19/08/2026
Attraverso l’AET, Analisi Emozionale del Testo, abbiamo condotto una ricerca presso 137 persone sulla rappresentazione della coppia oggi. Invece di una coppia, è emerso come protagonista un individuo, che dalla coppia attende risposta all’attesa di individuarsi, di realizzarsi nelle sue peculiarità. La coppia è apparsa come una minima cellula di socialità, acontestuale e astorica, investita di individuali attese di realizzazione di sé che non coincidono né con l’innamoramento, né con l’attrazione sessuale, né con la coppia genitoriale, né con quella familiare impegnata in un lavoro di sopravvivenza, né con quella amorosa. Tali aspetti sono tutti presenti, ma meno centrali della coppia acontestuale. Anche la sessualità e le differenze di genere sono spinte ai margini dal protagonismo di questa individualità in attesa di essere riconosciuta, di compiersi come tale. Più la coppia è poco precisata nelle condizioni che la definiscono, più sembra essere la relazione ideale dove ogni attesa di perfetta corrispondenza alle individuali pretese, che permetta all’individuo di realizzarsi, può avere risposta. Questo è tanto più possibile, quanto più la coppia è percepita come fosse senza quei vincoli di contesto, vissuti come contrastanti il desiderio, attribuiti ad ambiti molto più definiti, come la famiglia o il lavoro, che appaiono come molto faticosi, se non mortificanti. Il mancare di confini può fare di questa coppia ideale, dove non è prevista alcuna frustrazione, quindi nessun reale incontro con l’altro, un contesto disorientante e angosciante. La cultura emersa propone anche un rapporto di amore-amicizia, dove è possibile elaborare la frustrazione che comporta l’incontrare il desiderio dell’altro, quindi di realizzare il proprio, facendone un desiderio condiviso entro un’elaborazione delle emozioni dell’attesa.