Psicologa Psicoterapeuta Roma Dott.ssa Valentina Bigazzi

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Psicologa Psicoterapeuta Roma Dott.ssa Valentina Bigazzi Psicologa Psicoterapeuta Roma. Studio specialistico di Psicologia, Psicoterapia e Psiconcologia. Operatore di training autogeno e Tecniche di Rilassamento.

Dott.ssa Valentina Bigazzi
Psicologa, Psicoterapeuta e Psiconcologa. Laureata in Psicologia dinamica e clinica della persona, delle organizzazioni e delle comunità, iscritta all'albo degli Psicologi della Toscana con il n°5110, specializzata in Psicoterapia della Gestalt presso Istituto Gestalt Firenze. Psicoterapeuta Psiconcologa è docente per il corso biennale in Psicologia Oncologica presso l'I

stituto Nazionale Tumori Regina Elena di Roma. Specializzata in Terapia EMDR (Eye Movement Desensitization and Reprocessing) approccio terapeutico utilizzato per il trattamento del trauma e di problematiche legate allo stress ed, in particolare, allo stress traumatico. Svolge attività libero professionale in qualità di Psicologa Psicoterapeuta a Roma zona Eur, Marconi, Monteverde. Consulente e formatore aziendale in tema di salute e sicurezza sul lavoro. Esperienze lavorative
Psiconcologa, Ricercatrice e Psicoterapeuta per lo sportello d’ascolto psicologico per il disagio lavorativo e personale presso l’Istituto Nazionale Tumori Regina Elena. Docente presso l’Università La Sapienza di Roma, membro del Comitato Scientifico per la formazione gruppo Asapiens. Ha lavorato per la Lega Italiana per la lotta contro i tumori LILT e il Servizio di Neuropsichiatria Infantile ASL Roma C. Operatore di training autogeno e tecniche di rilassamento.

Conti sospesi.Ci sono conversazioni che non hai mai chiuso. Il corpo se le ricorda tutte.Un addio detto male, una perdit...
10/08/2026

Conti sospesi.
Ci sono conversazioni che non hai mai chiuso. Il corpo se le ricorda tutte.

Un addio detto male, una perdita senza saluto, parole rimaste in gola: la mente le archivia come concluse, ma l’esperienza no. In chiave gestaltica sono gestalt aperte — situazioni emotive rimaste in sospeso, che continuano a chiedere completamento.

Finché una gestalt resta aperta, occupa energia. Torna come pensiero ricorrente, come tensione, come reazione sproporzionata a un dettaglio che tocca il punto irrisolto. Non è mancanza di volontà: è un processo naturale che spinge verso la chiusura.

La terapia lavora proprio qui. La tecnica della sedia vuota — dire all’altro ciò che è rimasto non detto, come se fosse presente — non serve a riscrivere il passato, ma a completare il gesto interrotto: esprimere, salutare, lasciare andare.

Chiudere non significa dimenticare. Significa che quella storia smette di chiedere la tua energia, e torna a essere sfondo invece che figura.

Figura Mobile.Pretendere l’equilibrio perfetto tra lavoro e vita privata è una forma sottile di autosabotaggio.In ottica...
01/08/2026

Figura Mobile.
Pretendere l’equilibrio perfetto tra lavoro e vita privata è una forma sottile di autosabotaggio.
In ottica gestaltica è un introietto: una norma ingerita senza masticarla, “devo tenere tutto in pari”, che interrompe il contatto con l’esperienza reale e ostacola l’autoregolazione dell’organismo. L’equilibrio come confine rigido nega un principio di base: nel campo, figura e sfondo si alternano di continuo. Ciò che è urgente ora diventerà sfondo dopo. Congelare questo movimento produce tensione, non stabilità.

L’armonia opera diversamente. Non spezza vita e lavoro in blocchi contrapposti, ma riconosce l’individuo come un tutto integrato, in cui le parti si regolano a vicenda nel qui e ora. Lasciar emergere la figura del momento, senza pretendere che la bilancia resti immobile.

AlessitimiaNon sai cosa provi? Non è freddezza. È un canale interrotto.L’alessitimia è la difficoltà a riconoscere e dar...
24/07/2026

Alessitimia
Non sai cosa provi? Non è freddezza. È un canale interrotto.

L’alessitimia è la difficoltà a riconoscere e dare un nome alle proprie emozioni. Non significa non sentire: significa che il segnale corporeo c’è, un peso al petto, un nodo allo stomaco, una tensione, ma non arriva alla parola. Resta grezzo, indistinto, spesso letto come sintomo fisico invece che come emozione.

La Gestalt lavora esattamente in questo spazio, e lo fa al contrario di quanto ci si aspetti: non parte dalla domanda “cosa senti?”, ma dal contatto con la sensazione, nel qui e ora. Prima il corpo, poi il nome.

Il lavoro è sulla consapevolezza: tornare al respiro, alla postura, a dove nel corpo qualcosa si muove, e da lì lasciare che l’emozione prenda forma e diventi figura riconoscibile.

Nominare non è un’operazione intellettuale. È il punto d’arrivo di un sentire che, riaperto il canale, torna a fluire.

Ciò che conta davvero emergere solo quando le prestiti attenzione.
21/06/2026

Ciò che conta davvero emergere solo quando le prestiti attenzione.

