Parafarmacia OVF - Dr. Marrone

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OVF Parafarmacia On Line, tutto il meglio per la tua salute ed il tuo benessere! La parafarmacia on line OVF - Organic, Vitamins & Food realizza sul web la vendita di una vasta gamma di prodotti per rispondere, con massima professionalità e puntualità, alla domanda di medicina naturale, in continua crescita. Grazie alla sua costante presenza sul web, OVF Parafarmacia on line semplifica l'accesso a

lle cure e alla medicina naturale con prodotti fitoterapici, omeopatici, integratori vitaminici, nutraceutici, alimenti biologici, cosmetici e anche veterinari. Di rilievo è la nostra profonda conoscenza degli integratori alimentari come importanti supporti alla nutrizione. L'impegno, la sensibilità e la professionalità che ci contraddistinguono convergono nella missione che a noi sta più a cuore: essere il punto di riferimento di fiducia di tutti coloro che - per motivi di salute o per scelte personali - hanno abbracciato regimi di alimentazione diversi da quello che la prassi usa definire tradizionali. In quanto parafarmacia on line ci impegniamo a divulgare in rete le nostre conoscenze e ad accorciare ogni genere di distanza con tutte le persone che intendano avvalersi del nostro supporto e dei prodotti venduti on line per migliorare il proprio regime di salute.

⏳ ULTIMI GIORNI DI BACK TO ROUTINE OVF!Settembre è ripartito… e la BACK TO ROUTINE OVF sta per finire! 💚Se stavi aspetta...
09/09/2026

⏳ ULTIMI GIORNI DI BACK TO ROUTINE OVF!

Settembre è ripartito… e la BACK TO ROUTINE OVF sta per finire! 💚

Se stavi aspettando il momento giusto per rinnovare la tua skincare, fare scorta dei tuoi integratori preferiti o ritrovare le buone abitudini dopo l’estate, questi sono gli ultimi giorni per approfittarne.

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MITOCONDRI E INVECCHIAMENTO: COSA ACCADE ALL’ENERGIA DELLE NOSTRE CELLULE?I mitocondri sono le vere e proprie “centrali ...
08/09/2026

MITOCONDRI E INVECCHIAMENTO: COSA ACCADE ALL’ENERGIA DELLE NOSTRE CELLULE?

I mitocondri sono le vere e proprie “centrali energetiche” delle nostre cellule, strutture altamente specializzate che trasformano l’energia contenuta nei nutrienti in una forma utilizzabile dall’organismo.

I mitocondri sono organelli altamente dinamici che partecipano non soltanto alla produzione di energia, ma anche alla regolazione del metabolismo, dell’omeostasi redox, della segnalazione cellulare, dell’apoptosi, dell’immunità e della risposta allo stress.

Ed è proprio per questa centralità biologica che la funzione mitocondriale è oggi uno dei grandi temi della ricerca sull’invecchiamento e sulle patologie cronico-degenerative.

DAI NUTRIENTI ALL’ATP: COME NASCE L’ENERGIA CELLULARE

Carboidrati, lipidi e, in determinate condizioni, aminoacidi vengono metabolizzati generando intermedi che alimentano il ciclo dell’acido citrico e forniscono equivalenti riducenti, principalmente NADH e FADH₂.

Gli elettroni vengono quindi trasferiti lungo la catena respiratoria mitocondriale, localizzata nella membrana mitocondriale interna.

Questo trasferimento consente ai complessi respiratori di generare un gradiente elettrochimico di protoni. L’energia immagazzinata nel gradiente viene utilizzata dall’ATP-sintasi per fosforilare ADP ad ATP: è la fosforilazione ossidativa (OXPHOS).

L’ATP rappresenta così una delle principali “valute energetiche” della cellula, indispensabile per contrazione muscolare, trasporto ionico, biosintesi, mantenimento dei gradienti di membrana e innumerevoli altre funzioni.

Ma sarebbe scientificamente scorretto ridurre il concetto a “più ATP = più vita”: ciò che conta è la capacità della cellula di adattare produzione e consumo energetico alle proprie necessità mantenendo l’omeostasi.

MITOCONDRI E INVECCHIAMENTO: NON È SOLO UNA QUESTIONE DI “MENO ENERGIA”

Con l’età possono accumularsi alterazioni del DNA mitocondriale, modificazioni della catena respiratoria e cambiamenti nella capacità della cellula di mantenere una popolazione mitocondriale efficiente.

Un ruolo importante è svolto anche dalle specie reattive dell’ossigeno (ROS).

