Psicologa Scilla Esposito

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Psicologa Scilla Esposito Psicologa, Psicoterapeuta
Psicologa forense-CTP
Spec. in Neuropsicologia Clinica
Arte terapeuta

🐾🐾LE STORIE DI LIBERA – Storie per accorgersi🐾🐾«Puoi essere arrabbiata e amata» ❤️A volte impariamo molto presto che la ...
11/10/2026

🐾🐾LE STORIE DI LIBERA – Storie per accorgersi🐾🐾

«Puoi essere arrabbiata e amata» ❤️

A volte impariamo molto presto che la rabbia è qualcosa da nascondere. Che per essere amati dobbiamo essere buoni, tranquilli, accomodanti. Che esprimere ciò che sentiamo potrebbe allontanare chi abbiamo accanto.

E così cresciamo imparando a trattenere, a compiacere, a mettere da parte parti importanti di noi.

Ma la rabbia non è il contrario dell’amore. È un’emozione che può raccontare un bisogno, un confine violato, una ferita, qualcosa che non ha ancora trovato parole.

Lavorare sulla propria bambina interiore significa anche imparare a incontrare quella rabbia senza giudicarla.

Significa diventare quella presenza adulta capace di dire:

«Puoi essere arrabbiata. Possiamo trovare un modo per esprimerlo senza farci male. Io resto qui.»

Perché accogliere un’emozione non significa permettere qualsiasi comportamento. Significa riconoscerla, darle dignità e trovare insieme un modo per attraversarla.

Non dobbiamo diventare più facili da amare. Possiamo imparare a sentirci degni d’amore anche nelle parti di noi che abbiamo avuto paura di mostrare.

💭 La domanda di Libera:
Quando hai imparato a nascondere la tua rabbia per sentirti amata?

— Dott.ssa Scilla Esposito
Psicologa e Psicoterapeuta

Rabbia Relazioni

✨ Nascono “Le storie di Libera” ✨Piccole storie da leggere con calma.Magari mentre sorseggi un caffè.Magari la sera, pri...
05/10/2026

✨ Nascono “Le storie di Libera” ✨

Piccole storie da leggere con calma.
Magari mentre sorseggi un caffè.
Magari la sera, prima di addormentarti.
Magari tra una pausa e l’altra del tuo lavoro.

Storie, immagini, metafore e soprattutto domande aperte.
Domande che non cercano una risposta giusta, ma che possono aiutarti a sentire dove stai, cosa ti sta succedendo, cosa stai guardando e cosa forse ti sta sfuggendo.

Riflessioni non tanto sul perché, ma sul come.
Sull’awareness, sull’ovvio, su tutto ciò che è già lì davanti a noi e che, proprio perché così vicino, a volte non vediamo più.

La prima storia è “La tazza piena”, un antico racconto Zen che ci ricorda quanto, a volte, siamo così pieni di idee, pensieri, certezze e “so già” da non lasciare più spazio a qualcosa di nuovo.

Libera, alla fine, ci lascia una domanda:

“Che cosa potrei incontrare se, per un momento, lasciassi vuoto uno spazio dentro di me?”

Forse queste storie serviranno proprio a questo:
a fermarsi un momento, sentire, osservare e accorgersi.

Un po’ Gestalt, un po’ metafora, un po’ vita. 🐾

Fatemi sapere se vi piacciono, se qualcosa vi risuona, se una domanda vi resta addosso.

Appassionatamente, con cura.
Scilla

Felice oltremodo,  di condividere un appuntamento per me particolarmente significativo.Il 14 ottobre sarò a LuBeC 2026 –...
04/10/2026

Felice oltremodo, di condividere un appuntamento per me particolarmente significativo.

Il 14 ottobre sarò a LuBeC 2026 – Lucca Beni Culturali, tra le relatrici del Cantiere promosso dal Ministero della Cultura, nell’incontro
“L’arte che cura al Museo delle Civiltà: le esperienze con le comunità del territorio”.

Condividerò questo intervento con Laura Giuliano, Funzionario archeologo e Responsabile Accessibilità Museale del Museo delle Civiltà, e con Antonia Sciancalepore, collaboratrice MUCIV.

Insieme racconteremo un’esperienza costruita tra Museo delle Civiltà e Villa Giuseppina, dentro una visione che sento profondamente mia: fare della cultura non solo un luogo da attraversare, ma uno spazio capace di generare cura, relazione, accessibilità e partecipazione.

14 ottobre 2026 | LuBeC – Real Collegio, Lucca

Un incontro che parla di territori, comunità e possibilità concrete di costruire inclusione attraverso l’arte.

OTTOBRE È IL MESE DELLA SALUTE MENTALESe stai pensando di iniziare un percorso,questo mese il primo colloquio conoscitiv...
03/10/2026

OTTOBRE È IL MESE DELLA SALUTE MENTALE

Se stai pensando di iniziare un percorso,
questo mese il primo colloquio conoscitivo te lo regalo io.

