....” “ci possiamo incastrare tra le....e le....di domani!” “ho uno spazio libero oggi alle....” e via dicendo.
Siamo IN CORSA. Siamo bombardati da impegni, a volte ne siamo sopraffatti.
E'la società dell'oggi e noi ci siamo cresciuti dentro. E nonostante questo fatichiamo, sentendoci spesso stanchi e in .
Tuttavia, pretendiamo di trasmettere questi ritmi ai nostri . E ci arrabbiamo se non riescono a “starci appresso”. Pretendiamo che abbandonino i loro NATURALI RITMI di calma e di curioso apprendimento del mondo per correre insieme a noi.
In parte è normale, per ca**tà, non possiamo fare altro che cercare di gestire tutto al meglio, e anche i bambini devono imparare ad adeguarsi.
Però interroghiamoci sul fatto che stiamo chiedendo loro qualcosa di faticoso.
Che se a volte si impuntano, hanno pure le loro ragioni.
Che se sono irritabili e scontrosi, un perchè ci sta.
NON DIAMO PER SCONTATO che si debbano adeguare a noi.

Un bambino non ha a disposizione tutti gli strumenti che abbiamo noi per manifestare un suo disappunto, un malessere, o una difficoltà: i più piccoli, che nemmeno parlano, lo fanno attraverso UN INCOMPRENSIBILE, o una chiusura nei nostri confronti, o un attaccamento “morboso”.
I più grandi parlano e provano a esprimersi ma NON E'AFFATTO SCONTATO CHE RIESCANO A FARLO CORRETTAMENTE: il bambino ha bisogno di un adulto che lo guidi nella gestione di un'esplosione di rabbia, o di pianto, o di un attacco di paura.
Se non è l'adulto a mettere argini, diventerà un fiume in piena che strariperà.
Se non siamo noi a chiedergli QUOTIDIANAMENTE “come ti senti?” “cosa provi?”, come possiamo aspettarci che da solo impari a dircelo?
Se non gli permettiamo di sperimentare le , come imparerà a gestirle e non esserne sopraffatto?
Il compito dell'adulto è accompagnare i bambini verso un' adeguata comunicazione delle proprie emozioni.

E allora, lo so che siamo tutti molto impegnati, ma la causa è importante, e qualche piccolo suggerimento per sostenere i propri figli nel percorso di “ ” può esservi utile:

1) Ogni giorno chiediamo a nostro figlio “COME STAI?” “COME TI SENTI?”

2) Mostriamogli le NOSTRE EMOZIONI: dirgli come ci sentiamo, cosa proviamo e perchè funzionerà per lui come MODELLO; se siamo arrabbiati tristi, impauriti, felici, comunichiamoglielo

3) Quando ha scoppi d'ira a noi incomprensibili, chiediamogli PERCHE' è arrabbiato (se è troppo piccolo, interroghiamoci noi sul perchè)

4) leggiamogli SULLE EMOZIONI (vedi post IDEE REGALO PER NATALE), diventerà una piacevole routine della buonanotte.

5) Permettiamogli di “fare finta di...” attraverso il e a libera fantasia: interpretare ruoli diversi lo aiuterà a sperimentarsi con le emozioni

6) proponiamogli ATTIVITA' GRAFICO -PITTORICHE in cui disegnare come si sente: sarà un modo per passare del tempo insieme ed è utile anche con i più piccoli.

A seconda dell'età dei bambini possiamo aspettarci chiaramente risposte più dettagliate e comprensibili, ma per iniziare a fare ALFABETIZZAZIONE EMOTIVA non è mai troppo presto! :)

L' EDUCAZIONE GENITORIALE è uno strumento fondamentale per la cura dei disturbi dell' attenzione e dell' iperattività. C...
08/11/2017

L' EDUCAZIONE GENITORIALE è uno strumento fondamentale per la cura dei disturbi dell' attenzione e dell' iperattività. Come spiegato nell' articolo della collega, intervenire TEMPESTIVAMENTE, al presentarsi dei primi sintomi(tra i 3 e i 5 anni del bambino), permette di:
- minimizzare l' impatto negativo del disturbo nella vita del bambino
-ridurre lo stress genitoriale
-evitare ripercussioni negative sul piano sociale, relazionale e scolastico.

I genitori efficaci non sono quelli che non sbagliano mai (impossibile )ma quelli che accettano di mettersi in discussione ed evolvere in un percorso di crescita al fianco dei propri figli!

Pubblicato il 8 novembre 201730 ottobre 2017 di Giuseppe Romano Parent Training: educare i genitori di Laura Pannunzi L’importanza dei programmi di educazione parentale in età prescolare per bambini disattenti e iperattivi I programmi di educazione parentale, o parent training, sono dei percorsi ter...

