Dottor Jacopo Naitana - Wellbeing

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Dottor Jacopo Naitana - Wellbeing Biologo nutrizionista - Roma
Metodo Wellbeing

18/09/2026

5 aspetti che possono influenzare la sazietà:

1. Proteine
Un pasto che ne contiene poche può risultare meno saziante. Uova, pesce, carne, legumi, yogurt o altre fonti proteiche possono contribuire a rendere il pasto più completo.

2. Fibre
Verdura, frutta, legumi e cereali possono contribuire alla sazietà e al normale funzionamento intestinale, nelle quantità adatte alla singola persona.

3. Grassi
Eliminare completamente i grassi per “risparmiare calorie” non è necessariamente una buona strategia. Olio EVO, frutta secca o altre fonti possono far parte di un’alimentazione equilibrata.

4. Quantità e composizione del pasto
Un pasto molto piccolo o composto quasi esclusivamente da un unico macronutriente potrebbe non essere sufficiente per le tue esigenze.

5. Guarda anche ciò che succede fuori dal piatto
Sonno, stress, attività fisica, orari e abitudini quotidiane possono influenzare la percezione della fame.

👉 Il punto non è cercare il cibo che toglie la fame, ma capire perché quella fame compare e come costruire un’alimentazione sostenibile per la singola persona.

È uno dei principi del Metodo Wellbeing: lavorare sull’equilibrio complessivo, invece di affidarsi a restrizioni e regole uguali per tutti.

Salva il post e la prossima volta che hai fame poco dopo un pasto prova a riguardare questi 5 punti.

Contenuto a scopo informativo e divulgativo. Le esigenze nutrizionali sono individuali; in presenza di sintomi persistenti o necessità specifiche è indicata una valutazione professionale.

Contattami in privato per una consulenza personalizzata!

11/09/2026

Il più grande mito sulla creatina? Che sia solo per bodybuilder e atleti. La verità è che la assumo ogni giorno nel mio frullato.. e dovresti farlo anche tu.
La creatina è un composto naturale del nostro corpo, fondamentale per mantenere massa muscolare e funzione cerebrale. Ecco il punto: ad oggi, la fragilità è la principale causa di mortalità nell’invecchiamento. Non vuoi essere fragile.
• Se stai attraversando perimenopausa, menopausa o andropausa, ascolta bene. Questi sono i momenti in cui densità ossea e massa muscolare calano naturalmente. Alcune ricerche hanno mostrato che le donne hanno mediamente riserve di creatina del 70-80% inferiori rispetto agli uomini, rendendo l’integrazione ancora più cruciale. Uno studio molto interessante ha dimostrato che le donne anziane che assumevano creatina hanno RADDOPPIATO i guadagni di forza rispetto a chi faceva solo allenamento. Non è solo per i muscoli: la creatina nutre anche il cervello, migliorando memoria e funzioni cognitive.
Sfatiamo dunque il mito: non è un prodotto per atleti, non è doping! È per chiunque voglia forza fisica e mentale per tutta la vita. È un investimento nel tuo futuro.
STUDIO DI APPROFONDIMENTO
La ricerca che ha cambiato tutto sulla creatina e invecchiamento
DOI: 10.1139/apnm-2014-0033

08/09/2026

Il paradosso è servito. Ma sia chiaro fin da subito: qui non si giudica nessuno, si riflette. Perché ognuno ha il diritto di scegliere, a patto che la scelta sia davvero informata.
Viviamo in un’epoca in cui il corpo viene spesso trattato come un fastidio da “aggiustare in fretta” invece che come un sistema intelligente da ascoltare, comprendere e supportare.
La verità è che non esiste una punturina magica capace di rimediare anni di stress, alimentazione disordinata, carenze nutrizionali, sedentarietà, disinteresse totale all’igiene del
sonno e disregolazione ormonale.

E quando una soluzione sembra troppo facile per essere vera.. nel 99% dei casi è una fregatura travestita da innovazione.

