12/06/2026
Domenica ci siamo lasciate ispirare da un racconto a due mondi tra il Bangladesh e Roma con la nostra ospite Sanjida Akther che ringraziamo per la partecipazione e la generosità.
🌏 Con lei abbiamo viaggiato tra le meraviglie del Bangladesh: dalle spiagge infinite alle sue foreste di mangrovie. Ma abbiamo ricordato anche la dolorosa lotta per l'indipendenza dal Pakistan del 1971, di cui il riconoscimento della lingua bengalese è stato un caposaldo. Una lingua ricca di letteratura e tradizioni, per lo più non note al popolo italiano.
Per la nostra ospite arrivare in Italia ha significato scontrarsi con tanti piccoli shock culturali quotidiani. Ad esempio, per la cultura bengalese la gestualità tipica italiana è considerata poco rispettosa. Anche la gestione del tempo è completamente diversa, presentarsi con grande ritardo da amici e parenti e considerata la normalità.
Con Sanjida si è parlato anche del ruolo delle donne, spesso confinato alla sola dimensione domestica e di come la migrazione stia cambiando le cose.
La nostra ospite, avvocata in Bangladesh, si è reinventata qui in Italia divenendo una Mediatrice Culturale, abitando cioè quel terzo spazio. Il suo lavoro si riassume in una frase che lei ama ripetere: io non sono te, ma sono con te.
Per la nostra ospite l'italiano è stato il più grande veicolo di integrazione. Eppure, alcune parole restano intraducibili: come il concetto bengalese di casa ঘর (Ghor), non un semplice luogo fisico, ma un focolare, un luogo dove sentirsi al sicuro.
Grazie di cuore a chi ha condiviso con noi questa serata, a Casa Khan e grazie ancora a Sanjida Akther