Interessante articolo sul cambiamento del ruolo maschile e di coppia dopo la nascita di un figlio e di come questo possa...
04/11/2017

Interessante articolo sul cambiamento del ruolo maschile e di coppia dopo la nascita di un figlio e di come questo possa comportare una anche nei e non sono nelle .

il 10% dei padri manifesta sintomi depressivi durante il periodo perinatale con un aumento significativo dei sintomi dai 3 ai 6 mesi dopo la nascita

Buuuu!
31/10/2017

Buuuu!

Un bimbo mentre gioca inciampa e cade. Immediatamente guarda l' adulto di riferimento: se legge preoccupazione ("oddio t...
22/10/2017

Un bimbo mentre gioca inciampa e cade. Immediatamente guarda l' adulto di riferimento: se legge preoccupazione ("oddio ti sei fatto male!"), scoppia a piangere; se legge serenità (oplà sei caduto ma non ti sei fatto nulla, può succedere!) si rialza e continua a giocare...

Pubblicato il 21 luglio 201715 luglio 2017 di Giuseppe Romano Genitore = primo regolatore emotivo del bambino di Ilaria Martelli Venturi Come gli indici espressivi degli adulti influiscono sulla gestione delle emozioni dei piccoli Uno dei compiti più difficili per un bambino piccolo è riuscire a ges...

ATTENTO, COSì TI SPORCHI TUTTO!Quante volte abbiamo ripetuto questa frase?Se vi suona familiare, è perchè probabilmente ...
18/10/2017

ATTENTO, COSì TI SPORCHI TUTTO!
Quante volte abbiamo ripetuto questa frase?
Se vi suona familiare, è perchè probabilmente siete in , con tanti impegni da gestire, ritmi incalzanti e bambini che “pretendono”(giustamente)di fare come dicono loro!

La scomoda verità è che noi adulti siamo talmente immersi nel delirio delle nostre vite da illuderci che i possano adattarvisi senza conseguenze.

Per “far presto” limitiamo loro la possibilità di FARE DA SOLI (mangiare, bere, vestirsi o altro a seconda della loro età).

Per “far presto” andiamo letteralmente in tilt se si sporcano o si bagnano giocando all'aria aperta, o dipingendo, o lavandosi i denti da soli.

Per “far presto” mettiamo un cartone animato in tv invece che accettare la loro offerta di darci una mano a stendere i panni (sappiamo bene che impiegheremmo il doppio del tempo...).

E invece vi dico, mettiamoci in discussione, perchè siamo noi gli adulti.
Il tempo oggigiorno ci è nemico. Andiamo sempre di fretta, abbiamo mille impegni da mantenere, tanti compiti da svolgere. E vorremmo che i bambini si adattassero ai nostri ritmi.
Ma così come loro piano piano si abituano ai nostri, così un pochino noi dobbiamo cedere ai loro.

NON POSSIAMO GESTIRE TUTTO : e allora molto meglio una maglietta sporca, vestiti da bancarella, un pavimento che non brilla, piuttosto che perderci la gioia di FERMARCI UN PO', OGNI TANTO, e tornare bambini insieme ai propri figli.

ALLENTIAMO IL CONTROLLO: non possiamo gestire tutto. Che ci piaccia o no.

VALORIZZIAMO LE UNICITA' DI OGNI BAMBINO.
Lasciamoli liberi di sperimentare e di esplorare, affinchè ognuno trovi la sua strada.

ASSECONDIAMO LE LORO INCLINAZIONI e non tarpiamo loro le ali se manifestano interesse verso attività fantasiose o sopra le righe.

Non perdiamo la testa se si sporcano nel dipingere, nel colorare o nel giocare all'aria aperta.

INVOGLIAMOLI ALL'AUTONOMIA: se desiderano mangiare da soli e si sporcano, invece di rimproverarli per la pastina spiaccicata su pavimento, vestiti e pareti, complimentiamoci per il tentativo di fare da soli e per il fatto che giorno dopo giorno imparano a stare seduti a tavola e mangiare con le posate.
Se bevono dal bicchiere e si bagnano, non sbuffiamo davanti a loro per il fatto che dovremo cambiarli, ma spieghiamogli che è normale sbagliare all'inizio e che la prossima volta andrà meglio.

Sono lezioni di vita, che porterà con sé.

Crescerà con la CURIOSITA' di fare cose nuove, non con la paura del cambiamento,

Crescerà con la STIMA DI SE', perchè avrà imparato che sbagliando si impara e si cresce.

Crescerà con la capacità di SCEGLIERE LA PROPRIA STRADA, non con la frustrazione di non sapere come fare.

ACCETTIAMO QUESTA SACROSANTA VERITA':
“I bambini in una famiglia sono come fiori in un bouquet: ce n’è sempre uno determinato ad andare nella direzione opposta rispetto al modo in cui desidera l’arrangiatore.”
(Marcelene Cox)

È importante normalizzare ed accogliere la paura che i bambini sperimentano...provarla è umano e funzionale ed i bambini...
11/10/2017

È importante normalizzare ed accogliere la paura che i bambini sperimentano...provarla è umano e funzionale ed i bambini che non hanno timore ad esprimerla impareranno a gestirla e a non vederla come un mostro da rifuggire!

