03/05/2026
CENTRO PREVES LA CASA DELLA PREVENZIONE
Oggi il Dr. Giorgio Marrucci, responsabile scientifico del Centro Preves, parlando del valore della prevenzione primaria tratta il tema dei danni del fumo di sigaretta.
Da anni il vizio del fumo ci sta devastando l’organismo. E’ uno degli stili di vita scorretti che da sempre,tra i primi, abbiamo cercato di combattere ma con scarso successo.
Tutti ormai siamo a conoscenza dei danni del fumo eppure siamo ancora lontani dalla sua sconfitta.
Oggi si fuma ancora troppo. Perché?
I dati più solidi, quelli dell’Organizzazione Mondiale della Sanità, dicono chiaramente che Il numero di fumatori di si*****te è diminuito: da 1,38 miliardi nel 2000 a circa 1,2 miliardi nel 2024. La percentuale di persone che fumano è in calo continuo negli ultimi decenni. Quindi oggi, in media, si fuma meno di prima.
Però… perché sembra il contrario?
Qui sta il punto interessante. La percezione non coincide con la realtà. E ci sono motivi concreti.
1. Ci sono nuove forme di nicotina.
Oltre alle si*****te ci sono le si*****te elettroniche, i dispositivi a tabacco riscaldato, le ni****ne pouches. Oggi oltre 100 milioni di persone usano e-cig
Risultato: meno si*****te, ma più consumo di nicotina in forme diverse.
2. Giovani più esposti.
I dati mostrano che milioni di adolescenti usano e-cig e che in alcuni Paesi i giovani sono molto più esposti degli adulti
3. Europa (e Italia) fanno eccezione. Infatti In Europa i tassi sono tra i più alti al mondo . Vivendo in Italia è normale percepire che “si fuma tanto”.
4. Plateau recente (si smette meno di prima).
Negli ultimi anni il calo del fumo sta rallentando e addirittura in alcune aree si osservano piccole risalite.
Ma perché si continua a fumare (o a iniziare)?
Qui la risposta è più “umana” che statistica:
1. Dipendenza biologica (nicotina)
È una delle sostanze più addictive, una volta iniziato, smettere è difficile.
2. Stress e fatica mentale
Come per altri stili di vita sbagliati, più stress c’è è più c’è bisogno di “valvole di sfogo rapide”.
3. Marketing evoluto.
L’industria si è spostata su prodotti “più cool”, packaging accattivanti, target giovani
4. Percezione di minor rischio (soprattutto con e-cig)
Molti pensano “non è una sigaretta vera ed è meno dannosa”
Quindi si inizia più facilmente.
5. Fattore sociale
Ancora oggi la pratica del fumo rappresenta aggregazione, imitazione, identità (soprattutto nei giovani)
In sintesi si fuma meno di prima ma la riduzione sta rallentando, stanno emergendo nuove forme di consumo e nei giovani il problema è ancora molto attivo.
Il vero dannoso cambiamento è questo, non è più solo “fumo di sigaretta”, ma “dipendenza da nicotina” in nuove forme.
Parlare dei danni sul nostro organismo del fumo e’ ormai facilissimo. Sono anni che li conosciamo benissimo.
Il fumo di sigaretta è uno dei principali fattori di rischio prevenibili di malattia e morte. Non danneggia solo i polmoni: praticamente coinvolge quasi ogni organo.
Nell’apparato respiratorio provoca bronchite cronica, enfisema polmonare, broncopneumopatia cronica istruttiva (BPCO), peggioramento dell’asma, maggiore rischio di polmoniti, tumore del polmone (fortemente associato), tumori di laringe, bocca e trachea.
Il fumo danneggia le ciglia bronchiali, aumenta il muco e riduce la capacità dei polmoni di ossigenare il sangue.
A carico di cuore e vasi provoca aumento della pressione arteriosa, danno dell’endotelio dei vasi, accelerazione dell’aterosclerosi, aumento del rischio di Myocardial infarction, aumento del rischio di ictus, aneurismi, malattia arteriosa periferica.
