Centro Preves

Centro  Preves Informazioni di contatto, mappa e indicazioni stradali, modulo di contatto, orari di apertura, servizi, valutazioni, foto, video e annunci di Centro Preves, Centro medico, Via Nazario Sauro, 19/a, Rosignano Solvay.

Il Centro Preves, con i propri protocolli, integrando lo screening delle carte di rischio cardiovascolare con ulteriori dati ed eseguendo esami strumentali di base, non invasivi e ripetibili, per l'identificazione di lesioni iniziali in fase precoce, si vuol collocare ad un livello intermedio tra i medici di base e gli specialisti di settore, selezionando in maniera appropriata quei pazienti che n

ecessitano dell'intervento degli specialisti e accompagnando il paziente nello studio dei suoi fattori di rischio con un percorso clinico che non è più spezzettato

Guardate bene questa immagine.Questi sono vasi sanguigni reali.Nel primo riquadro il sangue scorre normalmente. Negli ul...
16/05/2026

Guardate bene questa immagine.
Questi sono vasi sanguigni reali.
Nel primo riquadro il sangue scorre normalmente. Negli ultimi riguadri quasi non passa più nulla.
L’aterosclerosi funziona così: non fa rumore. Non provoca dolore mentre cresce. Non manda avvisi evidenti. Eppure è la causa dell’infarto cardiaco, dell’ictus, dell’aneurisma dell’aorta, dell’infarto mesenterico.
Per anni puoi sentirti bene, lavorare, fare sport, vivere normalmente… mentre dentro le arterie si accumula lentamente una placca che restringe il passaggio del sangue.
Poi un giorno quella placca può chiudere una coronaria e causare un infarto, può chiudere una carotide o un’arteria cerebrale e provocare un ictus, può ridurre il flusso alle gambe e provocare dolore e difficoltà a camminare, può colpire i reni, l’aorta e altri organi
Il problema è che molti pensano:
‘Sto bene, quindi sono sano.’
Ma stare bene oggi non significa essere protetti domani.
Fumo, pressione alta, colesterolo elevato, diabete, obesità, sedentarietà e stress accelerano questo processo.
Ogni sigaretta, ogni controllo rimandato, ogni terapia abbandonata è un favore fatto alla placca.
Ma c’è anche una buona notizia:
molto di tutto questo è prevenibile.
Al Centro Preves siamo in grado di prevenire l’ispessimento e l’istruzione delle arterie. Fissa un appuntamento per eseguire il nostro check up completo.
Ti diremo come stanno le tue arterie eseguendo un Doppler arterioso generale e ti daremo le indicazioni per mangiare correttamente e muoverti in maniera continuativa
La prevenzione non serve soltanto a vivere più a lungo. Serve anche a evitare che un giorno il primo sintomo della malattia sia un evento irreversibile.
Le arterie non si chiudono all’improvviso. Lo fanno per anni nel silenzio. Sta a noi “beccarle con le mani nel sacco” prima che sia troppo tardi.

Centro Preves.
Via Nazario Sauro 19/A, Rosignano Solvay (LI)
Tel 0586-019265
Mail: [email protected]
Sito internet: www.centropreves.it

CENTRO PREVES LA CASA DELLA PREVENZIONEOggi il Dr. Giorgio Marrucci, responsabile scientifico del Centro Preves, parland...
03/05/2026

