Fisioterapia e Benessere Dott. Marcello Vitacolonna

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Fisioterapia e Benessere Dott. Marcello Vitacolonna Informazioni di contatto, mappa e indicazioni stradali, modulo di contatto, orari di apertura, servizi, valutazioni, foto, video e annunci di Fisioterapia e Benessere Dott. Marcello Vitacolonna, Fisioterapista, Via dell'Elettronica 18, Roma.

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- Dolori cronici o ricorrenti al collo, alla mandibola, alla schiena o in altre parti del corpo,
- Problemi di digestione, circolatori o viscerali in genere,
- Problemi di ristagno dei liquidi e della circolazione emolinfatica
- Disturbi del sonno,
- Difficoltà nell'attenzione dei bambini...
- Segni del tempo

Queste sono solo alcune delle problema per cui la Tecnica Craniosacrale, il massaggio Emolinfatico ed il Kobido possono ridurre, se non addirittura annullare, il disagio fisico ed emozionale della persona. Sono varie tecniche manuali del benessere che utilizza tocchi leggeri, delicati e non invasivi, su varie parti del corpo, e, ove necessario creme o oli del tutto alallergici.

03/10/2026

Bastano un tavolo e un braccio per capire quanto controlliamo la nostra vita!

Nel mio studio c'è un esercizio che faccio fare a quasi tutti i miei pazienti che arrivano con un problema alla spalla. Si chiama pendolo di Codman. Ci si appoggia con una mano su un tavolo, si piega un po' il busto in avanti e si lascia l'altro braccio penzolare verso terra, morbido, come una corda appesa. Poi si dondola leggermente il corpo e il braccio dovrebbe dondolare da solo, senza che i muscoli del braccio e della spalla facciano niente.
Più semplice di così non si può.

Eppure ci sono persone che non ci riescono.

Parlo di persone a cui prima ho ovviamente controllato la spalla muovendola io, passivamente, il cui esito era negativo e quindi senza dolore e senza blocchi. L'articolazione era a posto. Eppure, appena chiedevo di lasciar andare il braccio, quel braccio restava rigido, oppure si muoveva ma lo stavano chiaramente guidando loro, oppure si fermava immediatamente.

Col tempo mi sono accorto di una cosa che all'inizio mi ha fatto sorridere e poi mi ha fatto pensare molto. Quelli che non riuscivano erano praticamente tutte persone che vivono con il loro “sistema di controllo” sempre acceso. Controllano il lavoro, la casa, i figli, il partner, e spesso anche le cose che non dipendono da loro.

Un giorno una signora, al terzo tentativo, un po' spazientita mi fa: "Ma io lo sto lasciando andare!". Le chiedo perché allora l’articolazione della spalla non si muove pur muovendo il corpo? Ci pensa un attimo e mi risponde: "Perché credo di non esserne capace, non so, forse non so proprio come si faccia”.

Ecco! Credo che in quella frase ci sia quasi tutto.

La prima cosa da sapere è che rilassare un muscolo non significa semplicemente smettere di usarlo. Per spegnere una contrazione il cervello deve attivare dei circuiti che la inibiscono, quindi lasciar andare è a tutti gli effetti un'azione, “un fare”, e come tutte le azioni si impara, si allena e si può anche, ahinoi, disimparare. Chi passa la vita a tenere, a stringere, a reggere, quei circuiti di inibizione li usa sempre meno.

La seconda cosa riguarda il modo in cui funziona il cervello, ed è un tema che mi sta appassionando molto ultimamente. In questo periodo sto leggendo diversi studi scientifici, compreso un libro che trovo davvero straordinario, “The Experience Machine - How Our Minds Predict And Shape Reality” di Andy Clark. L'idea di fondo è che il nostro cervello non aspetta di ricevere le informazioni dal mondo per poi reagire, ma passa tutto il tempo a fare previsioni su quello che sta per succedere, e poi le confronta con quello che accade davvero. E così anche i movimenti funzionano in questo modo, il cervello prevede il movimento e il movimento avviene per confermare la previsione.
Nel pendolo però il movimento non lo decidi tu, lo decide la gravità!

Per una persona abituata a "prevedere e dirigere" tutto, un braccio che va per conto suo è un pezzo di realtà che sfugge, e la risposta più veloce che ha a disposizione è irrigidire, così… torna tutto prevedibile!

Poi c'è il sistema nervoso autonomo. Chi vive in uno stato di allerta continua, anche lieve, ha un tono muscolare di base più alto (ipertonia), soprattutto su collo e spalle. Il trapezio è uno dei primi muscoli che si attivano sotto stress mentale, anche quando la persona è seduta e non sta facendo niente di fisico.
E alla fine il controllo diventa un'abitudine del corpo, oltre che della testa. Una piccola contrazione di guardia sempre presente, che dopo anni la persona non sente più, perché per lei quella è la sensazione di "stare rilassata".

