LiberaMente - Dott.ssa Laura Cassinelli psicologa

LiberaMente - Dott.ssa Laura Cassinelli psicologa Psicologa Clinica e dello Sviluppo. Supporto alla genitorialità: Parent Training e Parent Coaching. Docente e tutor dell'apprendimento per DSA, BES e ADHD.

Esperta in Costellazioni Familiari Sistemiche, Mindfulness e Arteterapia. Naturopata in formazione

QUANDO UNA RELAZIONE CI PERMETTE DI ESSERE NOI STESSI "Ti amo non per chi sei, ma per chi sono io quando sono con te"Que...
06/09/2026

QUANDO UNA RELAZIONE CI PERMETTE DI ESSERE NOI STESSI

"Ti amo non per chi sei, ma per chi sono io quando sono con te"

Questa frase richiama un aspetto centrale delle relazioni significative: il modo in cui la presenza dell’altro può influenzare la percezione che abbiamo di noi stessi.
Una relazione sana non dovrebbe portarci a cambiare per essere accettati, né a rinunciare ai nostri bisogni per mantenere il legame. Al contrario, dovrebbe creare uno spazio relazionale in cui sentirsi accolti, ascoltati e sufficientemente liberi da poter esprimere la propria autenticità.
Quando ci sentiamo al sicuro nella relazione, possiamo mostrare parti di noi che spesso teniamo nascoste: fragilità, emozioni, bisogni e paure. L’altro diventa così una presenza che non definisce il nostro valore, ma favorisce la possibilità di riconoscerlo e svilupparlo.
È anche attraverso le relazioni che costruiamo e ridefiniamo la nostra identità. Una persona può far emergere risorse che non pensavamo di possedere: maggiore fiducia, capacità di comunicare, vulnerabilità, consapevolezza dei nostri confini.
Per questo, forse, una delle domande più importanti da porsi in una relazione non è soltanto:
"Come mi fa sentire questa persona?"
ma anche:
"Chi posso essere quando sono con questa persona?"
Perché una relazione significativa non dovrebbe farci perdere noi stessi, ma permetterci di incontrare parti di noi che, da soli, forse non avevamo ancora imparato a vedere.

Dott.ssa Laura Cassinelli psicologa clinica

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RUBRICA 7 GIORNI PER ACCOMPAGNARE I NOSTRI FIGLI A SCUOLAGiorno 6: ACCETTARE LE GIORNATE DIFFICILIUna giornata difficile...
06/09/2026

RUBRICA
7 GIORNI PER ACCOMPAGNARE I NOSTRI FIGLI A SCUOLA
Giorno 6: ACCETTARE LE GIORNATE DIFFICILI

Una giornata difficile non significa necessariamente che qualcosa non stia funzionando.
Un bambino può essere contento di andare a scuola e, nello stesso tempo, sentirsi stanco, può amare la sua classe e avere paura di qualcosa. Può essere felice di imparare e, a volte, sentirsi demotivato.
Le emozioni non sono sempre coerenti, nemmeno per noi adulti.
Quando arriva una giornata “no”, proviamo a non trasformarla immediatamente in un problema da risolvere.
A volte basta dire:
❤️ "Oggi sento che per te è stata una giornata difficile. Sono qui con te!"
Essere accolti anche quando facciamo fatica è una delle forme più profonde di sicurezza.

