30/07/2026
🟥Vampate, dolori, stanchezza: non sei sola
Dopo un tumore al seno, molte donne iniziano una terapia ormonale con tamoxifene, inibitori dell’aromatasi o farmaci per la soppressione ovarica.
👉 È una cura importante, prescritta nei tumori sensibili agli ormoni per ridurre il rischio che la malattia possa ripresentarsi. Tuttavia, può accompagnarsi a disturbi che incidono sulla quotidianità.
👉Vampate improvvise, sudorazioni notturne, dolori articolari, difficoltà a dormire e una stanchezza che sembra non passare non sono “solo impressioni”. Sono effetti reali, comuni e meritevoli di ascolto.
Vampate e sudorazioni notturne
👉Le vampate possono comparire all’improvviso, durante il giorno o nel cuore della notte. Il calore sale rapidamente verso il viso e il torace, può essere accompagnato da sudorazione, palpitazioni e talvolta da una sensazione di ansia.
Quando si ripetono durante la notte, interrompono il sonno e possono contribuire alla stanchezza, alla difficoltà di concentrazione e all’irritabilità del giorno successivo.
Le terapie ormonali e la soppressione ovarica possono provocare sintomi menopausali anche intensi, soprattutto quando il cambiamento ormonale avviene rapidamente.
Può essere utile indossare abiti leggeri e a strati, mantenere fresca la camera da letto e osservare se alcuni fattori, come bevande molto calde, alcol, cibi piccanti o stress, aumentano gli episodi. Quando le vampate diventano frequenti o compromettono il riposo, è importante parlarne con il proprio medico: esistono strategie personalizzate, anche farmacologiche, che devono essere valutate in base alla terapia oncologica in corso.
Dolori articolari e rigidità
Dolori alle mani, ai polsi, alle ginocchia, alle spalle o alle anche sono segnalati soprattutto durante il trattamento con inibitori dell’aromatasi, come letrozolo, anastrozolo ed exemestane. La rigidità può essere più evidente al risveglio o dopo essere rimaste ferme a lungo.
Muoversi con regolarità, anche iniziando con brevi passeggiate, esercizi dolci e mobilizzazione articolare, può aiutare a mantenere elasticità e forza muscolare. In alcuni casi può essere utile una valutazione fisioterapica.
Il dolore, però, non deve essere ignorato. Deve essere descritto al medico indicando quando è iniziato, quali articolazioni interessa, quanto dura e quanto limita le attività quotidiane. Se necessario, il team curante potrà valutare approfondimenti, trattamenti specifici o un eventuale cambiamento della terapia.
Quella stanchezza che il riposo non risolve
👉La fatigue oncologica è diversa dalla normale stanchezza. Può essere una sensazione profonda di mancanza di energia che non migliora completamente dopo aver dormito o riposato.
👉Può dipendere direttamente dalle terapie, ma anche dal dolore, dalle vampate notturne, dall’insonnia, dall’ansia, da un’alimentazione insufficiente, dall’anemia o da altre condizioni da valutare. Per questo è importante riferirla quando impedisce di lavorare, uscire, concentrarsi o svolgere le normali attività.
👉Tenere per alcuni giorni un piccolo diario con gli orari della stanchezza, la qualità del sonno, le attività svolte e gli altri sintomi può aiutare il medico a comprenderne meglio le cause.
👉Non interrompere la terapia da sola
Quando gli effetti collaterali diventano pesanti, può nascere il desiderio di sospendere la cura. È comprensibile, ma la terapia non deve essere interrotta, ridotta o modificata autonomamente.
Parlarne subito con l’oncologo o con il senologo permette di cercare una soluzione: controllare altre possibili cause, gestire meglio i sintomi o valutare, quando indicato, un farmaco alternativo. Gli effetti collaterali possono spesso essere trattati e non si manifestano nello stesso modo in tutte le donne.
Anche integratori, prodotti “naturali”, fitoestrogeni o rimedi per la menopausa devono essere assunti soltanto dopo aver consultato il proprio medico, perché potrebbero interferire con le cure.
👉👉Non sei sola
Affrontare una terapia per anni richiede forza, ma non significa dover sopportare tutto in silenzio. Chiedere aiuto non è lamentarsi e non significa essere meno coraggiose.
La qualità di vita fa parte della cura. Ogni sintomo merita di essere ascoltato, valutato e affrontato insieme al team che segue il percorso oncologico.
Hai terminato le cure o stai affrontando gli effetti dell’ormonoterapia❓
Una visita senologica di controllo può essere l’occasione per valutare il percorso effettuato, parlare dei disturbi che condizionano la quotidianità e programmare un follow-up personalizzato.
Prof. Massimo Vergine
Chirurgo senologo – Policlinico Umberto I di Roma
📍 Policlinico Umberto I di Roma
Prenotazioni RECUP: 06 9939
Visite intramoenia: lunedì, ore 8:00–13:00
📍 Clinica Mater Dei – Roma
Tel. 06 83803
📍 Clinica Villa Margherita
Viale di Villa Massimo 48 – Roma
Tel. 06 862751
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