Dott.ssa Elena Bonavoglia - Psicologa Psicoterapeuta

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Dott.ssa Elena Bonavoglia - Psicologa Psicoterapeuta Coltivare gentilezza è un atto di coraggio.

Aiuto chi vive con ansia, stress e stanchezza a prendersi cura di sé in modo gentile e consapevole, per costruire un rapporto più sano e sereno con se stessi e con gli altri.

Finalmente!Ci sono cose che sono di scienza, di fronte alle quali non c'è politica alcuna che tenga.🌈❤️
15/06/2026

Finalmente!
Ci sono cose che sono di scienza, di fronte alle quali non c'è politica alcuna che tenga.

🌈❤️

Il Consiglio Nazionale dell’Ordine degli Psicologi aderisce quest’anno per la prima volta al Roma Pride.

𝐂𝐎𝐒𝐈̀ 𝐂𝐎𝐌𝐄 𝐒𝐄𝐈 rappresenta il diritto di ogni persona a essere riconosciuta, accolta e rispettata nella propria identità, nei propri affetti e nel proprio progetto di vita, senza stigma, discriminazioni o pregiudizi.

L’articolo 4 del Codice Deontologico degli Psicologi impegna la professione al rispetto della dignità, dell’autodeterminazione e dell’autonomia della persona, e al contrasto di ogni forma di discriminazione.

Per questo il 20 giugno saremo al Roma Pride per rappresentare nello spazio pubblico i diritti di ogni persona e i valori del nostro lavoro quotidiano: rispetto, ascolto, inclusione e tutela della dignità di ogni persona.

🛥️Crescere un figlio significa navigare tra amore immenso e profonda responsabilità. 😩A volte, però, l'ansia di dare lor...
29/05/2026

🛥️Crescere un figlio significa navigare tra amore immenso e profonda responsabilità.

😩A volte, però, l'ansia di dare loro un futuro migliore ci fa perdere di vista il presente, lasciandoci stanchi e pieni di dubbi.

❓I figli non hanno bisogno di genitori perfetti, ma di figure di riferimento solide e accoglienti, capaci di reggere i loro turbamenti senza farsi scuotere. Ma come si fa?

📅 Ne parliamo Venerdì 5 Giugno alle 18:00, con la mia collega Simona Guglielmucci, in un incontro gratuito di presentazione del nuovo percorso di gruppo per genitori (in partenza in autunno).

🩷Un'occasione per fermarsi, comprendere i meccanismi della nostra mente e imparare a lasciare andare il controllo e il senso di colpa.

Trovi tutte le informazioni nella locandina qui sotto! ⬇️

20/05/2026
🌈❤️
17/05/2026

🌈❤️

Il 17 maggio 1990 l'OMS toglie l'omosessualità dalla classificazione internazionale delle malattie.

Da allora, ogni 17 maggio ricordiamo che le parole della scienza pesano e che spesso il silenzio delle istituzioni non è solo neutralità.

La Psicologia non sta in silenzio e si assume una doppia responsabilità: verso il singolo e verso la collettività.

È per questo che prendiamo posizione contro l'omolesbobitransfobia, oggi e sempre.

Cari genitori,viviamo in un tempo pieno di consigli su come si dovrebbe essere.Libri, video, esperti, metodi: tutto semb...
11/05/2026

Cari genitori,

viviamo in un tempo pieno di consigli su come si dovrebbe essere.
Libri, video, esperti, metodi: tutto sembra dirci come diventare genitori più pazienti, più presenti, più consapevoli. E spesso, anche senza volerlo, tutti questi messaggi finiscono per farci sentire continuamente sbagliati o “non abbastanza”.

Nel mio lavoro incontro tanti genitori che amano profondamente i propri figli, ma che vivono sotto il peso dell’autocritica, del senso di colpa e della paura di sbagliare.
Incontro anche genitori che arrivano stanchi, frustrati, desiderando che il proprio figlio cambi: che sia meno arrabbiato, meno fragile, meno oppositivo, meno chiuso.
Crescere un figlio, però, non significa modellarlo perché corrisponda a ciò che avevamo immaginato. E nemmeno chiedere a se stessi di essere perfetti.