È però superata la visione secondo cui i ROS sarebbero semplicemente “scorie tossiche” da eliminare. A concentrazioni fisiologiche partecipano alla segnalazione redox e ai processi di adattamento cellulare; quando produzione e sistemi di controllo perdono il loro equilibrio, invece, può instaurarsi uno stato di stress ossidativo con danno a lipidi, proteine e acidi nucleici.

La questione centrale, quindi, non è eliminare indiscriminatamente i radicali liberi, ma preservare una corretta omeostasi redox.

UNA RETE CHE SI RINNOVA CONTINUAMENTE

Un altro concetto fondamentale è che i mitocondri non sono strutture statiche.

La rete mitocondriale viene continuamente rimodellata attraverso processi di fusione e fissione. Parallelamente, i mitocondri danneggiati possono essere riconosciuti e rimossi attraverso meccanismi di controllo della qualità, tra cui la mitofagia, una forma selettiva di autofagia.

Sul versante opposto troviamo la biogenesi mitocondriale, attraverso la quale la cellula aumenta e rinnova la propria capacità mitocondriale. Tra i regolatori molecolari maggiormente studiati figurano vie che coinvolgono AMPK, sirtuine e PGC-1α, strettamente connesse allo stato energetico cellulare.

L’efficienza biologica dipende quindi dall’equilibrio tra produzione, adattamento, riparazione ed eliminazione selettiva dei mitocondri meno funzionali.

PERCHÉ L’ESERCIZIO FISICO È COSÌ IMPORTANTE?

Qui abbiamo uno degli esempi più interessanti di adattamento cellulare.

Durante l'esercizio aumenta la richiesta energetica e cambia il rapporto AMP/ATP. Questo, insieme ad altri segnali metabolici e meccanici, attiva cascate molecolari che possono favorire adattamenti del metabolismo ossidativo e della rete mitocondriale.

L’allenamento regolare, in particolare quello aerobico ma non esclusivamente, è associato a miglioramenti della capacità ossidativa muscolare, densità e funzione mitocondriale e flessibilità metabolica.

È uno dei motivi per cui il movimento non deve essere considerato soltanto un mezzo per “bruciare calorie”: rappresenta un vero stimolo biologico adattativo.

ALIMENTAZIONE, POLIFENOLI E INTEGRATORI: ATTENZIONE ALLE SEMPLIFICAZIONI

Micronutrienti come vitamine del gruppo B, ferro, rame e magnesio partecipano, con ruoli differenti, ai processi metabolici ed energetici. Numerosi composti bioattivi di origine vegetale, compresi diversi polifenoli, sono inoltre oggetto di ricerca per i loro effetti sulle vie di segnalazione cellulare, sul metabolismo e sull’omeostasi redox.

Questo, tuttavia, non significa che assumere grandi quantità di “antiossidanti” equivalga automaticamente a migliorare i mitocondri.

La fisiologia redox è molto più sofisticata.

Persino parte dello stress ossidativo transitorio prodotto dall’esercizio può funzionare come segnale necessario all’adattamento. Per questo l’idea “radicali liberi = male, antiossidanti = bene” è una rappresentazione biologicamente troppo semplicistica.

Allo stesso modo, termini come “rigenerazione mitocondriale” devono essere utilizzati con cautela: in ambito scientifico è più corretto parlare di biogenesi mitocondriale, dinamica mitocondriale, mitofagia e controllo della qualità.

MITOCONDRI E LONGEVITÀ: UNA RELAZIONE COMPLESSA

La disfunzione mitocondriale è riconosciuta come una delle caratteristiche biologiche associate all’invecchiamento. Ma sarebbe scorretto concludere che “ringiovanire i mitocondri” significhi automaticamente allungare la vita umana.

L’invecchiamento è un processo sistemico nel quale interagiscono instabilità genomica, alterazioni epigenetiche, perdita della proteostasi, senescenza cellulare, infiammazione cronica, metabolismo e comunicazione intercellulare, oltre alle modificazioni della funzione mitocondriale.

È proprio questa complessità a rendere la ricerca sulla longevità scientificamente interessante.

La strategia più razionale, sulla base delle conoscenze disponibili, non consiste quindi nel cercare una singola molecola “miracolosa”, ma nel preservare nel tempo quella che potremmo definire resilienza metabolica: la capacità delle cellule di produrre energia, rispondere agli stress, riparare i danni e adattarsi alle richieste dell’organismo.

