Dr. Riccardo Giacomi

Dr. Riccardo Giacomi Il Dr. Riccardo Giacomi è un chirurgo ortopedico, tra i massimi specialisti in Italia per la chirurgia protesica d'anca con accesso anteriore.

Meno dolore, recupero più rapido. Torna a vivere senza limiti.

Cos’è che influenza davvero il ritorno al recupero articolare completo dopo una protesi d’anca? ✔️ Il primo elemento è i...
05/08/2026

Cos’è che influenza davvero il ritorno al recupero articolare completo dopo una protesi d’anca?

✔️ Il primo elemento è il corretto posizionamento della protesi. Ripristinare la biomeccanica dell'anca, la lunghezza degli arti e il centro di rotazione dell'articolazione è fondamentale per consentire ai muscoli di tornare a lavorare nelle condizioni migliori.

✔️ Anche la qualità della muscolatura gioca un ruolo decisivo. Se prima dell'intervento il dolore ha portato a una lunga inattività, i muscoli glutei e gli stabilizzatori dell'anca possono risultare deboli e richiedere tempo per recuperare forza e coordinazione.

✔️ Un altro aspetto spesso sottovalutato è la memoria del movimento. Molti pazienti, per mesi o addirittura anni, hanno modificato inconsapevolmente il modo di camminare per evitare il dolore. Anche quando il dolore scompare, il cervello continua inizialmente a utilizzare quello schema alterato.

❗️ Ma il vero protagonista è il paziente. Seguire il programma riabilitativo, avere costanza nel fare gli esercizi e mantenere uno stile di vita attivo sono elementi indispensabili per consolidare il risultato dell'intervento.

Il percorso di riabilitazione è quello che fornisce gli strumenti per tornare a camminare correttamente, ma è solo il paziente che ha davvero la possibilità di decidere quale sarà e che forma prenderà il suo decorso post-operatorio.

01/08/2026

QUESTA È LA VERITÀ SULLA PROTESI D’ANCA. L’intervento NON BASTA.

Per tornare a camminare bene e senza dolore serve effettuare il giusto recupero, per effettuare una riabilitazione mirata per l’accesso anteriore. Nel team del Dr. Giacomi si chiama Hip Coach e ha un ruolo fondamentale.

Senza di lui, i risultati sono questi che purtroppo si vedono in video: un recupero non completo, dolore nella camminata e schema del passo errato.

INTERVENTO DI PROTESI D’ANCA CON ACCESSO ANTERIOREPrecisione e attenzione in ogni singola mossa che, gesto dopo gesto, c...
30/07/2026

INTERVENTO DI PROTESI D’ANCA CON ACCESSO ANTERIORE

Precisione e attenzione in ogni singola mossa che, gesto dopo gesto, compone quell’intervento che riporta il paziente alla sua vita quotidiana.

Una parte fondamentale del risultato di una protesi d’anca si costruisce nelle settimane precedenti all’intervento.Quand...
28/07/2026

Una parte fondamentale del risultato di una protesi d’anca si costruisce nelle settimane precedenti all’intervento.

Quando possibile, arrivare all'intervento con una buona condizione fisica significa offrire al proprio organismo gli strumenti migliori per affrontare la chirurgia e recuperare più rapidamente.

Uno degli aspetti più importanti riguarda la muscolatura che circonda l'anca. Con il progredire dell'artrosi, il dolore porta spesso a muoversi sempre meno. Questo circolo vizioso provoca una progressiva perdita di forza muscolare, soprattutto dei muscoli glutei e degli stabilizzatori dell'anca, fondamentali per camminare in modo corretto.

Una muscolatura più forte permette, nella maggior parte dei casi, di recuperare più facilmente sia la deambulazione che il range articolare e di affrontare con maggiore sicurezza il percorso riabilitativo.

Ovviamente, ogni paziente ha le sue particolarità: un paziente 80enne con una forte degenerazione avrà molta difficoltà a rafforzare la sua muscolatura nel pre-operatorio. Sarà dunque necessario effettuare l’intervento il prima possibile.

24/07/2026

Nel corso dell’ultimo appuntamento condotto dal Dr. Giacomi per la formazione diretta ai chirurghi sull’accesso anteriore per la protesi d’anca, la sala operatoria ha ospitato due giovani dottoresse.

