Ostetrica Sally Parolin

Ostetrica Sally Parolin 🌷 Ostetrica, consulente babywearing, istruttrice AHA
🏡 Spazio ostetrico dal 2016: femminilità e genitorialità
📍 Via Mugna 6, Rosà

Assistenza in studio e domiciliare a gravidanza, travaglio, parto e allattamento. Corso pre-parto, massaggio infantile, yoga, primo soccorso piedatrico, portare in fascia. Riabilitazione pavimento pelvico e addome con fisioterapista specializzata. Osteopata specializzata per gravidanza e neonati. Nutrizionista per svezzamento e nutrizione femminile. Incontri dedicati a pubertà, adolescenza, età fertile e menopausa con psicologa psicoterapeuta.

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11/06/2026

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Nel 1963, una fotografia catturò Jacqueline Kennedy — elegante e composta come sempre — mentre fumava una sigaretta dura...
10/06/2026

Nel 1963, una fotografia catturò Jacqueline Kennedy — elegante e composta come sempre — mentre fumava una sigaretta durante la gravidanza del suo terzo figlio, Patrick Bouvier Kennedy. Secondo gli standard moderni, l’immagine è scioccante, ma riflette un’epoca in cui il fumo era intrecciato nel tessuto della vita quotidiana, persino durante la gravidanza. All’epoca, le si*****te venivano spesso pubblicizzate come un modo per calmare i nervi, alleviare lo stress e mantenere la linea. I rischi medici erano ancora in gran parte non riconosciuti.

Patrick nacque prematuramente il 7 agosto 1963, a sole 34 settimane, con un peso di 4 libbre e 10½ once. Quasi immediatamente, i medici scoprirono che soffriva di malattia delle membrane ialine — oggi conosciuta come sindrome da distress respiratorio neonatale (RDS) — una condizione che impediva ai suoi minuscoli polmoni di scambiare correttamente l’ossigeno. All’epoca, la comprensione medica della malattia era limitata e i trattamenti erano pochi.

Disperati nel tentativo di salvarlo, i medici trasferirono Patrick dal Cape Cod Hospital al Boston Children’s Hospital, dove ricevette uno dei primi trattamenti sperimentali con terapia di ossigeno iperbarico. Nonostante ogni sforzo e le cure più avanzate disponibili nel 1963, il fragile corpo di Patrick non riuscì a superare la malattia. Morì il 9 agosto 1963, appena 39 ore dopo la nascita.

La breve vita di Patrick lasciò un segno profondo nei suoi genitori, il presidente John F. Kennedy e Jacqueline Kennedy, approfondendo il senso di tragedia che sembrava accompagnare la Prima Famiglia. La perdita portò anche l’attenzione nazionale sull’urgente necessità di progressi nella medicina neonatale.

Fu solo con il Rapporto del Surgeon General del 1964 su Fumo e Salute che i pericoli del fumo — incluso durante la gravidanza — vennero riconosciuti pubblicamente. Col tempo, la ricerca avrebbe rivelato i veri rischi: basso peso alla nascita, parto prematuro e complicazioni respiratorie. Quella singola immagine di Jackie Kennedy, così ordinaria per la sua epoca, oggi rappresenta un potente promemoria di quanto la comprensione medica — e la consapevolezza della salute pubblica — si sia evoluta.

Giri di cordone intorno al collo - Sfatiamo un mito. Spesso la presenza di un cordone ombelicale intorno al collo del na...
09/06/2026

Giri di cordone intorno al collo - Sfatiamo un mito.
Spesso la presenza di un cordone ombelicale intorno al collo del nascituro è fonte di preoccupazione e apprensione, ma le evidenze sono diverse.
Questo quadro infatti, non è associato all’insorgere di problematiche post natali, pertanto l’induzione che viene sovente suggerita in questi casi non è necessaria.
A supporto scientifico riportiamo questo studio di Eyal Sheiner et al. comparso su Arch Gynecol Obstet. nel maggio 2006

https://pubmed.ncbi.nlm.nih.gov/16374604/

Nessuno mi aveva detto quanto sarebbe stato terrificante amare come solo una madre sa fare. Nessuno mi aveva detto quant...
08/06/2026

Nessuno mi aveva detto quanto sarebbe stato terrificante amare come solo una madre sa fare. Nessuno mi aveva detto quanto dolore avrebbe provocato.