CENTRO PREVES LA CASA DELLA PREVENZIONE
Oggi il Dr. Giorgio Marrucci, responsabile scientifico del Centro Preves, parlando del valore della prevenzione primaria tratta il tema dei danni del fumo di sigaretta.
Da anni il vizio del fumo ci sta devastando l’organismo. E’ uno degli stili di vita scorretti che da sempre,tra i primi, abbiamo cercato di combattere ma con scarso successo.
Tutti ormai siamo a conoscenza dei danni del fumo eppure siamo ancora lontani dalla sua sconfitta.
Oggi si fuma ancora troppo. Perché?
I dati più solidi, quelli dell’Organizzazione Mondiale della Sanità, dicono chiaramente che Il numero di fumatori di si*****te è diminuito: da 1,38 miliardi nel 2000 a circa 1,2 miliardi nel 2024. La percentuale di persone che fumano è in calo continuo negli ultimi decenni. Quindi oggi, in media, si fuma meno di prima.
Però… perché sembra il contrario?
Qui sta il punto interessante. La percezione non coincide con la realtà. E ci sono motivi concreti.
1. Ci sono nuove forme di nicotina.
Oltre alle si*****te ci sono le si*****te elettroniche, i dispositivi a tabacco riscaldato, le ni****ne pouches. Oggi oltre 100 milioni di persone usano e-cig
Risultato: meno si*****te, ma più consumo di nicotina in forme diverse.
2. Giovani più esposti.
I dati mostrano che milioni di adolescenti usano e-cig e che in alcuni Paesi i giovani sono molto più esposti degli adulti
3. Europa (e Italia) fanno eccezione. Infatti In Europa i tassi sono tra i più alti al mondo . Vivendo in Italia è normale percepire che “si fuma tanto”.
4. Plateau recente (si smette meno di prima).
Negli ultimi anni il calo del fumo sta rallentando e addirittura in alcune aree si osservano piccole risalite.
Ma perché si continua a fumare (o a iniziare)?
Qui la risposta è più “umana” che statistica:
1. Dipendenza biologica (nicotina)
È una delle sostanze più addictive, una volta iniziato, smettere è difficile.
2. Stress e fatica mentale
Come per altri stili di vita sbagliati, più stress c’è è più c’è bisogno di “valvole di sfogo rapide”.
3. Marketing evoluto.
L’industria si è spostata su prodotti “più cool”, packaging accattivanti, target giovani
4. Percezione di minor rischio (soprattutto con e-cig)
Molti pensano “non è una sigaretta vera ed è meno dannosa”
Quindi si inizia più facilmente.
5. Fattore sociale
Ancora oggi la pratica del fumo rappresenta aggregazione, imitazione, identità (soprattutto nei giovani)
In sintesi si fuma meno di prima ma la riduzione sta rallentando, stanno emergendo nuove forme di consumo e nei giovani il problema è ancora molto attivo.
Il vero dannoso cambiamento è questo, non è più solo “fumo di sigaretta”, ma “dipendenza da nicotina” in nuove forme.

Parlare dei danni sul nostro organismo del fumo e’ ormai facilissimo. Sono anni che li conosciamo benissimo.
Il fumo di sigaretta è uno dei principali fattori di rischio prevenibili di malattia e morte. Non danneggia solo i polmoni: praticamente coinvolge quasi ogni organo.
Nell’apparato respiratorio provoca bronchite cronica, enfisema polmonare, broncopneumopatia cronica istruttiva (BPCO), peggioramento dell’asma, maggiore rischio di polmoniti, tumore del polmone (fortemente associato), tumori di laringe, bocca e trachea.
Il fumo danneggia le ciglia bronchiali, aumenta il muco e riduce la capacità dei polmoni di ossigenare il sangue.
A carico di cuore e vasi provoca aumento della pressione arteriosa, danno dell’endotelio dei vasi, accelerazione dell’aterosclerosi, aumento del rischio di Myocardial infarction, aumento del rischio di ictus, aneurismi, malattia arteriosa periferica.
La nicotina aumenta la frequenza cardiaca, mentre il monossido di carbonio riduce l’ossigeno disponibile ai tessuti.
Tumori.
Il fumo è associato a numerosi tumori: polmone,bocca, gola, esofago, stomaco, pancreas, fegato, rene, vescica, cervice uterina, leucemia.
Il fumo contiene oltre 70 sostanze cancerogene note.
Cervello: maggiore rischio di ictus, peggioramento della circolazione cerebrale, possibile aumento del declino cognitivo
Pelle e invecchiamento: invecchiamento precoce, rughe più marcato, pelle meno elastica, guarigione più lenta delle ferite
Fertilità e gravidanza: riduzione della fertilità maschile e femminile, disfunzione erettile, aumento del rischio di ab**to spontaneo, parto prematuro, basso peso alla nascita, aumento del rischio di morte improvvisa del lattante
Ossa e metabolismo: aumento del rischio di osteoporosi, peggior controllo del diabete, maggiore infiammazione sistemica
Fumo passivo
Anche chi non fuma (fumo passivo) può sviluppare malattie respiratorie,problemi cardiovascolari, tumori polmonari, nei bambini: più otiti, asma e infezioni respiratorie.
Un dato molto importante.
Smettere di fumare produce benefici rapidamente. Dopo 20 minuti calano frequenza cardiaca e pressione. Dopo settimane/mesi: migliora la funzione respiratoria. Dopo 1 anno il rischio cardiovascolare si riduce nettamente. Dopo anni diminuisce progressivamente anche il rischio oncologico.
In sintesi il fumo non “rovina solo i polmoni”, ma accelera l’invecchiamento dell’intero organismo e aumenta il rischio di molte malattie evitabili. Per questo la cessazione del fumo è uno degli interventi di prevenzione più efficaci in medicina.

