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Dott.ssa Alessia Di Tota - Psicologa Psicologa e Specializzanda in psicoterapia familiare presso l'Istituto Italiano di Psicoterapia Relazionale

Tu riesci a chiuderle?Spesso in queste relazioni ci focalizziamo solo sul comportamento dell’altro, sul perché ci tiene ...
08/10/2026

Tu riesci a chiuderle?

Spesso in queste relazioni ci focalizziamo solo sul comportamento dell’altro, sul perché ci tiene appes* e ci fa soffrire, ma non ci chiediamo mai perché siamo noi a restare.

E penso che questo invece sarebbe un ottimo punto di partenza per cambiare le cose!

Ti sei mai trovat* in questa situazione? Che ne pensi?

Seguimi perché qui parliamo spesso di relazioni!
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Due parole su di me 🌸Perché questo lavoro? Perché sono curiosa di conoscere l’altro, la sua storia e i modi e le strateg...
07/10/2026

Due parole su di me 🌸

Perché questo lavoro? Perché sono curiosa di conoscere l’altro, la sua storia e i modi e le strategie co cui attraversa la vita. In stanza di terapia porto me stessa per stare nella relazione con la persona e tutte le mie competenze professionali per aiutarla.

Sono sempre grata aə pazienti per permettermi di accompagnarlə in momenti difficili vita (altrimenti non sarebbero lì!) e mi sento privilegiata a poterlə vedere riscrivere le loro storie, essendone finalmente protagonistə.

Un paio di cose sulla formazione:
📚 Laureata in psicopatologia dinamica dello sviluppo alla Sapienza - Roma
📚 Psicoterapeuta sistemica relazionale specializzata presso IIPR di Roma
📚 Master in sessuologi4 associato a diversi corsi su vulvodinia e patologie ginecologiche
📚 I livello EMDR

Buona permanenza qui 🤍

Ok, mi rendo conto che situationship non voglia dire niente clinicamente, però rende bene l’idea del tipo di relazioni d...
28/09/2026

Ok, mi rendo conto che situationship non voglia dire niente clinicamente, però rende bene l’idea del tipo di relazioni di cui volevo parlare.

Credo di aver scritto abbastanza nel post, evidentemente non sempre restiamo in questi non-rapporti perché ci piace davvero quella persona, ma più spesso perché il meccanismo accendi/spegni che c’è alla base è estremamente accattivante. Assurdo, ma a volte è l’incertezza stessa a tenerci agganciati.

Di questo ne riparliamo anche nel prossimo post!

Ps ho scritto quattro possibili motivazioni, ma ovviamente non sono tutte quelle possibili!
Vi siete ritrovatə in qualcuna più di altre? Vi leggo :)

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Secondo voi, per sentirsi davvero compresi, bisogna aver vissuto la stessa esperienza?Non mi ripeto, perché ho scritto t...
25/09/2026

Secondo voi, per sentirsi davvero compresi, bisogna aver vissuto la stessa esperienza?

Non mi ripeto, perché ho scritto tutto nel post e spero di leggere la vostra opinione ✨

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A volte non restiamo in una relazione perché siamo sicuri di volerci stare, ma restiamo perché lasciare significa affron...
23/09/2026

A volte non restiamo in una relazione perché siamo sicuri di volerci stare, ma restiamo perché lasciare significa affrontare paure molto concrete: sbagliare, rimanere soli, ricominciare, fare i conti con il tempo investito.

DISCLAIMER: quelle che leggete sono alcune ipotesi di cose che possono accadere dentro di noi, non sono né la totalità di quelle possibili, né le risposte assolute incontrovertibili. Sono degli scenari possibili e hanno lo scopo di invitarvi a riflettere su che sta succedendo dentro di voi.

Quale di queste paure per voi pesa di più?

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Dopo tanti anni insieme, chiudere una relazione non significa necessariamente aver smesso di voler bene all’altra person...
22/09/2026

Dopo tanti anni insieme, chiudere una relazione non significa necessariamente aver smesso di voler bene all’altra persona.

A volte il dubbio è proprio questo: ok che gli voglio ancora bene, ma voglio ancora stare proprio in questa relazione?

E poi ci sono anche altre cose che rendono difficile anche solo immaginare di andarsene, soprattutto a 30 anni, tipo ricominciare a uscire e conoscere qualcuno, nuovi appuntamenti, ributtarsi nella mischia, costruire una nuova relazione, il timore di perdere tempo rispetto ai progetti che hai in mente.

E così può diventare difficile capire cosa ti trattiene davvero. L’amore? L’affetto? L’abitudine? La paura di ricominciare? Il timore di essere in ritardo rispetto ai progetti che avevi in mente?

Forse vale la pena partire da qui, perché so che non è facile, ma nessuno di questi motivi può mettere le basi per proseguire in una relazione soddisfacente.
Con questo non sto dicendo che da un post Instagram si può capire se e quando lasciare partner, ma l’intento è di aprire altre finestre di pensiero su che cosa ci trattiene in una relazione e se proprio QUELLƏ partner è chi vogliamo accanto a prescindere da tutto.

In alcune situazioni, anche la stanza di terapia può essere un buono spazio per interrogarsi insieme su quello che si prova e sta succedendo nella relazione.

Info in bio per fissare un primo colloquio.

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SPOILER: non devi stare “malissimo”La domanda “Ho davvero bisogno di una terapia?” spesso nasconde un’altra domanda, ovv...
20/09/2026

SPOILER: non devi stare “malissimo”

La domanda “Ho davvero bisogno di una terapia?” spesso nasconde un’altra domanda, ovvero: “Sto abbastanza male da potermi concedere di prendermi cura di come sto?”

