Ignazio Marino

Ignazio Marino Europarlamentare, Vicepresidente del gruppo Greens/EFA

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In questa città ho vissuto quasi vent’anni. Qui sono cresciuto come persona, come ricercatore e come chirurgo, qui ho av...
29/05/2026

In questa città ho vissuto quasi vent’anni. Qui sono cresciuto come persona, come ricercatore e come chirurgo, qui ho avuto il privilegio di essere scelto da 𝗧𝗵𝗼𝗺𝗮𝘀 𝗦𝘁𝗮𝗿𝘇𝗹, per apprendere e lavorare al suo fianco in sala operatoria e fuori dalla sala operatoria. Thomas Starzl è una delle figure che hanno cambiato la storia dei trapianti nel mondo. Qui ho imparato quanto la medicina possa essere ricerca, rigore, coraggio, responsabilità verso il paziente. Da questa esperienza è nata l’idea dell’ISMETT di Palermo: portare in Italia, e in particolare nel Mezzogiorno, un modello di eccellenza capace di unire assistenza, innovazione e formazione.

Con la missione della 𝗖𝗼𝗺𝗺𝗶𝘀𝘀𝗶𝗼𝗻𝗲 𝗦𝗔𝗡𝗧 del Parlamento europeo abbiamo visitato l’𝗨𝗻𝗶𝘃𝗲𝗿𝘀𝗶𝘁𝗮̀ 𝗱𝗶 𝗣𝗶𝘁𝘁𝘀𝗯𝘂𝗿𝗴𝗵 dove sono stato accolto con affetto e calore da chirurghi che ho formato e che oggi mi hanno sostituito in questa straordinaria struttura. Assieme agli altri membri del Parlamento Europeo, che ho avuto l’onore di guidare in questa missione, abbiamo potuto approfondire la conoscenza dei progressi nei trapianti, nella medicina rigenerativa, nello studio dei tessuti bioingegnerizzati. Passi straordinari per le prospettive che offrono migliorare il futuro della cura.

Per me è stata una tappa particolarmente intensa. Pittsburgh è una città a cui sono legato da gratitudine, memoria e anche da passaggi personali molto importanti. Ma proprio per questo tornarci oggi, in una veste istituzionale europea, ha un significato profondo. L’innovazione medica non è mai solo tecnologia, è fatta di persone, relazioni, visione e scelte difficili. La sfida è fare in modo che i progressi della ricerca diventino cure accessibili, sistemi sanitari più forti e nuove possibilità di vita per i pazienti. Per tutti i pazienti.

27/05/2026

A Capitol Hill abbiamo discusso di salute pubblica, preparazione alle emergenze e cooperazione internazionale. Le notizie su Ebola, Hantavirus e altre minacce sanitarie ci ricordano quanto sia fragile l’equilibrio globale.

Quando si indeboliscono le reti multilaterali, quando si riducono gli investimenti nella sorveglianza epidemiologica o nella cooperazione sanitaria, il rischio non riguarda solo i Paesi più vulnerabili: riguarda tutti.

L’Europa deve continuare a difendere un approccio basato su scienza, prevenzione, solidarietà e coordinamento internazionale.

Gli accordi bilaterali possono essere utili, ma non possono sostituire una rete globale capace di individuare rapidamente i rischi, condividere informazioni e rispondere alle emergenze: la sicurezza sanitaria è una responsabilità comune.

Sono a Washington con la missione della Commissione SANT del Parlamento europeo per una serie di incontri dedicati alla ...
26/05/2026

Sono a Washington con la missione della Commissione SANT del Parlamento europeo per una serie di incontri dedicati alla salute pubblica, alla cooperazione internazionale e alla preparazione alle future crisi sanitarie.

In un momento in cui epidemie, malattie emergenti e fragilità dei sistemi sanitari tornano al centro dell’agenda globale, il dialogo tra Europa e Stati Uniti è fondamentale.

La pandemia ci ha insegnato una cosa semplice: nessun Paese può proteggersi da solo. Virus e patogeni non si fermano ai confini, e la sicurezza sanitaria richiede ricerca, prevenzione, condivisione dei dati, accesso ai farmaci e reti internazionali solide.

La salute globale non è un tema astratto: riguarda la capacità di curare, prevenire e intervenire prima che una crisi diventi emergenza.

25/05/2026

A Roma oggi appena una piccola parte delle ciclabili può essere considerata realmente sicura. E questo finisce per creare rischi sia per i ciclisti sia per gli automobilisti.

Le piste ciclabili non possono essere improvvisate. Esistono studi, dati e professionisti che progettano i flussi urbani proprio per garantire sicurezza e convivenza tra mezzi diversi.