Ma non è finita qui. Le e-cig, tanto usate al mondo d’oggi sono completamente esenti da rischio?
La risposta è No, le si*****te elettroniche non sono esenti da danno, anche se in generale sono considerate meno dannose delle si*****te tradizionali perché non avviene combustione del tabacco e quindi si producono molte meno sostanze tossiche come catrame e monossido di carbonio.
Detto questo, “meno dannose” non significa “sicure”.
I possibili effetti sull’organismo sono molteplici.
Polmoni.
il vapore può irritare le vie aeree e aumentare tosse, bronchite e infiammazione. Alcuni liquidi/aromi sono stati associati a danno polmonare. Negli USA ci fu il caso della EVALI, legato soprattutto a liquidi illegali con THC (tetraidrocannabinolo) e vitamina E acetato.
Cuore e vasi.
La nicotina aumenta frequenza cardiaca e pressione arteriosa, e può favorire vasocostrizione. Sul lungo periodo il rischio cardiovascolare è ancora oggetto di studio, ma non è nullo.
Dipendenza.
Molte e-cig contengono nicotina e mantengono (o creano) dipendenza. Prodotti come JUUL hanno avuto grande diffusione proprio per l’elevata capacità di indurre dipendenza nei giovani.
Sostanze inalate.
Nel vapore possono esserci aldeidi (come formaldeide in alcune condizioni), metalli provenienti dalle resistenze e composti irritanti.
Cervello negli adolescenti.
La nicotina può interferire con lo sviluppo cerebrale nei più giovani.
Ma cosa dice al proposito la comunità scientifica?
Public Health England in passato ha sostenuto che le e-cig siano “molto meno dannose” delle si*****te classiche, ma questa stima è stata anche discussa e criticata per i limiti dei dati disponibili. Oggi il consenso più equilibrato è: se un non fumatore inizia a svapare questa è una scelta dannosa e inutile se un fumatore passa completamente dalle si*****te tradizionali alle e-cig può ridurre il danno la situazione peggiore è il doppio uso (si*****te normali + e-cig), molto comune.
In sintesi.
la cosa migliore per la salute resta non fumare né si*****te tradizionali né elettroniche.
Le e-cig possono avere un ruolo di “riduzione del danno” in alcuni fumatori, ma non sono innocue.
Per molte persone non è solo una “cattiva abitudine”: è una dipendenza biologica, psicologica e sociale molto potente.

E quindi anche se a conoscenza di tutti questi dati sul danno alla salute, perché non si smette di fumare?
1) Dipendenza da nicotina
La nicotina raggiunge il cervello in pochi secondi e stimola il rilascio di dopamina, dando una sensazione temporanea di piacere, concentrazione o rilassamento.
Il problema è che questo effetto dura poco e il cervello chiede un’altra sigaretta.
Con il tempo aumenta la tolleranza e compaiono i sintomi di astinenza (irritabilità, ansia, fame, insonnia, difficoltà di concentrazione). Quindi fumare diventa necessario per “stare normali”.
2) Gesto automatico
Molti associano la sigaretta a momenti specifici come il caffè, la pausa dal lavoro, la guida, il dopo pasto, lo stress, le uscite con gli amici.
Questi automatismi diventano rituali molto difficili da spezzare.
3) Gestione dello stress
Molti pensano che fumare rilassi. In realtà spesso allevia temporaneamente i sintomi di astinenza dalla nicotina, che vengono percepiti come stress. È un circolo vizioso.
4)Paura di ingrassare
Alcuni evitano di smettere per timore di aumentare di peso, perché la nicotina può ridurre l’appetito.
6) Sottovalutazione del rischio
Molti pensano “Mio nonno ha fumato tutta la vita ed è vissuto fino a 90 anni”, “Fumo poco”, “Smetterò quando voglio”
Il danno però è cumulativo e spesso silenzioso per anni.
7) Inizio precoce
Molti iniziano in adolescenza, quando il cervello è più vulnerabile allo sviluppo della dipendenza.

