Martina Tonni Psicologa

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Oggi nel Servizio di Dimissioni Protette abbiamo condotto con alcune delle nostre utenti il laboratorio di Kintsugi.C’è ...
26/03/2026

Oggi nel Servizio di Dimissioni Protette abbiamo condotto con alcune delle nostre utenti il laboratorio di Kintsugi.

C’è un istante preciso, tra la rottura e la riparazione, in cui il coccio sembra aver perso valore. Ma è proprio lì che inizia il Kintsugi.

​Mettere le mani su ciò che è andato in frantumi richiede pazienza e coraggio, specialmente quando quei frammenti somigliano alle nostre fragilità emotive. Non usiamo una colla invisibile per nascondere il danno, usiamo una colla dorata per valorizzarlo.

​In questo laboratorio impariamo che una crepa non è un fallimento, ma l’inizio di una nuova forma di bellezza. L’oggetto non è più "rotto": è unico, prezioso e porta con sé la storia di chi ha avuto la pazienza di ricostruirlo. ✨

La dipendenza affettiva può essere descritta più o meno così:Grazie a te io posso prendere forma.Se tu vai via, non solo...
03/04/2024

La dipendenza affettiva può essere descritta più o meno così:
Grazie a te io posso prendere forma.
Se tu vai via, non solo perdo te, perdo anche me stess*.

Mi piace appoggiarmi a immagini e metafore per comprendere un concetto. Quella in foto è un’opera (che trovo geniale) dal titolo “La forma del vuoto”: sotto il lenzuolo di lino, modellato a forma umana, c’è appunto il vuoto.
Segue poi una poesia che recita così: “Se mi stacco da te, mi strappo tutto […] ritorno in me, quando ritorno in te”.

La dipendenza affettiva è proprio questo: l’altra persona, andandosene, strappa via pezzi di noi. E lo strappo avviene perché c'è una condizione simbiotica, in cui non esistono due persone intere e separate.

La dipendenza affettiva di cui si parla va distinta da una condizione di sana dipendenza: in quanto esseri umani siamo inseriti all’interno di una rete sociale e viviamo tutti in una condizione di inter-dipendenza, intesa come quella connessione o attaccamento che migliora la qualità della nostra vita. Una forte dipendenza è tipica anche delle prime fasi dell'innamoramento.

Tuttavia, nel caso della dipendenza disfunzionale e patologica, l’altro diventa una variabile assolutamente necessaria per acquisire forma, consistenza, scopo e direzione. Pena - se l’altro se ne va - la totale perdita e destrutturazione di Sé, lasciando nella persona dipendente un vuoto incolmabile.

Manca in questi casi un passaggio fondamentale: io dipendo da te, sì, ma come essere umano separato, che ha compiuto il suo processo di individuazione/separazione. Se dovessi perdere te, non perderei di conseguenza anche me, perché io sono già inter* e complet* in me.

🫂 Le dipendenze affettive possono avere un impatto devastante sulla vita e sulle relazioni delle persone: è davvero importante riconoscere quando si è coinvolti in dinamiche disfunzionali e avere il coraggio di chiedere aiuto per superarle. Il trattamento in questi casi è un processo spesso lungo e sofferto, ma anche molto emozionante, in cui la persona giunge pian piano a scoprire e a definire se stessa come individuo singolo, intero e dotato di valore: "So finalmente chi sono e quanto valgo, a prescindere da lui/lei/loro".

La tristezza è l'emozione tipicamente associata alla perdita/mancanza di qualcuno o qualcosa: di un familiare, un partne...
04/03/2024

La tristezza è l'emozione tipicamente associata alla perdita/mancanza di qualcuno o qualcosa: di un familiare, un partner, un amico, oppure di uno status (ad esempio lavorativo) o di proprie risorse, capacità, progetti.

