Eleonora Deiana - Psicologa e Psicoterapeuta

Eleonora Deiana - Psicologa e Psicoterapeuta Psicoterapeuta ad indirizzo psicoanalisi della relazione, specialista delle dipendenze, con particol

L'erba voglio non esiste neanche nel giardino del re...ma nel nostro dovrebbe! Quante volte nella nostra infanzia ci sia...
23/06/2022

L'erba voglio non esiste neanche nel giardino del re...ma nel nostro dovrebbe!
Quante volte nella nostra infanzia ci siamo sentiti dire questa frase, sicuramente era sostenuta dalle migliori intenzioni, il messaggio da cogliere doveva essere "chiedi gentilmente quello che vuoi ottenere" ma il problema è il messaggio diretto che invita a desiderare in modo sommesso. Nelle terapie con i pazienti una delle cose su cui facciamo leva è la capacità di desiderare e andare verso i propri obiettivi, in altre parole la capacità di volere! Dobbiamo ricostruire quello spirito che nell'infanzia era sicuramente presente, quando volere era considerato un diritto inalienabile e infatti così deve essere. State attenti ai messaggi che mandate ai bambini.
E tu cosa ne pensi? Ti è mai capitato di sentirtelo dire o di dirlo?
Vorrei ascoltare le vostre esperienze ed opinioni in merito, sarei felice se lasciaste un commento qui ⬇️ o mi scriveste in DM 💌

L’immedesimazione empatica, proposta da Bolognini (2002), rappresenta un processo conscio e preconscio, un evento transi...
07/06/2022

L’immedesimazione empatica, proposta da Bolognini (2002), rappresenta un processo conscio e preconscio, un evento transitorio –che permette di entrare e uscire dall’atteggiamento empatico- e non sostitutivo, che preserva la consapevolezza della separazione tra l’analista che la mette in atto e il paziente che ha di fronte. Si differenzia notevolmente dall’identificazione, non conscia, che prevede una fusione-confusione tra sé e l’altro e serve ad evitare l’angoscia, più che sentire e comprendere i vissuti interni dell’altro, è una difesa che l’analista può mettere in campo quando teme i propri sentimenti e blocca l’immedesimazione empatica. Quest’ultima, al contrario, è un’esperienza reciproca che avviene tra un soggetto che vuole essere capito e un altro che desidera capire attraverso una rete di comunicazioni connesse a vari livelli di scambio, sia verbali che non verbali. L’empatia dev’essere intesa come una meta, non tanto come un metodo appreso nell’ambito del processo terapeutico, ma come frutto di qualità umane e professionali dell’analista. Palamara (2003) afferma che è strettamente correlata al grado di presenza a se stesso dell’analista. Presenza a se stesso che emerge dalla capacità di riconoscersi nell’altro, riconoscendo l’altro, contemporaneamente, come diverso da sé.

Se il post ti è piaciuto metti ❤️, se hai delle curiosità commenta qui ⬇️ o scrivimi in DM 💌


Uno degli strumenti a disposizione dello psicoterapeuta durante il percorso con il paziente è l’interpretazione. Ma di f...
26/05/2022

Uno degli strumenti a disposizione dello psicoterapeuta durante il percorso con il paziente è l’interpretazione. Ma di fatto per i non addetti ai lavori può non essere così chiaro di cosa si tratti. L’interpretazione, come scrive Aron (1999), è “un processo comunicativo bi personale e reciproco, un processo mutuo di creazione di significato. L’interpretazione è un complesso processo intersoggettivo che si sviluppa congiuntamente tra paziente e analista.” (ibidem, p.110). Tutto questo processo presuppone, quindi, la partecipazione attiva di entrambi i membri all’interno della stanza di analisi che fa da contenitore. A mio parere questo rappresenta la dimostrazione dell’impossibilità di instaurare un percorso terapeutico alla base del quale non sussista una continua curiosità e un affetto sincero dello psicoterapeuta nei confronti del paziente; poiché “le interpretazioni contengono aspetti della soggettività dell’analista messi a disposizione per essere usati dal paziente. […] è grazie alle interpretazioni che l’analista comunica nel modo migliore l’interesse per il paziente, la capacità di capirlo, il rispetto per la sua individualità” (ibidem, p.139).

Hai delle domande o curiosità al riguardo? Scrivimi in dm 💌 o lascia un commento qui 💭. Se il post ti è piaciuto metti un ♥️.

Segnalo questa bellissima opportunità, data da professionisti esperti del settore, di avere un webinar gratuito di alto ...
19/03/2022

Segnalo questa bellissima opportunità, data da professionisti esperti del settore, di avere un webinar gratuito di alto livello. 🧡

IL LUOGO DEL DESIDERIO, Percorsi sull'intimità

Desiderare fa parte dell’esistenza umana, ci costituisce in quanto esseri umani. Il desiderio può attivare speranze, progetti, sogni; può anche essere fonte di illusioni, difficoltà soggettive e relazionali. Qual è la differenza tra desiderio e bisogno, desiderio e amore, desiderio sessuale e intimità? Qual è il ruolo del desiderio nella coppia?
Proponiamo alcuni temi per aprire domande e riflettere insieme sull’esperienza ineludibile del desiderio.