Quindi smettere di fumare non è facile. E la figura fondamentale per smettere di fumare è proprio il fumatore stesso.
Nessun cerotto, farmaco o centro antifumo funziona davvero se manca una decisione personale forte. Gli strumenti aiutano, ma raramente sostituiscono la motivazione.
Molti riescono a smettere quando avviene uno di questi “scatti”:
1) Dare un significato concreto alla scelta. “Smettere perché fa male” è troppo astratto.
Funziona meglio qualcosa di personale tipo “voglio vedere crescere i miei figli”, “voglio fare sport senza fiatone”, “non voglio dipendere da una sigaretta”, “non voglio spendere migliaia di euro per farmi del male”, “voglio invecchiare meglio”.
Quando il motivo è tuo, è più forte.
2) Rompere l’illusione del piacere
Molti fumatori non fumano per piacere reale, ma per spegnere l’astinenza creata dalla sigaretta precedente.
Capire questo meccanismo può cambiare prospettiva, non è libertà, è dipendenza.
3) Accettare qualche giorno difficile
Le prime settimane possono portare a irritabilità, fame, nervosismo, difficoltà di concentrazione. Sapere che è temporaneo aiuta a non interpretarlo come fallimento.
4) Cambiare routine
Se la sigaretta è conseguente a caffè / pausa / auto / aperitivo, bisogna modificare i contesti. Iniziamo a camminare, a bere acqua, a usare chewing gum, a fare attività fisica, ad evitare i trigger iniziali.
5) Non dire “ne fumo solo una”
Per molti ex fumatori quella singola sigaretta è la porta della ricaduta.
6) Usare la leva economica
Un pacchetto al giorno in Italia può significare migliaia di euro l’anno. Vedere quella cifra nero su bianco è spesso molto motivante.
7) Pensare alla libertà
Molti ex fumatori descrivono il vero beneficio così: “Non devo più organizzare la giornata intorno alle si*****te.”
La volontà però non è solo “forza mentale”. Spesso nasce quando una persona smette di raccontarsi che il problema è piccolo.
A volte basta una domanda molto semplice ma potente; “La sigaretta mi sta dando davvero qualcosa… o mi sta solo togliendo salute, soldi e libertà?”
Quando la risposta diventa chiara, per molti il cambiamento parte davvero.

CENTRO PREVES LA CASA DELLA PREVENZIONEContinuiamo la nostra chiacchierata col Dr. Giorgio Marrucci sul valore della pre...
29/04/2026

CENTRO PREVES LA CASA DELLA PREVENZIONE
Continuiamo la nostra chiacchierata col Dr. Giorgio Marrucci sul valore della prevenzione.

