28/06/2026
Colpo di sole e colpo di calore nei bambini: differenze e cosa fare
Sono due condizioni diverse, ma spesso vengono confuse. Entrambe possono comparire in estate, soprattutto nei bambini, che si disidratano più facilmente e regolano peggio la temperatura rispetto agli adulti.
Colpo di sole
Il colpo di sole è legato soprattutto all’esposizione diretta ai raggi solari, in particolare sulla testa e sul collo.
Può comparire dopo una permanenza prolungata al sole, specialmente senza cappello, nelle ore più calde o in spiaggia.
Sintomi possibili:
mal di testa, volto molto arrossato, pelle calda, nausea, fastidio alla luce, debolezza, irritabilità, febbricola o febbre, talvolta vomito.
In pratica: il sole ha “colpito” direttamente il bambino, soprattutto alla testa.
Colpo di calore
Il colpo di calore è più grave. Non dipende solo dal sole, ma dall’incapacità del corpo di disperdere il calore.
Può avvenire anche all’ombra, in auto, in ambienti chiusi e caldi, con umidità elevata, vestiti troppo pesanti, attività fisica intensa o scarsa idratazione.
È una vera emergenza, perché la temperatura corporea può salire molto e danneggiare organi vitali.
Sintomi d’allarme:
temperatura corporea molto alta, pelle molto calda, rossa, secca o anche sudata, confusione, sonnolenza importante, comportamento strano, svenimento, convulsioni, respiro alterato, peggioramento rapido. CDC indica tra i segni di colpo di calore confusione, alterazione dello stato mentale, perdita di coscienza, convulsioni e temperatura corporea molto elevata; il trattamento ritardato può essere fatale.
Differenza semplice
Colpo di sole:
troppo sole diretto, soprattutto su testa e collo.
Colpo di calore:
troppo calore nel corpo, incapacità di raffreddarsi. Può succedere anche senza sole diretto.
Il colpo di sole può essere fastidioso e importante.
Il colpo di calore può essere pericoloso per la vita.
Cosa fare subito
Portare immediatamente il bambino all’ombra o in un ambiente fresco, meglio se climatizzato.
Togliere vestiti inutili o stretti.
Raffreddare il corpo con panni freschi, doccia fresca, spruzzi d’acqua, ventilatore, impacchi freschi su collo, ascelle e inguine.
Far bere piccoli sorsi di acqua o soluzione reidratante se il bambino è vigile, collaborante e non vomita.
Non dare bevande ghiacciate, alcoliche, energetiche o troppo zuccherate.
Non forzare a bere se il bambino è confuso, molto sonnolento o non completamente vigile.
Secondo NHS/GOV.UK, nei quadri di esaurimento da calore il bambino dovrebbe iniziare a migliorare entro circa 30 minuti dopo raffreddamento, liquidi e ambiente fresco; se non migliora o compaiono segni neurologici, bisogna considerare il colpo di calore e chiedere aiuto urgente.
Quando chiamare subito il 118 / andare in urgenza
Chiamare subito aiuto se il bambino:
è confuso, molto sonnolento o non risponde bene;
sviene o ha convulsioni;
ha temperatura molto alta;
vomita ripetutamente;
respira male;
ha pelle molto calda e peggiora rapidamente;
non migliora dopo 20–30 minuti di raffreddamento;
è molto piccolo, soprattutto lattante.
Nei bambini, i sintomi da calore vanno presi sul serio: CDC raccomanda di cercare assistenza medica immediata se un bambino presenta segni di malattia legata al caldo.
Prevenzione
Evitare esposizione nelle ore centrali, soprattutto tra 11:00 e 16:00.
Usare cappello, occhiali, maglietta leggera e ombra.
Far bere spesso, anche prima che il bambino dica di avere sete.
Non lasciare mai un bambino in auto, nemmeno per pochi minuti.
Evitare attività fisica intensa nelle ore calde.
Non coprire troppo neonati e lattanti.
La crema solare protegge la pelle dalle ustioni, ma non impedisce il colpo di calore: un bambino può surriscaldarsi anche con la crema messa perfettamente.
Messaggio chiave per i genitori
Il sole può scottare la pelle.
Il caldo può mandare in crisi tutto l’organismo.
All’ombra, al fresco, idratato.
E se il bambino è confuso, molto abbattuto o non migliora: urgenza.