01/07/2026
Molto spesso la ricerca di uno scopo nella vita nasce quando qualcosa ci scuote profondamente. Quando attraversiamo una crisi, soffriamo o ci chiediamo perché certe cose stiano accadendo proprio a noi. In fondo, è da questa domanda che prendono forma tutti i grandi testi dello yoga.
La Bhagavad Gītā, per esempio, si apre con Arjuna (il sé individuale) sopraffatto dalla disperazione, in una vera e propria crisi interiore, mentre si rivolge a Kṛṣṇa (il Sé superiore) in cerca di guida. Quel dialogo tra i due è lo stesso che, in modi diversi, ognuno di noi vive dentro di sé: chi sono? Cosa sono chiamato a fare? Perché sono qui?
Gran parte della nostra sofferenza nasce dalla paura di perdere. Le risposte iniziano ad affiorare quando ricordiamo che dentro di noi esiste qualcosa che non cambia mai: qualcosa che va oltre il corpo e la mente, ciò che lo yoga descrive come amore incondizionato. Un amore libero dai bisogni dell’ego, persino dal bisogno di essere necessari agli altri. È la luce del nostro essere più autentico, ciò che risplende dal nostro centro: l’ātman, il Sé eterno.
Quando questo amore emerge pienamente, la compassione diventa il nostro stato naturale. Fare del male a qualcuno o a qualcosa smette di essere possibile, perché iniziamo a riconoscere noi stessi in ogni essere vivente. L’illusione della separazione si dissolve e nasce śraddhā: una fiducia profonda nella vita e nel suo processo.
Come possiamo avvicinarci a questo stato? E come possiamo incarnarlo nella vita di tutti i giorni?
La Bhagavad Gītā ci indica tre vie principali: purificare le nostre azioni attraverso il Karma Yoga, purificare l’intelletto attraverso il Jñāna Yoga e purificare il cuore e le emozioni attraverso il Bhakti Yoga.
Luglio 2026 – Focus of the Month
Walking with the Divine
di Magali Lehners Magali Lehners – Co-fondatrice di Jivamukti Yoga Luxembourg Jivamukti Yoga Luxembourg