Essere genitori è un’esperienza intensa, vulnerabile, che tocca parti profondissime di noi, ma anche dei nostri figli.
Per questo, ho sentito il desiderio di creare uno spazio in cui smontare il desiderio di essere “genitori perfetti”.
Uno spazio in cui sentirsi concedersi di sentirsi umani, fragili, ma liberi di esprimersi, dentro questa fatica.

Con la mia collega Simona Guglielmucci, abbiamo pensato a un percorso in gruppo per genitori proprio per questo.
Fermarsi, condividere, comprendere meglio ciò che accade nelle relazioni con i figli e sentirsi meno soli nelle difficoltà quotidiane.

Prima dell’inizio del percorso, faremo un incontro di presentazione aperto a chi desidera conoscere il progetto più da vicino.

📍 Centro culturale La Resede, via delle Resede 7, Centocelle (Roma)
📅 Venerdì 5 giugno 2026
⏰ Dalle 18 alle 19.30

L'incontro di presentazione è gratuito, ma è importante prenotarsi rivolgendosi a me o a Simona ai seguenti contatti WhatsApp:
📲 3475894998-3492580308

Ci vediamo il 5 giugno!

Con affetto,

Elena

05/03/2026

Ti capita mai di essere più cattivo con te stesso di quanto lo saresti con un amico? Se la risposta è sì, sappi che non sei “sbagliato”. Sei solo umano.

L’autocritica non è un difetto di fabbrica, ma un antico meccanismo di sopravvivenza. Il tuo cervello si è evoluto per proteggerti dal rifiuto sociale (che una volta significava morte!) e oggi usa l’insulto per cercare di tenerti “al sicuro” nel branco.

Ecco cosa puoi fare quando l’autocritica prende il comando:

1️⃣ Riconoscila: puoi dire semplicemente: “Ok, questo è il mio Sistema di Minaccia che sta cercando di proteggermi”. Nominarla riduce il suo potere.
2️⃣ Togli la colpa: non hai scelto tu di avere un cervello programmato per la sopravvivenza. Non è colpa tua se provi queste emozioni.
3️⃣ Cambia prospettiva: chiediti: “Se un mio caro amico fosse in questa situazione, gli direi le stesse cattiverie?”.

La risposta è quasi sempre NO. Prova a usare con te lo stesso tono che useresti con lui.

La vera forza non sta nel colpirsi più forte per “migliorare”, ma nell’imparare a collaborare con la propria biologia, con un cervello a cui interessa di più tenerti al sicuro che renderti felice.

E tu? Qual è la frase che la tua autocritica ti ripete più spesso? Scrivimelo nei commenti o mandami un DM se senti che è arrivato il momento di cambiare questo dialogo interno. 👇

🤯Ti sei mai chiesto perché una semplice email o una critica possano farti sentire il cuore in gola, come se fossi in ser...
03/03/2026

🤯Ti sei mai chiesto perché una semplice email o una critica possano farti sentire il cuore in gola, come se fossi in serio pericolo?

La risposta è meno complicata di quanto pensi: il tuo cervello non è progettato per renderti felice, ma per farti sopravvivere. 🧠

🌿Siamo i discendenti di chi, migliaia di anni fa, non correva rischi. Di chi scambiava ogni fruscio nell’erba per un leone. Se scappavano e non c’era nulla, avevano solo fatto un po’ di esercizio; se restavano e il leone c’era davvero, non avrebbero avuto una seconda possibilità.

Oggi i predatori sono scomparsi, ma il nostro Sistema di Minaccia (quello che nella CFT definiamo “Sistema Rosso”) è rimasto lo stesso. Reagisce al giudizio sociale o al timore di fallire con la stessa intensità con cui reagirebbe a un predatore.

✨Il punto è questo: Non sei tu che non funzioni. Non è un tuo limite caratteriale. È la tua biologia che sta cercando di proteggerti, anche se in modo un po’ troppo zelante per il mondo moderno.

🚨Imparare a riconoscere questo radar, invece di combatterlo, è il primo passo per smettere di essere “sequestrati” dall’ansia.

