30/08/2026
Giacarta (Java) 🇮🇩 —-> Yogyakarta —-> Ubud (Bali) —-> Nusa Lembongan —-> Gili Air (Lombok) —-> Uluwatu (Bali) —-> Singapore 🇸🇬
Quasi un mese in Indonesia.
Ho aspettato a raccontarlo perché avevo bisogno di tenere per me, ancora un po’, quello che avevo vissuto, perché temevo che raccontarlo potesse renderlo meno vero.
Ho visto albe nascere dalla cima di montagne oltre i duemila metri, camminato dentro un vulcano fino al suo cratere e assistito allo spettacolo quasi irreale della lava blu.
Ho incontrato persone che hanno trascorso tutta la loro vita sulla stessa isola, non per scelta, ma perché partire, per loro, è spesso qualcosa che non possono permettersi.
Ho ascoltato le loro storie e scoperto quanto possa essere grande un mondo anche dentro confini apparentemente piccoli.
Ho attraversato una natura capace di ferire gli occhi per quanto fosse verde, intensa e luminosa.
Mi sono immerso in un mare che mi ha regalato l’incontro con mante e la presenza silenziosa e costante delle tartarughe.
Ma soprattutto ho cercato l’anima di questa terra.
L’ho cercata nei grandi templi induisti e buddhisti, nelle offerte quotidiane, nel silenzio dei luoghi sacri.
In un rituale di purificazione e in un pomeriggio trascorso accanto a un guaritore. E anche entrando finalmente in un negozio dedicato alla medicina tradizionale cinese, tra erbe, rimedi e un modo antico di guardare al corpo e al suo equilibrio.
Ho respirato la parte più intima di queste isole.
Quella che non si trova semplicemente visitandole, ma lasciandosi attraversare da esse.
Ed è forse per questo che queste fotografie arrivano solo adesso.
Ho avuto bisogno di tornare a casa, lasciare sedimentare la luce, i colori, gli incontri, il silenzio e la meraviglia, perché non è stato un viaggio da collezionare in fotografie.
È stato un viaggio da custodire.
E adesso, solo adesso, mi va di condividerne qualche frammento.
E tutto questo ha avuto (questo) senso solo perché condiviso con la mia compagna di Vita ❤️