Annalisa Barbier Psicologa Roma

Annalisa Barbier Psicologa Roma In questa pagina si parla di psicologia e psicoterapia: articoli di interesse psicologico individuale e di coppia.

C’è una voce che ci conosce meglio di chiunque altro: sa dove colpire, arriva puntuale nei momenti difficili, e conosce ...
08/06/2026

C’è una voce che ci conosce meglio di chiunque altro: sa dove colpire, arriva puntuale nei momenti difficili, e conosce a memoria i nostri punti deboli. La cosa strana — e un po’ liberatoria, se ci si ferma a pensarci — è che questa voce, la più dura che conosciamo, nella maggior parte dei casi non è originata da noi.

È stata ascoltata fuori, tante volte, prima di diventare la voce con cui ci parliamo da soli.

In questo carosello ho raccolto cinque pensieri su questo tema: da dove viene, come si forma, e la differenza concreta tra l’autocritica — che attacca chi si è — e la responsabilità — che guarda a ciò che si è fatto e chiede come andare avanti.

Trattarci con meno durezza non significa abbassare gli standard. Nella maggior parte dei casi, significa smettere di confondere un freno con un motore.

Un articolo completo su questo tema arriva in settimana. Nel frattempo, se una di queste slide risuona con qualcosa che riconosci, mi fa piacere leggerlo nei commenti.

Ti è mai capitato di ripetere le stesse dinamiche in relazioni diverse?Non è sfortuna. Non è che “non impari”.È una gram...
06/05/2026

Ti è mai capitato di ripetere le stesse dinamiche in relazioni diverse?

Non è sfortuna. Non è che “non impari”.

È una grammatica implicita — costruita molto prima che potessi rendertene conto — che continua a scrivere le tue storie relazionali nell’ombra.
Nel nuovo articolo esploro perché ripetiamo le stesse dinamiche, cosa le mantiene in vita, e cosa diventa possibile quando quella grammatica smette di operare in silenzio.
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Ripetiamo le stesse dinamiche relazionali, non perché non impariamo, ma perché seguiamo la grammatica implicita che si è...
06/05/2026

Ripetiamo le stesse dinamiche relazionali, non perché non impariamo, ma perché seguiamo la grammatica implicita che si è costruita molto prima che potessimo rendercene conto.

con il secondo articolo del ciclo, le trame del sé esploriamo la logica interna della ripetizione nelle relazioni: perché ciò che è familiare attrae anche quando fa male, come si mantiene attraverso i cicli interpersonali, e cosa è possibile fare quando questa grammatica smette di operare nell’invisibilità.

🔗Articolo completo nel blog - link nei commenti

C’è un modo di stare nelle relazioni — soprattutto quelle importanti — che non abbiamo scelto consapevolmente.Si è organ...
24/04/2026

C’è un modo di stare nelle relazioni — soprattutto quelle importanti — che non abbiamo scelto consapevolmente.
Si è organizzato molto presto, quando le relazioni erano l’unico mondo disponibile, e imparare a muoversi in esse era, letteralmente, una questione di sopravvivenza affettiva.
Un copione relazionale — o schema — ed è la struttura che organizza in modo tacito e automatico il modo in cui ci aspettiamo che l’altro si comporti, cosa è sicuro volere, quale parte di noi è accettabile mostrare.
Non è una convinzione consapevole ma qualcosa di più antico, incarnato nel corpo, che si attiva prima ancora che la mente formuli una pensiero.
Oggi apro un nuovo ciclo — Le Trame del Sé — che nasce esattamente da qui: da quella domanda che molte persone portano in terapia senza saperla formulare: “Perché mi ritrovo sempre nelle stesse dinamiche? Perché certe cose mi fanno così paura, o così male?”
In questo articolo esploriamo come si forma lo schema relazionale, come si mantiene attraverso i cicli interpersonali, e cosa diventa possibile nel momento in cui iniziamo a riconoscerlo.
Non per cancellarlo — il copione fa parte della nostra storia; per diventare, poco a poco, lettori consapevoli della nostra mappa.
🔗 Articolo completo sul blog — link in bio

Colpa e vergogna vengono usati spesso come sinonimi — eppure parlano di cose profondamente diverse.Una parla di quello c...
29/03/2026

Colpa e vergogna vengono usati spesso come sinonimi — eppure parlano di cose profondamente diverse.
Una parla di quello che hai fatto.
L’altra parla di come senti di essere.
Questa distinzione, apparentemente sottile, cambia tutto: il modo in cui ti relazioni con gli errori, con gli altri, con te stesso/a.

Qui trovi le due emozioni a confronto, e soprattutto cosa succede quando la vergogna smette di essere un segnale e diventa lo sfondo del senso di sé, e cosa può cambiare nel lavoro terapeutico.

