08/06/2026
C’è una voce che ci conosce meglio di chiunque altro: sa dove colpire, arriva puntuale nei momenti difficili, e conosce a memoria i nostri punti deboli. La cosa strana — e un po’ liberatoria, se ci si ferma a pensarci — è che questa voce, la più dura che conosciamo, nella maggior parte dei casi non è originata da noi.
È stata ascoltata fuori, tante volte, prima di diventare la voce con cui ci parliamo da soli.
In questo carosello ho raccolto cinque pensieri su questo tema: da dove viene, come si forma, e la differenza concreta tra l’autocritica — che attacca chi si è — e la responsabilità — che guarda a ciò che si è fatto e chiede come andare avanti.
Trattarci con meno durezza non significa abbassare gli standard. Nella maggior parte dei casi, significa smettere di confondere un freno con un motore.
Un articolo completo su questo tema arriva in settimana. Nel frattempo, se una di queste slide risuona con qualcosa che riconosci, mi fa piacere leggerlo nei commenti.