Proseguiamo a spiegare perché la prevenzione primaria oggi è più importante che 40 anni fa.
Ricordo che la prevenzione primaria è l’insieme degli interventi e dei comportamenti messi in atto prima che una malattia compaia, con l’obiettivo di ridurre il rischio di svilupparla.
Come detto nel l’appuntamento precedente, si agisce su persone sane per mantenerle sane.
E abbiamo visto la volta scorsa che sono fondamentali gli stili di vita corretti.
L’ultima volta abbiamo parlato dell’importanza di una alimentazione corretta. Oggi parliamo dell’attività fisica.
Anche l’attività fisica è uno stile di vita che si sta deteriorando.
Oggi ci si muove sempre meno. Ma perché?
È una tendenza reale, e non dipende da una sola causa ma da un insieme di cambiamenti profondi nel modo in cui viviamo.
Ecco alcuni fattori chiave:
1. Lavoro sempre più sedentario.
Gran parte dei lavori moderni si svolge davanti a un computer. Rispetto a 30–40 anni fa, molte professioni manuali sono state sostituite da attività d’ufficio o digitali.
2. Tecnologia che “toglie movimento”.
Ascensori, auto, smart working, consegne a domicilio, tutto è progettato per farci risparmiare tempo e fatica. Anche il tempo libero è spesso passivo (TV, social, videogiochi).
3. Urbanizzazione e ambiente.
Le città spesso non favoriscono il movimento spontaneo: traffico, pochi spazi verdi accessibili, distanze che scoraggiano andare a piedi o in bici.
4. Tempo percepito come scarso.
Tra lavoro e impegni, molte persone sentono di non avere tempo per fare attività fisica, anche se in realtà spesso è una questione di priorità e abitudini.
5. Cambiamento culturale.
Un tempo il movimento era parte della vita quotidiana (lavori fisici, spostamenti a piedi). Oggi lo sport è diventato qualcosa “da programmare”, non più integrato automaticamente nella giornata.
6. Fatica mentale uguale fatica fisica.
Siamo più stressati mentalmente, e questo paradossalmente riduce la voglia di muoversi, anche se l’attività fisica aiuterebbe proprio a scaricare lo stress.
Non è che “scegliamo” di muoverci meno in modo consapevole: viviamo in un ambiente che rende la sedentarietà la scelta più facile.
Considerando che il genere umano si è evoluto per correre tutto questo non va bene. Sì avete capito bene, il genere umano è corridore o meglio, si è evoluto per correre. Abbiamo il tendine di Achille come i cavalli e le zebre. Chi corre non fa qualcosa di buono in più, chi corre fa il suo. E’ chi non corre che sbaglia. E sbagliando priva l’organismo di determinati meccanismi biochimici che lo fanno ammalare.
La sedentarietà non è solo “fare poco movimento”, è un vero fattore di rischio medico, al pari del fumo o dell’alimentazione scorretta. Le conseguenze coinvolgono praticamente tutti gli organi.
Sistema cardiovascolare.
Senza attività fisica aumenta il rischio di infarto e ictus, si favorisce l’insorgenza di ipertensione arteriosa, peggiora il profilo lipidico ovvero aumenta il colesterolo cattivo e diminuisce il colesterolo buono.
Metabolismo.
Senza esercizio fisico continuativo aumenta il rischio di Diabete tipo, aumenta la tendenza al sovrappeso fino all’obesità, di sviluppa la sindrome metabolica.
Apparato muscolo-scheletrico.
Senza il movimento si assiste ad una perdita di massa muscolare (sarcopenia), insorgono i dolori articolari, si riduce la densità ossea con il rischio di osteoporosi.
Sistema nervoso e psiche.
Senza attività fisica c’è un maggior rischio di ansia e depressione, c’è un peggioramento delle funzioni cognitive, peggiora la qualità del sonno.
Sistema respiratorio.
Senza il movimento diminuisce la capacità polmonare e c’è una ridotta tolleranza allo sforzo.
Rischio oncologico.
La sedentarietà è associata a un aumento del rischio di alcuni tumori, in particolare colon, mammella e endometrio.
Il problema è che i danni sono progressivi e silenziosi, non te ne accorgi finché non compaiono le malattie.

DATI SULL’ATTIVITÀ FISICA IN ITALIA
I dati più aggiornati sull’attività fisica in Italia (soprattutto da Istituto Superiore di Sanità e ISTAT) mostrano una situazione migliorata rispetto al passato… ma ancora lontana dall’ideale.
Questo è il quadro generale (Italia, dati 2023–2025). Il 50% degli adulti è fisicamente attivo , il 23% è parzialmente attivo, il 27% è sedentario
Tradotto: 1 italiano su 4 non fa alcuna attività fisica.
Tra gli anziani (over 65) solo il 42% è attivo e il 37% è sedentario . La sedentarietà aumenta nettamente con l’età.

DATI SULL’ATTIVITÀ SPORTIVA IN ITALIA
Sport e movimento (ISTAT 2024)
Il 37,5% pratica sport, il 28,7% in modo continuativo, l’8,7% saltuariamente
Un altro 30% fa attività fisica non sportiva (camminate, bici, ecc.)
I sedentari sono circa il 32–33%
Qui emerge un dato interessante, ovvero molte persone non fanno sport ma si muovono comunque (non attività sportiva ma attività fisica)

Differenze importanti
Età
Tra i 18 e i 34 anni, il 22% sono sedentari. Tra i 50 e i 69 anni il 31% sono sedentari
Sesso
Le donne sono più sedentarie (circa il 30%) rispetto agli uomini (circa il 23%)
Livello socio-economico
C’è più sedentarietà i coloro che hanno un basso livello di istruzione e in chi ha difficoltà economiche
Geografia
Al Nord circa il 16% sono sedentari
Al centro il 24%
Al sud fino al 38% (anche oltre il 50% in alcune regioni)

Qual’e’ il trend negli ultimi anni?
La sedentarietà è in calo (da circa il 31% a circa il 27%)
L’ attività fisica è in lieve aumento (e’ tornata ai livelli pre-Covid) la situazione migliora ma lentamente.

