18/09/2026
Parliamo tantissimo d’amore.
Forse dovremmo parlare un po’ di più di amicizia.
Elie Wiesel scriveva che “l’amicizia segna la vita ancora più profondamente dell’amore” e che l’amore può degenerare in ossessione, mentre l’amicizia è condivisione.
E forse è proprio questo che abbiamo dimenticato.
Un vero amico non è un dovere.
Non è un lavoro.
Non è qualcuno da controllare, possedere o trattenere.
Un amico c’è.
Non necessariamente ogni giorno, ma quando serve sai che esiste. E sai che puoi tornare.
Ci sono persone che puoi non vedere per mesi e ritrovare esattamente dove le avevi lasciate. E altre che camminano con te per anni, attraversando il sole e la burrasca, senza che il rapporto diventi mai un peso.
Forse dovremmo imparare l’amore proprio dall’amicizia.
Perché anche l’amore romantico dovrebbe avere alla base una profonda amicizia.
Altrimenti come si può passare così facilmente da “ti amo” a “maledetto il giorno in cui ti ho incontrato”?
Forse perché confondiamo l’amore con il possesso, la presenza con il controllo, la vicinanza con l’invasione.
Ma l’amore non dovrebbe essere una gabbia.
L’amore dovrebbe liberare.
Forse dovremmo educarci all’amicizia prima ancora che all’amore:
imparare a stare accanto senza invadere,
a esserci senza pretendere,
a scegliere senza possedere,
a lasciare liberi senza smettere di esserci.
Perché l’amore non controlla.
L’amore non possiede.
L’amore lascia vivere.
E allora viva l’amicizia.
Viva gli amici veri, quelli pochi e preziosi. Quelli con cui puoi stare in silenzio, quelli che sanno chi sei perché hanno visto anche le tue tempeste.
Io oggi voglio dire grazie a loro.
Agli amici che camminano ancora con me dopo tanti anni.
A quelli con cui ho attraversato il sole e la burrasca.
A quelli che, nonostante il tempo, la distanza e la vita che cambia, sono ancora lì.
Perché forse la forma più pura dell’amore è proprio questa:
esserci, senza possedere.
Amare, senza ingabbiare.
Restare, senza obbligare.
Viva l’amicizia. 🤍