Nessuno mi aveva parlato di una gioia più profonda e sconfinata di qualsiasi altra avessi mai provato, di quanto fosse doloroso sentirsi così felice.

Nessuno mi aveva parlato del peso opprimente di quell'amore che mi avrebbe schiacciato il cuore, togliendomi a tratti il ​​respiro. Di come avrei stretto il mio bambino al petto, desiderando di inalarlo – non solo il suo profumo, ma un desiderio primordiale e insopportabile di rimetterlo al sicuro sotto il mio cuore – un disperato desiderio di tenerlo al sicuro lì per sempre.

Nessuno mi aveva detto di come mi sarei chinata sul mio bambino di notte, con gli occhi che bruciavano per la stanchezza, ma incapace di smettere di guardare il suo piccolo petto che si alzava e si abbassava a ogni respiro. Di come l'adorazione che provavo per lui sarebbe salita dal mio petto e si sarebbe riversata dai miei occhi, in un fiume di lacrime che non riuscivo a spiegare.

Nessuno mi aveva detto di come l'amore mi avrebbe inghiottita completamente. Di come la mia vita sarebbe improvvisamente sembrata infinitamente più fragile e fugace. Di come la mia stessa mortalità incombesse su di me come un'ombra mai vista prima, facendomi desiderare di fermare il tempo.

Nessuno mi aveva detto che dare alla luce un figlio mi avrebbe fatto temere la morte in un modo mai sperimentato prima: che avrei sentito la mia vita così strettamente legata a questo amore che perderlo sarebbe stato peggio che morire mille volte. Che i fili che mi legavano a questo bambino sarebbero diventati la mia ancora di salvezza e che vederlo crescere e affrontare il mondo sarebbe stata la cosa più terrificante e meravigliosa allo stesso tempo.

Nessuno mi aveva detto che diventare mamma avrebbe aperto una porta nel mio cuore a un amore di cui ignoravo l'esistenza. E che l'intensità di quel sentimento mi avrebbe lasciata alla disperata ricerca di un equilibrio in un mondo che improvvisamente mi sembrava estraneo e immensamente reale.

Nessuno me l'ha detto perché, in realtà, non ci sono parole, vero?

Bellissime parole e illustrazioni di

C’è la P per neopatentati… Ma possiamo parlare seriamente del fatto che manca la D? D come “Dorme” 😴Da esporre sul lunot...
07/06/2026

C’è la P per neopatentati… Ma possiamo parlare seriamente del fatto che manca la D? D come “Dorme” 😴

Da esporre sul lunotto posteriore quando hai finalmente fatto addormentare il tuo bimbo in macchina dopo 27 minuti di giri inutili.

Con la D ben visibile, così tutti capiscono perché:
🚗 vai a 12 km/h
🚗 eviti ogni buca come fosse un cratere lunare
🚗 fai rotonde extra giusto per allungare il sonnellino

E soprattutto…
quando parcheggi sotto casa, spegni la macchina trattenendo il respiro come se stessi disinnescando una bomba 💣

Perché lo sappiamo tutte:
il vero test di sopravvivenza non è il parto… ma lo spegnimento del motore senza risvegli.

Se ci sei passata, sai. Se ci sei dentro… ti vedo 🤍

ostetrica Sally Parolin

Indosso ancora i vestiti del post-parto, macchiati e sformati.Porto ancora i capelli come mi è più comodo, disordinati e...
06/06/2026