Movimento, nutrizione adeguata, sonno, controllo dei fattori di rischio metabolico e corretti stili di vita agiscono su una rete biologica molto più ampia di quanto suggerisca qualsiasi slogan.

La longevità non nasce da un interruttore molecolare.
Nasce dall’interazione, mantenuta per decenni, tra genoma, metabolismo, ambiente e comportamento.

Dr Fabrizio Marrone, Farmacista esperto in Nutraceutica

🧬 LONGEVITÀ, DIETA ED EPIGENETICA: POSSIAMO INFLUENZARE IL MODO IN CUI INVECCHIAMO?Domenica 13 settembre il Dr. Marrone ...
08/09/2026

🧬 LONGEVITÀ, DIETA ED EPIGENETICA: POSSIAMO INFLUENZARE IL MODO IN CUI INVECCHIAMO?

Domenica 13 settembre il Dr. Marrone sarà al corso EKIS, dove presenterà una relazione dedicata a un tema tanto attuale quanto affascinante: longevità, dieta ed epigenetica, passando per il ruolo fondamentale dei mitocondri. ⚡

Un percorso che parte dall’alimentazione e arriva al cuore della cellula, per comprendere come nutrizione e stile di vita possano dialogare con i nostri geni, modulandone l’espressione e influenzando i processi biologici legati all’invecchiamento.

🥗 Nutrizione
🧬 Epigenetica
⚡ Mitocondri
⏳ Longevità

Un viaggio tra scienza e prevenzione per guardare alla longevità da una prospettiva diversa: non semplicemente aggiungere anni alla vita, ma aggiungere vita e salute agli anni.

👁️ LUTEINA, ZEAXANTINA E ZAFFERANO: COSA SAPPIAMO SUL BENESSERE DELLA VISTA?Passiamo sempre più ore davanti a computer e...
07/09/2026

👁️ LUTEINA, ZEAXANTINA E ZAFFERANO: COSA SAPPIAMO SUL BENESSERE DELLA VISTA?

Passiamo sempre più ore davanti a computer e smartphone e, con l'avanzare dell'età, cresce anche l'attenzione verso la salute della retina e della macula.

Tra le sostanze più studiate in ambito nutrizionale per la salute oculare troviamo luteina e zeaxantina, due carotenoidi naturalmente presenti nella retina e, in particolare, nel pigmento maculare. Queste molecole hanno proprietà antiossidanti e contribuiscono ad assorbire parte della luce ad alta energia che raggiunge l'occhio.

Non è soltanto una questione teorica. I grandi studi clinici AREDS e AREDS2, promossi dal National Eye Institute statunitense, hanno studiato per anni il rapporto tra specifici nutrienti e degenerazione maculare legata all'età (AMD). Nelle persone con determinate forme di AMD, la formulazione AREDS2 può contribuire a ridurre il rischio di progressione verso forme avanzate. Questo beneficio, però, riguarda precise categorie di pazienti e non significa che un qualsiasi integratore contenente luteina e zeaxantina prevenga o curi la maculopatia.

🌿 E LO ZAFFERANO?

Anche lo zafferano (Crocus sativus) sta attirando l'interesse della ricerca per i suoi componenti bioattivi e le proprietà antiossidanti.

Alcuni piccoli studi clinici randomizzati hanno valutato la supplementazione con zafferano in persone affette da degenerazione maculare, osservando segnali interessanti su alcuni parametri della funzione retinica. I risultati sono promettenti, ma la ricerca è ancora molto più limitata rispetto alle evidenze disponibili per le formulazioni AREDS/AREDS2 e non consente di considerare lo zafferano una terapia della maculopatia.

🔬 OPC E ALTRI ANTIOSSIDANTI

OPC significa proantocianidine oligomeriche, composti vegetali appartenenti alla famiglia dei polifenoli. Sono conosciuti soprattutto per la loro attività antiossidante.

⭐ E COSA DICONO LE PERSONE CHE UTILIZZANO OPC MACULA?

Nelle recensioni condivise di OVF OPC Macula, diversi acquirenti verificati raccontano esperienze positive.

C'è chi riferisce di percepire occhi meno stanchi e secchi dopo settimane di utilizzo; chi racconta una maggiore tolleranza alla luce e ai fari durante la guida notturna; altri parlano di una sensazione di visione più nitida. Alcuni recensori affetti da maculopatia dichiarano inoltre di aver scelto il prodotto proprio come supporto nutrizionale.

