Stop al reflusso - Metodo Trabucco

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Stop al reflusso - Metodo Trabucco Specializzata nella cura del reflusso gastroesofageo, dell'ernia iatale, delle aritmie da reflusso, intestino irritabile

Specialista in riabilitazione posturale fasciale e viscerale
Fondatrice di "Stop al reflusso con il metodo Trabucco” per il trattamento meccanico integrato conservativo della malattia da reflusso Gastrico, delle ernie iatali e delle aritmie cardiache. Docente nell’ambito del Master di II Livello in “Psico-Neuro-Endocrino-immunologia della Nutrizione” presso L'Università Europea di Roma. t: (+39) 349 1368337
e: [email protected]
w: www.centrotrabucco.com

22/10/2026

Ti pieghi in avanti e senti subito il reflusso salire?

Non è soltanto una questione di acidità.

Quando ti pieghi aumenta la pressione nell’addome e, se la barriera antireflusso non riesce a impedire la risalita del contenuto gastrico nell’esofago, il sintomo può comparire proprio in quel momento.

Ma quella pressione può aumentare anche in altre situazioni: stomaco molto pieno, gonfiore, fermentazione, sforzi.

Ecco perché, quando valuto una persona con reflusso, non mi interessa soltanto sapere cosa ha mangiato: cerco di capire perché quella barriera continua a essere messa in difficoltà e cosa possiamo fare per farla funzionare meglio.

Se ti riconosci in questa situazione e vuoi capire cosa può mantenere il reflusso nel tuo caso, scrivimi o chiamami 3491368337

19/10/2026

Ernia iatale rientrata, ma il reflusso continua. Com’è possibile?

Perché il reflusso non dipende soltanto dalla posizione dell’ernia.

Può succedere che l’ernia rientri, anche molto, ma che alcuni sintomi continuino. In questi casi bisogna guardare anche a come tiene la barriera antireflusso, cioè quell’insieme di strutture che aiuta a impedire che il contenuto dello stomaco risalga nell’esofago.

Se questa barriera continua a essere messa in difficoltà, il reflusso può restare presente anche quando l’ernia è migliorata o rientrata.

Ed è proprio qui che bisogna smettere di guardare soltanto “dove si trova l’ernia” e capire che cosa continua a mantenere il problema.

È su questi aspetti che lavoro ogni giorno da più di vent’anni con le persone che si rivolgono a me per reflusso ed ernia iatale.

Con il giusto metodo di cura si può lavorare per risolvere il problema e tornare a stare bene.

Se hai un’ernia iatale e continui ad avere reflusso, scrivimi in privato, seguimi. O chiamami 3491368337

15/10/2026

Extrasistole, reflusso e nervo vago: una connessione che spesso non viene considerata.

Se le extrasistole compaiono soprattutto dopo mangiato, quando ti sdrai o insieme ai disturbi da reflusso, e il cuore è già stato controllato, può avere senso considerare anche quello che succede tra stomaco, esofago e nervo vago.

Il reflusso può irritare l’esofago e stimolare il nervo vago, che manda segnali anche al cuore e partecipa alla regolazione della sua attività. Questo non significa che tutte le extrasistoli dipendano dal reflusso, ma in alcune persone i due problemi possono comparire insieme.

E quindi: cosa puoi fare?

Vorrei poterti dire: “Fai questo esercizio, tratta questo punto, elimina questo alimento e risolvi.”
Ma non sarebbe corretto.

Perché non esiste una ricetta uguale per tutti. In una persona può avere più peso l’ernia iatale, in un’altra il reflusso, in un’altra ancora il modo in cui lavora la barriera antireflusso o altri fattori che aumentano gli stimoli sul nervo vago.

Per questo, quando arrivano da me persone con reflusso o ernia iatale e anche extrasistoli già valutate dal cardiologo, cerco di capire quali di questi aspetti sono presenti nel loro caso e su cosa si può concretamente lavorare.

La cosa importante è sapere che questa connessione esiste e merita di essere considerata.

Se hai reflusso o ernia iatale e soffri anche di extrasistoli, scrivimi in privato o seguimi. O chiamami 3491368337

12/10/2026

Tosse da reflusso e nervo vago. Una connessione di cui si parla ancora poco.

Quando il reflusso stimola l’esofago, può aumentare gli stimoli che arrivano al nervo vago e facilitare il riflesso della tosse. E questo può succedere anche senza sentire continuamente acido in bocca o bruciore in gola.

