Lo spazio vago

Lo spazio vago Mi chiamo Silvia Lombardi e sono una psicoterapeuta romana. Fiammiferi, la mia newsletter, è la stanza accanto alla stanza della terapia.

Esce l’ultimo sabato del mese, ogni mese.

Alla fine questi Fiammiferi di maggio sono arrivati di domenica a colazione, di nuovo l’ultimo giorno del mese. In quest...
01/06/2026

Alla fine questi Fiammiferi di maggio sono arrivati di domenica a colazione, di nuovo l’ultimo giorno del mese.

In questo numero ti racconto alcune riflessioni che ho fatto attorno alle questioni del desiderio e del limite, leggendo “Arkansas - storia di mia figlia - “ di Chiara Tagliaferri.

Come sempre - ma forse stavolta ancora di più - il libro è “solo” un pretesto per interrogare dei temi che mi stanno molto a cuore.
Il rapporto tra desiderio e limite, in particolare rispetto alla ricerca di un figlio, e quanto la fatica di ve**re a patti con vuoti e mancanze oggi sia più difficile che in passato.

Vi racconto, inoltre, perché comprendere non significa giustificare o condividere e cosa c’entra questo con la sospensione del giudizio.

Ci incontriamo sulla soglia e ci lasciamo con l’immagine - evocata da un verso della poesia del mese - di una soglia traboccante d’amore.

La poesia del mese - praticamente fino al momento di registrare la puntata - era un’altra. Molto bella, ma anche tanto malinconica e dolente.
Sulla soglia - eccone un’altra - ho optato per un finale più luminoso, a ricordarci che il limite, se da un lato evoca una resa ad aspetti non negoziabili della realtà, dall’altro può diventare una soglia aperta sul futuro, su possibilità impensate e inattese fioriture.

Vi leggo e rispondo sempre con piacere.
Fiammiferi richiede tanto impegno e cura, se apprezzate questo mio progetto, supportatelo con un cuore su Substack o condividendo la newsletter con quante e quanti potrebbero essere interessati.

La bellissima illustrazione del mese è di Chiara Fazi

- Leggendo Arkansas - Storia di mia figlia - di Chiara Tagliaferri -

https://open.substack.com/pub/silvialombardi/p/abbandono-e-riparazione?r=21fb4f&utm_medium=iosQuesti Fiammiferi sono arr...
02/05/2026

https://open.substack.com/pub/silvialombardi/p/abbandono-e-riparazione?r=21fb4f&utm_medium=ios

Questi Fiammiferi sono arrivati proprio un attimo prima che aprile finisse.

In questa puntata vi racconto qualcosa di un libro che mi ha dato molto da sentire e pensare: “Ti voglio bene, mi manchi”, di Susie Boyt.

È un numero particolarmente denso e ricco, in cui rifletteremo insieme su eredità emotiva, abbandono e riparazione.

Oltre all’immancabile poesia, troverete anche due riferimenti cinematografici che mi sono venuti in mente mentre scrivevo.

Buona lettura o buon ascolto 💫

- Una lettura clinica di "Ti voglio bene, mi manchi" di Susie Boyt -

Volevo che questi Fiammiferi parlassero della primavera senza nominarla. Allora ho pensato di esplorare l’esperienza del...
28/03/2026

Volevo che questi Fiammiferi parlassero della primavera senza nominarla.
Allora ho pensato di esplorare l’esperienza della meraviglia, che tra tutte le emozioni é la prima che mi viene in mente, pensando a questa stagione.
Incontreremo una serie di domande che spero possano accendere ulteriori risonanze e riflessioni e una raccolta di poesie a cui tengo in modo speciale.

Non dimenticate di lasciare un cuore, un commento o di condividere questo numero, se avete voglia di sostenere questo mio progetto, a cui tanto tengo e che preparo con cura.

- Dove nasce e cosa la fa accadere -

Sabato sono arrivati i Fiammiferi di febbraio, dedicati al tema del cambiamento, dentro e fuori la stanza della terapia....
04/03/2026

Sabato sono arrivati i Fiammiferi di febbraio, dedicati al tema del cambiamento, dentro e fuori la stanza della terapia.
Vi racconto di quella volta che a Roma, un febbraio di qualche anno fa, ho visto gli alberi di pruno in fiore sotto la neve e di come il tema del cambiamento risuoni con questo momento dell’anno, in cui qualcosa si muove in profondità, nonostante in superficie tutto sembri ancora fermo.

Questa volta la scelta della poesia è stata inevitabile direi… la voce poetica è quella di una delle mie poete del cuore, Louise Glück.

- Trasformazioni silenziose, dentro e fuori la stanza della terapia -

Tutto è iniziato una mattina di fine luglio, a pochissimi giorni dalle vacanze estive. Ricordo che stavo lavorando ai Fi...
31/01/2026

Tutto è iniziato una mattina di fine luglio, a pochissimi giorni dalle vacanze estive.
Ricordo che stavo lavorando ai Fiammiferi di luglio, dedicati alle “cose che accadono sulla soglia”.
Come sempre c’è un filo - più o meno nascosto - che lega i temi che esploro nella newsletter a qualcosa che m’interroga in quel momento.