Sono testimonianze interessanti, soprattutto perché descrivono l'esperienza concreta dei consumatori, ma vanno interpretate correttamente: una recensione non equivale a uno studio clinico e non permette di stabilire che il miglioramento percepito sia stato causato dall'integratore.

🧬 NUTRIRE L'OCCHIO, SENZA PROMESSE MIRACOLOSE

Il punto forse più interessante è proprio questo: oggi sappiamo che nutrizione e salute della retina sono strettamente collegate, ma un integratore non deve essere presentato come una cura universale.

Luteina e zeaxantina hanno un ruolo biologico ben documentato nell'occhio e fanno parte della formulazione AREDS2 studiata in specifici pazienti con degenerazione maculare. Per lo zafferano esistono dati preliminari interessanti, mentre per altri antiossidanti la ricerca continua.

OPC Macula riunisce alcuni di questi ingredienti in un integratore pensato per il benessere della vista. Le numerose esperienze positive dei consumatori possono essere uno spunto interessante, ma la scelta di un'integrazione dovrebbe sempre partire dalle proprie necessità individuali.

Soprattutto in presenza di maculopatia, riduzione della vista, fotofobia o altri disturbi oculari, l'integratore non sostituisce la diagnosi, i controlli e le terapie dell'oculista.

👉 La salute degli occhi si protegge prima di tutto con informazione, prevenzione e controlli regolari.

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GRASS FED O GRAIN FED? QUELLO CHE MANGIA L’ANIMALE PUÒ CAMBIARE DAVVERO LA CARNE?Quando acquistiamo una bistecca tendiam...
04/09/2026

GRASS FED O GRAIN FED? QUELLO CHE MANGIA L’ANIMALE PUÒ CAMBIARE DAVVERO LA CARNE?

Quando acquistiamo una bistecca tendiamo a guardare il taglio, il colore, la marezzatura e magari le calorie. Ma c’è una domanda che facciamo molto meno spesso:
Come è stato alimentato quell’animale?
La risposta non è irrilevante. L’alimentazione del bovino può modificare la composizione lipidica della carne. Ma attenzione: alcune affermazioni che circolano sui social sono corrette, altre vengono semplificate troppo.

GRASS FED: COSA DICE DAVVERO LA RICERCA
Con grass fed — e soprattutto grass finished — ci riferiamo a bovini alimentati prevalentemente con erba e foraggi, compresa la fase finale dell’allevamento.
Uno studio recente su oltre 300 campioni di carne bovina ha trovato una differenza interessante: il rapporto medio omega-6/omega-3 era circa 2,14:1 nel grass-fed contro 8,28:1 nel grain-fed.

La carne grass-fed presentava inoltre concentrazioni maggiori di alcuni acidi grassi omega-3, come ALA, EPA e DPA, e più CLA, l’acido linoleico coniugato.
È quindi corretto dire che, mediamente, il grass-fed presenta un profilo degli acidi grassi più favorevole sotto questo specifico aspetto.

E IL CLA?
Anche qui esiste una differenza reale.
Nello studio citato, il CLA rappresentava circa lo 0,49% degli acidi grassi nel grass-fed contro lo 0,31% nel grain-fed.
Il CLA è un componente naturale del grasso dei ruminanti e viene studiato da anni per le sue possibili attività biologiche.
Ma questo è il punto importante:
“Ne contiene di più” non significa automaticamente “previene una malattia” o “fa dimagrire”.
Tra composizione nutrizionale di un alimento ed effetto clinico sull’uomo c’è una distanza che la buona divulgazione scientifica deve rispettare.

IL FAMOSO 2:1 CONTRO 8:1 NON È UNA LEGGE UNIVERSALE
L’immagine che accompagna questo post è efficace, ma quei numeri vanno interpretati correttamente.
Nello studio recente la media era effettivamente molto vicina a 2:1 vs 8:1, ma tra le sole carni grass-fed il rapporto omega-6/omega-3 mostrava una notevole variabilità.

Perché?
Perché “grass fed” non descrive necessariamente un prodotto nutrizionalmente identico in ogni allevamento.
Contano tipo di pascolo, alimentazione effettiva, razza, gestione dell’animale, periodo di finissaggio e taglio di carne analizzato.

Quindi:
Grass fed = sempre 2:1? No.
Grain fed = sempre 8:1? No.
Sono valori osservati e plausibili, non costanti biologiche.