La nicotina aumenta la frequenza cardiaca, mentre il monossido di carbonio riduce l’ossigeno disponibile ai tessuti.
Tumori.
Il fumo è associato a numerosi tumori: polmone,bocca, gola, esofago, stomaco, pancreas, fegato, rene, vescica, cervice uterina, leucemia.
Il fumo contiene oltre 70 sostanze cancerogene note.
Cervello: maggiore rischio di ictus, peggioramento della circolazione cerebrale, possibile aumento del declino cognitivo
Pelle e invecchiamento: invecchiamento precoce, rughe più marcato, pelle meno elastica, guarigione più lenta delle ferite
Fertilità e gravidanza: riduzione della fertilità maschile e femminile, disfunzione erettile, aumento del rischio di ab**to spontaneo, parto prematuro, basso peso alla nascita, aumento del rischio di morte improvvisa del lattante
Ossa e metabolismo: aumento del rischio di osteoporosi, peggior controllo del diabete, maggiore infiammazione sistemica
Fumo passivo
Anche chi non fuma (fumo passivo) può sviluppare malattie respiratorie,problemi cardiovascolari, tumori polmonari, nei bambini: più otiti, asma e infezioni respiratorie.
Un dato molto importante.
Smettere di fumare produce benefici rapidamente. Dopo 20 minuti calano frequenza cardiaca e pressione. Dopo settimane/mesi: migliora la funzione respiratoria. Dopo 1 anno il rischio cardiovascolare si riduce nettamente. Dopo anni diminuisce progressivamente anche il rischio oncologico.
In sintesi il fumo non “rovina solo i polmoni”, ma accelera l’invecchiamento dell’intero organismo e aumenta il rischio di molte malattie evitabili. Per questo la cessazione del fumo è uno degli interventi di prevenzione più efficaci in medicina.
Ma non è finita qui. Le e-cig, tanto usate al mondo d’oggi sono completamente esenti da rischio?
La risposta è No, le si*****te elettroniche non sono esenti da danno, anche se in generale sono considerate meno dannose delle si*****te tradizionali perché non avviene combustione del tabacco e quindi si producono molte meno sostanze tossiche come catrame e monossido di carbonio.
Detto questo, “meno dannose” non significa “sicure”.
I possibili effetti sull’organismo sono molteplici.
Polmoni.
il vapore può irritare le vie aeree e aumentare tosse, bronchite e infiammazione. Alcuni liquidi/aromi sono stati associati a danno polmonare. Negli USA ci fu il caso della EVALI, legato soprattutto a liquidi illegali con THC (tetraidrocannabinolo) e vitamina E acetato.
Cuore e vasi.
La nicotina aumenta frequenza cardiaca e pressione arteriosa, e può favorire vasocostrizione. Sul lungo periodo il rischio cardiovascolare è ancora oggetto di studio, ma non è nullo.
Dipendenza.
Molte e-cig contengono nicotina e mantengono (o creano) dipendenza. Prodotti come JUUL hanno avuto grande diffusione proprio per l’elevata capacità di indurre dipendenza nei giovani.
Sostanze inalate.
Nel vapore possono esserci aldeidi (come formaldeide in alcune condizioni), metalli provenienti dalle resistenze e composti irritanti.
Cervello negli adolescenti.
La nicotina può interferire con lo sviluppo cerebrale nei più giovani.
Ma cosa dice al proposito la comunità scientifica?
Public Health England in passato ha sostenuto che le e-cig siano “molto meno dannose” delle si*****te classiche, ma questa stima è stata anche discussa e criticata per i limiti dei dati disponibili. Oggi il consenso più equilibrato è: se un non fumatore inizia a svapare questa è una scelta dannosa e inutile se un fumatore passa completamente dalle si*****te tradizionali alle e-cig può ridurre il danno la situazione peggiore è il doppio uso (si*****te normali + e-cig), molto comune.
In sintesi.
la cosa migliore per la salute resta non fumare né si*****te tradizionali né elettroniche.
Le e-cig possono avere un ruolo di “riduzione del danno” in alcuni fumatori, ma non sono innocue.