25/05/2026

Ricordo perfettamente le polemiche e gli insulti quando decidemmo di pedonalizzare i Fori Imperiali. In molti sostenevano che fosse una follia, che Roma si sarebbe paralizzata.

Oggi, dopo oltre dieci anni, credo che quasi nessuno penserebbe davvero di restituire quel luogo simbolico alle automobili.

Questo dimostra che i cambiamenti urbani richiedono tempo, visione e anche la capacità di resistere alle critiche iniziali. Vale per le aree pedonali, ma vale anche per la mobilità ciclabile.

Le piste ciclabili sono una risorsa fondamentale per città più vivibili, sicure e sostenibili. Ma proprio per questo devono essere progettate bene, integrate nel tessuto urbano e pensate per proteggere davvero chi le utilizza.

22/05/2026

📌 𝗜𝗹 𝗽𝘂𝗻𝘁𝗼 𝗱𝗲𝗹𝗹𝗮 𝘀𝗲𝘁𝘁𝗶𝗺𝗮𝗻𝗮

Questa settimana al Parlamento europeo siamo tornati a discutere di diseguaglianze, diritti e tutela delle persone più fragili.

Sono intervenuto sul tema dell’accesso ai farmaci nei 27 Stati membri: non è accettabile che in Europa esistano ancora differenze così profonde nella disponibilità di farmaci essenziali.

Ho poi preso parte al dibattito sulla situazione a Cuba, ricordando che al centro devono esserci le condizioni di vita delle persone, oggi sempre più compromesse anche dalla grave crisi energetica e sanitaria che il Paese sta attraversando.

19/05/2026

Oggi sono intervenuto sulla situazione umanitaria a Cuba.

19/05/2026

Ieri sera sono intervenuto in plenaria sul tema dell’accesso ai farmaci in un’Europa attraversata da guerre, tensioni geopolitiche e catene produttive sempre più fragili. Per me non è una questione astratta. Ho trascorso 35 anni della mia vita in sala operatoria e in terapia intensiva: quando manca un farmaco, il problema non è teorico, è drammaticamente pratico.

Negli ultimi anni molti Stati membri, soprattutto i più piccoli, hanno sofferto carenze di medicinali, anche essenziali. Questa fragilità nasce da una dipendenza eccessiva da produzioni lontane e da un’idea ancora troppo nazionale della sanità. Ma non può esistere una vera Unione europea se la salute dei cittadini non viene protetta nello stesso modo, ovunque vivano. Parlare di farmaci significa parlare di uguaglianza. Nessun cittadino europeo dovrebbe avere più o meno possibilità di curarsi in base al Paese in cui è nato.

Dobbiamo rafforzare la produzione europea, coordinare meglio gli acquisti e costruire una sanità fondata sul sostegno reciproco tra Stati membri. Perché i medicinali non sono un prodotto qualunque. Dietro ogni carenza c’è una persona che soffre, una famiglia che aspetta, un medico che prova a salvare una vita.

Se l’Europa vuole davvero chiamarsi Unione, deve superare la sterile visione nazionalista e scegliere la solidarietà.

16/05/2026

Questa mattina sono intervenuto a Caffè Europa su Rai Radio 1 per parlare di sanità, finanziamenti europei e delle recenti preoccupazioni legate all’Hantavirus.

Questo weekend sarò in diversi territori del Lazio per parlare di ambiente, salute pubblica e futuro delle nostre comuni...
15/05/2026

Questo weekend sarò in diversi territori del Lazio per parlare di ambiente, salute pubblica e futuro delle nostre comunità.

Ieri ho incontrato cittadini e candidati sindaci ai Castelli Romani, tra Zagarolo, Albano e Genzano, insieme a Emanuela Panzironi, Massimiliano Borelli e Carlo Zoccolotti Sindaco , affrontando soprattutto il tema dell’inceneritore e delle politiche ambientali che riguardano questo territorio.

Oggi pomeriggio parteciperò invece a EcoFuturo Festival 2026, alla Città dell’Altra Economia di Roma, prendendo parte al confronto “Da Rearm EU a Eco-Rebuild EU”, insieme a rappresentanti del mondo politico, accademico e dell’innovazione.

In un momento in cui l’Europa discute sempre più di riarmo e spesa militare, credo sia fondamentale riportare al centro un’altra idea di futuro: ricostruzione ecologica, resilienza energetica, investimenti sostenibili e tutela della salute pubblica.

L’appuntamento sarà anche un’occasione per discutere di clima, energia, innovazione e del modello di sviluppo che vogliamo costruire nei prossimi anni.

Ascoltare i territori, costruire alternative concrete e difendere ambiente e salute devono tornare ad essere priorità della politica.

Indirizzo

Via Agostino Magliani, 49
Rome
00148

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