Quindi la spalla sarebbe libera di muoversi, ma il sistema nervoso quel movimento non lo autorizza.

Adesso arriva la parte che secondo me è la più interessante, perché questa cosa si può provare anche se la spalla non vi fa male per niente. Vi serve solo un tavolo e, in caso, una persona di fiducia.

Appoggiate una mano al tavolo, piegatevi un po' in avanti e lasciate pendere l'altro braccio. Chiedete all'altra persona di prendervi la mano, sollevarla di 30-40 gradi e poi, senza avvisarvi, lasciarla. Se il braccio cade con 2-3 oscillazioni, giù di peso, come un oggetto, il vostro sistema nervoso sa lasciar andare. Se invece rimane per un attimo sospeso, se scende piano, se scende ma senza poi continuare con qualche oscillazione, o se vi accorgete che lo state "accompagnando" voi, c'è una parte di voi che non molla la presa.

Oppure, da soli, provate a dondolare il corpo (come faccio io nel video) e guardate cosa fa il braccio. Fate caso anche a due cose che di solito sfuggono, cioè se state trattenendo il respiro e se i vostri occhi continuano a fissare, a controllare, il braccio per vedere cosa sta facendo.

Non è un test scientifico validato, è un'osservazione nata dalla mia quotidiana pratica clinica, e non serve a dare etichette a nessuno. Però ha un pregio enorme, vi fa vedere nel corpo una cosa che a parole quasi sempre neghiamo. Molti miei pazienti, la prima volta che si sono accorti di non riuscire a lasciar oscillare il proprio braccio, alla mia semplice domanda come ad esempio: “Quanto controlla le cose durante il giorno?” mi hanno guardato e hanno detto qualcosa tipo "eh, in effetti...". E da lì, spesso, è cominciato il vero lavoro.

Provateci e poi scrivetemi com'è andata. Il vostro braccio è “felice” di dondolare… liberamente?

Eccolo qui! Da oggi il mio nuovo libro ordinabile in tutte le librerie!Si chiama “Lo Zero Mancante”. Dieci anni dopo il ...
18/07/2026

Eccolo qui! Da oggi il mio nuovo libro ordinabile in tutte le librerie!

Si chiama “Lo Zero Mancante”. Dieci anni dopo il primo, e sì, non sono uno veloce…
In “Goditi Chi Sei!” dicevo ascoltati, fidati di te. È vero, funziona.
Continuando ad ascoltare, però, è arrivata la domanda… e tutto questo cos’è?
Il cuore batte e non gliel’ho chiesto io. La ferita si ripara mentre dormo.
La fisiologia mi spiega come funziona, benissimo, ma… da dove viene, però, il meccanismo?
Sei tradizioni diverse hanno provato a rispondere, ognuna a modo suo. La scienza lo sfiora senza nominarlo. Nel libro io lo chiamo Zero.

Link nel primo commento.

Sfruttando una pausa tra un paziente e l’altro, riesco a dedicarmi un po’ a me stesso… 😅👍
11/07/2026

Sfruttando una pausa tra un paziente e l’altro, riesco a dedicarmi un po’ a me stesso… 😅👍

“Un raggio di sole serve ad illuminare il nostro orizzonte (a Marcello)”Lo dico sempre che i nostri pazienti sono i nost...
23/06/2026

“Un raggio di sole serve ad illuminare il nostro orizzonte (a Marcello)”

Lo dico sempre che i nostri pazienti sono i nostri migliori Maestri.
Grazie a te Maestro Tonino Risuleo 🙏

Quando, in studio, prendo tra le mie mani la gamba di un paziente per mobilizzarla, mi accorgo quasi sempre che questa n...
19/05/2026

Quando, in studio, prendo tra le mie mani la gamba di un paziente per mobilizzarla, mi accorgo quasi sempre che questa non è mai libera. C’è sempre un controllo, una resistenza. Succede con qualsiasi paziente, giovane, anziano, uomo, donna, atleta o sedentario.
Poi chiedo "rilassati, lascia andare", e accade qualcosa che definirei quasi paradossale, la ricerca del rilassamento diventa una nuova fatica… per tentare di non faticare!
Allora mi chiedo: quanto è diventato difficile mollare? Lasciare andare?
Viviamo in uno stato di allerta continua e il problema più serio è che non ce ne accorgiamo, ci abbiamo fatto l'abitudine. Il respiro si accorcia, le spalle salgono o si chiudono, la pancia si chiude, le mandibole si serrano. Siamo come degli archi sempre un po' tesi, pronti a scoccare verso il prossimo impegno, la prossima notifica, la prossima preoccupazione, il prossimo dovere!
Il corpo, prima o poi, presenta il conto.
Cervicalgie che ritornano, lombalgie che non passano, spalle che pesano, ginocchia che scricchiolano, oltre a digestione difficile, sonno disturbato, intestino capriccioso, cuore che batte troppo “senza motivo”.
Secondo me non è tutta colpa nostra, non è mancanza di volontà ma perché forse nessuno ci ha mai insegnato a stare nel corpo senza tenerlo sull'attenti.

