10/08/2026
No, non è tutto ok.
In questi giorni la stampa ha raccontato la polemica suscitata da questa campagna pubblicitaria di una nota marca di smartphone.
La rappresentazione rischia di far apparire normale, innocuo e persino desiderabile l’uso del telefono fin dalla primissima infanzia.
Da pediatra devo dirlo con chiarezza: uno smartphone non è un giocattolo per un neonato o per un bambino molto piccolo.
L’esposizione precoce e prolungata agli schermi è associata a possibili conseguenze su:
* sviluppo del linguaggio e capacità di comunicare;
* qualità e durata del sonno;
* attenzione e autoregolazione;
* movimento, gioco libero ed esplorazione;
* relazione tra bambino e adulto.
Il problema non è soltanto ciò che il bambino guarda.
È soprattutto ciò che lo schermo può sostituire: parole, sguardi, contatto, lettura, manipolazione degli oggetti e interazioni reali.
La Società Italiana di Pediatria raccomanda di evitare i dispositivi sotto i due anni.
Cosa possono fare concretamente i genitori?
* Non mettere lo smartphone in mano al bambino per calmarlo, farlo mangiare o distrarlo.
* Tenere spenti gli schermi durante i pasti e prima di dormire.
* Evitare la televisione accesa come sottofondo.
* Preferire voce, libri, canzoni, gioco libero e attività all’aperto.
* Dare il buon esempio, limitando anche l’uso del proprio telefono durante i momenti condivisi.
* Nei bambini più grandi, scegliere contenuti adatti all’età, guardarli insieme e stabilire tempi e regole chiare.
Non si tratta di colpevolizzare i genitori, che spesso ricorrono allo smartphone per stanchezza o necessità.
Si tratta di non lasciare che una pubblicità trasformi una pratica rischiosa in un gesto normale.
Un telefono può essere un ottimo prodotto.
Ma nelle mani di un bambino così piccolo, no: non è “tutto ok”.