Un primo incontro per conoscerci, dare spazio a ciò che stai vivendo e capire insieme se può essere utile iniziare un percorso di psicoterapia.

Se sentiremo che possiamo lavorare bene insieme, proseguiremo.
Altrimenti, ci saremo semplicemente conosciuti.

Dott.ssa Scilla Esposito
Psicologa Psicoterapeuta della Gestalt Espressiva

Adolescenti e adulti
Percorsi individuali, di coppia e familiari

📍 Via Prospero Colonna 46
📞 347 68 09 520
✉️ [email protected]

Fare Arteterapia oggi significa anche fare ricerca.Sempre di più sento necessario lavorare con rigore, scienza e coscien...
10/09/2026

Fare Arteterapia oggi significa anche fare ricerca.

Sempre di più sento necessario lavorare con rigore, scienza e coscienza, superando l’idea che le Artiterapie siano esperienze troppo soggettive per poter essere osservate, studiate o valutate.

Non è così.

La complessità non impedisce la ricerca: ci chiede piuttosto di costruire strumenti capaci di tenere insieme dati quantitativi, osservazione clinica, esperienza, relazione e processi di cambiamento.

Da questa convinzione nasce “Il viaggio dell’Eroe. Un’odissea che restituisce a sé”, uno studio pilota di Arteterapia Integrata in riabilitazione psichiatrica, realizzato presso Villa Giuseppina – Struttura Residenziale Psichiatrica ed RSA, in collaborazione con il Drugstore Museum e Circuito Necropoli Portuense – Soprintendenza Speciale di Roma.

Il percorso ha utilizzato il Viaggio dell’Eroe come cornice esperienziale e simbolica, integrando pittura, corpo, musica, immaginazione, narrazione e relazione.

La valutazione ha unito osservazione clinica e SLOF – Specific Levels of Functioning Scale, permettendo di raccogliere dati sul funzionamento personale, sociale e sulle competenze in ambito comunitario.

Ma il punto, per me, è soprattutto questo: la ricerca non impoverisce l’esperienza. La rende leggibile, confrontabile e condivisibile.

Abbiamo bisogno di documentare ciò che facciamo, osservare gli esiti, confrontarci sui risultati e costruire evidenze su cui poter continuare a lavorare.

Per questo il mio invito è semplice: facciamo ricerca.
Anche piccola. Anche pilota. Ma fatta bene.

Chi avesse piacere di leggere la ricerca completa può scrivermi in privato: sarò davvero felice di inviarla via mail.

E se qualcuno fosse interessato a valutarne una possibile pubblicazione, ne sarei altrettanto felice. Credo sia importante che queste esperienze escano dai laboratori, circolino, vengano discusse e possano contribuire alla crescita scientifica delle Artiterapie.

Dall’esperienza all’evidenza, senza perdere la persona. Grazie a tutti coloro hanno partecipato e creduto nel progetto ♥️

Forse è arrivato il momento giusto.Se stai pensando di iniziare un percorso di psicoterapia,se senti il bisogno di ripre...
19/08/2026

Forse è arrivato il momento giusto.

Se stai pensando di iniziare un percorso di psicoterapia,
se senti il bisogno di riprendere qualcosa che avevi lasciato,
o semplicemente se ti accorgi che, in questo momento della tua vita, qualcosa chiede di essere ascoltato, possiamo incontrarci.

A volte sono i sintomi a farsi sentire: ansia, difficoltà nelle relazioni, momenti di crisi, cambiamenti, blocchi, pensieri intrusivi o affettività che sembra occupare troppo o poco spazio, gesti autolesivi, o sregolatezza emotiva.

Altre volte non c’è un sintomo preciso. C’è piuttosto il desiderio di conoscersi meglio, comprendere ciò che ci accade e ritrovare un modo più autentico di stare con se stessi e con gli altri.

Nel mio lavoro utilizzo la Psicoterapia della Gestalt, con particolare attenzione alla persona nella sua interezza, alla relazione terapeutica e a ciò che accade nel presente.

Quando può essere utile, integro il percorso con l’Arteterapia, utilizzando immagini, colore, scrittura e altri mediatori creativi. Non è necessario “saper disegnare”: sono strumenti attraverso cui può diventare possibile dare forma anche a ciò che, qualche volta, è difficile raccontare soltanto con le parole.

Lavoro con adolescenti, giovani adulti e adulti.

La mia stanza si è rinnovata, ma è rimasta quella di sempre: uno spazio accogliente e riservato nel quale fermarsi, incontrarsi e cominciare a lavorare insieme.

Se senti che potrebbe essere il tuo momento, io ci sono.