Programma:

Programma del Webinar

Diego Sedda – Chair

Dalle ore 10 alle ore 13 Interverranno:

🌀 Il soggetto del desiderio nella psicoanalisi – cenni, a cura di Simonetta Montanari
🌀 Desiderio di relazione: quando l’intimità diventa un disturbo, a cura di Adriana Cornacchia
🌀 Intimità e sessualità, a cura di Giovanna Frezza

Dalle 15 alle ore 17 interverranno:

🌀 Il desiderio nella coppia: amore è desiderio? A cura di Davide Milonia
🌀 Il calo del desiderio nella coppia, a cura di Giuseppe D’Amore

Modalità iscrizione:

E’ necessario iscriversi inviando una e-mail con nome, cognome, e-mail al seguente indirizzo [email protected] entro il 12 maggio 2022; entro i limiti di capienza sarà inviato il link di accesso al webinar.

Di seguito il link diretto alla pagina di iscrizione:

https://www.sipreonline.it/evento-il-luogo-del-desiderio/

Per informazioni: Davide Milonia 3477243131 e Giovanna Frezza 3209332452

Costi:

Evento gratuito

10/02/2022

Di per sé la spinta verso il proprio miglioramento non ha connotazioni negative, anzi, può rappresentare il motore che ci porta a raggiungere obiettivi sempre più importanti e contribuisce a farci stare sempre meglio. A volte, però, siamo talmente preoccupati dal fatto che qualsiasi cosa facciamo non sia giusta, dalla possibilità di commettere degli errori, con conseguenze disastrose, di non essere, in sostanza perfetti come “dovremmo” (secondo chi?) essere, da bloccarci e svalutarci/criticarci di conseguenza.

Come mai la perfezione, di certo elemento non appartenente all’essere umano per antonomasia, può rivestire un ruolo così prioritario? Ci possono essere tante spiegazioni, l’aver avuto genitori, molto severi e richiedenti, con aspettative elevate o eccessive oppure, al contrario, genitori che abbiano sempre creduto che per noi fosse tutto estremamente facile perché ci ritengono dotati di qualità eccezionali e uniche. Entrambi questi vissuti, sebbene molto diversi, possono essere alla base del valore “vitale” attribuito alla perfezione.

Quando ci accorgiamo di essere intrappolati in questi meccanismi è importante rivolgersi ad un terapeuta che ci aiuti a ridimensionare l’impatto dell’imperfezione sulla nostra vita e che accresca in noi la consapevolezza che sono proprio i nostri limiti a rendere ancora più straordinarie le nostre capacità e che il benessere sta in ciò che è meglio per noi, nel nostro massimo, piuttosto che nella perfezione.

Tu cosa ne pensi? Ti sei mai sentito così? Scrivilo nei commenti ⬇️ o in DM 💌



Psicoterapeuta ad indirizzo psicoanalisi della relazione, specialista delle dipendenze, con particol

Sembra uno strano scherzo del destino, ma le relazioni che ci rimangono più aggrappate al cuore, quelle che ci portano p...
03/02/2022

Sembra uno strano scherzo del destino, ma le relazioni che ci rimangono più aggrappate al cuore, quelle che ci portano più al limite sono proprio quelle che definiamo "relazioni tossiche". Perché? ....

C'è un motivo psicologico per tutto questo.

Secondo Kernberg (1975,1982), uno degli autori che ha approfondito maggiormente il disturbo narcisistico di personalità, tutti i comportamenti di questi soggetti hanno lo scopo di proteggerli dal vuoto che hanno dentro. Questo vuoto è l'elemento chiave dell'incastro di coppia (collusione) che si crea con loro.
Il partner del narcisista riempie questo vuoto con i propri desideri di un partner ideale. Così facendo il narcisista si sente riempito e inizierà a voler mantenere questo prezioso nutrimento, dall'altro lato, il partner si innamorerà perdutamente delle proprie proiezioni che nulla hanno a che vedere con il contenitore che le ospita.
La relazione con un narcisista è così coinvolgente e intensa perché amiamo una persona che non esiste, amiamo il nostro desiderio. Solo la consapevolezza può aiutarci a rompere questo incantesimo e renderci di nuovo liberi.

Vi è mai capitato? Che esperienze avete a riguardo? Siete d'accordo?
Scrivete un commento 🧡⬇️

In questa giornata vorrei approfondire il concetto di memoria  che non  può essere ridotta al magazzino dei ricordi, poi...
27/01/2022

In questa giornata vorrei approfondire il concetto di memoria che non può essere ridotta al magazzino dei ricordi, poiché riguarda, sicuramente, la capacità di conservare informazioni passate ma anche quella di servirsene per riuscire ad affrontare diverse situazioni di vita nel presente e nel futuro.

