18/08/2026
Lalitāsana: una gamba nell'assoluto e un'altra nel mondo
Avete mai notato che molte divinità dell’India sono raffigurate con una gamba ripiegata sul sedile e l’altra distesa verso il basso?
Questa postura è conosciuta nell’iconografia indiana come lalitāsana, la «posa dell’agio»: una posizione rilassata e al tempo stesso regale, diffusissima nell’arte hindu e buddhista.
È interessante, tuttavia, provare a leggerla in chiave simbolica.
La gamba ripiegata, raccolta presso il corpo, indica la dimensione trascendente e irrelata della divinità; quella distesa verso il basso, quasi “dialogante” con il mondo, suggerisce invece la presenza del divino nella realtà fenomenica e, in particolare, la sua dimensione immanente e relata.
In una prospettiva di imitatio dei, la postura divina può allora trasformarsi in un modello per l’essere umano: come la divinità tiene insieme trascendenza e immanenza, così il ricercatore spirituale equilibrato è chiamato a non sacrificare una dimensione all’altra.
Il lalitāsana può diventare dunque una splendida immagine del buon ricercatore spirituale: non qualcuno che fugge dal mondo per rifugiarsi nell’assoluto, né qualcuno che, immerso nel mondo, dimentica l’assoluto. Piuttosto, qualcuno capace di tenere insieme le due dimensioni: una gamba nel divino e una nel mondo, cercando un punto di sintesi fra trascendenza e quotidianità.