Per molte persone non è solo una “cattiva abitudine”: è una dipendenza biologica, psicologica e sociale molto potente.
E quindi anche se a conoscenza di tutti questi dati sul danno alla salute, perché non si smette di fumare?
1) Dipendenza da nicotina
La nicotina raggiunge il cervello in pochi secondi e stimola il rilascio di dopamina, dando una sensazione temporanea di piacere, concentrazione o rilassamento.
Il problema è che questo effetto dura poco e il cervello chiede un’altra sigaretta.
Con il tempo aumenta la tolleranza e compaiono i sintomi di astinenza (irritabilità, ansia, fame, insonnia, difficoltà di concentrazione). Quindi fumare diventa necessario per “stare normali”.
2) Gesto automatico
Molti associano la sigaretta a momenti specifici come il caffè, la pausa dal lavoro, la guida, il dopo pasto, lo stress, le uscite con gli amici.
Questi automatismi diventano rituali molto difficili da spezzare.
3) Gestione dello stress
Molti pensano che fumare rilassi. In realtà spesso allevia temporaneamente i sintomi di astinenza dalla nicotina, che vengono percepiti come stress. È un circolo vizioso.
4)Paura di ingrassare
Alcuni evitano di smettere per timore di aumentare di peso, perché la nicotina può ridurre l’appetito.
6) Sottovalutazione del rischio
Molti pensano “Mio nonno ha fumato tutta la vita ed è vissuto fino a 90 anni”, “Fumo poco”, “Smetterò quando voglio”
Il danno però è cumulativo e spesso silenzioso per anni.
7) Inizio precoce
Molti iniziano in adolescenza, quando il cervello è più vulnerabile allo sviluppo della dipendenza.
Quindi smettere di fumare non è facile. E la figura fondamentale per smettere di fumare è proprio il fumatore stesso.
Nessun cerotto, farmaco o centro antifumo funziona davvero se manca una decisione personale forte. Gli strumenti aiutano, ma raramente sostituiscono la motivazione.
Molti riescono a smettere quando avviene uno di questi “scatti”:
1) Dare un significato concreto alla scelta. “Smettere perché fa male” è troppo astratto.
Funziona meglio qualcosa di personale tipo “voglio vedere crescere i miei figli”, “voglio fare sport senza fiatone”, “non voglio dipendere da una sigaretta”, “non voglio spendere migliaia di euro per farmi del male”, “voglio invecchiare meglio”.
Quando il motivo è tuo, è più forte.
2) Rompere l’illusione del piacere
Molti fumatori non fumano per piacere reale, ma per spegnere l’astinenza creata dalla sigaretta precedente.
Capire questo meccanismo può cambiare prospettiva, non è libertà, è dipendenza.
3) Accettare qualche giorno difficile
Le prime settimane possono portare a irritabilità, fame, nervosismo, difficoltà di concentrazione. Sapere che è temporaneo aiuta a non interpretarlo come fallimento.
4) Cambiare routine
Se la sigaretta è conseguente a caffè / pausa / auto / aperitivo, bisogna modificare i contesti. Iniziamo a camminare, a bere acqua, a usare chewing gum, a fare attività fisica, ad evitare i trigger iniziali.
5) Non dire “ne fumo solo una”
Per molti ex fumatori quella singola sigaretta è la porta della ricaduta.
6) Usare la leva economica
Un pacchetto al giorno in Italia può significare migliaia di euro l’anno. Vedere quella cifra nero su bianco è spesso molto motivante.
7) Pensare alla libertà
Molti ex fumatori descrivono il vero beneficio così: “Non devo più organizzare la giornata intorno alle si*****te.”
La volontà però non è solo “forza mentale”. Spesso nasce quando una persona smette di raccontarsi che il problema è piccolo.
A volte basta una domanda molto semplice ma potente; “La sigaretta mi sta dando davvero qualcosa… o mi sta solo togliendo salute, soldi e libertà?”
Quando la risposta diventa chiara, per molti il cambiamento parte davvero.