In psicologia, la memoria viene definita come il processo di codifica, immagazzinamento, consolidamento e recupero di informazioni ed esperienze derivate dall’ambiente e dall’attività di pensiero. Questa definizione implica che il contenuto recuperato non è una rievocazione sempre fedele ed accurata ma piuttosto una ricostruzione.
È proprio questa ricostruzione che conferisce significato alla nostra vita e alle nostre esperienze, che siano dirette o raccontate.
Il passato non si può cambiare, ma una narrazione diversa del passato può aiutare a farlo essere meno traumatico e più educativo.

Oggi abbiamo l’opportunità di essere in contatto con una moltitudine di persone, l’era digitale ha abbattuto qualsiasi d...
07/01/2022

Oggi abbiamo l’opportunità di essere in contatto con una moltitudine di persone, l’era digitale ha abbattuto qualsiasi distanza interpersonale connettendoci con chiunque in qualunque parte del mondo. Questo, però, non ci protegge dal sentirci soli. La solitudine avere delle conseguenze dannose, per questo, è importante sapere come gestirla.

La solitudineé il sentimento che sperimenta chi si sente solo temporaneamente o in modo duraturo. Va distinto in due categorie:
• la solitudine ricercata attivamente;
• la solitudine subita da chi si sente, suo malgrado, isolato.

Nel primo caso la scelta consapevole di prenderci un po’ di tempo soltanto per noi, può farci entrare in contatto con noi stessi e rifornirci di energie utili per la ricerca del nostro benessere.
Molto più spesso, però, possiamo sperimentare la solitudine di secondo tipo, derivante dal divario tra le relazioni che desidereremmo e quelle che esperiamo. Che si unisce a sentimenti di insoddisfazione, apatia, malessere e frustrazione.

La fatica a stare da soli si traduce spesso nella paura dell’abbandono che comporta il mantenimento di legami dolorosi, intrisi di rabbia e risentimento. Sono le coppie astiose che continuano a stare insieme facendosi del male a vicenda.
È anche possibile che chi soffre a causa dell’isolamento diventi sgradevole verso gli altri nel tentativo di difendersi preventivamente da legami che potrebbero comportare un abbandono, generando una spirale in cui si fatica sempre più ad entrare in relazioni reciproche.

Per affrontare la solitudine è importante sviluppare la consapevolezza di essere agenti attivi e responsabili della propria vita. Per contrastare la sensazione di subire passivamente la “scelta degli altri di non starci vicini”. Il miglior modo è cercare di ripristinare il controllo di sé, con il sostegno di una psicoterapia, modificando le aspettative sugli altri e cercando di capire cosa fare in prima persona.


Ecco la nuovissima intervista realizzata in diretta radio questo pomeriggio, buon ascolto
11/12/2021

Ecco la nuovissima intervista realizzata in diretta radio questo pomeriggio, buon ascolto

Intervista in diretta radio dove affronto il tema dell'autostima e della tristezza che può essere presente durante le festività natalizie

Quando nel dialogo con gli altri tendiamo a giustificare le nostre azioni o pensieri dichiariamo in automatico che non c...
25/11/2021

Quando nel dialogo con gli altri tendiamo a giustificare le nostre azioni o pensieri dichiariamo in automatico che non ci sentiamo propriamente nel giusto. Soprattutto se non ci è stato chiesto di rendere conto delle nostre scelte! Suona molto come "mettere le mani avanti", assumere un atteggiamento difensivo a priori. Perché lo facciamo? Tutto nasce dal timore del giudizio altrui, spesso però questo giudizio si trova già dentro di noi e gli altri sono solo il riflesso delle nostre autocritiche. Se siamo insicuri e ipercritici ci aspetteremo di essere giudicati dai nostri interlocutori che, ignari di tutto ciò, possono trovarsi spiazzati e confusi. Cosa ne pensate? Vi è mai successo?

09/11/2021

❗DOMENICA 14 NOVEMBRE ALLE ORE 17,30 presso il CINECLUB ALPHAVILLE ❗

➡️HARRY A PEZZI - regia di Woody Allen⬅️

il tema che verrà affrontato sono i DISTURBI D'ANSIA

Dibattito curato dalla Dottoressa Simonetta Montanari e dalla Dottoressa Giuseppina Corso

🔴EVENTO GRATUITO

Indirizzo

Via Ceneda 37
Rome
00183

Orario di apertura

09:00 - 14:00
15:00 - 21:00

Notifiche

Lasciando la tua email puoi essere il primo a sapere quando Eleonora Deiana - Psicologa e Psicoterapeuta pubblica notizie e promozioni. Il tuo indirizzo email non verrà utilizzato per nessun altro scopo e potrai annullare l'iscrizione in qualsiasi momento.

Contatta Lo Studio

Invia un messaggio a Eleonora Deiana - Psicologa e Psicoterapeuta:

Scelte rapide

Condividi

Digitare