Psicoterapeuta Dott.ssa Trecca

Psicoterapeuta Dott.ssa Trecca Psicologa, Psicodiagnosta, Psicoterapeuta. Specializzata nel lavoro con adolescenti, giovani adulti e adulti.

🧠 Psicoterapeuta ad orientamento Psicoanalitico
👥 Specialista in Adolescenti, Giovani Adulti, Adulti e Genitorialità
🏠 Esperta in Ritiro Sociale e Hikikomori
📍 Roma | Todi | Online

La scelta del partner: l'incastro dei due inconsci.Spesso ci si interroga, con una certa quota di frustrazione, sulle ra...
30/08/2026

La scelta del partner: l'incastro dei due inconsci.

Spesso ci si interroga, con una certa quota di frustrazione, sulle ragioni che ci spingono a scegliere sempre lo stesso tipo di partner, finendo per rivivere le medesime delusioni relazionali. Si parla frequentemente di "sfortuna" o di "attrazione per le persone sbagliate".
Dal punto di vista analitico, la scelta amorosa non è mai casuale. La coppia si fonda su un vero e proprio incastro inconscio.
Noi non scegliamo semplicemente qualcuno che ci piace, ma qualcuno che, a livello profondo, risuona con la nostra mappa relazionale originaria. Scegliamo l'altro perché la sua struttura psichica – con le sue difese, le sue mancanze e i suoi nodi – si incastra perfettamente con la nostra, offrendoci la possibilità (spesso illusoria) di rimettere in scena e tentare di risolvere gli antichi conflitti irrisolti con le figure primarie.
Questo significa che le crisi di coppia non sono sempre e solo un fallimento dell'amore, ma il momento in cui l'incastro inconscio mostra la sua corda. Il lavoro terapeutico non mira a offrire consigli su come comunicare meglio, ma a svelare il copione sotterraneo che tiene uniti i partner. Solo comprendendo quale antica ferita stiamo chiedendo all'altro di curare, possiamo smettere di pretendere l'impossibile dal legame attuale.

La dimensione relazionale del trauma: l'accumulo e il silenzio.Esiste l'illusione che il trauma sia sempre un fatto macr...
23/08/2026

La dimensione relazionale del trauma: l'accumulo e il silenzio.

Esiste l'illusione che il trauma sia sempre un fatto macroscopico e improvviso, uno shock isolato che traccia una linea netta tra un "prima" e un "dopo". Questa visione cancella una parte significativa della sofferenza clinica: quella che si struttura nel silenzio delle relazioni primarie.
Accanto al grande evento traumatico, la clinica psicoanalitica riconosce l'esistenza di un trauma che potremmo definire relazionale, cumulativo. Si tratta di quell'esposizione costante e ripetuta a micro-fratture nel legame con l'altro: asimmetrie, risposte mancate, proiezioni inconsce dei genitori sui figli, o l'impossibilità per il bambino di trovare nell'adulto un rispecchiamento autentico dei propri stati emotivi.
Questa forma di trauma non fa rumore. Non si presta a definizioni altisonanti. Eppure, agisce scavando una distanza sottile e persistente tra il soggetto e il proprio vissuto, costringendo l'Io a erigere difese precoci per proteggersi dal rischio del crollo.
Nello spazio analitico, il lavoro non consiste nel cercare l'archeologia di un singolo ricordo dimenticato, ma nel decifrare lo sfondo relazionale su cui si è strutturato il modo del paziente di stare al mondo e di abitare il legame con l'altro.

Le aspettative mute: l’eredità dei "non detti"Crescere non significa solo confrontarsi con ciò che i genitori dicono, ma...
19/08/2026

Le aspettative mute: l’eredità dei "non detti"

Crescere non significa solo confrontarsi con ciò che i genitori dicono, ma spesso, in modo molto più denso, con ciò che non dicono.

I figli possiedono una sensibilità, una sorta di radar, un istinto che li porta a sintonizzarsi sui bisogni emotivi e sulle aspettative inespresse delle figure di accudimento, fin dalla tenera età.

Questa forma di conoscenza silenziosa porta spesso il figlio — anche adulto — a conformarsi a ideali e mandati che non sono mai stati esplicitati, ma che vengono percepiti come necessari per mantenere il legame o per non deludere l'altro.

Il peso di queste aspettative "mute" può diventare un ostacolo invisibile nei processi di svincolo: ci si sente bloccati in un'impasse dove muovere un passo verso la propria autonomia sembra tradire un desiderio genitoriale mai dichiarato, ma profondamente avvertito.

In terapia, decodificare questi "non detti" è un passaggio fondamentale. Riconoscere l'origine di certi ideali permette di distinguere tra ciò che è proprio e ciò che è stato preso in carico per amore dell'altro, liberando finalmente la possibilità di una scelta autentica.