Adesso che finite di leggere, fate questa prova, 30 secondi, non di più:
Sentite le spalle, la mandibola, il respiro, nessun giudizio, solo sentire…
C'è qualcosa che potete lasciare andare di un millimetro?

Ecco, quel millimetro conta più di quanto pensiate, quel millimetro è una rivoluzione straordinaria!

👍🙏
05/05/2026

👍🙏

l mal di schiena che si "curava"... con un paio di occhiali!Tempo fa è venuto da me un paziente con una lombalgia persis...
01/04/2026

l mal di schiena che si "curava"... con un paio di occhiali!

Tempo fa è venuto da me un paziente con una lombalgia persistente da diversi mesi. Dalla risonanza magnetica e RX nulla di anomalo.

Aveva già fatto sedute di fisioterapia, osteopatia, tecar, antinfiammatori locali. Il dolore, però, continuava imperterrito.
Sono sempre più convinto che quando un sintomo resiste a terapie ben condotte, il corpo ci sta dicendo che la causa è altrove.

Nella mia valutazione funzionale ho osservato un pattern posturale specifico: una leggera anteriorizzazione del capo con rotazione, tensione asimmetrica nei muscoli sub-occipitali e cervicali, e tutta una catena di compensi che scendeva lungo la colonna fino al tratto lombare.

Ho chiesto al paziente: "Quando hai controllato la vista l'ultima volta?"
L'ho indirizzato da un medico oculista di fiducia, che ha riscontrato un difetto visivo non corretto adeguatamente e dopo aver indossato i nuovi occhiali appropriati alla sua vista... il miglioramento della lombalgia è stato enorme.

Ma perché gli occhi possono causare mal di schiena?
Immagina di non vedere bene, anche solo un po'. Magari non te ne accorgi nemmeno, perché il tuo corpo compensa in automatico, ad esempio inclini leggermente la testa in avanti, la ruoti da un lato, contrai i muscoli del collo e delle spalle per stabilizzare lo sguardo e mettere a fuoco meglio.

Questo piccolo aggiustamento anche se apparentemente innocuo cambia tutto l'equilibrio della tua colonna vertebrale. Il rachide cervicale si adatta, il tratto dorsale segue, il bacino si orienta diversamente per mantenere lo sguardo orizzontale e il corpo in equilibrio. I muscoli lombari, a quel punto, lavorano in modo asimmetrico, in una posizione che non è la loro e, conseguentemente, si affaticano, si irrigidiscono, e alla fine protestano... con il dolore!

Quando il paziente ha indossato occhiali corretti alla sua vista, tutto è tornato al "suo posto". Da lì, con un lavoro di rieducazione posturale Mézières, abbiamo accompagnato il corpo a rilasciare i compensi che si erano strutturati nel tempo.

Non è magia ma è biomeccanica!

Cosa ci insegna questo caso? Che il corpo è un sistema integrato, e che il sintomo non è mai tutta la storia. Un mal di schiena "inspiegabile" può avere la sua origine, ad esempio, nella testa, come in questo caso, da un paio di occhi che non vedono bene.

Una valutazione funzionale globale non si limita alla zona del dolore, ma anche indaga tutti i recettori posturali: occhi, piedi, mandibola, sistema vestibolare. Solo così si può risalire alla vera causa del problema.

Il mio consiglio quindi è che se hai un dolore che non passa nonostante le terapie, forse non hai ancora guardato nel posto giusto...

Una delle mia frasi più ricorrenti per i miei pazienti:“Il corpo vuole solo il nostro bene e guarire, la mente invece vu...
30/03/2026

Una delle mia frasi più ricorrenti per i miei pazienti:

“Il corpo vuole solo il nostro bene e guarire, la mente invece vuole solo aver ragione.”

Io penso che Il corpo sia molto più semplice (e molto più intelligente) di quello che crediamo.
Non fa strategie, non si complica la vita, lui, semplicemente, segnala, si adatta, prova a compensare, cerca sempre un equilibrio. Sempre. E' la sua Natura.

La mente invece… beh, la mente è più “creativa”.
Interpreta, giudica, analizza tutto. E soprattutto vuole avere sempre ragione. Anche quando, a dirla tutta, quella ragione ci tiene fermi esattamente nello stesso punto.
Per non parlare di quelle situazioni in cui è cosciente del suo "autolesionismo" ma pur di sentirsi vincitrice si butta nel fuoco!

