05/07/2026
Spesso mi fermo a riflettere su quanti tabù pesino ancora sui corpi di noi donne. E uno di quelli che mi tocca più da vicino, sia come professionista che come donna, è il silenzio assordante che circonda l’ovodonazione.
Guardo la questione da biologa: se un rene o un fegato smettono di funzionare, parliamo di insufficienza d’organo e consideriamo il trapianto un miracolo della scienza e dell’altruismo. Nessuno si sognerebbe mai di dire a quel paziente che l’organo ricevuto “non è davvero suo”.
Eppure, se a fermarsi è la riserva ovarica, la narrazione cambia.
Subentrano il senso di colpa, la vergogna, il peso di un segreto da nascondere.
Alle donne che si confidano con me, a chi vive il dolore profondo del “lutto genetico”, ricordo sempre una verità biologica straordinaria: l’utero non è un semplice contenitore passivo. Esiste una branca della scienza meravigliosa che si chiama epigenetica.
La medicina ci dimostra che il microambiente uterino della madre ricevente rilascia molecole di microRNA capaci di modificare e regolare attivamente l’espressione dei geni dell’embrione. Questo significa Che la genetica della donatrice dà lo spartito, ma sei TU – con il tuo sangue, il tuo nutrimento, il tuo stile di vita e le tue emozioni – a comporre la melodia.
Tuo figlio lo co-crei tu, cellula dopo cellula.
Per me, l’ovodonazione è la forma più alta di forza e di solidarietà femminista che esista.
È un’alleanza terapeutica e laica tra due donne che non si conosceranno mai: una che dona un pezzetto di sé senza alcun interesse, per pura generosità, e l’altra che ha il coraggio immenso di decostruire il mito patriarcale del “sangue del mio sangue”, ridefinendo la maternità come scelta, intenzione e amore viscerale.
Non c’è nulla di artificiale o di “secondaria scelta” in tutto questo. C’è solo la scienza migliore che si mette al servizio della sorellanza più grande.
Se stai attraversando questo percorso, voglio dirti che non sei sola. E che il tuo viaggio non è una mancanza, ma un’eccedenza d’amore di cui andare profondamente fiera