Dott.ssa Alessia Di Tota - Psicologa

Dott.ssa Alessia Di Tota - Psicologa Psicologa e Specializzanda in psicoterapia familiare presso l'Istituto Italiano di Psicoterapia Relazionale

Sembra assurdo, ma una delle cose più difficili da fare da adulti è prendere sul serio il proprio disagio.Spesso siamo b...
11/06/2026

Sembra assurdo, ma una delle cose più difficili da fare da adulti è prendere sul serio il proprio disagio.

Spesso siamo bravissimi a minimizzarlo:
“Non è niente.”
“Devo solo organizzarmi meglio.”
“Passerà da solo.”

E intanto però continuiamo ad adattarci, a rimandare, a convivere con qualcosa che ci pesa.

Molte persone arrivano in terapia quando quella fatica diventa troppo ingombrante per essere ignorata. Ma il punto interessante che vorrei sottolineare è un altro, cioè che decidere di chiedere aiuto significa aver iniziato a riconoscere che ciò che si sta vivendo merita attenzione.

Non perché sia il problema più grande del mondo, ma perché lo è per te e quindi merita di essere affrontato per stare meglio. E dare valore a ciò che proviamo non significa lamentarsi o ingigantire le cose, anz, significa riconoscere che quello che stiamo vivendo ha un impatto su di noi e vale la pena capirlo.

Tu da che parte stai più spesso?
Tendi a minimizzare quello che provi oppure a dargli il giusto spazio?

Vi leggo e rispondo nei commenti!

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Non sempre ci accontentiamo delle briciole perché non ci accorgiamo che sono briciole e che stiamo soffrendo.A volte ci ...
31/05/2026

Non sempre ci accontentiamo delle briciole perché non ci accorgiamo che sono briciole e che stiamo soffrendo.
A volte ci restiamo perché quella dinamica parla a parti profonde di noi, del bisogno di sentirci scelt3, di essere riuscit3 a conquista quella persona inafferrabile (quindi noi avremo pur un valore, no?), della paura di non essere abbastanza o della fatica di entrare davvero in maniera autentica in una relazione reciproca.

Questa dinamica non riguarda solo l’altro, che ci sfugge continuamente, riguarda anche ciò che, più o meno inconsapevolmente, continuiamo ad accettare.

Quando ci si accorge che si continua a ripetere lo stesso copione in tutte le relazioni, la stanza di terapia è un buon posto per cominciare chiedersi che sta succedendo e come iniziare a modificare quel ruolo ❤️‍🩹

Se questi temi ti toccano, qui ne parliamo spesso, seguimi!

Vi leggo nei commenti, se volete raccontarmi la vostra esperienza 💖

Fare tutto da sol3 spesso viene visto come forza, ma molte volte è una strategia che abbiamo imparato da piccol3: non di...
19/05/2026

Fare tutto da sol3 spesso viene visto come forza, ma molte volte è una strategia che abbiamo imparato da piccol3: non dipendere da nessuno per non rimanere delus3.

Il problema è che questa modalità, crescendo, può trasformarsi in: solitudine, relazioni sbilanciate, difficoltà a chiedere aiuto, senso costante di dover reggere tutto il mondo sulle proprie spalle.

La terapia aiuta proprio a capire da dove nasce questo copione e a costruire modi nuovi di stare nelle relazioni, senza sentirsi un peso.

Se ti sei riconosciutə in queste parole e vuoi lavorare su questo nodo, puoi scrivermi nel modulo al link in bio 💕

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Ti manca lui/lei o ti manca come ti sentivi? La recente reunion sul palco tra Marracash ed Elodie ci ha emozionatə tuttə...
05/05/2026

Ti manca lui/lei o ti manca come ti sentivi?

La recente reunion sul palco tra Marracash ed Elodie ci ha emozionatə tuttə (almeno a me e alla mia bolla social senza dubbio!) e ha scoperchiato un vaso di Pandora che moltə pensavano di aver sigillato. Ha riacceso il ricordo di quelle relazioni intense: passionali, totalizzanti, spesso insostenibili, ma impossibili da ignorare.

Chissà se a qualcunə di voi ha riportato alla mente dei ricordi del passato insieme al pensiero: “Non ho mai più provato niente del genere”.

L’intensità del passato ci appare insostituibile, anche quando ci ha fatto male, anche quando ci ha consumati. Ma dirò una verità scomoda: spesso non ti manca quella persona. Ti mancano quelle sensazioni così amplificate, che il tempo ha reso epiche e idealizzate, filtrando via la fatica e il caos che c’erano in realtà.

In questo scenario le relazioni più stabili possono sembrare “meno” perché sono meno adrenaliniche. Evolvono in qualcosa di meno caotico, ma più solido; meno travolgente, ma più sicuro.