Insieme a loro, il Dr. Giacomi ha mostrato loro come la protesizzazione dell'anca eseguita con accesso anteriore sia molto indicata per il genere femminile in chirurgia. Guarda il video per capire perché ▶️

Il sovrappeso rappresenta uno dei principali fattori che possono accelerare la degenerazione dell'articolazione dell'anc...
22/07/2026

Il sovrappeso rappresenta uno dei principali fattori che possono accelerare la degenerazione dell'articolazione dell'anca, ma il motivo non è soltanto il maggiore carico meccanico.

Ogni chilo in più aumenta le forze che si scaricano sull'anca durante attività quotidiane come camminare, salire le scale o alzarsi da una sedia. Nel tempo, questo sovraccarico favorisce l'usura della cartilagine e può accelerare la comparsa dell'artrosi.

Ma c'è un altro aspetto da considerare.

Il tessuto adiposo non è un semplice deposito di grasso: è un organo metabolicamente attivo che produce sostanze infiammatorie. Questa condizione può contribuire alla progressiva degenerazione della cartilagine articolare e aumentare in maniera significativa le complicanze post-operatorie.

Quando si rende necessario l’intervento di protesizzazione d’anca, l’accesso anteriore permette di intervenire anche su pazienti che con altri approcci sarebbero più difficili da operare, come i pazienti in forte sovrappeso o addirittura in stato di obesità.

Osservare il corretto posizionamento della protesi è fondamentale in fase di controllo, così come il controllo radiograf...
20/07/2026

Osservare il corretto posizionamento della protesi è fondamentale in fase di controllo, così come il controllo radiografico nel tempo, ma la radiografia ci racconta solo una parte della storia.

Per questo in visita va sempre valutato il passo, il range articolare e, non di minor importanza, l’autonomia del paziente. Solo così avremo un quadro completo di come sta procedendo il percorso di riabilitazione.

10/07/2026

L’importanza di seguire assiduamente la fisioterapia. La corretta esecuzione delle tecniche fisioterapiche porta al cambiamento, anche in tempi brevi.

Controllo a 1 mese dall’intervento di protesi d’anca con accesso anteriore.

ARTROSI DELL’ANCA: perché l’ozonoterapia non ha funzionato su alcuni pazienti? L’ozonoterapia viene spesso proposta come...
08/07/2026

ARTROSI DELL’ANCA: perché l’ozonoterapia non ha funzionato su alcuni pazienti?
L’ozonoterapia viene spesso proposta come trattamento per il dolore dell’anca, in particolare nelle fasi iniziali o moderate dell’artrosi.

Ma l’ozonoterapia non può rigenerare un’articolazione ormai gravemente danneggiata. Non è in grado di correggere deformità anatomiche, ricostruire cartilagine persa o invertire un processo artrosico ormai avanzato.

È proprio per questo motivo che in alcuni pazienti il trattamento può risultare poco efficace o addirittura fallire.

Di fronte a un paziente con artrosi è fondamentale valutare correttamente il grado di avanzamento della patologia, capire dove è arrivata. Solo questo permetterà di scegliere un trattamento davvero utile.

Quando il dolore è causato da una grave usura articolare, da una marcata riduzione dello spazio articolare o da importanti alterazioni biomeccaniche dell’anca, richiede una soluzione chirurgica.

Quello che vedete cerchiato in foto si chiama CAM. Si tratta di una delle principali cause del cosiddetto conflitto femo...
06/07/2026

Quello che vedete cerchiato in foto si chiama CAM.

Si tratta di una delle principali cause del cosiddetto conflitto femoro-acetabolare, una condizione in cui esiste un vero e proprio contatto tra la testa del femore e l’acetabolo.

In questi casi si crea una piccola sporgenza ossea che, a contatto con l’acetabolo durante il movimento, determina dolore: questo è il CAM.

Nel tempo, questo contatto può determinare danni progressivi alle strutture articolari, in particolare al labbro acetabolare e alla cartilagine. Ecco perché il conflitto femoro-acetabolare viene oggi considerato uno dei possibili fattori che possono favorire lo sviluppo precoce dell’artrosi dell’anca.

Indirizzo

Via Monte Delle Gioie, 5
Rome
00199

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