11/06/2026
“È il disco.”
“È il muscolo.”
“No, sono le faccette.”
Fermi tutti.
Nel dolore lombare aspecifico, nella maggior parte dei casi… non puoi sapere con certezza quale struttura stia generando il dolore.
E no, non lo dico per provocazione.
Lo dice la letteratura scientifica.
Molti test clinici hanno accuratezza limitata.
Le risonanze mostrano alterazioni anche in persone senza dolore.
E spesso sintomi simili possono arrivare da strutture completamente diverse.
Quindi la vera domanda non è:
“È il disco o il muscolo?”
La vera domanda è:
“Cosa aiuta davvero questa persona a stare meglio?”
Perché oggi sappiamo che il recupero passa soprattutto da:
✔ modulazione del dolore
✔ ripresa graduale del carico
✔ esposizione progressiva al movimento
✔ riduzione della paura
✔ ritorno alla funzione
Questo NON significa ignorare la diagnosi differenziale.
Anzi.
Prima bisogna escludere red flags, cause neurologiche, viscerali, infiammatorie o sistemiche.
Ma una volta escluse…
continuare a inseguire ossessivamente “la struttura magica” spesso cambia poco il trattamento e molto l’ansia del paziente.
Il corpo non è un tribunale anatomico.
È un sistema biologico complesso.
E capire questo cambia completamente il modo di trattare la lombalgia.
Testo finale a schermo:
“Non sempre devi trovare LA struttura.
Devi capire la persona.”
Caption:
“Disco, faccetta, muscolo, sacroiliaca…
La realtà è che nel low back pain aspecifico identificare con precisione il pain generator è spesso molto difficile, anche con imaging e test clinici.
Questo non significa che ‘sia tutto nella testa’.
Significa che il dolore è multifattoriale e che il recupero raramente dipende da una singola struttura.
La priorità resta:
• escludere condizioni specifiche e red flags
• aiutare il paziente a tornare progressivamente alla funzione
• ridurre disabilità, paura e sensibilizzazione
📚 Hana et al. 2023
📚 Chiarotto et al. NEJM 2022”