03/09/2026
DIVERTICOLI E ALIMENTAZIONE: COSA SAPPIAMO DAVVERO E QUALI CONSIGLI NUTRIZIONALI SEGUIRE
I diverticoli del colon sono piccole estroflessioni della parete intestinale, molto comuni soprattutto con l'avanzare dell'età. La loro presenza, però, non significa necessariamente essere malati: nella maggior parte delle persone la diverticolosi rimane asintomatica e viene scoperta casualmente durante un esame diagnostico.
DIVERTICOLOSI, MALATTIA DIVERTICOLARE E DIVERTICOLITE: NON SONO LA STESSA COSA
È utile innanzitutto distinguere alcune condizioni.
La diverticolosi indica semplicemente la presenza di diverticoli nella parete del colon. Nella maggior parte dei casi non provoca sintomi.
Si parla di malattia diverticolare quando la presenza dei diverticoli è associata a manifestazioni cliniche, come dolore addominale, alterazioni dell'alvo o altri disturbi intestinali, in assenza di una complicanza infiammatoria acuta.
La diverticolite, invece, è una complicanza nella quale uno o più diverticoli sono interessati da un processo infiammatorio. Può manifestarsi con dolore addominale, spesso localizzato nella parte inferiore sinistra dell'addome, febbre e alterazioni dell'alvo. In presenza di sintomi importanti è necessaria una valutazione medica.
Questa distinzione è fondamentale anche dal punto di vista nutrizionale: i consigli alimentari per una persona con diverticolosi asintomatica non sono necessariamente gli stessi indicati durante una diverticolite acuta.
FIBRE: PIÙ CHE UN ALIMENTO, UNA STRATEGIA DIETETICA
Uno degli aspetti maggiormente studiati è il rapporto tra consumo di fibre e salute diverticolare.
Una dieta ricca di alimenti vegetali permette di aumentare l'apporto di fibre attraverso frutta, verdura, legumi e cereali integrali. Le fibre contribuiscono alla formazione di feci più voluminose e possono favorire una normale motilità intestinale.
Per questo motivo, in assenza di controindicazioni e al di fuori della fase acuta di una diverticolite, un'alimentazione complessivamente ricca di fibre rappresenta una strategia ragionevole per la salute intestinale.
SEMI, FRUTTA SECCA E POPCORN: BISOGNA DAVVERO ELIMINARLI?
Per anni alle persone con diverticolosi è stato consigliato di evitare alimenti come frutta secca, semi, mais e popcorn, con l'ipotesi che piccoli frammenti potessero entrare nei diverticoli e provocare un'infiammazione.
Le evidenze scientifiche non supportano però questa restrizione generalizzata.
In assenza di una specifica indicazione clinica, non è necessario eliminare automaticamente semi, frutta secca o popcorn dalla dieta soltanto perché sono presenti diverticoli.
Naturalmente, una persona può avere una particolare sensibilità individuale nei confronti di determinati alimenti. In questo caso è più utile osservare la relazione tra alimento e sintomi piuttosto che applicare divieti generalizzati.
BERE ABBASTANZA È IMPORTANTE
L'aumento delle fibre dovrebbe essere accompagnato da un'adeguata assunzione di liquidi, salvo controindicazioni mediche.
Un incremento molto rapido delle fibre, soprattutto in una persona abituata a consumarne poche, può infatti provocare inizialmente gonfiore, meteorismo o modificazioni dell'alvo.
È quindi preferibile procedere gradualmente, aumentando nel tempo la quantità di verdura, frutta, legumi e cereali integrali e distribuendo l'apporto di fibre nell'arco della giornata.
QUALE MODELLO ALIMENTARE PRIVILEGIARE?
Più che una «dieta per i diverticoli», è utile parlare di modello alimentare favorevole alla salute intestinale e cardiovascolare.
In generale, può essere utile privilegiare:
• verdura e frutta consumate con regolarità;
• legumi;
• cereali integrali;
• frutta secca e semi, se ben tollerati;
• olio extravergine di oliva e altre fonti di grassi insaturi;
• pesce e altre fonti di proteine di buona qualità;
• un adeguato consumo di acqua.
Parallelamente, è ragionevole limitare il consumo abituale di alimenti ultraprocessati e di quantità elevate di carni rosse e carni lavorate, soprattutto nell'ambito di una strategia generale di prevenzione.
L'obiettivo non dovrebbe essere costruire una lista infinita di alimenti «vietati», ma migliorare la qualità complessiva della dieta.
E DURANTE UNA DIVERTICOLITE?
Qui il discorso cambia. Durante una fase acuta di diverticolite, la gestione nutrizionale deve essere adattata alla gravità del quadro clinico e alle indicazioni del medico. In alcune situazioni può essere temporaneamente indicata una dieta a basso residuo (poche fibre) o una riduzione dell'apporto alimentare, mentre nei quadri più importanti possono essere necessarie strategie differenti.
Non è quindi corretto applicare autonomamente a una diverticolite acuta le raccomandazioni valide per una semplice diverticolosi asintomatica.
Dopo la risoluzione della fase acuta, l'alimentazione può generalmente essere riportata progressivamente verso un modello più ricco di fibre, secondo la tolleranza individuale e le indicazioni del curante.
ANCHE LO STILE DI VITA CONTA
La salute diverticolare non dipende esclusivamente da ciò che mettiamo nel piatto.
Un'attività fisica regolare, il mantenimento di un peso corporeo adeguato, l'assenza di fumo e un'alimentazione complessivamente equilibrata fanno parte di uno stile di vita associato a una migliore salute generale e possono contribuire alla gestione del rischio legato alla malattia diverticolare.
È quindi più utile ragionare in termini di stile di vita complessivo che cercare un singolo alimento «protettivo» o «pericoloso».
La presenza di diverticoli non deve necessariamente trasformarsi in una lunga lista di proibizioni alimentari.
Per una persona con diverticolosi non complicata e senza particolari controindicazioni, i principi generali sono: più alimenti vegetali, incremento graduale delle fibre, adeguata idratazione, attività fisica e dieta complessivamente equilibrata.
Semi, frutta secca, mais e popcorn non devono essere eliminati di routine soltanto per la presenza di diverticoli.
La situazione è diversa in caso di diverticolite o altre complicanze, nelle quali l'alimentazione deve essere adattata al quadro clinico e non può essere gestita sulla base delle sole raccomandazioni generali.
La vera evoluzione delle conoscenze sui diverticoli, in fondo, consiste proprio nel passaggio da una dieta costruita intorno ai divieti a un approccio più razionale: considerare la persona nel suo insieme, distinguere la fase clinica e valorizzare la qualità complessiva dello stile di vita.