16/06/2026
CONTINUA LA DIFFUSIONE DELLE FARINGITI DA ADENOVIRUS
Nonostante l'arrivo della bella stagione
Febbre alta, gola molto infiammata, occhi arrossati, raffreddore e tosse: in queste settimane stiamo visitando moltissimi bambini con quadri compatibili con adenovirus o altre infezioni virali.
E troppo spesso, ancora prima di una corretta valutazione, è già stato iniziato un antibiotico.
È necessario dirlo con chiarezza:
L’ADENOVIRUS È UN VIRUS
E CONTRO UN VIRUS L’ANTIBIOTICO NON SERVE
Gli antibiotici non curano le infezioni virali. Il loro impiego inutile espone il bambino a possibili effetti indesiderati e favorisce lo sviluppo dell’antibiotico-resistenza.
Nei bambini l’adenovirus può causare:
febbre anche molto alta e persistente per diversi giorni;
gola intensamente arrossata, talvolta con essudato;
raffreddore e congestione nasale;
tosse;
congiuntivite con occhi rossi;
linfonodi del collo ingrossati;
talvolta vomito, diarrea o dolore addominale.
La combinazione di febbre, faringite e congiuntivite è particolarmente caratteristica della cosiddetta febbre faringocongiuntivale.
La febbre può durare parecchi giorni e, in alcuni casi, protrarsi più a lungo. La durata o l’altezza della febbre, da sole, non dimostrano che l’infezione sia batterica e non giustificano automaticamente un antibiotico.
IL TAMPONE PUÒ ESSERE MOLTO UTILE
Quando disponibile e correttamente interpretato, un test rapido può:
orientare verso un’infezione virale;
identificare l’adenovirus o altri virus respiratori;
aiutare a distinguere il quadro da una faringite streptococcica;
evitare antibiotici prescritti inutilmente “per sicurezza”.
L’identificazione dell’adenovirus può ridurre proprio il ricorso non necessario agli antibiotici.
Naturalmente il tampone non sostituisce la visita pediatrica. Il risultato deve essere sempre interpretato insieme ai sintomi, all’esame clinico e all’evoluzione della malattia.
Nella maggior parte dei casi servono:
valutazione pediatrica, osservazione, idratazione, controllo dei sintomi e rivalutazione se le condizioni cambiano.
Occorre ricontattare il pediatra in presenza di difficoltà respiratoria, marcata sonnolenza, rifiuto persistente dei liquidi, segni di disidratazione, peggioramento generale o febbre che persiste senza un andamento clinico rassicurante.
UN ANTIBIOTICO DATO A UN BAMBINO CON ADENOVIRUS NON È UNA PRECAUZIONE
È UNA TERAPIA INUTILE
La buona medicina non è quella che prescrive di più.
È quella che riconosce un virus, evita cure sbagliate e protegge il bambino.
Curare bene non significa dare di più.
Significa dare soltanto ciò che serve.