Un dato clinicamente rilevante è che
solo 3 persone su 10 ricevono dal medico un consiglio su attività fisica. Questo è un punto chiave perché
il movimento non è ancora percepito come “prescrizione medica”.

L’ATTIVITÀ FISICA IN ITALIA E IN EUROPA
La differenza tra Italia ed Europa sull’attività fisica è reale e piuttosto marcata: l’Italia si colloca sotto la media europea, soprattutto per quanto riguarda la sedentarietà.
Qual’e la situazione in Italia?
I soggetti sedentari sono circa il 27–33%. I soggetti attivi secondo raccomandazioni sono circa il 50%
I soggetti che svolgono attività sportiva regolare sono circa il 30%
E la situazione in Europa? (media UE). I soggetti sedentari sono circa il 35–45%. I soggetti attivi secondo raccomandazioni sono circa il 45–50%. Le persone che non fanno mai attività fisica arrivano fino al 45% .
Ma come si interpretano davvero questi dati?
Qui serve una lettura un po’ più fine.
L’Italia sembra leggermente migliore della media UE sulla sedentarietà “assoluta”. Ma è meno strutturata nell’attività fisica organizzata (meno sport, più movimento occasionale)
Nei Paesi del Nord Europa si fa più sport regolare e più attività programmata
Quindi:
In Italia si fa più movimento “spontaneo”. Nel Nord Europa più movimento “prescritto e costante”

DIFFERENZIALE TRA PAESI EUROPEI
I paesi più attivi sono Svezia, Danimarca, Paesi Bassi
In questi paesi la sedentarietà è spesso minore del 20%.
L’attività fisica fa parte della vita quotidiana (bici, lavoro, scuola)
I parsi più sedentari sono Italia, Grecia e Portogallo
In questi paesi la sedentarietà e più alta e l’attività fisica è meno integrata nello stile di vita
La differenza è soprattutto culturale in quanto in molti Paesi europei l’attività fisica è vista come parte della routine quotidiana.
In Italia invece è spesso vista come tempo libero opzionale.
Questo cambia tutto in termini di prevenzione.

Secondo l’organizzazione mondiale della sanità l’inattività fisica è tra le prime cause di mortalità evitabile in Europa. I Paesi con meno movimento hanno più malattie cardiovascolari, più diabete, più obesità

Dunque lo sport fa bene alla salute.
E le tabelle di attività sportiva devono essere personalizzate. Conosciamo già il concetto che ognuno di noi ha le proprie caratteristiche fisiologiche e patologiche. E di queste caratteristiche di deve tenere conto quando si costruisce una tabella di attività sportiva a scopo salutistico.
Ricorda. Il movimento, lo sport, l’attività fisica sono terapie e la loro prescrizione è un atto medico.
Ad Maiora.

Sono il Dr. Giorgio Marrucci, responsabile scientifico del Centro Preves di Rosignano Solvay, un Centro Medico che con i...
28/04/2026

