29/05/2026
Ci sono luoghi che, per chi fa chirurgia plastica, non rappresentano semplicemente un congresso.
Rappresentano la storia.
Euraps - European Association of Plastic Surgeons è uno di quei luoghi.
Uno dei congressi più autorevoli al mondo, un punto di riferimento assoluto per la ricerca, l’innovazione e l’evoluzione della nostra disciplina.
Qui sono passati i nomi che hanno scritto la storia della chirurgia plastica internazionale.
Persone da cui abbiamo studiato, imparato, preso ispirazione.
E oggi ritrovarmi qui, ancora una volta, in una città straordinaria e senza tempo come Vienna, ha per me un significato difficile da spiegare a parole.
Quest’anno presenterò, nella sessione dedicata all’estetica, una survey internazionale condotta su 880 pazienti, focalizzata sul ruolo dei social network, delle aspettative e delle motivazioni che spingono persone di generazioni diverse — Gen Z, Millennials, Gen X e Baby Boomers — ad intraprendere un percorso di medicina estetica.
Un tema che sento profondamente.
Perché oggi la medicina estetica non può più limitarsi a trattare un volto o un corpo.
Deve comprendere il contesto sociale, culturale ed emotivo in cui le persone vivono.
Ma c’è un momento che porterò dentro in modo ancora più intenso.
Discutere il premio Hans Anderl conferitomi da EURAPS nel 2024 è qualcosa che continua a emozionarmi profondamente.
Un riconoscimento che, nella nostra disciplina, rappresenta una delle onorificenze più prestigiose legate all’innovazione e alla ricerca.
Un po’ come un “Pallone d’Oro” della chirurgia plastica.
E forse la cosa più bella è pensare al percorso.
Alle ore di studio.
Ai sacrifici invisibili.
Alle rinunce.
Alle notti passate a scrivere, correggere, ricominciare.
Ai momenti in cui nessuno vedeva nulla, ma dentro stava nascendo tutto.
Per questo essere qui non è solo un traguardo personale.
È una responsabilità.
Ed è soprattutto una gratitudine enorme verso chi ha creduto in me, collaborato con me e condiviso questo cammino umano e professionale.