PERCHÉ IL GRAIN FED È SPESSO PIÙ MAREZZATO?
L’alimentazione ad alta densità energetica utilizzata nel finissaggio può favorire una maggiore deposizione di grasso intramuscolare.
Ed è proprio quella marezzatura che molti consumatori associano a una carne particolarmente tenera, succosa e saporita.
Il grass-fed, invece, tende spesso ad avere meno grasso totale, anche se il risultato dipende fortemente dalla razza, dall’allevamento e dal taglio.

QUINDI QUALE SCEGLIERE?
Se il criterio è esclusivamente il profilo degli acidi grassi, una carne realmente grass-finished presenta mediamente alcuni vantaggi: più omega-3, più CLA e un rapporto omega-6/omega-3 inferiore.
Ma sarebbe scorretto trasformare questa differenza in una guerra ideologica tra due bistecche.

La salute non dipende dal rapporto omega-6/omega-3 di un singolo alimento.
Dipende dalla dieta complessiva, dalle quantità consumate, dalla frequenza, dalla qualità generale degli alimenti e dallo stile di vita.

E soprattutto c’è una distinzione fondamentale:
Un alimento può avere una composizione nutrizionale più favorevole senza diventare automaticamente un alimento “terapeutico”.

Questa è la differenza tra nutrizione e marketing.
In sintesi: l’alimentazione dell’animale lascia effettivamente una sorta di “firma metabolica” nella carne. Il grass-fed può offrire un profilo lipidico interessante, ma l’etichetta da sola non basta: qualità dell’allevamento e alimentazione reale dell’animale contano più dello slogan.

E voi, quando comprate carne, controllate mai come è stato allevato e alimentato l’animale?

Dr Fabrizio Marrone, Farmacista esperto in Nutraceutica

🇮🇹🇨🇦 ITALIA E CANADA: UNA NUOVA COLLABORAZIONE SCIENTIFICA SUL MICROBIOTA ORALEUna nuova collaborazione internazionale p...
04/09/2026

🇮🇹🇨🇦 ITALIA E CANADA: UNA NUOVA COLLABORAZIONE SCIENTIFICA SUL MICROBIOTA ORALE

Una nuova collaborazione internazionale prende forma nel campo della ricerca sul microbiota e della prevenzione.

Durante il suo soggiorno in Italia, il Dott. Cesare Ciavarro, biologo e odontoiatra specializzato in Chirurgia orale e maxillo-facciale, ha incontrato il Dott. Fabrizio Marrone, farmacista e fondatore di OVF.

Da questo confronto nasce un progetto scientifico dedicato allo studio e allo sviluppo di strategie innovative di integrazione per il benessere del microbiota orale: un ecosistema complesso, fondamentale per l’equilibrio del cavo orale e sempre più al centro della ricerca per le sue connessioni con la salute dell’intero organismo.

La collaborazione unirà l’esperienza clinica internazionale del Dott. Ciavarro alla ricerca nutraceutica del Dott. Marrone, con l’obiettivo di approfondire il dialogo tra microbiota orale e microbiota intestinale e di esplorare nuove prospettive legate a probiotici, fibre prebiotiche e formulazioni di nuova generazione.

🔬 Un progetto che guarda oltre i confini geografici e mette al centro ricerca, innovazione e prevenzione.

Un vero ponte scientifico tra Italia e Canada, nato da una visione condivisa: comprendere sempre meglio il ruolo del microbiota per sviluppare soluzioni avanzate e contribuire a una nuova cultura del benessere e della prevenzione.

OVF continua a investire nella ricerca, nell’innovazione e nelle collaborazioni internazionali, trasformando la conoscenza scientifica in nuove prospettive per la salute.

https://www.parafarmaciaovf.it/

BACK TO ROUTINE: SETTEMBRE RIPARTE DA TE 🌿Settembre è fatto di nuovi inizi, giornate che tornano a riempirsi e ritmi da ...
03/09/2026

BACK TO ROUTINE: SETTEMBRE RIPARTE DA TE 🌿

Settembre è fatto di nuovi inizi, giornate che tornano a riempirsi e ritmi da ritrovare. E tra un impegno e l’altro, può essere anche il momento giusto per rimettere al centro quelle piccole abitudini che ci fanno stare bene.

Dopo l’estate la pelle può aver bisogno di qualche attenzione in più, mentre il ritorno alla routine richiede energia, equilibrio e la voglia di ripartire con il piede giusto.

Per questo, dal 3 al 13 settembre, arriva la nostra BACK TO ROUTINE: una selezione dedicata a skincare, cosmesi e integrazione con alcuni dei brand che avete imparato a conoscere e scegliere ogni giorno.