Dott.ssa Laura Cassinelli Psicologa

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I PASSI DELLA FELICITÀ ✨Per 15 giorni, ogni giorno, condividerò un piccolo passo, una riflessione o un semplice esercizi...
05/09/2026

I PASSI DELLA FELICITÀ ✨
Per 15 giorni, ogni giorno, condividerò un piccolo passo, una riflessione o un semplice esercizio per imparare a riconoscere e coltivare quelle piccole esperienze che possono contribuire al nostro benessere quotidiano.
Non troverai formule magiche, non troverai la promessa di essere felice ogni giorno.
Troverai, invece, 15 piccoli inviti a fermarti, ascoltarti e prenderti cura di ciò che ti fa stare bene.
Perché la felicità non significa non attraversare momenti difficili, non provare emozioni spiacevoli o avere una vita senza problemi... Significa imparare a stare nella propria vita con maggiore consapevolezza, riconoscendo ciò che possiamo cambiare, ciò che possiamo accettare e ciò che possiamo scegliere di coltivare.
La felicità non è una destinazione, ma un modo di abitare la propria vita.
Da lunedì, facciamo insieme il primo passo.
Ci sei? 🤍

Dott.ssa Laura Cassinelli

Psicologa Clinica

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Giorno 5FAVORIRE L’AUTONOMIASo che preparare noi adulti tutto per i bambini è molto più veloce, soprattutto in giornate ...
05/09/2026

Giorno 5
FAVORIRE L’AUTONOMIA
So che preparare noi adulti tutto per i bambini è molto più veloce, soprattutto in giornate molto piene di impegni, ma fare tutto al posto loro non li aiuta a diventare autonomi.
Possiamo accompagnarli gradualmente:
🎒 preparare lo zaino insieme
⏰ organizzare la routine
📚 lasciare che si occupino del proprio materiale
🙋‍♀️ permettere loro di sperimentare e anche di sbagliare.
L’autonomia nasce quando il bambino sente:
"Mamma e papà ci sono, ma credono che io possa farcela!"
Non è funzionale eliminare tutte le difficoltà dal loro cammino, ma piuttosto insegnare loro che possono affrontarle.

Dott.ssa Laura Cassinelli Psicologa

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RUBRICA7 GIORNI PER ACCOMPAGNARE I NOSTRI FIGLI A SCUOLAGiorno 4 LA SCUOLA NON È UNA GARA"Guarda quanto è bravo quel bam...
04/09/2026

RUBRICA
7 GIORNI PER ACCOMPAGNARE I NOSTRI FIGLI A SCUOLA

Giorno 4 LA SCUOLA NON È UNA GARA

"Guarda quanto è bravo quel bambino!"
"Lui ha già imparato...."
"Devi impegnarti di più!"
I confronti sono spesso fonte di pressione.
Ogni bambino ha tempi, caratteristiche e modalità di apprendimento differenti.
Proviamo a spostare l’attenzione dal confronto alla crescita:
❤️ "Sono curioso di vedere cosa riuscirai a imparare"
❤️ "Non importa essere il migliore. Importa fare del proprio meglio"
❤️ "Se qualcosa sarà difficile, possiamo affrontarlo insieme"

Dott.ssa Laura Cassinelli Psicologa

Perché, a volte, ci autosabotiamo proprio quando potremmo essere felici? Ti è mai capitato di desiderare profondamente u...
03/09/2026

