14/05/2026
Il terapeuta deve essere "scomodo". E non significa essere maleducati o insensibili, ma assumere un ruolo attivo che può causare dolore o disagio al paziente, ma con l'unico fine di favorire e agevolare il cambiamento. Il terapeuta scomodo porre le domande "giuste", difficili, quelle che il paziente ha evitato per anni.
La terapia non è sempre rassicurante; può essere lenta, frustrante e dolorosa. La scomodità è spesso dove inizia il cambiamento, quando il paziente smette di raccontarsi le stesse storie.
Il terapeuta scomodo rompe le difese: la scomodità serve a portare il paziente ad affrontare emozioni dolorose che altrimenti eviterebbe. Vicinanza ed empatia: La terapia si basa su affetto e vicinanza, e proprio questa solida base permette al terapeuta di poter risultare scomodo senza rompere la relazione.