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Una selezione dedicata al benessere, all’integrazione e alla cosmesi per ritrovare il proprio equilibrio e affrontare la ripartenza con una marcia in più.

Non serve stravolgere tutto per ricominciare bene. A volte basta ripartire dalle cose che ci fanno stare meglio, un gesto alla volta. 💚

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La salute è anche tutto questo.Una partita a tennis o a padel.Il tempo con la famiglia.Una serata con gli amici.Mangiare...
02/09/2026

La salute è anche tutto questo.

Una partita a tennis o a padel.
Il tempo con la famiglia.
Una serata con gli amici.
Mangiare bene, riposare, muoversi, recuperare.

Spesso pensiamo alla salute come a qualcosa di strettamente medico. In realtà, si costruisce soprattutto nella quotidianità, attraverso tante piccole scelte che, insieme, fanno la differenza.

L’attività fisica è importante, così come un’alimentazione equilibrata, il giusto riposo e, quando serve, un’integrazione adeguata. Ma fanno parte del nostro benessere anche le relazioni, il tempo per noi stessi, il divertimento e tutto ciò che ci permette di ritrovare equilibrio.

Non esiste un unico gesto per stare bene.

Esiste uno stile di vita fatto di attenzione, costanza e, soprattutto, equilibrio.

E forse prendersi cura di sé significa proprio questo: non trascurare nessuna parte della propria vita.

QUERCETINA: IL PROBLEMA NON È QUANTA NE ASSUMI, MA QUANTA NE ASSORBIQuando si sceglie un integratore di quercetina, guar...
01/09/2026

QUERCETINA: IL PROBLEMA NON È QUANTA NE ASSUMI, MA QUANTA NE ASSORBI

Quando si sceglie un integratore di quercetina, guardare soltanto i milligrammi può essere fuorviante. Questa sostanza, infatti, presenta una biodisponibilità orale limitata: ciò significa che la quantità ingerita non coincide necessariamente con quella che l’organismo riesce effettivamente ad assorbire e utilizzare.

È proprio su questo punto che intervengono formulazioni più evolute come OVF Quercetina Liposomiale 400 mg, che associa la quercetina a fosfolipidi di girasole con l’obiettivo di favorirne l’assorbimento.

PERCHÉ LA QUERCETINA È COSÌ INTERESSANTE?

La quercetina è un flavonoide naturalmente presente in numerosi vegetali, tra cui mele, cipolle, capperi e frutti di bosco.

L’interesse scientifico nasce soprattutto dalle sue proprietà antiossidanti e dalle interazioni osservate con diversi meccanismi cellulari coinvolti nei processi ossidativi, infiammatori e immunitari.

Un altro filone di ricerca particolarmente interessante riguarda il rapporto tra quercetina e istamina. La molecola è stata studiata per la sua interazione con i mastociti, cellule immunitarie coinvolte nel rilascio dell’istamina e di altri mediatori.

Da qui nasce anche l’interesse verso la quercetina nei periodi caratterizzati da una maggiore presenza di pollini e allergeni stagionali.

Attenzione però: questo non significa che la quercetina possa essere considerata un farmaco antistaminico o un trattamento per le allergie.

IL LIMITE DELLA QUERCETINA È L’ASSORBIMENTO

La quercetina presenta una scarsa solubilità in acqua e una biodisponibilità che può variare considerevolmente.

Per questo la ricerca non si è concentrata soltanto sulla quantità da assumere, ma anche su come formulare la molecola per migliorarne la disponibilità.

Una delle strategie consiste nell’associarla a fosfolipidi, molecole dotate di una parte affine all’acqua e di una parte affine ai lipidi.

Ed è qui che entra in gioco la formulazione liposomiale.

PERCHÉ OVF PUNTA SULLA QUERCETINA LIPOSOMIALE?

OVF Quercetina Liposomiale 400 mg associa la quercetina a fosfolipidi di girasole per favorirne l’assorbimento.

Ogni capsula fornisce 400 mg di Quercetina Liposomiale, che apportano 200 mg di quercetina.

La distinzione è importante: quando si confrontano integratori differenti, non bisognerebbe fermarsi al numero più evidente riportato sulla confezione. Bisogna considerare quanta quercetina viene realmente apportata e in quale forma viene somministrata.

In altre parole, più milligrammi non significano automaticamente una formulazione migliore.

QUANDO PUÒ ESSERE INTERESSANTE?

