14/01/2026
Il reflusso gastroesofageo non è “solo” bruciore di stomaco. E’ proprio da qui che nasce molta confusione. E ce ne accorgiamo molto bene, soprattutto dopo le feste.
Durante la mia recente intervista a Elisir abbiamo chiarito un punto fondamentale: il reflusso è la risalita del contenuto gastrico nell’esofago e diventa una malattia quando gli episodi sono frequenti e persistenti — non quando capitano ogni tanto. Tutti noi, infatti, abbiamo episodi di reflusso durante la giornata; il problema nasce quando superano una certa soglia e iniziano a dare sintomi 
Alcuni dati aiutano a capire perché è un tema che riguarda molti:
- 1 persona su 5 soffre di malattia da reflusso
- È una patologia multifattoriale: alimentazione, sovrappeso, stress, sedentarietà, anatomia
- NON tutti i sintomi sono “classici”: tosse cronica, raucedine, nausea o difficoltà a deglutire possono essere segnali meno noti ma importanti 
Un altro tema centrale è quello delle terapie. Oggi abbiamo molte armi, ma è essenziale usarle correttamente. I farmaci possono essere molto efficaci nel controllare i sintomi, ma non curano la causa e vanno utilizzati con indicazioni chiare e per il tempo giusto. Spegnere lo stomaco troppo a lungo, senza una corretta strategia terapeutica, non è la soluzione.
La buona notizia?
Lo stile di vita conta davvero: piccoli accorgimenti, se ben spiegati e personalizzati, possono migliorare significativamente la qualità di vita. E quando serve, anche la chirurgia — se correttamente indicata e in centri dedicati — è uno strumento efficace e mini-invasivo.
Informarsi bene significa scegliere meglio ed è sempre da lì che parte la vera prevenzione.