05/08/2026
Perché le relazioni che intauriamo vanno sempre a finire nello stesso modo? Perché ci sembrano all'inizio così "familiari" e dopo ci fanno soffrire?
Carl Gustav Jung, nel 1952, descrisse la sincronicità come una coincidenza significativa tra ciò che accade dentro di noi e ciò che accade nel mondo esterno. Non parlava di destino né di una forza che ci fa "attirare" determinate persone, ma di eventi che hanno significato profondo e diventano salienti per la nostra vita.
Molti anni dopo Lewis, Amini e Lannon (2000) in A General Theory of Love,descrivono la risonanza limbica: i nostri sistemi nervosi sono in grado di percepire e rispondere agli stati emotivi delle altre persone in modo rapido e spesso inconsapevole, soprattutto quando sono simili a noi, creando un profondo stato di intimità, sicurezza e appartenenza.
Questo può aiutarci a capire perché, a volte, ci sentiamo attratti da persone o dinamiche che ci risultano familiari, anche se non sono quelle che ci fanno stare meglio. Il cervello tende infatti a riconoscere e scegliere ciò che conosce: la familiarità non coincide necessariamente con il benessere.
Ti è mai capitato di accorgerti di ripetere lo stesso tipo di relazione, pur desiderando qualcosa di diverso? Scrivimi nei commenti 👇 o in DM 💌.