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15/10/2026

La psicodiagnosi è controproducente?
🌀 Raccontami la tua esperienza.

Perché si continua con questo modo di funzionare? Forse si teme di perdere qualcosa cambiandolo?Preoccuparsi può sembrar...
15/10/2026

Perché si continua con questo modo di funzionare? Forse si teme di perdere qualcosa cambiandolo?

Preoccuparsi può sembrare un modo per restare pronti.
Di conseguenza smettere di pensarci può dare la sensazione di abbassare la guardia.

Oppure può sostenere la convinzione di essere responsabili e premurosi: "Se non mi preoccupo, sto trascurando qualcosa".
La tranquillità rischia allora di essere vissuta come superficialità, quasi come se fosse necessario stare male per dimostrare quanto si tiene a qualcuno.

Può anche offrire una sensazione di controllo: "Non posso impedire tutto, ma almeno posso provare a prevederlo".
Il problema è che la ricerca di tutti i possibili pericoli non ha un punto di arrivo. Risolto un dubbio, se ne presenta un altro.

🌀E nel corpo?!?
Quando l’allerta è abituale, la calma stessa può sembrare insolita.
Nel corpo si può continuare a sentire tensione anche quando razionalmente non si individua un problema. Un corpo così apprende a sentire se stesso solo in modalità "allarme".
🌀🌀 Così, il nostro corpo ha bisogno di fare esperienza di momenti in cui non si controlla tutto, di momenti di pace e tranquillità somatica (ad es con i muscoli che si lasciano andare davvero).

💙 È come se si dovesse costruire la possibilità di prendersi cura della propria vita anche senza restare continuamente in allarme.

👉 Se vuoi iniziare qualcosa di corporeo con me, che passa anche per abbassare l'intensità delle emozioni, puoi iscriverti alla challenge gratuita di 21 giorni che partirà il 7 novembre.
👉 Scrivi POSTO per avere il link con le informazioni.

Gli apprendimenti emotivi e le prime relazioni continuano a influenzare la tua vita da adulto?🌀 La consapevolezza dei pr...
14/10/2026

Gli apprendimenti emotivi e le prime relazioni continuano a influenzare la tua vita da adulto?

🌀 La consapevolezza dei propri confini personali e relazionali sono fondamentali per vivere relazioni funzionali.
E per vivere in pace con te.
Contenta di come sei e di come ti comporti.
Senza, però, rincorrere quell'ideale infantile di perfezione che non esiste.

🩵 Hai già lavorato sui confini? Hai già lavorato sul tuo "no", ma dopo un po' ti senti come se il lavoro fosse più "fiacco" di quello che pensavi.
Sai perché succede?
Perché i confini vanno ricontattati e ricontrattati. Spesso. Perché ogni giorno è un giorno diverso, e perché tutte le relazioni sono diverse ogni giorno.

🌀Lavorare sui confini significa lavorare su di sè, sul radicamento, sull'essere presenti a se stessi, sulla gestione delle emozioni, sul processo di scelta.

🌀🌀Se, come me, senti la necessità di lavorare sui confini, possiamo farlo insieme con la challenge online gratuita che partirà il 7 novembre: "Prendo Posto" ti aspetta con 21 piccoli gesti giornalieri che ti porteranno a contattare i tuoi confini.
👉 Scrivi POSTO se vuoi il link per l'iscrizione.

13/10/2026

🌀Le volete sapere le conseguenze?

🌀🌀E se ti risuona, esplorare proprio questo, cioè come stare dentro al disagio dei confini senza per forza azzerarci, potrebbe proprio interessarti la challenge gratuita “Prendo Posto” che inizia tra poche settimane. Puoi sempre unirti al gruppo.

Una crisi di coppia può nascere da molteplici fattori.Ho visto che in terapia, scavando più a fondo uno schema che emerg...
13/10/2026

Una crisi di coppia può nascere da molteplici fattori.
Ho visto che in terapia, scavando più a fondo uno schema che emerge spesso è quello in cui due persone cercano di costruire un noi adulto, ma continuano a occupare il "seggiolino dei figli" nella propria famiglia d'origine.