Mi sono decisa a contattare Valentina, a cercare le parole per raccontarle di Fiammiferi dopo aver letto della Clinica Sbrinante Substack, il progetto costruito a quattro mani con Alice, che si prende cura delle newsletter, sia che si tratti di un desiderio che deve ancora prendere forma, che di progetti già avviati.

Un piccolo gesto, il mio, compiuto giusto in tempo, come quelle cose “o adesso o mai più!”.

Scrivere quella mail ha significato per me legittimarmi a fare un investimento di tempo, energie e - come è giusto che sia - denaro, facendo spazio ad un desiderio.
Riconoscendo che per me Fiammiferi è una “cosa seria”. Non (solo) una stanza tutta per me, ma la stanza accanto alla stanza delle terapia.

Io, a dire il vero, l’ho sempre detto che lo spazio del blog prima, e quello della newsletter dopo erano la mia stanza accanto alla stanza della terapia, ma ho avuto bisogno dello sguardo di Valentina per comprendere che era da lì che dovevo ripartire. Ho avuto bisogno di accorgermene attraverso i suoi occhi.

E poi ci sono state le mani e la fantasia di Alice che hanno trasformato la suggestione di Fiammiferi in una serie di illustrazioni che mi hanno restituito quella atmosfera intima, calda e soffusa, sospesa tra il dentro e il fuori, il sogno e la veglia che immagino dentro questa nostra stanza e oggi vedo più nitidamente grazie a lei.

Questi mesi trascorsi nella Clinica Sbrinante Substack sono stati davvero preziosi.
Mi sono sentita accompagnata con cura, gentilezza e competenza e, anche se il gran giorno è arrivato e domani Fiammiferi ritorna, c’è questo incontro che resta…

Quasi dimenticavo!
Questi Fiammiferi di gennaio, che rinascono col nuovo anno, s’intitolano “navigare i giorni - appunti sul prendersi cura di sé -.
Buona lettura e buon ascolto!

- Appunti sul prendersi cura di sé -

Stavolta Fiammiferi di novembre è arrivata ad inizio del mese. È un numero molto novembrino, anche se di novembre non pa...
06/11/2024

Stavolta Fiammiferi di novembre è arrivata ad inizio del mese.
È un numero molto novembrino, anche se di novembre non parlo apertamente, e s’intitola “La vegetariana e il perturbante”.

Provo a raccontarvi qualcosa della mia esperienza di lettura de La vegetariana della scrittrice sudcoreana Han Kang, a partire dalle tre parole attraverso cui lo descriverei: perturbante, sogno e poesia.

Lo faccio, come sempre, da un vertice clinico, che significa per me utilizzare il libro come un pretesto su cui interrogarci e risuonare assieme.

L’illustrazione che accompagna il testo è di Vecchia Jane (profilo Ig ) che l’ha realizzata dando forma e colore alle atmosfere di questo numero.

Trovate anche una postilla con un’anticipazione a cui tengo molto.

Buona lettura, o buon ascolto, allora! 💌

Questi sono Fiammiferi molto novembrini, anche se di novembre non parlo mai...

I Fiammiferi di questo mese arrivano un attimo primo di un momento di vacanza, per me e immagino per molti di noi. È sta...
27/07/2024

I Fiammiferi di questo mese arrivano un attimo primo di un momento di vacanza, per me e immagino per molti di noi.

È stato bello -nonostante la stanchezza- sentire che potessi avere ancora qualcosa da condividere… piccoli fuochi da accendere, sognando però quel “vento d’estate” che, almeno qui a Roma, latita.

In chiusura ho sentito di inserire dei ringraziamenti… uno in particolare per Erri che ieri ha fatto mezzanotte con me per aiutare la mamma boomer -come non manca di ribadire- a sistemare alcuni aspetti tecnici, e che -sotto il sole cocente di mezzogiorno, perché io arrivo sempre tardi- mi ha accompagnata a fotografare la fontana della Carlotta, qui alla Garbatella.

Che dirvi di questi Fiammiferi?
Incontrerete il fuoco di luglio -ma anche la luce di una poeta- l’acqua delle duemila fontanelle romane, la carezza fresca di un vento d’estate e … dei semi di Salute, con la S maiuscola.

Buona lettura, o buon ascolto, allora!

Vi leggo e rispondo come sempre qui nei commenti, o via mail.
Se avete piacere di sostenere questo progetto, aiutatemi a farlo conoscere.
Ci ritroviamo qui il 31 agosto con altri fiammiferi da accendere.

Fiammiferi è la newsletter de Lo Spazio Vago. Ci ritroviamo qui ogni mese per accendere tre fiammiferi, nel territorio del sogno diurno, terra di confine in cui s'incontrano la psicoterapia, la poesia e l'anima. Click to read Fiammiferi | Lo Spazio Vago, by Silvia Lombardi Lo Spazio Vago, a Substac...