Dott.ssa Scilla Esposito
Psicologa – Psicoterapeuta Gestalt Espressiva – Neuropsicologa – Arteterapeuta

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Viale Prospero Colonna 46, Roma
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In queste ultime settimane stiamo facendo diverse uscite e ogni volta mi accorgo che quello che succede fuori dalla stru...
13/08/2026

In queste ultime settimane stiamo facendo diverse uscite e ogni volta mi accorgo che quello che succede fuori dalla struttura racconta molto più di tanti colloqui...
Ieri siamo stati ad Ariccia, e che spettacolo…
abbiamo pranzato insieme in una fraschetta (dire buono é troppo poco) e poi in visita a Palazzo Chigi, dove siamo stati accolti con un entusiasmo e una disponibilità che ci hanno fatto sentire immediatamente dentro quella esperienza, vere, quasi quasi c’era pure il monsignore…Abbiamo attraversato le stanze del palazzo, ascoltato la storia di quei luoghi, visto gli ambienti in cui è stato girato “Il Gattopardo” e li ho pensato al tema del cambiamento, e di come attuarlo, mentre camminavo insieme agli altri, pensavo a quanto sia importante continuare a portare la cura fuori dai luoghi nei quali siamo abituati a pensarla.

Non perché la cura debba smettere di essere clinica, riabilitazione, competenza, professionalità, ma perché tutto questo da solo non basta se poi la comunità continua a guardare la fragilità come qualcosa che appartiene sempre a qualcun altro, a un servizio, a una struttura, a uno specialista.

Quello che mi interessa sempre di più è proprio questo passaggio: quando la persona torna ad abitare pienamente i luoghi della vita e quei luoghi, a loro volta, diventano capaci di accoglierla senza trasformarla immediatamente in una categoria.

Forse è qui che comincia a prendere forma viva il mio pensiero di Comunità Curante.

Non in qualcosa di straordinario, ma nel modo in cui ci si incontra, ci si riconosce, si condivide uno spazio, una storia, un’esperienza. Nel modo in cui una comunità riesce a non prendere le distanze dalla fragilità, ma a considerarla parte della propria stessa esperienza umana.

Ieri, in fondo, è successo questo. Siamo entrati in un luogo della storia e, per qualche ora, siamo stati semplicemente parte di quella storia.

E forse il cambiamento comincia proprio quando smettiamo di aspettarlo da fuori e riconosciamo che, nel modo in cui guardiamo, accogliamo e stiamo con gli altri, il cambiamento siamo già noi. Appassionatamente con cura Scilla

Ci sono libri che non si limitano a spiegare la psicopatologia, ma cambiano il modo di guardare la persona.Alle origini ...
06/07/2026

Ci sono libri che non si limitano a spiegare la psicopatologia, ma cambiano il modo di guardare la persona.

Alle origini della follia del Professor Luigi Cancrini è uno di questi.

Ciò che più mi porto via da questa lettura è il valore della relazione. Oltre ogni etichetta diagnostica, emerge una riflessione che invita a comprendere la sofferenza all’interno della storia della persona, delle sue relazioni, delle sue ferite, ma anche delle sue risorse e delle sue possibilità di cambiamento.

Ho apprezzato molto anche il richiamo a Franco Basaglia, quando scrive:

«…una sospensione del giudizio sulla persona e un’attenzione alla complessità delle situazioni interpersonali ma, soprattutto, una fiducia nella possibilità di ottenere dei cambiamenti utilizzando le risorse delle persone con cui si lavora.»

Credo che questa frase racchiuda uno dei messaggi più preziosi del libro: la diagnosi è fondamentale, ma non può mai esaurire la comprensione della persona.

Ho avuto anche la fortuna di incontrare personalmente il Professor Cancrini. In quei suoi occhi ho visto quella luce che nasce da una relazione autentica. Mi sono profondamente emozionata perché, oltre all’aspettativa che avevo nei confronti del Professore, ho avuto la conferma della persona. E quando il pensiero di un autore coincide con il suo modo di essere, le sue parole acquistano un significato ancora più profondo.

Grazie, Professore. Scilla Clinica RelazioneTerapeutica

Forse è da un po’ che senti che qualcosa è cambiato.Magari stai attraversando un momento difficile, oppure senti il biso...
03/07/2026

Forse è da un po’ che senti che qualcosa è cambiato.

Magari stai attraversando un momento difficile, oppure senti il bisogno di comprenderti meglio, affrontare un cambiamento, ritrovare un equilibrio o dare un significato a ciò che stai vivendo.

Qualunque sia il motivo che ti ha portato fin qui, scegliere di iniziare un percorso di psicoterapia può rappresentare un’opportunità per conoscerti più a fondo e costruire nuove possibilità.

Ricevo in Viale Prospero Colonna 46, zona Portuense, a due passi da Largo La Loggia. Scilla

Indirizzo

Viale Prospero Colonna 46
Rome
00149

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