Sono il Dr. Giorgio Marrucci, responsabile scientifico del Centro Preves di Rosignano Solvay, un Centro Medico che con il suo check up diagnostico completo, si occupa di prevenzione delle malattie tumorali e cardiovascolari.
Vorrei cercare di far capire quanto è importante la prevenzione, da sempre, ma specialmente ai nostri tempi.
Iniziamo col dire che ci sono due tipi di prevenzione. Quella primaria e quella secondaria.
Oggi vorrei parlare della prevenzione primaria, tralasciando la trattazione della prevenzione secondaria ad un altra occasione.
La prevenzione primaria è l’insieme degli interventi e dei comportamenti messi in atto prima che una malattia compaia, con l’obiettivo di ridurre il rischio di svilupparla.
In altre parole si agisce su persone sane per mantenerle sane
Ma quali sono gli interventi e i comportamenti importanti a questo fine?
Innanzitutto gli stili di vita sani. L’alimentazione equilibrata, l’attività fisica regolare e l’astensione dal fumo.
È inoltre importante anche il controllo di determinati fattori di rischio come la pressione arteriosa, il colesterolo e la glicemia.
Perché la prevenzione primaria oggi è così importante? Perché è molto più importante di alcuni anni fa?
Perché i nostri stili di vita si sono deteriorati. Generalizzando il concetto, si mangia sempre peggio, ci si muove sempre meno, si fuma sempre di più. E questo non è un fenomeno locale ma bensì molto più esteso, addirittura a livello mondiale.
Vorrei iniziare con il tema dell’alimentazione in prevenzione
Oggi si mangia sempre peggio. Ma perché?
Non è solo “mancanza di volontà”. Il modo in cui oggi viviamo rende molto più facile mangiare male che bene. Ci sono diversi fattori che si sommano.
1. Un Ambiente alimentare “sfavorevole”
Siamo circondati da cibo ultra-processato, economico, pronto e molto appetibile (ricco di zuccheri, grassi e sale). È progettato per piacere e per essere consumato spesso, più di quanto serva.
2. Poco tempo, ritmi veloci
Tra lavoro, spostamenti e stress, cucinare diventa difficile. Il risultato sono i pasti veloci, il take-away, i prodotti pronti che spesso sono meno equilibrati.
3. Questione economica
Mangiare sano non è sempre percepito come accessibile. Alcuni alimenti freschi costano di più o richiedono più tempo per essere preparati, mentre il “cibo facile” è economico e subito disponibile.
4.Aspetto psicologico
Stress, ansia e stanchezza portano a cercare gratificazione immediata e cibo “comfort”. Il cervello tende a preferire ciò che dà energia rapida, anche se meno sano.
6. Educazione alimentare insufficiente
Molte persone non hanno strumenti pratici per leggere le etichette, bilanciare i pasti, organizzare la spesa. E spesso le persone non sanno neppure cosa vuol dire mangiare sano.
7. “Mismatch” evolutivo
Siamo biologicamente programmati per cercare cibo calorico (utile in altri tempi quando era scarso), ma oggi viviamo in abbondanza. Questo crea uno squilibrio.
In sintesi oggi mangiare male è più facile, più veloce e spesso più economico. Mangiare bene richiede invece consapevolezza, tempo e organizzazione.
E quali sono le conseguenze del mangiare male?
Mangiare male non è solo “qualche chilo in più”, è un insieme di effetti progressivi che coinvolgono metabolismo, organi e cervello. Il problema è che molti di questi cambiamenti iniziano in modo silenzioso.
Ecco cosa succede davvero nel corpo.
1. Picchi glicemici e resistenza insulinica.
Le diete ricche di zuccheri e le farine raffinate provocano un aumento rapido della glicemia e il pancreas produce più insulina. Nel tempo le cellule “rispondono meno” e si instaura una insulino resistenza che è il primo passo verso il diabete di tipo 2.
2. Danni cardiovascolari. I grassi saturi, trans e gli zuccheri aumentano il colesterolo “cattivo”, favoriscono l’infiammazione dei vasi con conseguente formazione di placche aterosclerotiche che a loro volta sono la causa dell’infarto e dell’ictus.
3. Aumento di peso e obesità.
I cibi ultra-processati sono molto calorici e poco sazianti. Si mangia di più senza accorgersene e si scivola verso l’obesità che è una vera malattia metabolica.
4. Infiammazione cronica.
Una dieta povera di nutrienti e ricca di cibi industriali crea uno stato di infiammazione cronica di basso grado che è un terreno fertile per le malattie cardiovascolari, per i tumori e per le malattie degenerative
5. Effetti sul cervello.
L’ alimentazione scorretta altera i neurotrasmettitori, peggiora energia e concentrazione e può favorire ansia e depressione
6.Carenze nutrizionali (anche mangiando tanto).
C’è un paradosso alimentare moderno: tante calorie e pochi nutrienti con conseguente carenza di vitamine, minerali, fibre.
Inoltre quello che complica il tutto è che mangiare male non provoca un danno immediato evidente, ma costruisce lentamente la malattia nel tempo. È una sorta di “usura biologica” quotidiana.
C’è disperato bisogno oggi di programmi di alimentazione corretta, creati ad personam. Ognuno di noi ha le proprie caratteristiche sia fisiologiche che patologiche ed ognuno di noi ha bisogno di programmi alimentari personalizzati.
Generalmente ci si avvicina ad una alimentazione corretta per dimagrire. Corretto. Perché il sovrappeso come abbiamo visto è un fattore di rischio importante per le malattie. Ma accanto al sovrappeso bisogna preservare anche la nostra biochimica. Bisogna tener bassi il colesterolo e la glicemia. E per questo dobbiamo avere un’alimentazione di tipo medico. La prescrizione di una alimentazione corretta è un atto medico.
Per capirsi. E’ inutile far dimagrire una persona e provocarle il diabete o l’ipercolesterolemia. Perché questo è quello che succede se l’approccio dietologico è approssimativo.
La salute prima di tutto.