In questi Fiammiferi di giugno vi racconto qualcosa di “Come sopravvivere come psicoterapeuta” e di Nina Coltart, la psi...
29/06/2024

In questi Fiammiferi di giugno vi racconto qualcosa di “Come sopravvivere come psicoterapeuta” e di Nina Coltart, la psicoanalista britannica autrice del libro.

Il libro si rivolge a psicoanalisti e psicoterapeuti, ma anche a quanti sono implicati in un percorso psicoterapeutico o hanno delle curiosità o delle domande rispetto a questa professione.

La voce di Nina Coltart è preziosa perché autentica, capace di tenere assieme coraggio e ironia. Non a caso, si definiva “la più indipendentista degli indipendentisti”.

Guarderemo il verbo “sopravvivere” da una prospettiva inedita e scopriremo perché “in un mondo ideale tutti gli psicoterapeuti dovrebbero avere un giardino”.

Buona lettura, o buon ascolto, allora!

Vi leggo e rispondo come sempre qui nei commenti, o via mail.
Se avete piacere di sostenere questo progetto, aiutatemi a farlo conoscere.
Ci ritroviamo qui il 27 luglio con altri fiammiferi da accendere.

Fiammiferi è la newsletter de Lo Spazio Vago. Ci ritroviamo qui ogni mese per accendere tre fiammiferi, nel territorio del sogno diurno, terra di confine in cui s'incontrano la psicoterapia, la poesia e l'anima. Click to read Fiammiferi | Lo Spazio Vago, by Silvia Lombardi Lo Spazio Vago, a Substac...

Giorni fa abbiamo “recuperato” la visione di un film che desideravo vedere da tempo: “Foglie al vento”, di Aki Kaurismäk...
15/06/2024

Giorni fa abbiamo “recuperato” la visione di un film che desideravo vedere da tempo: “Foglie al vento”, di Aki Kaurismäki.

È stato bello, per quanto mi riguarda, ritrovare l’oro dell’autunno profondo, nel caldo già afoso di questa quasi estate.

Bello sentirmi anch’io -nel corso di quegli ottanta minuti - una foglia al vento, immersa nel flusso di una storia, fatta più di silenzi, che di parole.
Una storia che t’invita a sintonizzarti su di un’atmosfera, cogliendola anche attraverso una serie di particolari, disseminati in modo apparentemente casuale, nel corso della narrazione.

… la tonalità brillante e fredda dei colori -rosso e blu in primis (ma di che colore è l’impermeabile di Ansa? Polvere? Carta da zucchero?) le locandine di capolavori del cinema, che s’intravedono a più riprese, dietro i due protagonisti, Chaplin, il nome del cane, svelato sul finale, sono alcuni degli elementi che mi tornano in mente, ma ciascuno avrà un elenco tutto suo.

Foglie al vento -un po’ come tutti i film di kaurismäki- è ambientato in un tempo sospeso, attuale e onirico al contempo. Ansa e Holappa, i due protagonisti, conducono due esistenze ai margini, che di primo acchito potrebbero apparire disperate, eppure procedono, con silenziosa tenacia, senza mai perdere la speranza e uno sguardo capace di tenere assieme la malinconia e una sorta di buffa, stralunata ironia.

Finché non s’incontrano.
Si perdono.
S’incontrano di nuovo.
E si perdono un’altra volta
E…

Il titolo di questo film è un omaggio a Les Feuilles Mortes di Jacques Prevert/Joseph Kosma, resa immortale dall’interpretazione di Yves Montand.

Se mai dovessi decidermi a fare un tatuaggio -ho pensato durante la visione del film- forse sarebbero proprio delle foglie di gingko al vento.

L’espressione foglie al vento -almeno nella lingua italiana- evoca dimensioni di passività e volubilità, dentro la fantasia di una scissione tra il tenere le redini della propria esistenza e l’esser portati/abbandonarsi alla corrente.

La pratica clinica sempre di più mi restituisce il limite di certe visioni dicotomiche, che inevitabilmente producono uno sbilanciamento che radicalizza ed estremizza le posizioni.

In questo caso, il controllo da un lato, l’abbandono dall’altro.

Il sinologo e filosofo francese Francois Jullien -grande studioso del pensiero orientale, osservato dal “vertice estraneo” del pensiero occidentale- propone la metafora del surfare l’onda, per raccontare ciò che noi traduciamo in abbandono.

Attraverso questa immagine, mi pare che lui colga una possibilità altra -più equilibrata- capace di attraversare questa scissione.
Surfare l’onda evoca infatti la possibilità di mantenersi in equilibrio -tenere il centro- assecondando al contempo le onde della vita.

Mi piace immaginarle così, queste foglie al vento.
Prese dentro un movimento che cerca di accordarsi al fluire della vita, tenendo assieme direzione e abbandono.
È questa la competenza che proviamo a costruire -sempre in bilico tra controllo e fiducia- nella stanza della terapia.

Indirizzo

Piazza Oderico Da Pordenone 1
Rome
00145

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