Come se per chiedere aiuto fosse necessario arrivare al limite, aver vissuto qualcosa di oggettivamente grave (ad esempio un lutto), essere al limite assoluto della sopportazione. E invece, non funziona proprio così.

Puoi continuare a lavorare, uscire, avere relazioni, portare avanti la tua vita e allo stesso tempo fare molta fatica, perché emotivamente stai male.

Validi motivi che meritano di essere ascoltati: puoi essere in una relazione di coppia che è al capolinea e non riuscire ad uscirne; puoi vivere una grande solitudine perché le persone della tua età mettono su famiglia, mentre tu sei ancora single; puoi desiderare di diventare genitore e scontrarti con il fatto che non hai ancora unə partner oppure che nella coppia non c’è lo stesso desiderio; puoi non riuscire ad ingaggiarti in relazioni importanti nonostante vorresti, ma alla fine chiudi tutto e ti allontani; puoi essere ad un punto di rottura rispetto al tuo percorso lavorativo; puoi essere ancora a casa con i tuoi genitori e non riuscire ad andare via.

Cosa piuttosto comuni, ma che creano sofferenza.

Questo non significa che la terapia sia necessariamente la risposta per tuttiə.Ma può essere uno spazio utile per chi sente di voler capire meglio cosa sta succedendo e provare a cambiare qualcosa, mettendo in discussione alcune certezze e funzionamenti che ha tenuto in piedi fino a quel momento.

Quindi, la domanda da porsi davvero è: “Voglio davvero continuare a stare così?”

Se stai pensando da un po’ di iniziare un percorso, puoi scrivermi per avere informazioni su come lavoro e capire se possiamo a lavorare insieme (trovi info al link in bio)

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A volte non è la distanza a farci stare male, ma quello che la distanza significa per noi.Una persona parte, si allontan...
17/09/2026

A volte non è la distanza a farci stare male, ma quello che la distanza significa per noi.

Una persona parte, si allontana, sceglie di fare qualcosa senza di noi e, quasi senza accorgercene, possiamo tradurre quella separazione in pensieri come:

Non gli importa più
Mi sta lasciando
L’ho abbandonato
Mi sta abbandonando

Ma separarsi non significa necessariamente abbandonare e imparare a distinguere le due cose può cambiare molto il modo in cui viviamo le nostre relazioni.

E tu, quando qualcuno che ami si allontana, cosa racconti a te stessə di quella distanza?

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“Vorrei iniziare una terapia, ma non so nemmeno cosa dovrei dire per iniziare!”Questa è una delle preoccupazioni più com...
13/09/2026

“Vorrei iniziare una terapia, ma non so nemmeno cosa dovrei dire per iniziare!”

Questa è una delle preoccupazioni più comuni che possono rendere difficile fare il primo passo e prenotare un primo colloquio.

Forse pensi di dover arrivare con una diagnosi corretta (magari fatta attraverso i social), oppure con una spiegazione precisa di quello che ti succede, quasi con le slide pronte per illustrare per filo e per segno perché ti senti in quel modo o magari ti chiedi se stai davvero abbastanza male per avere bisogno di aiuto oppure ancora temi che, una volta iniziato, tu sia automaticamente obbligat3 a continuare, tipo patto con il diavolo.

In realtà, il primo colloquio serve anche a questo, a fare chiarezza e a capire insieme cosa ti sta portando lì, quali sono le difficoltà che stai vivendo e se e come possiamo lavorarci insieme.

Perché il primo colloquio è fondamentale anche per conoscersi, la terapia avviene nella relazione tra persone, quindi è fondamentale l’incontro.

Puoi fare un primo colloquio, conoscermi, farmi domande e capire se ti senti a tuo agio e poi decidere, anche questo fa parte della possibilità di scegliere il proprio percorso.

Se stai pensando di iniziare una terapia, ma continui a rimandare, forse non devi prima capire se “ne hai davvero bisogno”, puoi semplicemente iniziare.

Per informazioni sui percorsi, puoi scrivermi in DM o trovare i riferimenti nel link in bio

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Sembra assurdo, ma una delle cose più difficili da fare da adulti è prendere sul serio il proprio disagio.Spesso siamo b...
11/06/2026

Sembra assurdo, ma una delle cose più difficili da fare da adulti è prendere sul serio il proprio disagio.

Spesso siamo bravissimi a minimizzarlo:
“Non è niente.”
“Devo solo organizzarmi meglio.”
“Passerà da solo.”

E intanto però continuiamo ad adattarci, a rimandare, a convivere con qualcosa che ci pesa.

Molte persone arrivano in terapia quando quella fatica diventa troppo ingombrante per essere ignorata. Ma il punto interessante che vorrei sottolineare è un altro, cioè che decidere di chiedere aiuto significa aver iniziato a riconoscere che ciò che si sta vivendo merita attenzione.

Non perché sia il problema più grande del mondo, ma perché lo è per te e quindi merita di essere affrontato per stare meglio. E dare valore a ciò che proviamo non significa lamentarsi o ingigantire le cose, anz, significa riconoscere che quello che stiamo vivendo ha un impatto su di noi e vale la pena capirlo.

Tu da che parte stai più spesso?
Tendi a minimizzare quello che provi oppure a dargli il giusto spazio?

Vi leggo e rispondo nei commenti!

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