Ansia: non devi eliminarla, devi capirne il messaggio.Molte persone arrivano in terapia dicendo: ‘Voglio smettere di pro...
29/05/2026

Ansia: non devi eliminarla, devi capirne il messaggio.
Molte persone arrivano in terapia dicendo: ‘Voglio smettere di provare ansia’. Ma l’ansia non è sempre un nemico.
A volte è un segnale: qualcosa dentro di noi sta chiedendo attenzione. Il punto non è zittirla, ma imparare ad ascoltarla senza esserne travolti. In psicoterapia lavoriamo su corpo, emozioni, pensieri e relazioni, per ritrovare sicurezza e possibilità di scelta.

“Perché non riesco a decidere?”.La difficoltà a prendere decisioni non è sempre mancanza di capacità. Spesso è legata a ...
17/05/2026

“Perché non riesco a decidere?”.
La difficoltà a prendere decisioni non è sempre mancanza di capacità. Spesso è legata a paura di sbagliare o timore delle conseguenze. Quando ogni scelta viene vissuta come definitiva o “troppo importante”, il sistema si blocca: si analizza troppo, si rimanda, si resta fermi. In realtà decidere significa anche tollerare una quota di incertezza e accettare che non esiste la scelta perfetta. In psicoterapia si lavora proprio su questo: riconoscere cosa attiva il blocco, ridurre la pressione interna e recuperare fiducia nel proprio sentire, più che nella ricerca della decisione “giusta”.

“Perché mi fisso sempre sulle cose negative?” Non è pessimismo, è il tuo cervello.Esiste infatti il bias della negativit...
02/05/2026

“Perché mi fisso sempre sulle cose negative?”
Non è pessimismo, è il tuo cervello.

Esiste infatti il bias della negatività: una tendenza naturale a dare più peso a ciò che non funziona rispetto a ciò che va bene. È un meccanismo evolutivo, utile per individuare i pericoli e sopravvivere.
Il problema è che oggi resta attivo anche quando non serve: così una critica può pesare più di tanti riconoscimenti, e un errore può coprire tutto il resto.
In psicoterapia non si tratta di “pensare positivo”, ma di riconoscere questo automatismo e costruire uno sguardo più equilibrato, che includa anche ciò che c’è e funziona.

La fibromialgia è una condizione complessa, spesso invisibile agli occhi degli altri, ma profondamente reale per chi la ...
29/03/2026

La fibromialgia è una condizione complessa, spesso invisibile agli occhi degli altri, ma profondamente reale per chi la vive ogni giorno. Non è “solo dolore”: è stanchezza persistente, difficoltà di concentrazione, sonno non ristoratore. È un corpo che chiede attenzione e una mente che cerca di adattarsi.

In un percorso psicoterapeutico, non si tratta di “curare” la fibromialgia in senso medico, ma di prendersi cura della persona nella sua interezza. Dare spazio all’ascolto, riconoscere il proprio limite senza viverlo come una colpa, imparare a modulare lo stress e a ristabilire un contatto più autentico con sé stessi.

La sofferenza non va minimizzata, ma compresa. E dentro questa comprensione può nascere una nuova possibilità: quella di costruire un equilibrio più sostenibile, giorno dopo giorno.

Se vivi questa esperienza, sappi che non sei solo. E che il tuo sentire ha valore.

Il benessere autentico non è assenza di problemi, ma presenza a sé.È la capacità di sentire ciò che accade dentro, ricon...
07/02/2026

Il benessere autentico non è assenza di problemi, ma presenza a sé.
È la capacità di sentire ciò che accade dentro, riconoscere i propri bisogni, dare spazio alle emozioni senza giudicarle o forzarle.

Nella prospettiva gestaltica, il benessere nasce dal contatto: con il corpo, con le emozioni, con l’altro e con l’ambiente. Non è una meta da raggiungere, ma un processo vivo, che si costruisce momento per momento, nella consapevolezza e nella responsabilità personale.

Coltivare un benessere autentico significa smettere di adattarsi a modelli esterni e iniziare ad abitare la propria esperienza, con autenticità e presenza.

C’è una forma di protezione che il nostro organismo mette in atto quando l’esperienza diventa troppo intensa: la dissoci...
27/01/2026

C’è una forma di protezione che il nostro organismo mette in atto quando l’esperienza diventa troppo intensa: la dissociazione.

Dal punto di vista gestaltico, la dissociazione non è un “difetto” da correggere, ma una risposta creativa di adattamento. È il modo in cui la persona cerca di restare in vita emotivamente quando il contatto con ciò che accade sarebbe insostenibile. Parti dell’esperienza, del corpo o delle emozioni vengono momentaneamente messe a distanza per ridurre il dolore.

Il problema nasce quando questa modalità, nata per proteggere, diventa abituale e rigida: ci si sente scollegati da sé, dal corpo, dalle emozioni o dalla relazione con l’altro. La presenza si frammenta e il contatto perde vitalità.

In psicoterapia gestaltica il lavoro non è forzare il ricordo o “rompere” la dissociazione, ma creare le condizioni di sicurezza perché la persona possa tornare, poco alla volta, a sentire. Attraverso l’ascolto del corpo, del qui e ora e del ritmo individuale, la dissociazione può trasformarsi da chiusura difensiva a possibilità di integrazione.

Ritrovare contatto significa recuperare continuità, scelta e presenza. E permettere a ciò che è stato separato per sopravvivere di tornare a essere parte della propria esperienza.

Indirizzo

Via Baldassarre Castiglione 82
Rome
00142

Orario di apertura

Lunedì 09:00 - 21:00
Martedì 09:00 - 21:00
Mercoledì 08:00 - 21:00
Giovedì 11:00 - 19:30
Venerdì 13:00 - 21:00
Sabato 09:00 - 14:00

Telefono

339 82 89 259

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