Per questo, quando arriva da me una persona con una tosse già collegata al reflusso, non lavoro soltanto sulla barriera antireflusso, ma valuto anche tutte quelle zone e quei fattori che possono aumentare gli stimoli che arrivano al nervo vago e facilitare questo riflesso.

Conoscere questa connessione è importante, perché può aiutarti a capire che dietro una tosse che continua può esserci qualcosa in più del sintomo che senti.

E quindi cosa devi fare?
Vorrei poterti dire: fai questo e risolvi il problema. Ma non sarebbe corretto. Non esiste una ricetta uguale per tutti, perché bisogna capire che cosa sta succedendo proprio nel tuo caso e cosa continua ad alimentare il problema.

Ed è proprio per questo che serve una valutazione diretta.

Se hai una tosse da reflusso che continua, puoi scrivermi in privato o contattami al 3491368337

08/10/2026

Tosse da Reflusso
La Dott.ssa Carla Tisi racconta il suo percorso con il Metodo Trabucco: oggi sta di nuovo bene e la tosse da reflusso non è più presente.

Un risultato arrivato grazie al lavoro svolto insieme, ma anche alla sua grande costanza. Come dice lei stessa, la perseveranza nel seguire gli esercizi e tutte le indicazioni del percorso è stata fondamentale.

Io posso indicare la strada e impostare il lavoro più adatto, ma poi è la continuità con cui il paziente lo porta avanti a fare davvero la differenza.

La tosse da reflusso non va semplicemente “spenta”: bisogna lavorare su ciò che continua a favorire il reflusso.

Se soffri di reflusso o ernia iatale e vuoi capire davvero cosa succede nel tuo corpo, seguimi.

Se ti riconosci in questi sintomi, chiama il 349 1368337: ti spiegheremo come funziona il Metodo Trabucco.

07/10/2026

Occhi secchi e reflusso: esiste davvero un collegamento?

Negli ultimi anni diversi studi hanno iniziato a indagare una possibile relazione tra reflusso laringofaringeo e alterazioni della superficie oculare.

Nel 2020, uno studio condotto su 50 pazienti con reflusso laringofaringeo ha rilevato pepsina nelle lacrime nel 64% dei pazienti, mentre non è stata trovata nei soggetti di controllo. Nello stesso gruppo erano frequenti anche alterazioni del film lacrimale e della superficie dell’occhio.

Nel 2021, uno studio multicentrico su 245 persone ha osservato che chi soffriva di occhio secco presentava molto più frequentemente anche sintomi compatibili con reflusso laringofaringeo. Gli stessi autori precisano però che l’associazione non dimostra automaticamente che il reflusso sia la causa dell’occhio secco.

Nel 2023, un altro studio ha trovato pepsina nelle lacrime nel 51% dei pazienti con reflusso laringofaringeo, insieme a segni di infiammazione della superficie oculare e maggiori sintomi di occhio secco rispetto ai controlli.

Sono stati inoltre studiati anche trattamenti oculari specifici nei pazienti che presentavano contemporaneamente occhio secco e reflusso laringofaringeo, prima in piccoli studi preliminari e successivamente in studi clinici osservazionali. Anche nel 2024 sono stati pubblicati ulteriori dati sulla correlazione tra le due condizioni.

Quindi: avere gli occhi secchi non significa avere necessariamente il reflusso. Ma la relazione tra i due disturbi è oggi oggetto di ricerca scientifica e, in alcuni pazienti, può essere un elemento interessante da considerare.

Se hai gli occhi secchi e magari soffri anche di reflusso, scrivimelo nei commenti o in privato.

05/10/2026

ERNIA IATALE: prima di arrivare a soluzioni più invasive, può essere utile valutare alcuni aspetti che spesso vengono trascurati.

Tra questi ci sono la componente meccanica e muscolare, in particolare il diaframma e gli altri muscoli inspiratori, ma anche gonfiore, pressione addominale e modalità di alimentazione.

Non si tratta di applicare una soluzione uguale per tutti, ma di capire quali fattori sono presenti nella singola persona e su quali abbia senso intervenire.

Nel Metodo Trabucco questo lavoro viene affrontato integrando terapia manuale ed educazione alimentare.

Se vuoi capire se nel tuo caso ci sono aspetti su cui si può lavorare prima di arrivare a soluzioni più invasive, puoi contattarmi al 3491368337

01/10/2026

Intestino, reflusso e nervo vago possono essere più collegati di quanto immagini.