Perché, a volte, ci autosabotiamo proprio quando potremmo essere felici? Ti è mai capitato di desiderare profondamente una relazione, un'opportunità… E poi, proprio quando potrebbe diventare reale, iniziare a tirarti indietro? Oppure di ritrovarti ancora una volta accanto a una persona che non riesce a darti ciò di cui hai bisogno, vivendo un copione che conosci? Ti prometti che questa volta sarà diverso, e invece, ancora una volta, ti ritrovi ad aspettare, rincorrere, dubitare, cercare conferme, sentirti non abbastanza. Questo può essere autosabotaggio. Autosabotarsi molto spesso significa ripetere inconsapevolmente modalità relazionali che abbiamo imparato nel tempo, anche se oggi ci fanno soffrire. Il nostro mondo interno tende a riconoscere come familiare ciò che ha già conosciuto, e ciò che è familiare può sembrarci più sicuro di ciò che è nuovo, anche quando non è ciò che ci fa bene. Così possiamo sentirci attratti da persone emotivamente indisponibili, da relazioni intermittenti, da legami in cui dobbiamo conquistare continuamente l'amore dell'altro.
E, al contrario, possiamo sentirci stranamente poco coinvolti davanti a qualcuno che è presente, coerente, disponibile. Perché? Perché l'intensità non è sempre amore. A volte l'ansia viene scambiata per passione, l'attesa per desiderio, l'incertezza per chimica, la paura di perdere l'altro per profondità del sentimento...E così il copione continua... Non perché non sappiamo scegliere, ma perché, senza rendercene conto, possiamo cercare di riparare attraverso le relazioni una ferita che appartiene alla nostra storia passata.
Come se, questa volta, riuscire a ottenere l'amore potesse finalmente dimostrarci che siamo degni di essere scelti. Il problema è che non possiamo guarire una vecchia ferita continuando a ricreare le condizioni che l'hanno prodotta. Riconoscere questo meccanismo significa iniziare a guardarsi con maggiore consapevolezza e compassione, perché dietro molti comportamenti che oggi ci fanno soffrire c'è una parte di noi che, un tempo, ha semplicemente cercato di proteggerci.
D.ssa Laura Cassinelli psicologa clinica

SAPER DISINNESCARE Una frase che contiene una competenza emotiva tutt’altro che semplice, direi quasi un'arte.L’immagine...
03/09/2026

SAPER DISINNESCARE

Una frase che contiene una competenza emotiva tutt’altro che semplice, direi quasi un'arte.
L’immagine è tratta dal film Perfetti sconosciuti e racchiude un tema nel quale credo profondamente: non trasformare ogni discussione in una lotta di potere, non vivere ogni conflitto come qualcosa che debba necessariamente avere un vincitore e un perdente.
Nelle relazioni, infatti, spesso non è il problema in sé a fare più danni, ma ciò che accade quando ci lasciamo trascinare dalla necessità di avere ragione, di difenderci, di rispondere colpendo nello stesso punto in cui ci siamo sentiti feriti.
Disinnescare non significa cedere sempre, essere deboli, non esprimere ciò che sentiamo o non stabilire dei confini.
Significa scegliere consapevolmente di non alimentare ciò che rischia di farci perdere di vista l’altro e, a spesso, anche noi stessi.
Significa riuscire a fare un passo indietro quando siamo dentro una situazione troppo carica emotivamente e tollerare che l’altro possa non pensarla come noi.
Significa sapere che possiamo avere ragione e, allo stesso tempo, scegliere di non usare quella ragione come un’arma.
Perché fare un passo indietro non sempre significa arretrare, a volte significa interrompere una dinamica e fare, finalmente, un passo avanti.
Credo molto nel valore di questa capacità: imparare a riconoscere quando stiamo entrando in una spirale di tensione e trovare, prima che sia troppo tardi, un modo diverso di stare nella relazione.
Non tutte le discussioni devono essere "vinte",
la vera vittoria è invece riuscire a non farsi trascinare in una lotta di potere.

Dott.ssa Laura Cassinelli psicologa

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RUBRICA 7 GIORNI PER ACCOMPAGNARE I NOSTRI FIGLI A SCUOLAGiorno 3 NON CHIEDIAMO SUBITO “COME È ANDATA?”Dopo una giornata...
03/09/2026

RUBRICA
7 GIORNI PER ACCOMPAGNARE I NOSTRI FIGLI A SCUOLA
Giorno 3 NON CHIEDIAMO SUBITO “COME È ANDATA?”
Dopo una giornata di scuola, la prima domanda che facciamo è spesso è: "Come è andata?"
Non sempre i bambini hanno voglia o bisogno di raccontare subito. A volte hanno bisogno di silenzio o di distrarsi attraverso il movimento, gioco, merenda...O semplicemente di stare un po’ con noi.
In alternativa, possiamo lasciare loro spazio, senza fare pressione:
"Quando avrai voglia di raccontarmi, io sono qui!"
E magari scopriremo che proprio quando smettiamo di fare domande… iniziano a parlare.
Ascoltare significa anche saper aspettare.