Studio di Psicoterapia Trecca Roma | Todi

Il compito evolutivo del genitore: lasciar andare per ritrovarsiSpesso si parla della fatica dei figli nel crescere, ma ...
19/08/2026

Il compito evolutivo del genitore: lasciar andare per ritrovarsi

Spesso si parla della fatica dei figli nel crescere, ma meno frequentemente si riflette sulla fatica dei genitori nel tollerare il naturale allontanamento di un figlio in fasi successive della vita.

Lo svincolo sano di un figlio non è solo un compito evolutivo del giovane, ma una profonda sfida identitaria per chi lo ha cresciuto.

Per un genitore, vedere il figlio allontanarsi verso la propria vita significa dover rivedere la propria immagine di sé.

Quando la funzione di accudimento quotidiano viene meno, emerge la necessità di abitare nuovi spazi personali e di risignificare il proprio ruolo. Se questo passaggio non viene elaborato, il genitore può involontariamente ostacolare la crescita del figlio, percependo la sua autonomia come una perdita o una minaccia alla propria stabilità interna.

Diventare genitori di adolescenti, e poi di adulti, richiede un lavoro psichico continuo. Significa accettare che la propria missione non è più la protezione totale, ma il riconoscimento dell'altro nella sua alterità.

Un genitore che riesce a lavorare sulla propria identità oltre il ruolo genitoriale offre al figlio il dono più grande: la libertà di andarsene senza il peso di doverlo "salvare" dalla solitudine.

Studio di Psicoterapia Trecca Roma | Todi

Il trauma non è l'evento.Nel discorso contemporaneo sui social, il trauma viene quasi sempre identificato con il fatto o...
03/08/2026

Il trauma non è l'evento.

Nel discorso contemporaneo sui social, il trauma viene quasi sempre identificato con il fatto oggettivo: una perdita, un incidente, una separazione, un contesto familiare disfunzionale. Si tende a credere che esista un nesso di causa-effetto lineare tra la gravità di ciò che accade all'esterno e la ferita interna.
Per la psicoanalisi, la clinica del trauma si situa altrove. Il trauma non è l'evento in sé, ma l'impatto che esso ha sulla singolarità di quella specifica struttura psichica.
Un evento diventa traumatico quando si presenta con una forza d'urto tale da scardinare le difese del soggetto, eccedendo la sua capacità di dare un senso a ciò che vive. È l'irruzione di un'angoscia senza nome che non può essere legata a nessuna rappresentazione, a nessun pensiero, a nessuna parola. Il trauma è, fondamentalmente, un vuoto nella trama del linguaggio: un punto in cui l'ordine dei significati si spezza, lasciando il soggetto esposto a un reale intollerabile.
Curare il trauma nello studio di psicoterapia non significa catalogare il danno o applicare tecniche di gestione del sintomo. Significa, al contrario, costruire faticosamente le condizioni relazionali affinché quel vuoto innominabile possa, un po' alla volta, essere tradotto in parola, inserito in una storia e storicizzato.

Repetita Iuvant?Ripetere la stessa medesima dinamica relazionale, aiuta? Scegliere partner con le stesse caratteristiche...
23/07/2026

Repetita Iuvant?

Ripetere la stessa medesima dinamica relazionale, aiuta? Scegliere partner con le stesse caratteristiche, rimettere in atto gli stessi comportamenti sul lavoro, finire incastrati nei medesimi copioni.
In psicoanalisi questo fenomeno prende il nome di coazione a ripetere.
Può sembrare paradossale: perché l'inconscio dovrebbe spingerci verso situazioni dolorose già vissute? La risposta risiede nel tentativo, tanto disperato quanto automatico, di padroneggiare un trauma o un conflitto irrisolto del passato. Replichiamo la scena antica sperando, questa volta, di scrivere un finale diverso.
Ma la ripetizione non cura. Finché quelle antiche ferite relazionali restano confinate nell'ombra, continueranno ad agire come invisibili registi della nostra vita quotidiana, presentandosi sotto forma di scelte apparentemente inspiegabili.
Rompere questo circuito richiede un lavoro di svelamento e di elaborazione profonda. Solo portando alla luce il copione originario possiamo smettere di ripeterlo e iniziare, finalmente, a scegliere.

Quindi, aiuta? Si se ci portiamo attenzione ed esploriamo.

E se il sintomo non fosse un errore?Nella cultura della performance siamo abituati a considerare l’ansia, un blocco impr...
10/07/2026

E se il sintomo non fosse un errore?