Pubblicato il 11 ottobre 201726 settembre 2017 di Giuseppe Romano “Non devi avere paura”: imperativi da evitare di Monica Mercuriu La paura ha uno scopo protettivo, permette a un bambino di non mettersi in pericolo, di poter pensare prima di agire, lo tutela dal non farsi male Molto spesso gli adult...

09/10/2017

: COME GESTIRE IL AL MATTINO.
Settembre è finalmente terminato, la fase di sta lasciando il posto alle prime soddisfazioni: i bimbi sono più sereni e un nuovo funzionale equilibrio si sta consolidando.
Tuttavia, non di rado accade che bimbi ormai pienamente ambientati, vivano il momento del dal genitore/familiare in maniera “lacrimosa”: al momento di salutarvi, vostro figlio vi si arpiona stile “piccolo koala”, oppure urla, piange, si divincola dalle braccia delle educatrici per tornare nelle vostre implorando “mammaaaaa” (o papà/nonni etc) mentre voi, dopo vari tentativi di farlo calmare andati a vuoto, lo lasciate col cuoricino a pezzi. Dispiaciuti e avviliti. Se non fosse che pochi minuti (in alcuni casi, pochi SECONDI) dopo aver chiuso la posta, vostro figlio si calma ed inizia a giocare felice e sereno.
PERCHE' ACCADE QUESTO?
Le spiegazioni sono molteplici.
1) Innanzitutto ogni bambino ha il proprio carattere, i propri tempi e la propria modalità di gestire le emozioni. Provare dispiacere nel salutare il genitore è comprensibile, lecito, ed è fondamentale ACCOGLIERE ED ACCETTARE QUESTA . Non significa che vostro figlio ce l' ha con voi, o che al nido non si diverte. Semplicemente, il momento del saluto gli crea malinconia. Inoltre, può accadere che i bambini entrino sentendo piangere qualcun altro, condizionandosi empaticamente al pianto.
2) In altri casi invece, il bambino ha attivato con voi un circolo comportamentale per cui ha capito che, se attiva questa modalità al distacco (pianto, urla, si aggrappa) ottiene qualcosa di positivo per lui (più coccole e abbracci/ un premio al ritorno dal nido...). Infatti non è raro che voi vi sentiate in colpa o dispiaciuti a lasciarlo, comportandovi in maniera più accomodante o permissiva nei suoi confronti.

QUALI ERRORI EVITARE DUNQUE DURANTE IL SALUTO AL NIDO?

1) DISTRARLO CON UN GIOCO O UNO SCHERZO SPERANDO CHE SI CALMI ED ENTRI SERENO: difficilmente funziona e rischia di prolungare ulteriormente il distacco.

2) PROLUNGARE IL MOMENTO DEL SALUTO: è straziante per il bambino, per voi ed impedisce alle educatrici di dedicarsi adeguatamente ai bambini. SALUTARE E' FONDAMENTALE, e anche un abbraccio/bacio/coccola fanno parte del saluto, purchè siano sereni, decisi ma RAPIDI.

3) MOSTRARVI PREOCCUPATI O TITUBANTI DAVANTI AL BAMBINO: alimenterete in lui il concetto che “se mamma/papà/nonno” è preoccupato ho ragione ad aver paura e non voler stare qui”.

4) DIRGLI “BUGIE” O FALSE PROMESSE: dire che “mamma va a fare la spesa e torna subito” o che “papà va a compragli un regalo e poi torna”, farà sì che vostro figlio non si fidi più di voi e diventi insicuro. Inoltre, promettendo premi ogni volta che tornate a prenderlo al nido, rinforzerete la credenza che il nido non è bello e divertente in sé ma solo un mezzo necessario per ottenere il regalo che desidera.

QUAL E' QUINDI IL SALUTO IDEALE?
Può essere un saluto tutto vostro, unico e speciale, come preferite, purchè appaia sereno, rapido e sicuro. Un abbraccio, un bacio, una coccola, un “mamma va a lavoro, a dopo!” e dolcemente affidarlo alle educatrici. Sapranno come coccolarlo e consolarlo :)

In bocca al lupo spero questi consigli vi siano stati utili!
per info e domande potete scrivere nei commenti o contattarmi in privato su questa pagina!

Indirizzo

Stazione Metro Giulio Agricola
Rome
00175

Sito Web

Notifiche

Lasciando la tua email puoi essere il primo a sapere quando Psicologa Roma- Dott.ssa. Ester Quaranta pubblica notizie e promozioni. Il tuo indirizzo email non verrà utilizzato per nessun altro scopo e potrai annullare l'iscrizione in qualsiasi momento.

Condividi

Digitare