Dott.ssa Laura Cassinelli Psicologa

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RUBRICA | 7 GIORNI PER ACCOMPAGNARE I NOSTRI FIGLI A SCUOLAGiorno 2 — NON TRASMETTERE LE NOSTRE ANSIEI bambini osservano...
02/09/2026

RUBRICA | 7 GIORNI PER ACCOMPAGNARE I NOSTRI FIGLI A SCUOLA

Giorno 2 — NON TRASMETTERE LE NOSTRE ANSIE

I bambini osservano molto più di quanto immaginiamo.
Se noi adulti viviamo l’inizio della scuola con preoccupazione, possiamo involontariamente trasmettere loro l’idea che ci sia qualcosa di cui avere paura.
Questo non significa nascondere le nostre emozioni, ma imparare a gestirle senza farle diventare un peso per i figli.
Prima di chiedere a loro “Sei preoccupato?”, possiamo chiederci:
“Quanto della mia preoccupazione appartiene a me?”
Un genitore tranquillo non è un genitore che non prova ansia. È un genitore che sa riconoscerla e gestirla.

Dott.ssa Laura Cassinelli Psicologa

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RESPONSABILITÀ EMOTIVA E REGOLAZIONE AFFETTIVANelle relazioni abbiamo bisogno di sentirci accolti, rassicurati, sostenut...
01/09/2026

RESPONSABILITÀ EMOTIVA E REGOLAZIONE AFFETTIVA

Nelle relazioni abbiamo bisogno di sentirci accolti, rassicurati, sostenuti e compresi, e la vicinanza dell’altro può aiutarci a sentirci al sicuro e a regolare emozioni difficili. Una relazione sana richiede anche la capacità di riconoscere ciò che accade dentro di noi, senza attribuirne automaticamente la responsabilità alla persona che abbiamo accanto.
La responsabilità emotiva consiste proprio in questo: riconoscere i propri vissuti, comprenderne l’origine e assumersi la responsabilità del modo in cui li portiamo nella relazione. Se una relazione riattiva la paura di essere abbandonati, possiamo avere bisogno di rassicurazioni e vicinanza. Allo stesso tempo, però, possiamo chiederci cosa quella paura stia riattivando dentro di noi e imparare, progressivamente, a tollerare l'incertezza senza trasformare l’altro nell’unica fonte possibile di sicurezza.
Se ci sentiamo confusi rispetto a ciò che proviamo, possiamo condividere la nostra confusione, ma essere confusi non significa coinvolgere il partner in una situazione indefinita, chiedendo di aspettare, adattarsi o mettere da parte i propri bisogni mentre noi cerchiamo di comprendere cosa desideriamo.
Allo stesso modo, possiamo riconoscere il nostro bisogno di essere accuditi e portarlo nella relazione, senza però trasformare chi ci sta accanto nel genitore chiamato a compensare tutte le nostre fragilità.
Questo è uno degli aspetti più delicati della regolazione affettiva: imparare a stare con ciò che sentiamo. Chi ci sta accanto può aiutarci a regolare un’emozione, ma non può diventare l’unico regolatore delle nostre emozioni. Può offrirci vicinanza, ma non può essere l’unica fonte della nostra stabilità emotiva. Può rassicurarci, ma non può garantirci che non proveremo mai più paura. Può amarci, ma non può guarire al posto nostro ciò che ancora non abbiamo imparato ad ascoltare e comprendere di noi stessi.

Dott.ssa Laura Cassinelli psicologa clinica
❤️

Indirizzo

Via Rutilio Namaziano 48
Rome
00121

Orario di apertura

Lunedì 09:00 - 20:00
Martedì 09:00 - 20:00
Mercoledì 09:00 - 20:00
Giovedì 09:00 - 20:00
Venerdì 09:00 - 20:00
Sabato 09:00 - 18:00

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