Sapevi ad esempio che durante queste terapie è indispensabile:
- aumentare l’apporto proteico per non perdere massa muscolare?
- implementare allenamenti della forza per sostenere il metabolismo?
- avere un piano di uscita, altrimenti rischi di tornare al punto di partenza (se non peggio)?
I farmaci per la perdita di peso, come ogni intervento farmacologico, hanno senso solo in casi ben selezionati, con precise indicazioni cliniche, monitoraggio costante e come parte di una strategia completa: alimentazione funzionale, movimento consapevole, gestione dello stress, sonno ristoratore e equilibrio ormonale.

Altrimenti si cade nella solita trappola: cercare un risultato rapido senza trasformare il terreno su cui quel risultato si costruisce.
Non vanno demonizzati gli strumenti ma è importante capire profondamente quando, come e perché usarli con intelligenza.
Perché chi sceglie la scorciatoia, spesso si ritrova più lontano dalla meta di quanto potesse immaginare. E chi vuole davvero stare bene, sa che il cambiamento inizia dentro.

07/09/2026

Se dovessi dimagrire, ci sono 5 cose che da nutrizionista NON farei mai 👇🏼

1️⃣ Mangiare il meno possibile.
Un deficit calorico può essere necessario, ma “meno mangio, più dimagrisco” non è una strategia. Le diete fortemente ipocaloriche hanno indicazioni precise e, quando utilizzate, dovrebbero essere seguite sotto supervisione professionale.

2️⃣ Eliminare completamente i carboidrati perché “fanno ingrassare”.
Pane, pasta e riso non impediscono di dimagrire. Anche le diete low-carb possono funzionare, ma questo non significa che eliminare i carboidrati sia necessario per perdere peso.

3️⃣ Saltare i pasti per compensare quello che ho mangiato il giorno prima.
Hai mangiato una pizza ieri sera? Non devi “punirti” oggi. Anche il digiuno può essere una strategia in alcuni contesti, ma gli studi non mostrano una superiorità significativa nel lungo periodo rispetto a una normale restrizione calorica ben strutturata.

4️⃣ Affidarmi a detox, brucia-grassi e integratori dimagranti.
Nessun integratore può sostituire alimentazione, movimento e abitudini sostenibili. Per molti prodotti venduti per il dimagrimento, le prove di efficacia sono limitate o poco convincenti.

5️⃣ Seguire una dieta che so già di non poter mantenere.
Puoi avere il piano alimentare “perfetto” sulla carta, ma se riesci a seguirlo solo per 10 giorni difficilmente sarà la soluzione giusta per te.

Il vero obiettivo non dovrebbe essere dimagrire il più velocemente possibile, ma trovare un’alimentazione che ti permetta di raggiungere il tuo obiettivo senza vivere costantemente “a dieta”.

Se vuoi imparare a distinguere ciò che funziona davvero dalle mode alimentari che vedi sui social, seguimi 🥗

03/09/2026

Ti hanno detto che il digiuno è la chiave per dimagrire, avere energia, vivere più a lungo.
Ma non ti hanno detto una cosa fondamentale:
Il tuo corpo è diverso. Perché è un corpo femminile.
Il digiuno intermittente, se fatto nel momento sbagliato del ciclo o con troppo stress, può:
- bloccare gli ormoni femminili
- alterare la tiroide
- rallentare il metabolismo
- aumentare l’infiammazione
- farti sentire sconnessa da te stessa
Ecco cosa funziona invece:
1. Adatta il digiuno al tuo ciclo (fase follicolare sì, premestruo no)

2Inizia soft (12:12), non forzarti col 16:8

3. Colazione sì, soprattutto nella fase luteale

4. Monitora il cortisolo: se sei in ansia al risveglio, il digiuno
può peggiorare

5. Nutri prima di togliere: senza micronutrienti, il digiuno è
solo stress

Ill futuro del benessere femminile va personalizzato, non
copiato. Se vuoi altri contenuti così:Seguimi !

02/09/2026

Un organo chiave per il metabolismo.

Non amo quando lo definiscono “l’organo della longevità” ma è innegabile che il pancreas svolga un ruolo cruciale: regola la glicemia, produce insulina e glucagone, ci aiuta a digerire i nutrienti.

Quando la sua funzione si indebolisce, possono comparire diabete, disturbi digestivi e infiammazione che coinvolge tutto il corpo.