Questo post trae ispirazione da recenti esperienze personali: in alcuni casi stavo per perdere, in altri ho proprio perso, diverse cose belle che avevo incontrato lungo la strada... non sempre per mia scelta. In quest'ultimo periodo ho quindi fatto i conti con la perdita, ma un po' meno con la tristezza che generava in me.

Spesso sentivo di entrare in modalità "risparmio energetico", rimanendo con poche energie da distribuire fra me e gli altri. Oppure entravo "in riserva" quando, nel tentativo di non sentire la tristezza, ricercavo in modo euforico attività che impegnassero il mio tempo e i miei pensieri.

La tristezza è una delle emozioni da cui si scappa di più in assoluto. Ma, come tutte le emozioni, è fisiologica (attenzione: per un periodo di tempo circoscritto) e addirittura funzionale all'evoluzione della nostra specie. La tristezza ha una sua importante funzione: permette alla persona di rimanere focalizzata sul proprio mondo interno, per capire ciò di cui ha bisogno o desidera per poter stare meglio. Permette, inoltre, di calibrare i propri livelli di energia e predisporre una risposta funzionale a un evento di perdita.

In alcuni momenti la tristezza può indurre a ritirarsi mentalmente o fisicamente dall'ambiente esterno, per affidarsi a se stessi come fonte di carezze. Può essere funzionale a dirigere temporaneamente le proprie energie su di sé e ricaricare le batterie. Rigenerarsi. Ripartire. Con i dovuti tempi, senza pretendere fretta da se stessi.

A volte le perdite sono dovute a circostanze della vita sulle quali non abbiamo alcun tipo di controllo. Quello che possiamo fare, però, è avere cura di noi stessi e di quello che resta attorno al vuoto.

🔋 Se continuiamo a respingere la tristezza e a non ascoltarla, questo processo rigenerativo è impossibile da affrontare. Quindi ben vengano le batterie scariche e ben vengano i momenti di tristezza in cui ci permettiamo di ricaricarle.

Questo pezzo di poesia di Alda Merini è il mantra che mi sostiene nei miei periodi bui. È un messaggio potente di speran...
19/02/2024

Questo pezzo di poesia di Alda Merini è il mantra che mi sostiene nei miei periodi bui. È un messaggio potente di speranza che spero possa essere di supporto anche ad altre persone: dal dolore possono nascere nuove consapevolezze e nuovi modi di osservare noi stessi e la vita.

Io credo tanto in queste farfalle libere che nascono dalle ferite che portiamo dentro. Possono nascere, però, solo a partire da una profonda accoglienza ed elaborazione del dolore che attraversiamo. E anche dalla capacità di chiedere aiuto quando necessario.

Purtroppo non è per nulla semplice: è un percorso impervio e fatto anche di passi falsi e battute di arresto.

Queste farfalle non sono neppure da idealizzare o vedere come un traguardo lontano, utopico: non usciranno un giorno tutte insieme, magicamente, all'improvviso.
È più probabile che sbuchino pian piano, una alla volta, come simbolo della continua e interminabile costruzione di noi stessi.

Ma sono convinta che se sapremo prenderci cura delle nostre ferite, tra gli alti e bassi della vita, possano uscire (anche se a fatica e molto lentamente) farfalle sempre più belle e colorate.

💝Questo è l'augurio che faccio a me stessa e a voi.

Ogni volta che incontriamo un'altra persona entriamo in un mondo che ha le SUE regole. Quando due mondi diversi entrano ...
07/02/2024

Ogni volta che incontriamo un'altra persona entriamo in un mondo che ha le SUE regole.

Quando due mondi diversi entrano in contatto, si corre il rischio di considerare solo il proprio modo di vedere la realtà e dimenticare che ogni persona ha un sistema di valori, significati e credenze su come va la vita.

Un'idea è quella di andare verso l'altro con l'assetto mentale di una stanza vuota, sgombra il più possibile dai nostri oggetti familiari e pronta ad accogliere oggetti diversi e regole nuove con cui sistemarli.

