Dott.ssa Antonella Esposito Psicologa Psicoterapeuta

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Dott.ssa Antonella Esposito Psicologa Psicoterapeuta Psicologa Psicoterapeuta, infanzia,adolescenza,adulti. Esperta MR, sind.genetiche, disabilità, DSA ..

QUANDO SENTIRSI ASCOLTATI CAMBIA QUALCOSA DENTROCi sono momenti in cui non serve avere subito tutte le risposte. Serve, ...
08/09/2026

QUANDO SENTIRSI ASCOLTATI CAMBIA QUALCOSA DENTRO

Ci sono momenti in cui non serve avere subito tutte le risposte. Serve, prima di tutto, trovare qualcuno capace di restare, ascoltare davvero e accogliere ciò che spesso è difficile perfino mettere in parole.

È questo che mi ha colpita nella testimonianza di ❤️: il valore della relazione umana e terapeutica, di quello spazio in cui ci si può sentire compresi, sostenuti e meno soli.

Da questa stessa idea nasce il Centro di Ascolto Psicologico di Debra Italia ETS, attivato nell’ambito del progetto Psychological Care Fly in collaborazione con il Centro Thélema, che ho il piacere di dirigere.

Il servizio è rivolto esclusivamente alla comunità dell’Epidermolisi Bollosa: persone con EB, genitori, caregiver, partner, fratelli e sorelle – i rare sibling – e soci DEBRA coinvolti nel percorso di cura.

Sono previsti 4 incontri individuali di sostegno psicologico online, gratuiti e accessibili da tutta Italia.

Quattro incontri non sono “solo quattro incontri”. Possono diventare un primo luogo sicuro in cui fermarsi, dare un nome alle emozioni, comprendere meglio ciò che si sta vivendo, alleggerire il peso del senso di colpa o della fatica, ritrovare un po’ di spazio per sé.

Perché vivere una malattia rara non significa confrontarsi soltanto con la diagnosi e con le cure. Significa anche attraversare paure, stanchezza, cambiamenti, relazioni, silenzi, responsabilità. E questo riguarda non solo chi ha la malattia, ma anche chi ama, accompagna, protegge e si prende cura ogni giorno.

La relazione di aiuto nasce proprio qui: nell’incontro tra due persone, quando l’ascolto diventa presenza, la comprensione diventa sostegno e ci si sente finalmente autorizzati a portare anche la propria fragilità.

Ringrazio Giorgia per aver scelto di condividere la sua esperienza e DEBRA Italia per aver investito in uno spazio psicologico gratuito, competente e accessibile.

Dott.ssa Antonella Esposito
Psicoterapeuta esperta in MR
Presidente e Direttrice di Thélema Centro Psicoterapia e Riabilitazione
Direttrice del Master di II livello in MR del Consorzio Universitario Humanitas
Didatta alla Scuola di Specializzazione in Psicoterapia Psicosomatica dell’ Ospedale Cristo Re
Coordinatrice di area di interesse sulle Malattie Rare di Sitcc
Chair del XXIII Congresso Nazionale SITCC 2027

Valentina, Bianca & Luca. Pensando a loroDi solito scelgo di non commentare i fatti di cronaca. Non mi appartiene emette...
02/09/2026

Valentina, Bianca & Luca. Pensando a loro

Di solito scelgo di non commentare i fatti di cronaca. Non mi appartiene emettere giudizi, sentenze e, ancor meno, diagnosi a distanza.

Ma la tragedia di Pietralata mi attraversa in modo diverso.

Luca e Valentina, la loro piccola Bianca di 5 anni, con una grave disabilità. Le indagini dovranno ancora chiarire con precisione quanto accaduto. Nelle lettere lasciate dai genitori, però, emerge un vissuto che chi vive accanto alla disabilità conosce bene: solitudine, fatica, paura, la sensazione di non riuscire più ad andare avanti.

Non voglio spiegare né, tantomeno, giustificare un gesto così terribile attraverso una sola causa. Voglio parlare, invece, di ciò che troppo spesso resta invisibile prima che una famiglia arrivi al limite.

È un tema che conosco come familiare, per aver attraversato questa complessità; come ex presidente di un’associazione di malattie rare e, ogni giorno, come psicoterapeuta accanto a famiglie che si barcamenano tra diagnosi, terapie, burocrazia, rinunce, paura del futuro e responsabilità assistenziali enormi.

A volte riuscire semplicemente a restare in piedi e mantenere un po’ di lucidità è già un grande traguardo.