📖 Ho approfondito questo meccanismo e come iniziare a gestirlo nell’ultimo post sul mio Blog.
Trovi il link in Bio. 🔗

E tu, senti che il tuo radar è un po’ troppo sensibile ultimamente? Parliamone nei commenti o, se preferisci, scrivimi in privato.

24/02/2026

È importante sapere come funziona per riuscire a capire le tue emozioni, soprattutto quando senti che ti stanno travolgendo.

🤜Quello che ti mostro è un esercizio famosissimo dello psichiatra Daniel Siegel, che serve a spiegare cosa accade dentro di noi quando perdiamo il controllo.

Immagina che il pollice, chiuso dentro il pugno, sia la tua parte emotiva: quella che scatta per proteggerti quando sei sotto stress. Le altre dita che lo coprono sono la tua parte saggia: la neocorteccia, quella che ragiona e ti tiene in equilibrio.

🤯Pensa a quando, ad esempio, ricevi una critica o qualcuno ti risponde male: senti il sangue salire alla testa e la voglia di reagire subito. In quel momento, il tuo cervello “si scoperchia”.
Le dita scattano in alto e la parte saggia perde il contatto con quella emotiva. Non sei più tu a decidere cosa dire: è il tuo istinto che ha preso il comando e la logica è sparita.

🌬️Per riattivare la tua parte saggia e far scendere di nuovo le dita, hai bisogno di un segnale fisico di calma.
Prova a fare un respiro profondo espirando molto lentamente, oppure dai un nome all’emozione che provi dicendo a te stesso: “In questo momento mi sento furioso”.

💡Dare un nome a quello che senti costringe la tua mente saggia a riaccendersi per “leggere” l’emozione, aiutando le dita a tornare giù.
Non sei sbagliato, sei solo momentaneamente scollegato.

In quegli istanti, l’unica cosa utile da fare è non agire finché non hai ritrovato la connessione.

🧠Informarti su come funziona il tuo cervello è l’unico modo che hai per smettere di sentirti in colpa e imparare finalmente a gestire quello che provi.

23/02/2026

🧠Amo il cervello perché è il custode di tutto ciò che siamo. Ma c’è un paradosso: lo abitiamo ogni secondo, eppure nessuno ci ha mai dato il manuale d’istruzioni né spiegato come funziona. È come avere tra le mani una tecnologia aliena e usarla totalmente a caso.

L’esperimento del limone ci insegna una cosa fondamentale: il pensiero è un’azione biologica.
Il tuo corpo non distingue tra una minaccia reale e un’autocritica feroce che ti rivolgi mentalmente.

Se immagini un limone, salivi. Se immagini un fallimento, il tuo sistema nervoso si accende come se fossi in pericolo di vita.

Il problema non sei tu, è il tuo cervello.

🤡Il nostro cervello è “Tricky” (ingannevole): ha circuiti antichi che cercano sicurezza e funzioni moderne che creano scenari complessi.

Spesso, questi due sistemi non si parlano bene.

Ciao, io sono Elena. Sono una psicoterapeuta e il mio lavoro è aiutarti a riprendere in mano le istruzioni della tua mente per smettere di subirla.

✨ Sul mio sito, trovi un esercizio per iniziare a regolare il tuo sistema di minaccia e iniziare a conoscere il tuo cervello.

🔗Link in bio

Sapevi che la tua vergogna è in realtà un vecchio "software di sicurezza" rimasto aggiornato alla preistoria? 🦴💻Migliaia...
20/02/2026

Sapevi che la tua vergogna è in realtà un vecchio "software di sicurezza" rimasto aggiornato alla preistoria? 🦴💻

Migliaia di anni fa, essere esclusi dal gruppo significava morte certa. Ecco perché oggi, quando temiamo il giudizio degli altri, il nostro corpo reagisce con un allarme così intenso, ci fa sentire piccoli e inadeguati.

Ho scritto un post per spiegarti perché la vergogna è universale e come disinnescarla con un piccolo esercizio pratico.

📖 Trovi tutto qui:

Ti è mai capitato di sperimentare il desiderio di rimpicciolirti o di sparire sotto terra dopo un errore, un rifiuto o un disappunto da parte di qualcun altro? Bene, anche tu hai conosciuto la verg…

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