14/10/2026
LA “PERSONALITA’ CLINICA”
Esiste qualcosa che si può definire “Personalità Clinica”?
Io credo di sì
Che cosa è la personalità clinica?
A molti sarà capitato di consultare diversi psicologi clinici, o diversi psichiatri, per discutere o risolvere un problema mentale, comportamentale, esistenziale
Con alcuni … è stato “un buco nell’acqua”
Parole inutili, cose già sapute, nessun “contatto”, scarsa empatia, sensazione di non essere capiti
Con altri, che magari hanno pronunciato poche parole, ci si è sentiti compresi fin dall’inizio e, soprattutto, qualcosa è subito rimasto, rimasto dentro di sé, a indicare una nuova prospettiva, una via, un’ipotesi, una interpretazione salutare di qualche aspetto particolare della propria vita – passata o presente
Nel corso dei decenni ho conosciuto molti “clinici”, psicologi e psichiatri
Ricordo grandi nomi, persone invitate a parlare ovunque, “presenzialisti”, commentatori … che con il paziente non erano capaci di fare nulla!
Altri, noti autori di libri, o “animali da palcoscenico”, super presenti nel Web … a cui non avrei inviato nemmeno il gatto di casa un po’ nevrotizzato!
Niente “personalità clinica”
Poi incontri il professionista quasi sconosciuto, che sta lì, fa il suo lavoro, motivato, serio, moderato nei toni e nei fatti della vita, studia e apprende, ascolta più che parlare ai congressi, riflette e elabora, non prende ottomila pazienti facendogli pagare 200 euro a colloquio, ma un numero limitato di paziente, quelli – e solo quelli – che sente di poter seguire
A cui crede, in scienza e coscienza, di poter essere utile
Qui spesso si trova la “personalità clinica”
Ne ho conosciute di queste persone
Persone, direi, che “hanno fatto del bene” e non solo ai loro pazienti
Perché se hai questo dono, questo talento, lo esprimi con tutti: familiari, parenti, amici, colleghi
Scrivendo di personalità clinica, abilità terapeutica, competenza personal-professionale del terapeuta della psiche, ho citato in diversi miei libri e articoli questo detto diffuso nella Vienna del primo Novecento.
Si dice che Julius Wagner Ritter von Jauregg, il celebre professore di psichiatria austriaco (Wels, 7 marzo 1857 – Vienna, 27 settembre, 1940) soleva dire: “Se hai una figlia incurabile, vai da Federn che te la guarirà”
Ecco, questa è il segnale di una “personalità clinica”
Poi, certo, non mancheranno i detrattori di questo antico concetto di “personalità clinica”
A cominciare da chi, sorridendo stupidamente, dirà “Ma Federn si è suicidato!” (vero. Si è suicidato anche Primo Levi: e allora?)
Per proseguire con i sostenitori della psicoterapia “scientifica”, evidence-based, sostenuto dalle analisi multifattoriali, dalle ricerche in doppio cieco, dai DSM per i quali se non rientri in qualche categoria il problema … è tuo – non del “Manuale”!
Per finire con chi vuol fare della psicoterapia qualcosa di simile alla “medicina di precisione”: una terapia per la fobia dei topi, una per accettare i pensieri negativi, una per fare problem solving …