06/09/2026
Leggere le parole del mio collega Vincenzo Capuano sulla ripartenza di settembre mi ha fatto riflettere su quanto sia importante celebrare i propri traguardi professionali. Condividere con lui e con gli altri colleghi il percorso che ci ha portati a diventare Supervisori EMDR rende questo rientro al lavoro ben diverso da quello degli anni passati. Lo scorso 16 luglio, infatti, ho raggiunto questo obiettivo così importante, trasformando la ripresa di questo mese nell'avvio di una nuova e stimolante fase professionale.
All'inizio, l'EMDR era per me soprattutto un insieme di concetti affascinanti: il protocollo, la stimolazione bilaterale alternata, i movimenti oculari che guidano il cervello a desensibilizzare e rielaborare i vissuti più complessi. Poi, entrando nel vivo del percorso, quella teoria si è trasformata in qualcosa di profondamente concreto: ho visto da vicino come i pazienti riescono a riappropriarsi della propria storia, una seduta alla volta.
Nel tempo, ogni piccolo progresso dei miei pazienti è diventato anche un tassello della mia crescita professionale e umana. L'EMDR è un lavoro d'ascolto profondo, che richiede pazienza, presenza e un grande rispetto per il dolore altrui.
Ecco perché l'emozione al rientro da questa pausa estiva è così forte. Non si tratta solo di ritornare alla solita routine, ma di ripartire con il sapore unico di una maturità professionale che si unisce alla passione immutata del primo giorno.
Questo risultato non sarebbe stato possibile senza la guida straordinaria delle persone che mi hanno accompagnata: i miei formatori EMDR e la mia supervisora, Elena Isola, il cui supporto è stato prezioso non solo sul piano professionale, ma anche e soprattutto umano. Un grazie sincero all'Associazione EMDR, ad Isabel Fernandez e al Consiglio Direttivo per creare opportunità di crescita così rilevanti.
Un sentito ringraziamento anche a mio marito e ai miei genitori per il loro costante supporto e per la gioia condivisa in ogni mio traguardo.
Pronta per questa nuova avventura!