14/10/2026
In un mondo
👉🏻di audio whatsup ascoltati a 1.5 o 2X
👉🏻Di Reel a cui vengono tagliati i millisecondi tra le parole per dire quante più cose nel tempo di uno sternuti
👉🏻Di compressione dei silenzio come fossero difetti…
…. Cosa stiamo davvero imparando?
E cosa ci stiamo perdendo?
Quell’indugiare…
Quell’aspettar qualche secondo per sceglier la parola migliore….
Quell’esitare per cambiare aggettivo scegliendo una sfumatura migliore….
Quell’attimo di silenzio che nascondeva in emozione….
Sono stati eliminati come poco importanti.
Ma davvero non servono?
Davvero si può tagliare tutto lasciando solo la stringa di parole detta il più velocemente possibile?
O forse quell’indugiare qualche secondo serviva?
A migliorare lo scambio?
A dire che siamo oltre le parole?
A mostrare in emozione?
A segnare il rispetto per l’altro?
Di tutto questo e 1️⃣dell’effetto “millisecondi”
2️⃣delle conseguenze di questo stile di comunicazione sempre più veloce e immediato
3️⃣e di come in realtà stiamo smettendo di usare IL muscolo fondamentale dell’ascolto e dell’empatia
✅parliamo nella nuova puntata del podcast !
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Secondo me sono riflessioni da condividere in famiglia, coi figli, interrogandoci sull’effetto che questa velocità davvero crea.
E la domanda è:
👇🏻👇🏻👇🏻
Quando dire velocemente una cosa è diventato più interessante di capire davvero quella cosa?
Buon ascolto e visione,
Silvia
PS: testi podcast, audio, reel e caption pensati e scritti da me senza uso dell’AI. Perché questo è come curo le parole. Scegliendole io, non passandole all’artificiale.
Baci