24/07/2026
IERI IL GOVERNO HA FIRMATO LA RESA METTENDO LE MANETTE AL FUTURO DEI NOSTRI FIGLI
www.educazioneemotiva.it
(di Rosanna Schiralli
psicologa e psicoterapeuta)
Ieri il Consiglio dei Ministri ha scelto la via più comoda e spietata: estendere l'imputabilità automatica per i minori tra i 14 e i 18 anni con il nuovo disegno di legge, cancellando l'obbligo del giudice di valutare la maturità caso per caso. D'ora in poi scatterà una presunzione generale di responsabilità penale. Con questo via libera alla stretta repressiva, l'esecutivo ha ufficializzato la priorità assoluta della punizione rispetto alla prevenzione. Davanti al grido di aiuto e al disagio profondo di una generazione, la risposta istituzionale si riduce all'ennesima prova di forza muscolare e demagogica.
Sbattiamo i quattordicenni in tribunale di default e fingiamo di aver risolto il problema, ma la verità è che lo Stato ha solo gettato la spugna. Introdurre questo automatismo penale significa arrendersi all'idea che l'unica risposta possibile sia la cella. Punire un adolescente senza avergli mai offerto un’alternativa non è giustizia: è la certificazione del fallimento delle istituzioni. Dietro ogni ragazzo che sbaglia c'è quasi sempre una solitudine immensa, una famiglia abbandonata a se stessa e un vuoto emotivo che nessuno ha saputo colmare. Lo Stato ha il dovere morale di intervenire prima, non di firmare una condanna quando ormai è troppo tardi.
La sicurezza a lungo termine e il vero contrasto alla devianza giovanile si fanno incidendo sui bilanci dello Stato e sulle politiche sociali, non gonfiando i codici penali.
Servono investimenti strutturali massicci sull'istruzione pubblica e sul tempo prolungato. La scuola deve tornare a essere il posto più bello del quartiere, un'alternativa reale e attiva.
L’ALFABETIZZAZIONE EMOTIVA È L’EMPATIA devono entrare obbligatorie nelle scuole. Dobbiamo insegnare ai ragazzi a dare un nome al dolore e alla rabbia, prima che si trasformino in violenza del branco. Dobbiamo insegnare loro a gestire e modulare il proprio mondo interno, passando dalla pulsione, che vuole la scarica immediata dell’impulso, all‘’emozione che invece è più regolabile e gestibile. In questo senso ci sono già sperimentazioni realizzate nelle scuole e validate scientificamente che hanno dato risultati straordinari e che potrebbero essere estese a tutte le altre scuole sul territorio.
È anche indispensabile istituire un servizio di supporto psicologico permanente, accessibile e strutturato in ogni singolo istituto scolastico: i ragazzi devono avere qualcuno con cui parlare prima di toccare il fondo.
Sarebbe importante e utile ridurre il numero di alunni per classe, in modo che i docenti possano avere a disposizione il tempo e lo spazio per dedicarsi ai bambini e ai ragazzi nel modo adeguato, magari con opportune formazioni proprio concernenti l’educazione emotiva, che sappiamo essere il migliore fattore di prevenzione del disagio dei bambini e degli adolescenti e di promozione del benessere. Purtroppo la famiglia non sempre è in grado di educare i figli in maniera adeguata, perciò deve intervenire la scuola (senza aggravio per gli insegnanti si può).
Occorre infine un rilancio sociale delle periferie: stanziamenti e risorse reali per i centri di aggregazione, lo sport accessibile e gli educatori di comunità, per non lasciare indietro nessuno.
È indispensabile e fondamentale investire sulla scuola e sul sociale piuttosto che in maniera massiccia sulle armi.
Ogni risorsa sottratta alla scuola per finanziare la macchina giudiziaria e carceraria minorile rappresenta un pezzo di futuro che decidiamo deliberatamente di bruciare.
Le istituzioni hanno il dovere di governare i fenomeni complessi rimuovendo le cause del malessere, non di cavalcare la rabbia sociale per racimolare consenso elettorale. I nostri ragazzi hanno un disperato bisogno di essere ascoltati, guidati e salvati da maestri ed educatori. Non hanno bisogno di un decreto che li marchi come criminali prima ancora di aver dato loro una reale possibilità di riscatto e prima ancora che il loro sviluppo effettivo si sia completato.
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