La quercetina liposomiale può essere presa in considerazione da chi cerca un'integrazione di questo flavonoide e presta particolare attenzione alla sua biodisponibilità.

L’interesse verso la quercetina riguarda soprattutto l’ambito antiossidante e, nella ricerca scientifica, le sue interazioni con alcuni meccanismi della risposta immunitaria e con il rilascio di mediatori come l’istamina.

OVF Quercetina Liposomiale 400 mg si assume fino a 1 capsula al giorno e la confezione da 90 capsule permette fino a 90 giorni di utilizzo.

NON È SOLO UNA QUESTIONE DI MILLIGRAMMI

La quercetina è un ottimo esempio di come, nel mondo dell’integrazione, quantità e biodisponibilità non siano sinonimi.

Una formulazione progettata per favorire l’assorbimento può rappresentare un approccio più razionale rispetto alla semplice corsa al dosaggio più elevato.

Ed è proprio questa la logica di OVF Quercetina Liposomiale: non concentrarsi esclusivamente su quanta quercetina viene ingerita, ma anche sulla forma attraverso cui viene resa disponibile all’organismo.

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DEGENERAZIONE MACULARE LEGATA ALL’ETÀ: COSA ACCADE DAVVERO ALLA RETINA E QUALI STRATEGIE POSSONO RIDURRE IL RISCHIO DI P...
31/08/2026

DEGENERAZIONE MACULARE LEGATA ALL’ETÀ: COSA ACCADE DAVVERO ALLA RETINA E QUALI STRATEGIE POSSONO RIDURRE IL RISCHIO DI PROGRESSIONE

La degenerazione maculare legata all’età (AMD, Age-related Macular Degeneration) è una patologia degenerativa della retina che interessa prevalentemente la macula, la regione responsabile della visione centrale ad alta risoluzione.

È quindi la macula che consente di leggere, riconoscere i volti, distinguere i dettagli e percepire con precisione forme e contrasti.

Quando questa struttura viene progressivamente danneggiata, il paziente può mantenere una buona visione periferica ma perdere progressivamente la capacità di vedere nitidamente ciò che sta fissando.

COSA SUCCEDE NELLA MACULA

La patogenesi dell’AMD è complessa e multifattoriale.

Sono coinvolti stress ossidativo, disfunzione dell’epitelio pigmentato retinico, alterazioni del metabolismo lipidico, infiammazione, modificazioni della membrana di Bruch e predisposizione genetica.

Con l’età diminuisce inoltre l’efficienza dei sistemi cellulari deputati alla gestione dello stress metabolico e dei prodotti di degradazione.

Uno dei reperti caratteristici delle fasi iniziali è rappresentato dalle drusen, depositi extracellulari localizzati tra epitelio pigmentato retinico e membrana di Bruch.

La loro presenza, il numero e soprattutto le dimensioni, insieme alle alterazioni pigmentarie retiniche, contribuiscono alla classificazione del rischio di progressione della malattia.

AMD SECCA E AMD NEOVASCOLARE NON SONO LA STESSA COSA

La forma non neovascolare, comunemente definita “secca”, rappresenta la maggior parte dei casi. Nelle fasi avanzate può determinare atrofia geografica, con perdita progressiva di cellule dell’epitelio pigmentato e dei fotorecettori.

La forma neovascolare, detta “umida”, è invece caratterizzata dallo sviluppo patologico di nuovi vasi sanguigni a livello maculare.

Questi neovasi presentano una permeabilità anomala e possono provocare essudazione, edema, emorragie e successiva fibrosi, determinando una compromissione anche rapida della visione centrale.

Oggi il trattamento cardine dell’AMD neovascolare è costituito dai farmaci anti-VEGF somministrati mediante iniezione intravitreale, che hanno profondamente modificato la prognosi della malattia.

PERCHÉ LO STRESS OSSIDATIVO È IMPORTANTE

La retina presenta caratteristiche che la rendono particolarmente esposta allo stress ossidativo: elevato consumo di ossigeno, intensa attività metabolica ed esposizione continua alla luce.

I fotorecettori contengono inoltre elevate quantità di acidi grassi polinsaturi, substrati particolarmente suscettibili alla perossidazione lipidica.

Da qui nasce l’interesse scientifico nei confronti di molecole antiossidanti e, in particolare, dei carotenoidi maculari luteina e zeaxantina.

Questi pigmenti sono concentrati nella regione maculare e possiedono proprietà ottiche e antiossidanti. La loro presenza, tuttavia, non significa che una generica supplementazione di antiossidanti sia automaticamente in grado di prevenire l’AMD.

