05/10/2026
Assistiamo oggi a una preoccupante deriva nel campo della salute mentale: la promessa di percorsi psicologici "rapidi", pacchetti di sedute predefiniti e tecniche orientate all'eliminazione immediata del sintomo. Questo approccio tratta la sofferenza psichica alla stregua di un guasto tecnico, applicando alla mente le stesse logiche di efficienza e consumo che governano il mercato.
La psicoanalisi si oppone fermamente a questa banalizzazione.
L'essere umano non è un meccanismo da riparare, e il suo malessere non è un errore da cancellare per tornare prontamente produttivi. Ogni sintomo ha una storia, un significato unico e radici profonde che affondano nei legami primari e nell'inconscio. Pretendere di liquidare un’angoscia strutturata negli anni in manciate di minuti significa rifiutare l'ascolto del soggetto.
La psicoterapia del profondo non vende illusioni di felicità immediata. Difende, al contrario, il diritto alla complessità e alla singolarità. La vera cura richiede il coraggio di sostare nella domanda, senza l'ansia della risposta pronta, perché solo rispettando i tempi della psiche è possibile produrre una trasformazione autentica e duratura.