27/07/2026
Dovrebbe esserci una giustizia orientata in un’ottica educativa e psicologica promozionale di benessere.
Dove si valuta la personalità del minore e la sua incapacità fisiologica ad avere presente il rischio e le conseguenze delle azioni se ci si focalizza solo sul reato? Si ha ben presente che portare in carcere un minore di 14 anni acuisce soltanto la criminalità?
Sarebbe opportuno intervenire sui contesti sociali, di vita, rieducare e reinserire socialmente, sulla scuola, sulla salute mentale e sulla possibilità di poter offrire alternative.
Fare leggi di questo tipo, implica che non si è minimamente a conoscenza della fisiologia e dello sviluppo. E cosa ancora più importante che si educhi alla violenza con la violenza per la violenza.
Da oggi si conferma che NON ESISTE LA PREVENZIONE MA SOLO LA DETENZIONE!
E che l’educazione all’affettività e alla sessualità a scuola no! La fai in carcere!
📌Il Consiglio dei Ministri ha approvato un disegno di legge che ha come oggetto l’imputabilità minorile.
Con le modifiche proposte, la dimensione evolutiva e dinamica della personalità dell’adolescente deviante non verrebbe più considerata come un aspetto centrale, ma un’eccezione da verificare.
I Tribunali per i Minorenni quotidianamente registrano storie di disagio psicologico, grave trascuratezza, povertà educativa, traumi e contesti familiari profondamente fragili o violenti. In questi contesti, l’intervento punitivo difficilmente svolge una funzione deterrente e rischia anzi di produrre un aumento di criminalità e recidiva.
Le ricerche ci suggeriscono infatti che la migliore forma di deterrenza consiste nella sollecitazione di azioni ed esperienze socialmente positive, attrattive e motivanti.
Invitiamo pertanto le istituzioni governative a rafforzare il sistema di welfare, intervenendo preventivamente sui contesti di vita, sul sostegno alla genitorialità, sulla scuola, sulla salute mentale e sulla costruzione di opportunità alternative alla cultura della violenza.
👉Confidiamo che la risposta della giustizia minorile continui a mettere al centro la persona minorenne, a partire dalla valutazione della sua personalità e non solo del reato. Una giustizia orientata in un’ottica educativa e psicologica promozionale di benessere.
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