E penso inevitabilmente anche a una persona a me molto cara, con una malattia rara, che nei giorni scorsi ha tentato di togliersi la vita per interrompere una sofferenza fatta anche di solitudine e della continua necessità di lottare per essere ascoltata, curata, riconosciuta.

Parliamo molto di resilienza. Ma la resilienza non può diventare un obbligo morale imposto a chi soffre.
Non possiamo chiedere alle persone e alle famiglie di “essere forti” all’infinito.

Servono reti reali, continuità assistenziale, sollievo per i caregiver, sostegno psicologico accessibile. Servizi capaci non soltanto di esserci, ma di intercettare la fatica prima che diventi disperazione.

La mia vicinanza va oggi a tutti noi che conviviamo, direttamente o attraverso chi amiamo, con malattie rare, croniche e disabilità. A chi si sente spaesato, stanco, arrabbiato, impaurito. A chi, qualche volta, sente di non farcela.

Non dobbiamo chiedere a nessuno di diventare un eroe della propria sofferenza.
Dobbiamo costruire condizioni perché nessuno sia costretto ad affrontarla da solo.

Dott.ssa Antonella Esposito
Psicologa Psicoterapeuta – Esperta in Malattie Rare, Cronicità e Disabilità
Thélema Centro Psicoterapia e Riabilitazione

QUANDO “FAR FUNZIONARE” UNA RELAZIONE DIVENTA PERDERE SE STESSEIn terapia incontro talvolta ragazze giovanissime che con...
01/09/2026

QUANDO “FAR FUNZIONARE” UNA RELAZIONE DIVENTA PERDERE SE STESSE

In terapia incontro talvolta ragazze giovanissime che continuano a dare una possibilità, poi un’altra, poi un’altra ancora a una relazione che le fa soffrire.

Mi chiedo: cosa spinge una ragazza, proprio all’inizio della propria vita sentimentale, a investire tante energie nel tentativo di “salvare” un legame nel quale la reciprocità si è progressivamente trasformata in sbilanciamento? Perché continuare a pensare “forse questa volta cambierà”, quando fuori c’è ancora un mondo intero da conoscere?

Sono domande retoriche. La ricerca ci dice che non esiste una risposta unica: entrano in gioco attaccamento, autostima, regolazione emotiva, modelli relazionali appresi, investimento nella relazione, paura della perdita, giustificazione dei comportamenti dell’altro, pressione a mantenere il legame e molte altre variabili individuali, familiari, sociali e contestuali.

E soprattutto: capire razionalmente che una relazione fa male non significa essere già pronti a lasciarla.

Poi mi sposto poco più in là e incontro altre storie. Donne adulte che, con il sopraggiungere o l’aggravarsi di una disabilità, rimangono in relazioni nelle quali l’affetto si è impoverito, l’accudimento necessario è insufficiente o assente e, talvolta, compaiono svalutazione e abuso psicologico. Anche qui lo sforzo enorme per “far funzionare” tutto sembra ricadere prevalentemente sulle loro spalle.

La letteratura ci invita a non banalizzare: le donne con disabilità risultano maggiormente esposte a diverse forme di violenza da partner. E gli studi sul self-silencing — quel mettere a tacere bisogni, rabbia, desideri e parti di sé pur di preservare il legame — ci offrono un’altra chiave di lettura.

Non ne faccio una semplice questione di genere, né punto il dito su qualcuno. Parlo di storie individuali. Ma sarebbe ingenuo ignorare quanto alcuni copioni culturali abbiano insegnato alle donne a prendersi cura, resistere, comprendere, aspettare, aggiustare.

Robin Norwood lo raccontava già molti anni fa in “Donne che amano troppo”: un libro figlio del suo tempo, ma ancora capace di aprire domande.

In terapia non si danno consigli. Non basta dire “lascialo”. Si lavora perché una persona possa riconoscersi, ridefinirsi e scegliere.

Ma fuori dalla stanza di terapia, collettivamente, cosa possiamo fare?

Forse iniziare molto prima. Educare ragazze e ragazzi a pensare che una relazione non è riuscita perché dura, ma perché permette a entrambi di esistere.

E che chiudere una relazione non significa necessariamente aver fallito.
A volte significa essersi finalmente ascoltati.

Dott.ssa Antonella Esposito
Psicologa Psicoterapeuta
Esperta in Malattie Rare, Sindromi genetiche, Malattie croniche e Disabilità
Presidente e Direttrice Thélema Centro – Psicoterapia e Riabilitazione APS

Indirizzo

Rome

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