Nella mia esperienza, i primi segnali sono spesso subdoli: digestione lenta, gonfiore, affaticamento, una nebbia mentale che il paziente spesso sottovaluta.

Cosa lo danneggia davvero.

Le cause principali di pancreatite cronica restano alcol e fumo, insieme a fattori genetici e a una dieta molto ricca di grassi.

Ma anche abitudini meno “gravi”, come pasti irregolari e stress cronico, possono peggiorare la digestione e aumentare il carico sul pancreas.

👉 Non sono le cause principali di pancreatite ma nel tempo contribuiscono a rompere l’equilibrio metabolico.

Il pancreas “ama la regolarità”.

Quello che vedo fare la differenza nei pazienti non è solo cosa mangiano ma quando e come lo fanno.

Mantenere pasti regolari, distanziati di 3–4 ore, ed evitare gli spuntini continui (“grazing”) aiuta il pancreas a lavorare meglio.

Digiuno intermittente delicato: un supporto metabolico.

Non esistono miracoli, i dati ci dicono che un digiuno di 12–14 ore, soprattutto notturno, migliora la sensibilità insulinica e riduce i marker di infiammazione.

Non serve esagerare: basta acqua tiepida al mattino, un pasto caldo senza fretta, e il corpo inizia già a riequilibrarsi.

⚠️ Importante: queste pratiche non sostituiscono le terapie.
Chi ha patologie pancreatiche deve sempre seguire le indicazioni del proprio specialista.

📚 Approfondimento scientifico

Mattson MP, Longo VD, Harvie M. Impact of intermittent fasting on health and disease processes. Ageing Res Rev. 2017 Oct;39:46-58. PMID: 27810402

👉 Questo lavoro di revisione mostra come il digiuno intermittente moderato possa ridurre infiammazione, migliorare il metabolismo e la salute a lungo termine.

01/09/2026

8 abitudini che possono alterare il tuo ritmo del cortisolo senza che te ne accorga 👇🏼

Prima cosa: il cortisolo NON è il nemico. È un ormone fondamentale e segue naturalmente un ritmo durante la giornata. Il problema è quando stress, sonno, alimentazione e recupero iniziano ad alterarne continuamente la regolazione.

📱 Telefono appena sveglio
Notifiche, lavoro e social possono catapultarti subito in uno stato di stimolazione e stress. Alcuni studi mostrano che l’uso dei social dopo uno stress può rallentare il ritorno del cortisolo ai livelli precedenti.
PMID: 28974938

☕ Caffè appena sveglio
La caffeina può stimolare temporaneamente l’asse dello stress e aumentare la secrezione di cortisolo. L’effetto cambia in base alla sensibilità e all’abitudine individuale.
PMID: 16204431

🍳 Saltare continuamente i pasti
Arrivare a fine giornata affamatissimi non è una strategia per “tenersi leggeri”. In alcuni studi saltare abitualmente la colazione è stato associato a variazioni del normale ritmo diurno del cortisolo.
PMID: 25545767

🏋🏼‍♀️ Allenarti sempre al massimo
Il cortisolo aumenta normalmente durante l’esercizio. Il problema è allenarsi intensamente senza lasciare al corpo abbastanza tempo per recuperare.
PMID: 28785411

🌙 Dormire poco
Sonno e asse dello stress sono strettamente collegati: una scarsa qualità del sonno può modificare la nostra risposta agli stressor.
PMID: 29126903

🧠 Vivere in multitasking
Passare continuamente da un compito all’altro aumenta il carico mentale e può aumentare stress percepito e attivazione del sistema nervoso simpatico.
PMID: 37542740

🍷 Alcol ogni sera “per rilassarti”
L’alcol interagisce con l’asse ipotalamo-ipofisi-surrene e un consumo frequente può interferire con la sua normale regolazione.

🙋🏼‍♀️ “Faccio tutto io”
Stress cronico, responsabilità continue e mancanza di recupero possono influenzare anche il normale profilo giornaliero del cortisolo.