Approfondisci sul blog — link in bio.

👇 Quando sbagli, la tua reazione riguarda più quello che hai fatto — o quello che sei?

La rabbia è spesso l’emozione che ci hanno insegnato a nascondere per prima.Non perché non la sentissimo — la sentivamo ...
16/03/2026

La rabbia è spesso l’emozione che ci hanno insegnato a nascondere per prima.
Non perché non la sentissimo — la sentivamo eccome. Ma perché da qualche parte abbiamo imparato che arrabbiarsi era sbagliato, pericoloso, o semplicemente “da persone difficili”.
Eppure la rabbia è un segnale. Ci dice che qualcosa non va — che un confine è stato attraversato, che un bisogno non è stato visto.
Il problema non è la rabbia. È non saperla ascoltare.

L’articolo completo è sul blog — link in bio.

🙋c’è una rabbia che porti con te da tempo e che non hai mai capito del tutto?

Sai esattamente cosa dovresti fare. Eppure non riesci a farlo.Non è pigrizia. Non è debolezza. È la tua mente che cerca ...
09/03/2026

Sai esattamente cosa dovresti fare. Eppure non riesci a farlo.

Non è pigrizia. Non è debolezza. È la tua mente che cerca di proteggerti — a modo suo.

Ho scritto un articolo su questo. Sulla paura profonda del cambiamento, quella che blocca anche quando vuoi muoverti.

👉 Lo trovi nel link in bio.
💬 Ti riconosci in questa sensazione?

Intimità e dipendenza si somigliano in molti aspetti, ma originano in radici diverse: Intimità e dipendenza affettiva si...
04/03/2026

Intimità e dipendenza si somigliano in molti aspetti, ma originano in radici diverse:

Intimità e dipendenza affettiva si somigliano molto in superficie.
Entrambe fanno ba***re il cuore. Entrambe sono collegate alla paura di perdere l’altro.
Ma nascono da luoghi interni completamente diversi.

❤️La dipendenza affettiva nasce da una mancanza — cerchiamo nell’altro qualcosa che non riusciamo a darci da soli:
regolazione emotiva, senso di valore, sicurezza di base.
La relazione diventa uno strumento di “sopravvivenza psicologica”,
non una scelta libera.

❤️L’intimità autentica, invece, nasce da un luogo di sufficienza interna.
“Non ho bisogno di te per stare in piedi —
ma voglio condividere con te il mio essere nel mondo”.

Questa differenza non è solo teorica.
Cambia il modo in cui viviamo la vicinanza, la distanza,
il conflitto, il silenzio, la fine di una relazione.

Se controlli, Se chiedi rassicurazioni continue,Se temi continuamente di essere sostituita/o.Non è solo gelosia.Spesso è...
23/02/2026

Se controlli,
Se chiedi rassicurazioni continue,
Se temi continuamente di essere sostituita/o.

Non è solo gelosia.

Spesso è paura di perdere sicurezza nel legame. La gelosia non nasce dal nulla.
Si attiva quando percepiamo una minaccia — reale o immaginata — alla relazione.

Il problema non è l’emozione in sé, ma il circolo vizioso che può crearsi:
paura → controllo → allontanamento dell’altro → conferma della paura.

Così, qualcosa nato per proteggere il legame finisce per rovinarlo e metterlo sotto pressione.

Riconoscerne la funzione non significa giustificarla ma imparare a non agirla automaticamente.

Nel blog trovi l’approfondimento completo.

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Nelle relazioni non cerchiamo solo una persona;Cerchiamo una condizione che ci faccia sentire al sicuro, riconosciuti, i...
16/02/2026

Nelle relazioni non cerchiamo solo una persona;

Cerchiamo una condizione che ci faccia sentire al sicuro, riconosciuti, in continuità con noi stessi.

Per questo alcune dinamiche tendono a ripetersi.
Non perché siamo “sbagliati”, ma perché utilizziamo automaticamente modalità relazionali apprese nel tempo per proteggere il legame e farci sentire il più possibile “al sicuro” nella relazione. Qualsiasi cosa questo significhi per ciascuno di noi.

Quando queste modalità si incontrano con quelle dell’altro, possono generarsi cicli che tendono i a diventare ricorsivi e rigidi.

Ciò che temiamo finisce spesso per guidare il nostro comportamento, proprio perché vogliamo evitarlo!

Riconoscere questi meccanismi non serve a giudicarsi, ma a interrompere automatismi che limitano la libertà di vivere la relazione in modo più flessibile e sano.

Nel blog approfondisco il tema dell’attaccamento adulto e delle dinamiche che si ripetono nel tempo.

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Via Delle Montagne Rocciose, 69
Rome
00100

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