In caso contrario, l’altro diventa una tavola bianca che riempiamo dei nostri colori: ci proiettiamo sopra aspettative, bisogni, speranze, paure, rischiando di trasformarlo in una controfigura e perdere di vista chi abbiamo realmente di fronte.

È possibile quindi incontrarci davvero? La risposta è sì, purché siamo disposti a rispettare il nostro mondo e quello dell’altro, prendendo reciprocamente le misure e costruendo insieme dei piccolissimi punti di connessione: un mondo terzo che ha delle regole stabilite insieme.

Incontrarsi e legarsi comporta impegno, pazienza e anche tanta fatica. Tutto questo può far paura: le persone inventano ingegnosi stratagemmi per evitare di provare sensazioni spiacevoli. Il problema a volte viene brutalmente risolto a monte, evitando il legame e mettendosi a riparo preventivamente dalla sofferenza che si potrebbe provare.

Ma a quale prezzo? Al caro prezzo di perdere ciò per cui vale davvero la pena essere su questo mondo: la possibilità di vivere a pieno i nostri sentimenti e la meraviglia di incontrarci l’un l’altro. 🌷

🎨 Opere di Lorenzo Mattotti, fumettista e illustratore

Ieri abbiamo fatto con la prima media un lavoro molto bello. Avevamo tutti un foglio sul quale scrivere una parola o una...
30/01/2024

Ieri abbiamo fatto con la prima media un lavoro molto bello. Avevamo tutti un foglio sul quale scrivere una parola o una frase che ci aveva ferito. Poi, a turno, ognuno leggeva ad alta voce la sua parola e spiegava da chi era stata detta e quanto era stato doloroso riceverla. Dopo averla ascoltata, tutti strappavamo un pezzetto del nostro foglio a simboleggiare lo "strappo" che quella parola aveva provocato in chi l'aveva ricevuta.

Con tutti i pezzettini che avevamo di fronte abbiamo poi fatto una cosa preziosa: abbiamo preso lo scotch e li abbiamo rimessi insieme, scrivendoci sopra (o lasciando che qualcun altro scrivesse sopra) una parola bella che eclissava tutte le altre brutte pronunciate.

🌷 Dovremmo sempre tenere a mente il peso che hanno le parole, sia nel bene che nel male. E soprattutto non dovremmo mai essere avari nel distribuire pensieri gentili alle persone che ci circondano.

L'Analisi Transazionale è famosa ai più per le tre palline di G (Genitore), A (Adulto) e B (Bambino). Questi sono i tre ...
27/01/2024

L'Analisi Transazionale è famosa ai più per le tre palline di G (Genitore), A (Adulto) e B (Bambino). Questi sono i tre stati dell'Io teorizzati da Eric Berne: ad ognuno di loro si associano determinati tipi di pensieri, emozioni e comportamenti.

Si tratta di un modo semplice e intuitivo per rappresentare come funzioniamo: anche se le dinamiche coinvolte nello sviluppo della nostra personalità sono estremamente varie e complesse, è molto utile partire da loro per iniziare a fare chiarezza.

Ognuno di noi è infatti il risultato di tantissime cose: memorie più o meno antiche, esperienze ed emozioni vissute, impulsi che nascono dal profondo, frasi che abbiamo ascoltato e poi fatto nostre.

I tre sistemi di G, A e B sono in continua interazione tra loro e danno vita a un dialogo interno (di cui non sempre siamo consapevoli) che talvolta può essere armonioso e coerente, e quando accade è fantastico. Altre volte, però, possiamo avvertire forze che spingono in direzioni diverse e generano dentro di noi il caos.

☀️ All'interno del luogo sicuro della terapia è possibile fare chiarezza su quali pensieri/emozioni/comportamenti ci guidano e ci caratterizzano. Possiamo allora riconoscerli, comprenderli e dare loro un significato in base alla nostra storia di vita: questo è il primo passo per raggiungere il potere di scegliere consapevolmente se vogliamo cambiarli.

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