Nella cultura della performance siamo abituati a considerare l’ansia, un blocco improvviso o un attacco di panico come guasti meccanici da riparare il prima possibile. Cerchiamo la strategia rapida, il consiglio pratico, l'esercizio che "cancelli" il fastidio per consentirci di tornare subito produttivi.
La psicoanalisi ribalta completamente questa prospettiva.
Il sintomo non è un errore del sistema: è un messaggio dell’inconscio. È il modo in cui una parte profonda di noi, che non trova altre parole per esprimersi, si fa sentire attraverso il corpo o l'angoscia. Quando la mente cosciente nega un conflitto, una sofferenza o un desiderio autentico, l'inconscio utilizza il sintomo come un testo cifrato.
Curare non significa far tacere quel messaggio il più in fretta possibile, ma sedersi ad ascoltarlo. Significa iniziare a decifrarlo, scoprendo cosa ha da dirci su noi stessi. Perché un sintomo silenziato senza essere compreso, spesso, troverà semplicemente un'altra strada per manifestarsi.

17/06/2026

Giovani e periferie: credi di conoscere già la trama?

Spesso si parla dei quartieri più ai margini usando sempre gli stessi stereotipi.

Ma la realtà è un'altra ed è ricca di storie, energie e progetti concreti che cercano, passo dopo passo, di migliorare il futuro delle loro comunità e scrivere una storia completamente diversa.

Il 23 giugno arriva un finale che non ti aspetti: il primo passo per cambiare la narrazione!



Con i bambini Scuola Italiana di Comix Claudio Morici

Ci siamo. La nostra campagna su Produzioni Dal Basso per il Numero Verde Nazionale sul ritiro sociale sta per chiudersi....
29/05/2026

Ci siamo. La nostra campagna su Produzioni Dal Basso per il Numero Verde Nazionale sul ritiro sociale sta per chiudersi.

https://www.fioridacciaio.net/post/il-ragazzo-invisibile-dal-compagno-adulto-nelle-periferie-di-roma-al-numero-verde-nazionale-fuori

Abbiamo fatto un viaggio incredibile insieme, superando i 7.000€, ma per completare l'opera ci manca l'ultimo scatto.
Ci servono gli ultimi 2.500€ per la Mappatura del Territorio.

Questa mappa ci permetterà di creare un elenco dettagliato e verificato di psicologi, servizi e scuole, orientare velocemente i genitori in difficoltà che ci chiameranno da tutta Italia.

L'ascolto serve a poco se non offre una via d'uscita.

🔴 Perché donare PROPRIO ORA nelle prossime ore?
La raccolta fondi si chiude questa sera 29 maggio 2026 ore 23.59

🎁 Un consiglio: Scegli i nostri benefit! Con una donazione da 30€ riceverai il "Diario Clinico" per seguire passo dopo passo la storia terapeutica di uno dei nostri ragazzi in ritiro. Con 50€ avrai accesso a 10 video-pillole sull'adolescenza e le neurodivergenze. Un regalo per te o per un docente/genitore a cui vuoi bene.
Non lasciamo che la porta si chiuda. Aiutaci a mappare l'Italia che accoglie.
👇 Clicca sul link in bio / nei commenti e fai la tua mossa ora!

https://sostieni.link/40283

Il percorso di Fiori d’Acciaio nell’esplorazione del ritiro socialeLa nostra associazione ha incontrato i primi adolescenti in ritiro nel 2016. Con loro abbiamo fatto molta strada. Ci siamo occupati della difficile costruzione di progetti terapeutici quando un ragazzo sfugge alle logiche dell’...

Chiude domani la raccolta fondi per sostenere il potenziamento del servizio "Fuori dalla Stanza" il numero verde naziona...
28/05/2026

Chiude domani la raccolta fondi per sostenere il potenziamento del servizio "Fuori dalla Stanza" il numero verde nazionale dedicato a ragazzi e ragazze in ritiro sociale e hikikomori.

Siamo pronti a partire con la mappatura capillare del territorio italiano per creare una lista verificata di professionisti, servizi e scuole davvero nella condizione di essere utili in situazioni di ritiro. Questo passaggio ci aiuterà a dare risposte in tempi brevi a famiglie e adolescenti in difficoltà!
Aiutaci ad aiutarli!

Quante risorse avremo a disposizione per farlo dipende anche da te.
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Fiori d'Acciaio Produzioni Dal Basso

L'Associazione Fiori d'acciaio si occupa dal 2016 di adolescenti e giovani adulti in hikikomori e nel progetto “Il ragazzo Invisibile” ha bisogno di te: Attiviamo il Numero Verde Nazionale “Fuori dalla stanza” per la prevenzione e l'intervento sul ritiro sociale! "Abbiamo ragg...

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