Quindi no, non devi cercare di “azzerare il cortisolo”. Devi creare le condizioni perché il tuo corpo riesca a regolarlo fisiologicamente: sonno, alimentazione adeguata, movimento, recupe

31/08/2026

Non è che si portano la bilancia a tavola.
Non evitano i buffet. Non mangiano solo insalata. E di certo non si stressano per ogni boccone.
Ogni mattina, al resort, osservo chi arriva a colazione. C’è chi ha appena finito di allenarsi, ancora con i capelli bagnati. Chi ha fatto una camminata sulla spiaggia all’alba. Chi si presenta con un frullato proteico, fedele alla propria routine.
Il filo conduttore?
Le persone più in forma non vanno in pausa.
Portano con sé, anche in vacanza, un pezzo della loro salute.
• Non è solo questione di disciplina.
Mantenere una routine mattutina coerente con i propri ritmi circadiani favorisce la regolazione di cortisolo e insulina, contribuendo alla stabilità metabolica.
• Muoversi appena svegli, anche solo per 20 minuti, migliora la sensibilità insulinica e attiva i circuiti cerebrali della motivazione e del benessere, rendendo una vacanza più rigenerante di quello che si può immaginare.
• E mantenere piccole abitudini quotidiane anche in viaggio riduce lo stress percepito e rafforza la nostra identità comportamentale, un principio chiave anche nella medicina funzionale.
Non si tratta di essere perfetti.
Si tratta di portare con sé ciò che ti fa stare bene: un gesto, un’abitudine, un piccolo impegno verso te stessa.
Il corpo ama la coerenza.
E i progressi arrivano quando non premi “pausa” e scegli di adattarti senza perdere la direzione.
E tu.. Qual è quell’abitudine che porti con te, ovunque tu vada?
Approfondimenti per
PMID: 35128146;
PMID: 38522033;
PMID: 36134657;
PMID: 16036907.

27/08/2026

Ecco tre esercizi migliori per bruciare grasso, secondo ciò che emerge dagli studi clinici più affidabili:

♣️ Il primo è la camminata in salita. Camminare su un’inclinazione del 10–15% a ritmo sostenuto (4–6 km/h) per 30–60 minuti, almeno tre volte a settimana, è uno dei modi più efficaci per stimolare l’ossidazione dei grassi senza aumentare la fame. Gli studi dimostrano che l’attività aerobica moderata riduce in modo significativo la massa grassa e la circonferenza vita, anche negli adulti obesi o di età avanzata. L’inclinazione aumenta la spesa energetica ma mantiene lo sforzo su un livello sostenibile, ideale per chi vuole bruciare senza stressare articolazioni o appetito.

♦️ Il secondo è l’allenamento con i pesi. Costruire massa muscolare è uno dei modi più potenti per aumentare il metabolismo a riposo. Più muscolo significa più calorie bruciate anche quando non ti alleni. Le revisioni sistematiche mostrano che combinare resistenza e dieta bilanciata amplifica la perdita di grasso e preserva la massa magra, soprattutto negli over 40. Si può iniziare con esercizi a corpo libero, piegamenti, trazioni, squat, per poi passare a bande elastiche, macchine o pesi liberi. Anche due sessioni “full body” a settimana bastano per innescare risultati misurabili.

♣️ Il terzo è l’interval training, o HIIT. Sprint brevi da 20–30 secondi seguiti da 60–90 secondi di recupero, ripetuti 5–8 volte, producono una riduzione del grasso corporeo simile all’attività aerobica continua, ma in metà del tempo. La chiave non è andare al 100%: puntare al 90% consente di mantenere costanza, completare più ripetizioni e migliorare la composizione corporea in modo più sostenibile. Sprint in salita o con pendenza aumentano ulteriormente l’efficacia.

❤️ In sintesi, camminata inclinata, pesi e HIIT sono le tre strategie più validate per perdere grasso in modo intelligente. Ma i risultati migliori arrivano da un equilibrio tra movimento regolare, alimentazione controllata e recupero adeguato. Nessun esercizio da solo fa miracoli: è la costanza, unita a un deficit calorico sostenibile, a cambiare davvero il corpo e la mente.

Indirizzo

Circonvallazione Clodia 126
Rome
00195

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