05/08/2026
In questo periodo, osserviamo le sincronicità.
Questo termine psicologico indica delle apparenti coincidenze che per il famoso psicoanalista Carl Gustav Jung in realtà rappresentano molto di più di questo.
Questo concetto è stato spiegato benissimo nel saggio “Nulla succede per caso” dello psicologo Robert H. Hopcke, che consiglio di leggere se si vuole approfondire l’argomento.
Invece, nell’altrettanto famoso libro “La profezia di Celestino” di James Redfield, le sincronicità fungono da segnali che se vengono osservati attentamente nella quotidianità ci indicano la giusta comprensione delle cose.
A volte le sincronicità ci appaiono in modo spontaneo, come è successo a me ieri: dopo aver deciso di iniziare a leggere il libro di Patrick Mckeown sulla respirazione lo porto con me al mare e “casualmente” senza averlo stabilito prima scegliamo un lido che si chiama ReSpiro.
Ma a volte le sincronicità sono ancora più profonde e difficili da realizzare. Può succedere che abbiamo delle sensazioni che non sappiamo riconoscere o dei sogni che ricordiamo senza capirli, magari perché i protagonisti non sono quelli che ricordiamo. Molto spesso infatti essi sono più che altro degli attori che scegliamo per interpretare delle parti di noi. E allora può accadere che da svegli facciamo dei pensieri su qualcosa o su qualcuno, apparentemente in modo “casuale”.
Bisogna però riconoscere e discernere le sensazioni più profonde dai pensieri superficiali, infatti le sincronicità hanno delle caratteristiche ben precise che vale la pena ricordare. Nel libro “Nulla succede per caso” vengono elencate tutte, ma qui posso anticiparne qualcuna.
La prima caratteristica è che una sincronicità è sempre senza causa: gli eventi si verificano insieme senza che uno influenzi l’altro. Tuttavia per noi sono legati insieme.
La seconda è che quando avviene fa smuovere in noi delle emozioni molto importanti.
Per ciò alziamo il livello di presenza e impariamo a osservare 🤍🙏🏻🏖️