12/07/2026
La sensualità è il linguaggio del pi@cere.
È un linguaggio corporeo: connesso, aderente, coincidente al corpo. Non ha bisogno di audience. Si mostra nella sua forma più innocente, disinteressata, curiosa, quanto più è libero dai condizionamenti.
Ma la sensualità si manifesta come linguaggio che veste il livello di coscienza dell'energia che lo muove, lo vibra, lo vive, lo usa.
Quando è una spinta desiderosa di uscire per toccare il mondo all'esterno ,non per ammaliarlo, né persuaderlo, è un processo di connessione. Intesse relazione con il proprio corpo attraverso una comunicazione sensoria, sensuale, appunto.
Abhinavagupta chiama questo *sādhāraṇīkaraṇa*, universalizzazione. Si partecipa all'esperienza con tutta l'attenzione, con l'interezza delle facoltà sensoriali, le Indriya, ma senza identificarsi completamente con esse. Senza volerle possedere.
La sensualità può mostrarsi come libera espressione dell'essere: in una relazione d'amore con se stessə, nel desiderio traboccante di esultare, di celebrazione sensoriale.
Ma per manifestare questa forma innocente di linguaggio è necessario spogliarsi dei condizionamenti che, fin dalla nascita, hanno plasmato il nostro modo di camminare l'esistenza. Ogni creatura, a seconda del proprio livello di consapevolezza corporea, di educazione e imprinting culturale, muove questo linguaggio, che può spostarsi da una forma estremamente libera, fuori dagli schemi, a una forma più imbrigliata: quella che usa la sensorialità come controllo sull'altro, diventando persuasione, manipolazione, interesse a raggiungere un obiettivo.
Stesso abito. Corpo diverso.
Attraverso questa trasmissione, lo Yoga del Tocco che pratico da diversi anni, osservo con MERAVIGLIA un corpo che entra nel mio spazio con la sua sensualità un po' incastrata, a volte confusa, frenata. E non mi occupo di psicoanalizzare il perché, la causa, ma l'intelligenza del corpo conosce, in maniera innata, “lo stare bene”. Il desiderio di mostrare, attraverso la sensualità, la realizzazione di stare nel pi@cere prende spazio e si realizza.
C'è chi lo fa immediatamente. C'è chi lo fa a piccoli passi. Questo processo di svelamento, di destrutturazione di queste infrastrutture, via via fa emergere quella coscienza — quella capacità di auto-osservazione di sé che permette a quel corpo, a quella creatura, di acquisire maggiore consapevolezza sensoriale, emozionale, psichica.
Di questo, e di come si attraversa, ne parliamo dal vivo. Prossimo viaggio a Perugia, dal 27 al 31 luglio. Se senti la chiamata, scrivimi.
Alessia Lus
www.Ilrisvegliodishakti.com
**raKashmiro