Il rischio è cercare di replicare quel “picco” emotivo con persone nuove, mettendo tutte le relazioni a paragone, invece di dare valore a un benessere diverso, fatto di presenza e stabilità. Il benessere emotivo non va scambiato per noia e se ci sembra tale ci dobbiamo fare una domanda sul perché.

Ma che altro ci dice una Reunion come quella di Marra ed Elodie? Che si può continuare a volersi bene senza dover per forza stare insieme e l’intensità non è l’unico metro di misura dell’amore.

E tu, guardandoti indietro, hai mai vissuto una relazione che oggi ti sembra così intensa e temi di non riviverla più? Scrivimelo nei commenti, ti leggo ✨

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Forse è un tema un po’ scomodo, ma La frequenza della psicoterapia è un aspetto fondamentale del setting.I diversi appro...
13/04/2026

Forse è un tema un po’ scomodo, ma La frequenza della psicoterapia è un aspetto fondamentale del setting.

I diversi approcci danno delle indicazioni e poi ciascun terapeuta si muove in queste indicazioni in base al suo modo di lavorare e anche un po’ in base al suo funzionamento.

Personalmente cerco sempre di ritagliare il percorso sul paziente, ovviamente però non solo sulle sue richieste esplicite, colludendo a priori su quanto e come vorrebbe abitare quello spazio, ma proponendo il mio modo di stare nella stanza di terapia, valutando anche gli aspetti reali ed economici della persona (oltre a quelli interni, relazionali e di funzionamento).

La mia proposta è generalmente di un setting settimanale, che ci permette di creare una buona alleanza terapeutica e di lavorare con costanza anche, anzi, soprattutto quando sembra che non ci sia molto da dire. È anche la frequenza della mia psicoterapia personale che va avanti da diversi anni.

La frequenza quindicinale è ciò che segue un periodo di lavoro, il momento in cui ci si avvicina alla conclusione del percorso, al momento in cui ci si saluterà. Ma detto ciò, è una modalità che si può valutare insieme in situazioni particolari, con la premessa che il lavoro sarà ugualmente valido ma diverso.

Voi con che frequenza andate in psicoterapia e come vivete e abitate quello spazio? Vi leggo ❤️

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Torniamo su un’esperienza che molto spesso mi capita di sentir raccontare in stanza di terapia, cioè frequentarsi, ma se...
25/03/2026

Torniamo su un’esperienza che molto spesso mi capita di sentir raccontare in stanza di terapia, cioè frequentarsi, ma senza volersi davvero impegnare in una relazione.

Infatti, frequentarsi senza definire una relazione è sempre più comune, ma dietro questa “zona grigia” relazionale spesso ci sono paure profonde: paura di impegnarsi, paura di soffrire, paura di scegliere. Questa ricerca della perfezione spesso nasconde la paura dell’intimità reale: quella fatta di difetti, compromessi e costruzione quotidiana. Aspettare il partner “perfetto” è il modo migliore per non incontrare mai quello reale.

A 30 anni, anno più anno meno, potresti sentire ancora più forte questo conflitto: da una parte il desiderio di costruire qualcosa di stabile e duraturo, dall’altra il bisogno di proteggerti o restare “liber3”.

Non è solo indecisione, spesso nasconde un equilibrio emotivo delicato che merita di essere compreso.

Se ti senti bloccat3 in relazioni non definite non sei sol3 e, soprattutto, non devi restarci per forza.

Scrivimi in privato se vuoi iniziare un percorso psicologico per capire cosa ti blocca e costruire relazioni più consapevoli.

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Alcune persone, anche se ormai adulte, hanno paura dei conflitti nelle relazioni.Non perché siano fragili e non perché n...
16/03/2026

Alcune persone, anche se ormai adulte, hanno paura dei conflitti nelle relazioni.

Non perché siano fragili e non perché non sappiano comunicare, ma perché dentro di loro il conflitto è associato a qualcosa di molto più grande, come la possibilità di perdere la relazione.

Quando questa paura è forte succede spesso che si inizi a:

• evitare discussioni importanti
• minimizzare quello che si prova
• prendersi più responsabilità del necessario
• restare in silenzio per mantenere la pace

Il problema è che nel tempo questo porta a una sensazione molto faticosa, quella di sentirsi sempre più piccol3 dentro le relazioni.

La buona notizia è che il rapporto con il conflitto non è qualcosa di fisso e immutabile (come tante altri aspetti di noi).

È spesso qualcosa che abbiamo imparato e proprio per questo può essere trasformato.

Se questo tema ti riguarda, qui nel profilo parlo spesso di relazioni, dinamiche emotive e difficoltà della vita adulta.

Se mentre leggevi hai pensato a una tua relazione o a una situazione che vivi spesso, probabilmente è un tema importante per te.
Se vuoi iniziare a lavorarci, puoi scrivermi in privato o compilare il modulo al link in bio.

A volte il primo passo è semplicemente iniziare a parlarne.

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