22/09/2026
Ci sono temi di cui è difficile parlare.
Il suicidio è uno di questi.
Perché quando accade, soprattutto quando accade vicino a noi, arrivano tante domande. Si cerca una spiegazione, un motivo, qualcosa che renda comprensibile un gesto che spesso, dall’esterno, comprensibile non è.
Ho parlato di questo in un’intervista andata in onda recentemente.
Ho cercato di farlo con rispetto, senza semplificare e senza trasformare la sofferenza in cronaca.
Perché dietro un gesto suicidario c’è una persona. C’è una storia. C’è un dolore che, in quel momento, può essere sembrato impossibile da sostenere.
E forse il punto da cui partire è proprio questo: imparare a vedere la sofferenza prima che diventi silenzio.
Chiedere “come stai?” e avere davvero il tempo di ascoltare la risposta.
Accorgersi di chi si isola.
Non minimizzare.
Non avere paura di parlare di ciò che fa male.
E soprattutto ricordare che chiedere aiuto non significa essere deboli.
Condivido qui il link all’intervista, sperando che possa essere anche un piccolo contributo per parlarne con più consapevolezza, rispetto e attenzione.
🔗 https://youtu.be/IVjmWJkb4Sg?is=QFiS1FKgTZBxgy0R
A volte non possiamo sapere fino in fondo cosa stia vivendo una persona. Ma possiamo provare a farle sentire che non deve attraversarlo da sola.
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