E quante volte ti è accaduta una situazione simile: Il corpo che ti manda un segnale chiaro e la mente che subito sopra costruisce una storia diversa.

“Non è niente.”
“Passerà.”
“Non è il momento.”
"Ho cose più importanti"

E intanto il corpo, nel frattempo, alza un po’ di più il volume.
Non perché ce l’ha con te, ma perché sta cercando di proteggerti. Di farsi ascoltare davvero!

Il punto è che il cambiamento non arriva quando la mente “vince la discussione”, ma solo ed esclusivamente quando smetti di discutere e inizi ad ascoltare.

Anche perché, diciamocelo con un sorriso:
puoi avere tutte le ragioni del mondo… davvero tutte 😄
ma se il tuo corpo continua a bussare, forse non è una gara da vincere ma
più una chiacchierata che stai rimandando da un po’.
E... fidati…
lui, il Tuo Corpo, può aspettare tanto, tantissimo.
Ma alla fine… si farà capire 😉
E quando lo fa…
di solito ha sempre qualcosa di molto "intelligente" da dirti.

Con tutto l'Amore che ho per Te,
Il Tuo Corpo.

"TU LO DICI"Oggi, Domenica delle Palme, mi fermo su un momento che mi colpisce ogni volta.Pilato chiede a Gesù: "Sei tu ...
29/03/2026

"TU LO DICI"

Oggi, Domenica delle Palme, mi fermo su un momento che mi colpisce ogni volta.

Pilato chiede a Gesù: "Sei tu il Re dei Giudei?"
Gesù risponde: "Tu lo dici."

Tre parole. Nessuna difesa, nessuna spiegazione, nessun bisogno di convincere nessuno.
Perché chi sa davvero chi è... non ha nulla da dimostrare.

Gesù in quel momento non stava vincendo un dibattito. Stava semplicemente, lasciatemi dire, "Essendo", con quella presenza, silenziosa, più potente di qualunque altra risposta avrebbe potuto dare.

E non è solo una questione di non curarsi dei giudizi altrui, io credo sia qualcosa di più profondo.

Quando conosci te stesso pienamente, anche la rabbia, quella che nasce quando qualcuno ci fa o ci dice qualcosa di male, semplicemente, non attecchisce, praticamente non c'è terreno fertile per lei. Non perché siamo indifferenti, ma perché siamo radicati. Una radice che va così in profondità da rendere qualsiasi "Vento" semplicemente vento.

E chi è saldo in se stesso irradia Pace, non perché ci prova, ma perché non può fare altrimenti. Come una candela che non decide di fare luce, semplicemente, è accesa.

Buona Domenica delle Palme a tutti Noi. 🕊️

Non è la quantità dei pensieri a stancarti.Il cervello è progettato per pensare. Sempre. Anche quando credi di “non aver...
26/03/2026

Non è la quantità dei pensieri a stancarti.

Il cervello è progettato per pensare. Sempre. Anche quando credi di “non avere nulla in testa”, in realtà sta lavorando per te. Pretendere di fermarlo è come chiedere al cuore di smettere di ba***re.

Quello che davvero ti affatica è il peso che dai a quei pensieri.

È il valore che gli attribuisci.
È quanto li prendi sul serio.
È quanto ti identifichi con loro.

Un pensiero, di per sé, è solo un evento mentale. Passa. Cambia. Si trasforma.

Ma nel momento in cui lo “nutri” con attenzione, paura, giudizio o resistenza, smette di essere “leggero” e diventa reale, concreto, ingombrante… pesante.

E lì nasce la stanchezza, non dalla mente, ma dal coinvolgimento.

La vera svolta non è pensare meno ma cambiare posizione!

Diventare spettatore.

Osservare i pensieri come si osservano le nuvole, alcune sono leggere, alcune scure, alcune veloci, alcune ferme… ma nessuna sei tu.

E soprattutto nessuna ha potere su di te, finché non sei tu a concederglielo.

Certo se un pensiero ti piace, ti ispira, ti accende, allora sì, nutrilo, vivitelo!
Falli crescere, quei pensieri, dagli spazio.

Ma tutti gli altri?

Lasciali passare.

Perché la libertà mentale, credo, non nasce dal silenzio assoluto ma dalla capacità di non diventare prigioniero di ciò che attraversa la tua mente.

E se proprio un pensiero insiste allora trattalo come un ospite maleducato, non serve cacciarlo, basta smettere di offrirgli da bere 😉

Indirizzo

Via Dell'Elettronica 18
Rome
00144

Orario di apertura

Lunedì 08:30 - 19:30
Martedì 08:30 - 19:30
Mercoledì 08:30 - 19:30
Giovedì 08:30 - 19:30
Venerdì 08:30 - 19:30
Sabato 08:30 - 19:30

Telefono

+393356518901

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