Una coppia sana nasce solo quando il baricentro si sposta.
Se il centro di gravità della tua vita è nella famiglia in cui sei natə, non riuscirai a creare una nuova dimensione con il partner (o nella tua autonomia di adulto).

Non si tratta di escludere la famiglia d'origine, ma di ridefinire i confini relazionali.
Nei confini rinnovati la coppia diventa il nuovo porto sicuro primario, lo spazio in cui si co-creano regole, valori e confini propri.

🌀Hai mai notato quanto le dinamiche della tua famiglia d'origine influenzano il tuo modo di vivere la relazione?

🌀Vuoi esplorare tutto questo nella pratica?
Il 7 novembre parte "Prendo Posto!", una challenge gratuita di 21 giorni pensata per esplorare emozioni, confini e relazioni attraverso piccoli gesti quotidiani, esperienze corporee e riflessioni psicologiche.
➡ È un percorso per dare voce ai tuoi bisogni e fare spazio a te stessə.
➡ Scrivi POSTO se vuoi il link a cui iscriverti

A volte lasciare una persona significa rinunciare anche a quello che speravamo di dimostrare attraverso il suo amore.- S...
12/10/2026

A volte lasciare una persona significa rinunciare anche a quello che speravamo di dimostrare attraverso il suo amore.

- Se sceglie me, allora valgo.
- Se con me cambia, allora sono speciale.
- Se questa volta resta, forse posso smettere di sentirmi quellə che viene lasciatə.

Raramente ce lo diciamo in modo così chiaro.
Di solito ce ne accorgiamo quando ottenere qualcosa dall’altro diventa più importante di chiederci che stiamo ancora bene con lui/lei.

A quel punto, ogni suo piccolo avvicinamento può riaccendere la speranza.
E ogni delusione può farci pensare che servano ancora pazienza, comprensione e altri tentativi.

Rinunciare può sembrare una conferma di ciò che temevamo di noi.
Così continuiamo a cercare una risposta proprio nella persona che non ce la sta dando.

Ovviamente, questa è solo una possibilità da esplorare, non è la spiegazione di ogni relazione difficile. E non rende nostra la responsabilità di come l’altro ci tratta.
Però, può aiutarci a farci riflettere, portando l'attenzione su di noi invece che sul comportamento dell'altro.

Anche perché non è l'altra persona e il suo comportamento a stabilire quanto valiamo!
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Quando, per far funzionare la relazione, uno dei due deve occupare stabilmente un posto da genitore, figlio, terapeuta o...
11/10/2026

Quando, per far funzionare la relazione, uno dei due deve occupare stabilmente un posto da genitore, figlio, terapeuta o supervisore dell’altro c'è un disequilibrio importante con cui si ha a che fare.

Non basta attraversare un periodo in cui uno sostiene di più: il punto è se i ruoli diventano rigidi e uscirne provoca colpa, rabbia o disorganizzazione.

Ecco degli esempi di ruoli rigidi che possono risultare pesanti a lungo andare e portare malcontento in coppia:

- Devi ricordare all’altro gli impegni e controllare che li rispetti. Se smetti, le conseguenze finiscono regolarmente anche sulle tue spalle.
- Prima di dire come stai, valuti se l’altro può reggerlo. Il tuo disagio può aspettare; la sua reazione richiede subito attenzione.
- Uno decide e l’altro deve farsi guidare. Anche nelle questioni che potrebbe gestire da sé, il suo giudizio viene corretto, controllato o sostituito.
- Dopo un litigio, ricostruire il dialogo spetta sempre alla stessa persona. È lei che cerca, trova le parole e rende possibile il confronto.

🌀 Ora tocca a te: dimmi un ruolo rigido che hai vissuto o osservato in altre coppie!

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