29/05/2026
La separazione è uno dei processi più delicati e necessari della vita psichica.
Inizia molto presto: il bambino, crescendo, deve poter scoprire di essere distinto dalla madre, senza vivere questa distanza come una catastrofe affettiva.
All’inizio, infatti, il bambino sente la madre come parte di sé. Per questo ogni piccola separazione ( l’attesa, l’assenza, il non essere subito soddisfatto) può essere vissuta con angoscia. Ma è proprio attraverso queste piccole esperienze che si costruisce qualcosa di fondamentale: la capacità di sentirsi interi anche quando l’altro non è presente.
È un processo che continua anche nell’età adulta.
Ci separiamo quando un figlio cresce, quando una relazione cambia, quando un amore finisce, quando lasciamo una casa, un ruolo o una versione di noi stessi a cui eravamo legati.
E ogni volta la domanda profonda è la stessa:
“Posso restare me stesso anche senza questa presenza?”
La maturità emotiva non consiste nel non avere bisogno degli altri, ma nel poter amare, perdere, allontanarsi e trasformarsi senza sentire che, insieme all’altro, scompaia anche il proprio senso di esistere.