Quando i problemi intestinali provocano gonfiore, aumenta la pressione nell’addome e questo può mettere più in difficoltà la barriera antireflusso, favorendo le risalite del contenuto dello stomaco nell’esofago.

E in questa comunicazione entra anche il nervo vago, che innerva esofago, stomaco e gran parte dell’intestino e partecipa a molti riflessi digestivi.

Per questo, in alcune persone, disturbi intestinali, reflusso e anche palpitazioni possono comparire insieme.

Nel mio lavoro, quando reflusso e problemi intestinali sono presenti contemporaneamente, inizio a lavorare sull’intestino, perché ciò che accade più in basso può continuare a influenzare ciò che senti più in alto. Se soffri di intestino irritabile, reflusso o ernia iatale e vuoi capire meglio cosa succede nel tuo corpo e su cosa si può intervenire concretamente, seguimi o contattami al 3491368337

28/09/2026

Quando viene diagnosticata un’ernia iatale, soprattutto se da scivolamento, prima di pensare soltanto alla correzione chirurgica è importante considerare anche i fattori che possono aver contribuito alla risalita dello stomaco attraverso lo iato diaframmatico.

È proprio su questi aspetti che concentro il mio lavoro: non limitarmi al sintomo, ma cercare di intervenire sui fattori modificabili che possono partecipare alla dinamica dell’ernia e al funzionamento della regione gastroesofagea.

È il lavoro che porto avanti da quasi vent’anni con il Metodo Trabucco.

Sul mio sito www.centrotrabucco.com e sul mio canale YouTube puoi trovare numerose testimonianze di pazienti che raccontano il loro percorso e i risultati ottenuti. In alcuni casi sono presenti anche gastroscopie eseguite prima e dopo il percorso, che permettono di vedere la documentazione clinica individuale nel tempo.

Se vuoi capire come lavoro sull’ernia iatale, contattami al 3491368337

25/09/2026

Il reflusso che arriva fino alla gola non porta necessariamente con sé soltanto acido. Può arrivare anche la pepsina, un enzima prodotto nello stomaco per digerire le proteine.

Ed è proprio qui che il meccanismo diventa interessante. Studi sperimentali hanno dimostrato che la pepsina può essere inglobata dalle cellule dell’epitelio laringo-faringeo attraverso un processo di endocitosi.

In un altro studio, cellule dell’epitelio ipofaringeo esposte alla pepsina a pH 7,4, quindi in condizioni non acide, hanno mostrato danno mitocondriale, alterazioni dell’apparato di Golgi e modificazioni di geni coinvolti nei processi di stress e tossicità cellulare.

Questo non significa che ogni mal di gola o raucedine dipenda dalla pepsina, ma suggerisce un possibile meccanismo attraverso cui, in alcune persone con reflusso, l’irritazione può persistere anche quando in quel momento non è presente un nuovo episodio di reflusso acido.

Ecco perché ridurre l’acidità e impedire la risalita del contenuto gastrico non sono la stessa cosa. Gli inibitori di p***a protonica riducono la secrezione acida, ma non eliminano necessariamente gli episodi di reflusso.

Nel mio lavoro considero quindi anche i meccanismi che favoriscono la risalita e la funzione della barriera antireflusso.

Se soffri di reflusso o ernia iatale e vuoi capire davvero cosa succede nel tuo corpo, seguimi.

Studio sperimentale: Johnston N, Wells CW, Samuels TL, Blumin JH. Pepsin in nonacidic refluxate can damage hypopharyngeal epithelial cells. Ann Otol Rhinol Laryngol. 2009;118(9):677-685.

Studio sull’internalizzazione della pepsina: Johnston N et al. Receptor-mediated uptake of pepsin by laryngeal epithelial cells. Ann Otol Rhinol Laryngol. 2007;116(12):934-938.

Indirizzo

Via Della Lega Lombarda
Rome
00162

Orario di apertura

Lunedì 09:00 - 13:00
14:00 - 18:30
Martedì 09:00 - 13:00
14:00 - 18:30
Mercoledì 09:00 - 13:00
14:00 - 18:30
Giovedì 09:00 - 13:00
14:00 - 18:30
Venerdì 09:00 - 13:00
14:00 - 18:30
Sabato 09:00 - 13:00

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