Indosso ancora i vestiti del post-parto, macchiati e sformati.
Porto ancora i capelli come mi è più comodo, disordinati e pratici.
Mi sto ancora riprendendo dal parto.
Mi alzo ancora per allattarlo ogni poche ore, giorno e notte, esausta e sfinita.
Lo porto ancora ovunque, la sua piccolezza più pesante e le mie braccia più forti.
Cambio ancora i pannolini e faccio lavatrici.
Sono ancora per lo più ancorata a casa, sotto di lui e sopra il nulla. Bevo ancora troppo caffè e vivo d'amore, tazza vuota e cuore pieno.
Sto ancora imparando tanto su di noi, prima lui e poi io.
Sono ancora stanca.
Sono ancora in preda agli ormoni.
Sono ancora in una bolla d'amore.
Eppure non è più la fase del neonato. O il quarto trimestre.
Sono passati 6 mesi dal parto.
E 3 mesi dal quarto.
Ma è anche zero." mesi.
Sono passati zero mesi dalla fase in cui si è ancora necessari. Sono passati zero mesi dalla fase in cui si è ancora presenti. Sono passati zero mesi dalla fase in cui si è ancora al suo fianco.
Ci sono ancora madri ovunque nel quinto, sesto, settimo e decimo trimestre.
Occhi stanchi e bambini svegli.
Corpi doloranti e cali di energia post-parto.
Che fanno più o meno le stesse cose del quarto trimestre,
ma non ricevono alcun titolo, classificazione o giustificazione se non "mamma stanca".

E non ricevono lo stesso sostegno,
se non dalle mani che saranno sempre lì per loro.
Possono sentirsi travolte dalle maree che continuano a infrangersi.
Dimenticate nei ricordi che stanno ancora creando.
Non importanti nel lavoro che rimane di fondamentale importanza.
Mamma, che hai superato il quarto trimestre,
ti vedo.
Conti ancora.
Potresti non avere più il privilegio di un numero,
ma ricorda che sei ancora la numero uno di qualcuno.

📖 Parole - My Mother On book. Disponibile in tutto il mondo. Link qui: https://www.amazon.com/Books-Mrs-Emma-Heaphy/s...

Testo di Emma Heaphy
Illustrazione: O Trocatintas

YOGA IN GRAVIDANZAun percorso per corpo, mente e spirito un'esperienza utile e meravigliosa un regalo per te e il tuo pa...
05/06/2026

YOGA IN GRAVIDANZA
un percorso per corpo, mente e spirito
un'esperienza utile e meravigliosa
un regalo per te e il tuo pancione
Scrivimi per info e per leggere le recensioni delle partecipanti di questi anni!

ADDIO TETTA! CON DOLCEZZA...👉🏻Un incontro dedicato alle mamme che stanno pensando di smettere di allattare o che hanno g...
04/06/2026

ADDIO TETTA! CON DOLCEZZA...

👉🏻Un incontro dedicato alle mamme che stanno pensando di smettere di allattare o che hanno già iniziato questo percorso.

PRIMO SOCCORSO PEDIATRICO (disostruzione e rcp):- 7 Giugno a Nove, info Kali body and mind 3884320482- 11 Giugno a Piazz...
03/06/2026

PRIMO SOCCORSO PEDIATRICO (disostruzione e rcp):

- 7 Giugno a Nove, info Kali body and mind 3884320482
- 11 Giugno a Piazzola sul Brenta, info Centro Fisiomedico Parco della Contessa 3337017444

Le fasi della naturale evoluzione del movimento grosso secondo Emmi Pikler: "Il lattante, e ciò vale anche per il neonat...
02/06/2026

Le fasi della naturale evoluzione del movimento grosso secondo Emmi Pikler: "Il lattante, e ciò vale anche per il neonato, è capace di agire in modo autonomo, di iniziare un movimento, di esercitare un'abilità, di verificare dei risultati, solo se ha la possibilità di muoversi liberamente e se nel processo di sviluppo dei movimenti non trascorre il suo tempo in posture che da solo non può né assumere né abbandonare, nelle quali quindi non gli è possibile agire in modo autonomo e "competente" e per le quali ha bisogno dell'aiuto dell'adulto. Se non offriamo al bambino l'occasione di spostarsi a seconda della propria fase di sviluppo, di voltarsi, rotolarsi, strisciare, arrampicarsi, camminare a quattro zampe, passeranno lunghi mesi prima che diventi capace di spostarsi in una direzione precisa. Dunque il lattante è capace di propria iniziativa, se non lo si ostacola [.... Con il tempo] egli diventerà più agile e più armonioso nei movimenti e questo tipo di acquisizione dei movimenti influenzerà favorevolmente lo sviluppo complessivo della sua personalità".

*Emmi Pikler

Indirizzo

Via Mugna 6
Rosà
36027

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