11/05/2026
๐ผ๐ ๐๐ข๐๐ ๐ก๐ ๐๐๐ก๐ก๐๐๐ ๐๐ข๐๐๐๐๐๐๐ก๐ ๐๐ ๐ผ๐ ๐๐๐ ๐ ๐๐๐๐๐๐, ๐๐๐๐๐ ๐ด๐๐ก๐๐๐๐๐ก๐ก๐ ๐บ๐ข๐๐๐๐, ๐๐๐๐ ๐๐๐๐๐ก๐ ๐๐๐ ๐ถ๐๐๐, ๐๐๐๐๐๐ก๐ก๐ ๐ ๐ข๐ ๐๐ข๐๐๐ ๐๐๐๐๐ ๐๐ ๐๐๐๐๐๐๐๐ ๐๐๐๐๐ ๐ ๐๐๐๐๐ก๐ฬ ๐ ๐ ๐ข๐๐๐ ๐๐๐๐๐ ๐ ๐๐ก๐ฬ ๐๐ ๐๐๐ฃ๐๐ ๐ก๐๐๐ ๐๐๐ฃ๐ฃ๐๐๐ ๐๐๐๐๐ ๐๐๐๐ฃ๐๐๐ง๐๐๐๐, ๐๐๐ก๐๐ ๐๐ ๐๐๐ ๐ข๐๐ ๐๐๐๐๐๐๐๐ง๐๐๐๐ ๐ ๐๐๐ ๐ ๐๐๐๐๐.
โGentile Direttore,
ho letto con molta attenzione lโinteressante analisi del prof. Ricolfi pubblicata dal suo giornale e devo ammettere che ha suscitato in me sensazioni contrastanti.
Cโรจ un riflesso quasi automatico, nel dibattito pubblico italiano, che merita di essere guardato con piรน freddezza: ogni volta che si parla di disagio, fragilitร , crisi sociale, si invoca โ talvolta con tono salvifico โ la psicologia. ร un punto che non puรฒ essere liquidato con sufficienza, perchรฉ pone una domanda lecita: stiamo trasformando ogni fatica della vita in un caso clinico?
Il rischio esiste. Ma fermarsi qui puรฒ essere un errore speculare che alimenta polarizzazioni, rischiose per il benessere della popolazione. Perchรฉ mentre discutiamo di โpsicologizzazione della societร โ, la realtร intorno a noi racconta tuttโaltro: la psicologia, nei servizi pubblici, รจ marginale, residuale, spesso lโultima ruota del carro tra gli operatori sanitari.
Meno del 7% di presenza nei servizi รจ un dato poco rassicurante che dovrebbe far sobbalzare. Nellโofferta di salute, siamo molto lontani da un โoverbookingโ di psicologi e, invece, testimoni di una clamorosa insufficienza. Allora il punto non รจ se si parli troppo di psicologia.
Il punto รจ che se ne parla tanto ma si investe poco. Il cosiddetto โbonus psicologoโ ne รจ lโesempio perfetto: grande visibilitร politica, risorse limitate, accesso incerto destinato a pochi. Una misura che intercetta il bisogno, circa 800mila domande, ma non costruisce sistema. ร la logica della misura emergenziale, non quella della strategia strutturale.
Qui si inserisce un secondo equivoco, piรน sottile: confondere la cura con la prevenzione. La prima arriva quando il problema รจ giร esploso; la seconda lavora prima, quando si puรฒ evitare che il disagio, la crisi evolutiva, lo stress accumulato diventino patologia. Eppure, nel nostro modello sociale, la prevenzione psicologica resta ancora un timido corpo estraneo, quasi un lusso teorico.
Cโรจ poi un ultimo punto, spesso rimosso perchรฉ meno spendibile mediaticamente: la prevenzione non produce consenso immediato. Non si inaugura, non si fotografa, non si taglia con un nastro.
ร un processo lento, che chiede continuitร e due qualitร preziose e quindi rare nel ciclo breve della politica. E resta ai margini intrappolata nel paradosso: in una fase storica segnata da instabilitร , pressione sociale, violenze e aggressivitร diffuse, trasformazioni profonde nel mondo del lavoro e delle relazioni, proprio ciรฒ che servirebbe di piรน โ strumenti diffusi di lettura del reale, gestione e accompagnamento del disagio โ รจ ciรฒ che meno viene offerto.
Dire, allora, che non tutto รจ psicologia รจ corretto. Basta non usarlo come alibi per aggirare il problema e rallentare la presenza solida della psicologia nella sanitร pubblica e nei contesti educativi, perchรฉ diventerebbe una scorciatoia intellettuale. E anche politica.
Eppure, รจ proprio lรฌ che si gioca la partita piรน seria: nelle scuole, nei luoghi di lavoro, nei servizi territoriali, negli ambienti sportivi, dove le persone vivono, dove la presenza dello psicologo non dovrebbe essere unโeccezione o soltanto sperimentazione, ma una componente ordinaria.
Non per trasformare ogni disagio in terapia, ma per arrivare in tempo e permettere a ciascuno di far ripartire le autonome risorse personali per affrontare le proprie fatiche. Questo sarebbe un reale risparmio di costi e di salute.
Il punto di equilibrio, dunque, non sta tra due estremi โ tutto รจ psicologia o niente lo รจ โ ma in una distinzione piรน esigente: riconoscere che ogni difficoltร non richiede necessariamente lo psicologo, ma che una societร senza psicologia accessibile nei territori e integrata tra le professioni sociosanitarie รจ una societร piรน fragile, poco vista e ascoltata.
La societร del giorno dopo, quella delle cronache sui giornali, in cui si continua a intervenire tardi, quando il costo umano ed economico รจ giร esploso. La vera sfida รจ uscire dalla retorica.
Meno slogan, piรน architettura. Meno bonus, piรน sistema. E soprattutto, finalmente, piรน prevenzione: quella che non fa notizia, ma che puรฒ cambiare la vita di molte persone di ogni fascia dโetร .โ
๐๐๐ซ๐ข๐ ๐๐ง๐ญ๐จ๐ง๐ข๐๐ญ๐ญ๐ ๐๐ฎ๐ฅ๐ข๐ง๐จ
Presidente Consiglio nazionale dellโOrdine degli Psicologi