Al Centro PREVES si combatte l’obesità. Misuriamo la quantità di grasso viscerale che è una delle cause dirette dei tumo...
27/04/2026

Al Centro PREVES si combatte l’obesità. Misuriamo la quantità di grasso viscerale che è una delle cause dirette dei tumori e delle malattie cardiovascolari.
Analizziamo le conseguenze dell’eccesso di grasso viscerale , prima tra tutte la presenza di placche aterosclerotiche causa dell’infarto e dell’ictus.
Controlliamo tutti gli organi alla ricerca dei tumori.
Ma non solo. Creiamo una scheda di attività fisica ed una di alimentazione corretta altamente personalizzate sulle caratteristiche del paziente per prevenire l’obesità.
IL CENTRO PREVES È LA CASA DELLA PREVENZIONE
Vieni a trovarci. Ci trovi in Via Nazario Sauro 19/a, a Rosignano Solvay (LI)
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is associated with higher risk for 12 types and accounts for approximately 10% of annual new cancer cases in the US.

Excess adiposity promotes cancer development through inflammation, altered hormone production, disrupted immune function, genomic instability, and gut microbiome changes.

Weight loss interventions, including bariatric surgery and glucagon-like peptide 1 receptor agonists ( -1 RAs), have been linked to modest reductions in obesity-associated cancer risk, although >10% weight loss may be necessary for measurable benefit.

📄 This Review summarizes the primary biological pathways connecting obesity and cancer development.

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CENTRO PREVESLA CASA DELLA PREVENZIONE MEDICAPreves check upEsami diagnostici:Elettrocardiogramma,Eco cuore, CAVI screen...
11/04/2026

CENTRO PREVES
LA CASA DELLA PREVENZIONE MEDICA

Preves check up
Esami diagnostici:
Elettrocardiogramma,
Eco cuore,
CAVI screening delle piccole arterie, Doppler dei Tronchi Sovra Aortici,
Doppler dei grossi vasi addominali,
Doppler arterioso degli arti inferiori,
Eco delle ghiandole salivari,
Eco tiroide,
Eco delle stazioni linfonodali,
Eco addome superiore,
Eco addome inferiore,
Eco testicolare nell’uomo,
Eco della mammella nella donna.
Al termine degli esami riceverai:
1. Profilo di rischio cardiovascolare
2. Profilo di rischio cerebrovascolare
3. Profilo di rischio sportivo
4. Regime dietetico personalizzato
5. Scheda di attività fisica personalizzata
Il tutto a sole 200 Euro.
Ti aspettiamo in via Nazario Sauro 19 a Rosignano Solvay.
Per informazioni ed appuntamenti telefona allo 0586-019265 in orario di segreteria, dal martedì al venerdì dalle ore 10 alle ore 12. Oppure lascia il tuo nome e numero telefonico in segreteria e verrai richiamato il prima possibile.

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10/04/2026

AIUTACI A NON FARTI AMMALARE !!

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25/01/2026

Questo facciamo da anni al Centro Preves. La prevenzione deve essere personalizzata. Siamo felici che l’evidenza scientifica cominci a darci ragione….

New guidelines emphasize personalizing prevention for healthy cardiovascular aging by integrating geriatric cardiology principles into hypertension and dyslipidemia care. Tailored approaches may improve outcomes for older adults.
ow.ly/pfTB50Y1uh5

Indirizzo

Via Nazario Sauro, 19/a
Rosignano Solvay
57016

Orario di apertura

Martedì 10:00 - 12:00
Mercoledì 10:00 - 12:00
Giovedì 10:00 - 12:00
Venerdì 10:00 - 12:00

Telefono

0586019265

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