Ed è proprio qui che occorre distinguere la fisiologia dalle evidenze cliniche.

AREDS E AREDS2: COSA HANNO DIMOSTRATO REALMENTE

Gli studi AREDS e AREDS2 rappresentano alcune delle più importanti sperimentazioni cliniche sulla supplementazione nutrizionale nell’AMD.

Il risultato fondamentale viene spesso interpretato in maniera scorretta.

Le formulazioni studiate non hanno dimostrato di prevenire l’insorgenza dell’AMD nella popolazione generale.

In determinati pazienti con AMD già presente, invece, la formulazione AREDS2 può ridurre il rischio di progressione verso forme avanzate.

Il beneficio dipende quindi dallo stadio della malattia.

La formulazione AREDS2 contiene vitamina C, vitamina E, zinco, rame, luteina e zeaxantina. Il beta-carotene presente nella formulazione AREDS originale è stato sostituito, soprattutto per il problema dell’aumento del rischio di carcinoma polmonare osservato nei fumatori ed ex fumatori esposti a supplementazioni di beta-carotene.

Questo è il motivo per cui parlare semplicemente di “antiossidanti per gli occhi” è scientificamente insufficiente.

Supplementazione e indicazione clinica non sono sinonimi.

ALIMENTAZIONE E PIGMENTI MACULARI

Luteina e zeaxantina non vengono sintetizzate dall'organismo e devono essere introdotte attraverso l'alimentazione.

Verdure a foglia verde, spinaci, cavoli e altre verdure rappresentano importanti fonti alimentari di carotenoidi. Anche il tuorlo d’uovo contiene luteina e zeaxantina in forme caratterizzate da buona biodisponibilità.

Gli studi epidemiologici hanno inoltre suggerito associazioni tra alcuni modelli alimentari e rischio di AMD, ma un’associazione epidemiologica non equivale alla dimostrazione di un effetto terapeutico.

È quindi più corretto parlare di modificazione del profilo di rischio piuttosto che attribuire a un singolo alimento proprietà preventive o curative.

FUMO E RISCHIO CARDIOVASCOLARE: DUE ASPETTI DA NON TRASCURARE

Tra i fattori modificabili, il fumo di sigaretta rappresenta uno dei più solidamente associati allo sviluppo e alla progressione dell’AMD.

Anche ipertensione, aterosclerosi e altri fattori cardiovascolari sono stati associati alla patologia in diversi studi.

La retina, infatti, è un tessuto con enormi esigenze metaboliche e dipende da un delicato equilibrio tra perfusione, ossigenazione, metabolismo cellulare e sistemi antiossidanti.

La prevenzione oftalmologica non può quindi essere completamente separata dalla prevenzione cardiovascolare e metabolica.

IL SEGNALE CLINICO CHE DEVE FAR SOSPETTARE UN COINVOLGIMENTO MACULARE

Uno dei sintomi più caratteristici è la metamorfopsia.

Una linea retta viene percepita come ondulata o deformata. Le lettere possono apparire distorte, alcune parti di una parola possono sembrare mancanti e i volti possono perdere definizione.

Può inoltre comparire uno scotoma centrale, cioè un’area nella quale la visione risulta ridotta o assente.

La comparsa recente di metamorfopsie o di una riduzione della visione centrale richiede una valutazione oftalmologica tempestiva, eventualmente completata dagli esami retinici ritenuti necessari dallo specialista.

IL PUNTO FONDAMENTALE

La degenerazione maculare è un esempio perfetto di quanto sia pericoloso ridurre una patologia complessa alla semplice equazione:

“antiossidanti = prevenzione della maculopatia”.

La realtà biologica è molto più interessante.

Genetica, invecchiamento, metabolismo lipidico, infiammazione, stress ossidativo, vascolarizzazione e fattori ambientali interagiscono nella determinazione del rischio individuale.

Per questo la strategia più razionale non consiste nell’assumere indiscriminatamente integratori, ma nel definire correttamente lo stato della retina, intervenire sui fattori di rischio modificabili e utilizzare supplementazione o terapie farmacologiche quando esiste una precisa indicazione clinica.

Nella degenerazione maculare, come in gran parte della medicina preventiva, la differenza non la fa il “prodotto miracoloso”.

La fanno diagnosi, stratificazione del rischio e appropriatezza dell’intervento.

Dr Fabrizio Marrone, Farmacista esperto in Nutraceutica

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